Doris Day

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Doris Day
DorisDay-midnightlace.jpg
Doris Day nel film Merletto di mezzanotte (1960)
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
GenereOrchestra jazz
Periodo di attività musicale1939 – 2011
Album pubblicati31
Sito ufficiale

Doris Day, nome d'arte di Doris Mary Anne Kappelhoff (Cincinnati, 3 aprile 1922Carmel-by-the-Sea, 13 maggio 2019[1]), è stata un'attrice e cantante statunitense.

Raggiunse il successo radiofonico e discografico negli anni quaranta come cantante di Big Band, successivamente come attrice cinematografica e poi ancora nei tardi anni sessanta e anche oltre come personaggio televisivo, sempre con un largo seguito di pubblico anche a livello internazionale. Nota abbastanza presto come la tipica "fidanzata d'America", con la sua potente e duratura immagine di bionda vivace, intraprendente, esuberante ed orgogliosa, e con la sua abilità nella recitazione, nel canto e nella danza, è stata tra le attrici statunitensi di maggiore successo degli anni cinquanta e sessanta, a suo agio sia nel genere drammatico sia in quello, largamente più sfruttato dai produttori, della commedia e sempre accanto ad importanti attori.

Con all'attivo 39 film, concentrati nel ventennio 1948-1968, e oltre 75 ore di programmi televisivi, in aggiunta alla registrazione di più di 650 canzoni, la carriera di Doris Day è stata coronata da numerosi premi, tra cui una nomina al premio Oscar, e dalla vittoria di un Golden Globe e di un Grammy Award. Da sempre convinta di essere nata nell'anno 1924, soltanto in occasione del suo compleanno nel 2017 ha scoperto di essere in realtà nata nell'anno 1922, forse a causa di manipolate registrazioni della madre in occasione dei primi contatti di Doris con il mondo dello spettacolo.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Doris Day nacque a Evanston, sobborgo di Cincinnati (Ohio), terzogenita di Alma Sophia Welz (1895-1976), casalinga, e di William (Wilhelm) Kappelhoff (1892-1967), insegnante di musica e maestro del coro. I genitori erano entrambi figli e nipoti di immigrati tedeschi.[2] La coppia, che aveva già avuto due figli (Richard, morto prematuramente, e Paul, deceduto nel 1958), battezzò la bambina con il nome Doris sembra in ricordo di Doris Kenyon, un'attrice del cinema muto, di cui Alma era una grande ammiratrice[3]. I genitori divorziano per l'infedeltà del padre: la Day ha affermato che alcuni rapporti adulterini ebbero luogo nella stessa casa di famiglia[4].

All'età di 12 anni, dopo la separazione dei genitori, Doris iniziò a prendere lezioni di danza e a esibirsi in manifestazioni amatoriali in coppia con un giovanissimo ballerino di tip-tap, Jerry Doherty. Dopo un breve e sfortunato trasferimento in California, il 13 ottobre 1937 rimase seriamente ferita alla gamba destra in un grave incidente stradale, che pose termine alla prospettiva di una carriera da ballerina professionista, favorendo invece quella di cantante e successivamente di attrice[5].

Il successo musicale[modifica | modifica wikitesto]

Doris Day a bordo della U.S.S. Juneau (1952)

Durante la convalescenza Doris iniziò a prendere lezioni di canto e a esibirsi nelle radio locali. Nel periodo tra il 1939 e il 1940 fu ingaggiata nell'orchestra di Barney Rapp, che prese spunto dalla canzone Day by Day, cantata spesso da Doris, per suggerirle il definitivo nome d'arte di Doris Day, in sostituzione del cognome Kappelhoff, da lui ritenuto troppo lungo e non adatto dal punto di vista pubblicitario.[4]

Dopo aver lavorato con Rapp, Doris collaborò con altre orchestre, tra le quali quelle di Jimmy James,[6] di Bob Crosby e di Les Brown. Durante il suo periodo nell'orchestra di Brown la cantante interpretò il suo primo hit, Sentimental Journey: uscito nei primi mesi del 1945, raggiunse la prima posizione negli Stati Uniti nella Billboard Hot 100 per 9 settimane e vinse il Grammy Hall of Fame 1998.

Il brano diventò presto simbolico per le truppe americane, un inno alla smobilitazione e al desiderio di fare ritorno a casa dopo la seconda guerra mondiale. La canzone, insieme ad altre, è ancora associata a Doris Day, che la registrò più volte in diverse occasioni e la incluse in un suo special televisivo del 1971.[7]

Tra il 1945 e il 1946 Doris, come vocalista della Les Brown Band, ebbe 5 Top Ten Hits sulla Billboard Hall of Fame: My Dreams Are Getting Better All the Time (nel 1945 raggiunse la prima posizione nella Billboard Hot 100 per 7 settimane e accrebbe la sua popolarità come cantante anche radiofonica), Till the End of Time, Come to Baby Do, I Got the Sun in the Morning e Journey. Doris fu in tournée con l'orchestra di Les Brown per tutti gli Stati Uniti.

Carriera cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni alla Warner Bros. (1948-1954)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1947, mentre stava per lasciare Los Angeles per tornare nella casa materna a Cincinnati dopo la separazione dal secondo marito, il suo agente Al Levy la convinse a partecipare a un party nella casa del compositore Jule Styne. Il delicato momento personale e l'iniziale riluttanza a esibirsi contribuirono però ad una emozionante performance di Embraceable You, che impressionò favorevolmente tanto Styne quanto il suo socio Sammy Cahn, che la presentarono subito al regista cinematografico Michael Curtiz.

Doris Day in Amore sotto coperta (1948), il suo primo film
Doris Day e Gordon MacRae nel trailer di Tè per due (1950)

Doris firmò un contratto in esclusiva di sette anni con la Warner Bros. e Michael Curtiz le affidò subito un ruolo nella commedia musicale brillante Amore sotto coperta (1948), accanto a Jack Carson e Janis Paige, dando il via alla sua folgorante carriera cinematografica. Pur al suo primo film e in un ruolo marginale, Doris colpì favorevolmente il pubblico per freschezza e spontaneità, e per l'espressività con cui interpretò le canzoni del film.

Contemporaneamente al lancio del film Doris sfondò anche nel mercato discografico con It's Magic (che faceva parte della colonna sonora di Amore sotto coperta) e alla radio come partner di Bob Hope in un programma della NBC. Ad appena ventiquattro anni aveva raggiunto il successo simultaneo in ben tre rami dello spettacolo[8].

Nel 1948 il suo successo musicale proseguì con Buddy Clark e i singoli Love Somebody e Confess, nel 1949 con Again e Bewitched, Bothered and Bewildered con The Mellomen e l'orchestra condotta da John Rarig arrivò in nona posizione, nel 1951 con (Why Did I Tell You I Was Going To) Shanghai e nel 1952 con Sugar Bush in coppia con Frankie Laine.

Nel 1950 apparve nei suoi primi film importanti: accanto a Lauren Bacall e Kirk Douglas fu nel cast di Chimere, ancora per la regia di Michael Curtiz, liberamente ispirato alla vita del musicista jazz Bix Beiderbecke; in seguito interpretò Tè per due di David Butler, accanto a Gordon MacRae, ed ispirato alla commedia musicale No, No, Nanette. Per alcuni anni si confermò reginetta delle commedie musicali della Warner Bros., come in La ninna nanna di Broadway (1951) e Aprile a Parigi (1952), entrambi ancora diretti da Butler, e Vecchia America (1951) di Roy Del Ruth, ove presentò un personaggio femminile piuttosto inusuale per l'epoca e destinato a svilupparsi in seguito. Già in questi primi anni la sua popolarità crebbe a dismisura, e dal 1951 comparve tra le prime 10 attrici più pagate negli USA, restando in cima a questa classifica per circa un quindicennio[9].

Il suo migliore film del periodo alla Warner Bros., tanto per la critica quanto per il pubblico, rimane però Non sparare, baciami! (1953) diretto ancora da David Butler e interpretato a fianco del cantante Howard Keel, in cui Doris fu una straordinaria e sorprendente Calamity Jane, personaggio emblematico e in qualche modo riassuntivo di tutto il suo primo periodo cinematografico. Il brano Secret Love, da lei cantato nel film, raggiunse la prima posizione in classifica nel 1954 negli Stati Uniti per tre settimane e nella Official Singles Chart per nove settimane, vinse inoltre l'Oscar alla migliore canzone e venne premiato con il Grammy Hall of Fame Award 1999[9]. Sempre nel 1954 ebbe successo anche il singolo If I Give My Heart to You.

Le migliori interpretazioni (1955-1957)[modifica | modifica wikitesto]

Doris Day nel trailer del film Amami o lasciami (1955)

Dopo la conclusione del contratto con la Warner Bros., negli anni 1955-1957 Doris Day apparve in tre film che probabilmente rappresentano le migliori interpretazioni della sua carriera cinematografica. In Amami o lasciami (1955) di Charles Vidor, al posto della prevista Ava Gardner, interpretò la cantante Ruth Etting, una sciantosa degli anni venti, accanto a James Cagney, nel ruolo del gangster Marty Snyder. I fan reagirono positivamente all'interpretazione più sofisticata e disinvolta dell'attrice, in netto contrasto con la freschezza, la vulnerabilità, ma anche l'ingenuità, dei suoi primi film[9]. Ebbero successo, in particolare, i singoli Ten Cents a Dance e I'll Never Stop Loving You, tratti entrambi dalla colonna sonora del film. L'album Love Me or Leave Me raggiunse inoltre la prima posizione nella Billboard 200 per 25 settimane.

Nel 1956 Alfred Hitchcock, che l'aveva casualmente conosciuta in un party qualche anno prima, le offrì l'occasione forse più allettante della sua carriera, e lei rispose con un'interpretazione di grande intensità, tanto da sorprendere favorevolmente anche la critica dell'epoca. In L'uomo che sapeva troppo (1956) Doris è Jo McKenna, un'ex cantante americana in vacanza in Marocco con il marito medico (interpretato da James Stewart) e il figlioletto. La famigliola, apparentemente piuttosto ordinaria e molto felice, si trova presto al centro di un intrigo internazionale che ha come obiettivo un assassinio politico a Londra e che comporta il rapimento del bambino. Nella lunga e straordinaria sequenza durante il concerto londinese alla Royal Albert Hall, diretto dal musicista Bernard Herrmann, Doris Day offrì probabilmente il migliore saggio di recitazione della sua carriera[9], coinvolgendo il pubblico nell'angoscia del personaggio, diviso tra il dilemma di rivelare l'imminente assassinio e il rischio di compromettere l'incolumità del figlio rapito. Nel film la diva cantò il celebre tema musicale Whatever will be (que sera sera), uno dei suoi maggiori successi, che venne riproposto parzialmente e in contesti non drammatici in due suoi film successivi, oltre che nella sigla di apertura della serie televisiva The Doris Day Show (1968-1973), e con il quale è tuttora immediatamente riconosciuta dal pubblico. Nello stesso anno le venne proposto un nuovo ruolo drammatico in Salva la tua vita! di Andrew L. Stone e successivamente in Merletto di mezzanotte (1960) di David Miller, ma in entrambi i casi con risultati piuttosto deludenti, tanto che dopo il film di Miller la Day non abbandonerà più il genere leggero.

Nel 1957 fu la volta de Il giuoco del pigiama di George Abbott e Stanley Donen, adattamento cinematografico di uno dei più grandi successi di Broadway. È un film musicale di stampo classico, ambientato in una fabbrica di pigiami di una cittadina del Middle West, che fa da sfondo ai conflitti sentimentali e professionali tra il nuovo direttore (John Raitt) e l'impetuosa animatrice della commissione interna Babe Williams, personaggio interpretato dalla Day. Il film non fu un trionfo sotto l'aspetto commerciale, nonostante la sua buona qualità e la bravura dell'attrice, dei comprimari e anche del giovane coreografo Bob Fosse, destinato a diventare famoso. Il 1957 fu infatti un anno di transizione per il musical, genere cinematografico che, almeno per come era fino ad allora conosciuto, stava mostrando un lento ma inesorabile declino[9].

Commedie e stereotipi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1958, subito dopo l'insuccesso di Il tunnel dell'amore di Gene Kelly e per merito anche di una felice intuizione del marito produttore, iniziò il terzo periodo d'oro della carriera di Doris Day: una serie di commedie di grande successo commerciale, sia pure di diseguale valore sul piano artistico, permisero all'attrice di rimanere a lungo ai vertici della popolarità, quantomeno fino all'apparire, intorno al 1968, di una nuova generazione di attrici statunitensi. Con Il letto racconta (1959) di Michael Gordon la diva inaugurò un sodalizio artistico con Rock Hudson e un filone, in parte anticipato dal fortunato10 in amore (1958) di George Seaton, che proseguì con poche varianti anche nelle pellicole degli anni successivi, caratterizzato da sceneggiature in genere piuttosto ripetitive e incentrate sulla ben collaudata "battaglia tra i sessi", in cui la Day interpretava donne orgogliose, peraltro non più giovanissime ed impegnate a contrastare la virilità dei partner, i loro aggressivi corteggiamenti e in un certo modo a proteggere la propria "onorabilità" quanto meno prima del matrimonio. Visto il grande successo subito riscontrato, l'attrice tornò al fianco di Rock Hudson anche in Amore, ritorna! (1961) di Delbert Mann e in Non mandarmi fiori (1964) di Norman Jewison. In tutti e tre i film Tony Randall apparve come comprimario nel ruolo di terzo "incomodo".

Anche Il visone sulla pelle (1962) di Delbert Mann fu una delle pellicole che maggiormente diedero corpo e fiato al mito della vergine quarantenne[10], con il quale, per ragioni strettamente commerciali, l'attrice continuava ad essere identificata da parte del pubblico. La Day, in un ruolo abbastanza improbabile, è qui impegnata a difendere la propria innocenza dall'assidua corte di un maturo uomo d'affari (interpretato da Cary Grant), per concedersi a lui solo dopo il matrimonio, degno finale del film. La coppia dei protagonisti fu stavolta affiancata da Gig Young, "coscienza" critica che disapprova il comportamento del milionario e difende ad oltranza l'innocenza della donna.

L'attrice riuscì temporaneamente ad allontanarsi dallo stereotipo della "ragazza della porta accanto" in alcune felici occasioni, come in Attenti alle vedove (1959) di Richard Quine, in cui fece coppia con Jack Lemmon, e in La ragazza più bella del mondo (1962) di Charles Walters, ambientato nel mondo circense, nel quale lavorò insieme a Stephen Boyd e ad alcuni veterani dello spettacolo statunitense come Jimmy Durante e Martha Raye e che rinverdì brevemente i gloriosi fasti del film musicale, con ottime esibizioni canore dell'attrice. Un grande successo in quel periodo ebbe anche la commedia Non mangiate le margherite (1960) di Charles Walters, ove l'attrice, affiancata da David Niven, iniziò a modificare anche alcuni aspetti peculiari della propria immagine; tra l'altro in questo film, e in ruoli perfettamente "rovesciati" , ritrovò Janis Paige, con la quale aveva esordito nel 1948.

Nel 1963 fu la protagonista femminile accanto a James Garner della commedia Fammi posto tesoro di Michael Gordon (in un ruolo previsto l'anno prima per Marilyn Monroe per Something's Got to Give, film di George Cukor che non fu mai completato), dal quale ebbe origine l'ennesimo successo musicale con il singolo Everybody Loves a Love. Nello stesso anno si propose ancora in coppia con Garner nel film Quel certo non so che di Norman Jewison, che ebbe un buon riscontro di critica e pubblico.

La popolarità della Day in quel periodo era tale, che anche la creazione della celeberrima bambola Barbie da parte della Mattel, nel 1959, sembra che si ispirasse proprio alla patinata immagine cinematografica dell'attrice connessa al suo partner del momento Rock Hudson.

L'addio al cinema e il successo televisivo[modifica | modifica wikitesto]

Intorno alla metà degli anni sessanta Doris Day cominciò a diradare sensibilmente le sue apparizioni al cinema, soprattutto per la evidente difficoltà di mantenere inalterata la sua immagine di giovane virtuosa, ma non perse affatto in popolarità, tanto che almeno fino al 1966 rimase una delle attrici statunitensi in assoluto più pagate. Forse anche per questa ragione nei suoi ultimi film (1963-1968) venne spesso affiancata da partners più giovani e recitò con una certa ironia, prendendosi gioco della propria immagine divistica patinata, nelle commedie Non disturbate (1965) di Ralph Levy, La mia spia di mezzanotte (1966) e Caprice la cenere che scotta (1967), entrambi film di buon successo diretti da Frank Tashlin. Nel 1967 ripropose dopo vari anni un personaggio femminile tipo Calamity Jane in La donna del West di Andrew V. McLaglen, accanto a Peter Graves.

Nel suo penultimo film, Che cosa hai fatto quando siamo rimasti al buio? (1968) di Hy Averback la Day, citando in qualche modo se stessa, interpretava una famosa e matura attrice di Broadway con in cartellone una commedia di successo intitolata The Constant Virgin. Nel suo ultimo film C'è un uomo nel letto di mamma (1968) di Howard Morris, rinunciò del tutto ad un'immagine sofisticata e, come nella pellicola precedente, a lanciare la consueta nuova canzone nei titoli di testa. Sembra che nel 1965 rifiutò il ruolo della protagonista nel film musicale Tutti insieme appassionatamente di Robert Wise, poi affidato a Julie Andrews, poiché si sentiva "troppo americana per impersonare una suora austriaca". L'anno precedente era stata proposta per il ruolo di protagonista nel film musicale Voglio essere amata in un letto d'ottone di Charles Walters, poi assegnato a Debbie Reynolds. Non accettò mai di interpretare ruoli decisamente più moderni, in linea con la sua reale età ed in sintonia con un cinema che stava rapidamente mutando, rifiutando anche l'ambito ma scabroso ruolo di Mrs. Robinson nel film Il laureato (1967), che riteneva assolutamente inadatto e che venne poi assegnato dal regista Mike Nichols alla più giovane Anne Bancroft.

All'età di quarantasei anni, Doris Day si ritirò dalle scene cinematografiche per passare alla fortunata serie televisiva della CBS The Doris Day Show, pensata appositamente per lei dal suo manager e terzo marito Martin Melcher (sposato nel 1951 e deceduto nel 1968, poco prima dell'inizio delle riprese) e che andò in onda fino al 1973, pur con diverse modifiche. Sempre abbastanza attiva nello show televisivo e nella incisione o riedizione di dischi, ed avvicinatasi con determinazione all'associazionismo in difesa degli animali e dell'ambiente, oltre che membro da vario tempo del Cristianesimo scientista[11], nel 1969 l'attrice rischiò di perdere il suo unico figlio, Terry Melcher (nato nel 1942 dal primo matrimonio della Day con Al Jorden, e deceduto nel 2004), allora proprietario della residenza al 10050 Cielo Drive di Bel Air e reale obiettivo, secondo alcune fonti, dell'efferato eccidio nel quale l'attrice Sharon Tate e alcuni suoi amici vennero trucidati da Charles Manson. Dopo la morte di Melcher, che aveva fino ad allora guidato la carriera della moglie e, si dice, sottoscritto contratti cinematografici anche senza il suo preventivo assenso dopo il 1964, la Day scoprì di essere stata truffata per anni e di avere perduto quasi tutti i suoi considerevoli guadagni, ma nel 1974 un tribunale stabilì che le fossero liquidati ben 22 milioni di dollari a titolo di risarcimento.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Lasciato definitivamente il cinema nel 1968, ed allontanatasi progressivamente anche dagli schermi televisivi a partire dalla seconda metà degli anni settanta, ma senza isolarsi del tutto, l'attrice, dopo un quarto ed ultimo matrimonio (1976-1981) con il più giovane Barry Comden, si stabilì definitivamente in un ranch nei pressi di Carmel, in California, ove si dedicò con costante e riconosciuto impegno alla lotta per la protezione degli animali attraverso una specifica fondazione, la Doris Day Animal League fondata nel 1987. Nel 1975 pubblicò il libro autobiografico Her Own Story. Sembra che nel 1984 la Day rifiutò il ruolo di Jessica Fletcher nella serie televisiva La signora in giallo, poi affidato ad Angela Lansbury. Oltre ad essere stata nominata nel 1960 al premio Oscar come migliore attrice protagonista per il film Il letto racconta ed avere ottenuto il secondo posto ai Laurel Awards nel 1967 per La mia spia di mezzanotte (premio comunque assegnatole nella categoria principale anche in tutti gli anni compresi tra il 1958 e il 1964) la Day ricevette numerosi premi e riconoscimenti prestigiosi negli Stati Uniti, tra cui il Cecil B. DeMille Award nel 1989, il Lifetime Achievement Award nel 1991, il Presidential Medal of Freedom nel 2004 e il Grammy Award alla carriera nel 2006. Sempre molto amata dal pubblico e dai cinefili di tutto il mondo per la sua intatta aurea leggendaria, non disdegnò di apparire in occasioni pubbliche e in televisione. Nel 2011 pubblicò il suo ultimo album discografico, dal titolo My Heart. Nel 2015 venne diffusa la clamorosa notizia del progetto di un film da girare nei pressi della sua tenuta californiana, prodotto e diretto da Clint Eastwood, e con il quale la Day sarebbe tornata a recitare dopo molti anni, ma il progetto non ebbe seguito.

Doris Day è morta a 97 anni, per le conseguenze di una polmonite, il 13 maggio 2019[12].

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Discografia (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

  • 1949: You're My Thrill
  • 1950: Young Man with a Horn
  • 1950: Tea for Two
  • 1951: Lullaby of Broadway
  • 1951: On Moonlight Bay
  • 1951: I'll See You in My Dreams
  • 1953: By the Light of the Silvery Moon
  • 1953: Calamity Jane
  • 1954: Young at Heart
  • 1955: Love Me or Leave Me
  • 1955: Day Dreams
  • 1956: Day by Day
  • 1957: The Pajama Game
  • 1957: Day by Night
  • 1958: Hooray for Hollywood
  • 1959: Cuttin' Capers
  • 1960: What Every Girl Should Know
  • 1960: Show Time
  • 1961: Bright and Shiny
  • 1961: I Have Dreamed
  • 1962: Duet
  • 1962: You'll Never Walk Alone
  • 1962: Billy Rose's Jumbo
  • 1963: Annie Get Your Gun
  • 1963: Love Him
  • 1964: The Doris Day Christmas Album
  • 1964: With a Smile and a Song
  • 1965: Latin for Lovers
  • 1965: Doris Day's Sentimental Journey
  • 1994: The Love Album
  • 2011: My Heart

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia Presidenziale della Libertà - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Presidenziale della Libertà
— 23 giugno 2004

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Rosetta Calavetta in: Amore sotto coperta (non nel canto), Musica per i tuoi sogni, L'amore non può attendere, Chimere, Tè per due, La ninna nanna di Broadway, Vecchia America, Aprile a Parigi, Non sparare, baciami!, Un pizzico di fortuna, Tu sei il mio destino, Il giuoco del pigiama, Attenti alle vedove, Il letto racconta..., Merletto di mezzanotte, Amore, ritorna!, Il visone sulla pelle, Quel certo non so che, Non mandarmi fiori!, La donna del West
  • Dhia Cristiani in: Amami o lasciami, Salva la tua vita!, Non mangiate le margherite, La mia spia di mezzanotte, Che cosa hai fatto quando siamo rimasti al buio?
  • Maria Pia Di Meo in: Tu sei il mio destino (ridoppiaggio), Fammi posto tesoro, Non disturbate
  • Lydia Simoneschi in: L'uomo che sapeva troppo, 10 in amore
  • Rina Morelli in: La setta dei tre K
  • Flo Sandon's in: La ninna nanna di Broadway (canto)
  • Gabriella Genta in: La ragazza più bella del mondo
  • Rita Savagnone in: Caprice, la cenere che scotta
  • Cristina Grado in: The Doris Day Show

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Addio a Doris Day, morta icona americana, su ANSA.it, 13 maggio 2019.
  2. ^ The Nothern Times 15 maggio 2019
  3. ^ Hotchner, A. E., Doris Day: Her Own Story, Morrow & Co., Inc., 1976, p. 18
  4. ^ a b (EN) The Dark Days of Doris Day, dailymail.co.uk, 25 giugno 2008. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  5. ^ Hamilton Daily News Journal, October 18, 1937, "Trenton Friends Regret Injury To Girl Dancer"
  6. ^ The Lima (Ohio) News, April 17, 1940, Page 11, "To Entertain At Convention Here"
  7. ^ Eric Braun, Doris Day, 2ª ed., London, Orion Books, 1º settembre 2004, p.26, ISBN 978-0-7528-1715-6.
    «It is not surprising... that she took so readily to Christian Science in her later life».
  8. ^ "Doris Day" di George Morris, Milano Libri Edizioni, pag. 23 (1983)
  9. ^ a b c d e "Doris Day" di George Morris, Milano Libri Edizioni, 1983
  10. ^ "Doris Day" di George Morris, Milano Libri Edizioni, pag. 104 (1983)
  11. ^ Maurizio Porro, È morta Doris Day, la «fidanzata» d’America che stregò Hitchcock, in Corriere della Sera, 13 maggio 2019. URL consultato il 13 maggio 2019.
  12. ^ È morta Doris Day, su www.msn.com. URL consultato il 26 agosto 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. E. Hotchner, Doris Day: Her Own Story, William Morrow & Co., Inc., 1976
  • Garry McGee, Doris Day: Sentimental Journey, McFarland & Company, Inc., 2005
  • Pierre Patrick, Garry McGee, Que Sera, Sera: The Magic of Doris Day Through Television, Bear Manor Media, 2005
  • Tom Santopietro, Considering Doris Day, Thomas Dunne Books, St. Martin's Press, 2007
  • Mary Anne Barothy, Day at a Time: An Indiana Girl's Sentimental Journey to Doris Day's Hollywood and Beyond, Hawthorne Publishing, 2007
  • David A. Kaufman, Doris Day: The Untold Story of the Girl Next Door, Virgin Books, 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN42024932 · ISNI (EN0000 0001 1471 2242 · SBN IT\ICCU\TO0V\342542 · Europeana agent/base/146799 · LCCN (ENn50035209 · GND (DE118524119 · BNF (FRcb138930476 (data) · BNE (ESXX1041910 (data) · NLA (EN35034093 · WorldCat Identities (ENn50-035209