Doris Day

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Doris Day nel film Merletto di mezzanotte (1960)

Doris Day, nome d'arte di Doris Mary Anne Kappelhoff (Cincinnati, 3 aprile 1924), è un'attrice e cantante statunitense.

Raggiunse il successo radiofonico e discografico negli anni quaranta come cantante di Big Band, e successivamente, come attrice cinematografica e poi ancora nei tardi anni sessanta come personaggio televisivo.

Con la sua immagine di bionda vivace ed esuberante, con la sua abilità nella recitazione, nel canto e nella danza, è stata tra le attrici di maggior successo degli anni cinquanta e sessanta, a suo agio sia nel genere drammatico che nella commedia. Nota all'epoca come la "Fidanzata d'America".

Ha trentanove film al suo attivo, così come oltre 75 ore di programmi televisivi, ed ha registrato oltre 650 canzoni.

È stata nominata per un premio Oscar, e ha vinto un Golden Globe e un Grammy Award.

Nel giugno del 2004 le è stata assegnata la "Presidential Medal of Freedom" da George W. Bush. Non si è presentata a ritirarla alla cerimonia alla Casa Bianca a causa della sua intensa paura di volare.[1]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Doris Day è nata a Evanston, sobborgo di Cincinnati (Ohio), terzogenita di Alma Sophia Welz (casalinga) e William/Wilhelm Kappelhoff (insegnante di musica e maestro del coro), i cui genitori erano immigrati tedeschi.[2]

La coppia, che aveva già avuto due figli (Richard, morto prematuramente, e Paul), battezzò la bambina con il nome di "Doris", in ricordo di Doris Kenyon, attrice del cinema muto di cui Alma era una grande ammiratrice.[3]

I genitori di Doris divorziano, a causa dell'infedeltà del padre (la Day ha testimoniato che alcuni episodi di adulterio ebbero luogo nella casa stessa di famiglia).[4]

All'età di 12 anni, dopo la separazione dei genitori, Doris iniziò a prendere lezioni di danza e a esibirsi in manifestazioni amatoriali in coppia con un giovanissimo ballerino di tip-tap, Jerry Doherty. Dopo un breve e sfortunato trasferimento in California, rimase seriamente ferita alla gamba destra in un grave incidente avvenuto il 13 ottobre 1937, che pose termine alla prospettiva di una carriera da ballerina professionista[5].

Il successo musicale[modifica | modifica sorgente]

Doris Day a bordo della U.S.S. Juneau (1952)

Durante la convalescenza, Doris iniziò a prendere lezioni di canto e a esibirsi nelle radio locali; ingaggiata nell'orchestra di Barney Rapp nel periodo tra il 1939 e il 1940, questi prese spunto dalla canzone "Day by Day", cantata spesso da Doris, per suggerirle il definitivo nome d'arte di Doris Day, in sostituzione del cognome Von Kappelhoff, da lui ritenuto troppo lungo e non adatto dal punto di vista pubblicitario.[4]

Dopo aver lavorato con Rapp, Doris collaborò anche con altre orchestre, tra le quali quella di Jimmy James,[6] di Bob Crosby e di Les Brown. Durante il suo periodo nell'orchestra di Brown, la cantante interpretò il suo primo hit, Sentimental Journey, uscito nei primi mesi del 1945, che raggiunse la prima posizione negli Stati Uniti e vinse il Grammy Hall of Fame 1998.

Il brano diventò presto un simbolo per le truppe americane, un inno alla smobilitazione e al desiderio di fare ritorno a casa dopo la seconda guerra mondiale. Questa canzone è ancora associata a Doris Day, che la registrò più volte in diverse occasioni e che la incluse nel suo special televisivo del 1971.[7] "Sentimental Journey" fu la prima canzone a lei associata che fu nel Grammy Hall of Fame 1998. Nel periodo tra il 1945-46, Doris (come vocalista della Les Brown Band) ebbe 5 Top Ten Hits sulla Billboard Hall of Fame. Tra queste sono incluse: "My Dreams Are Getting Better All The Time", "Till The End of Time", "Come To Baby Do", "I Got The Sun in the Morning", and Journey.

Durante il periodo trascorso nell'orchestra di Les Brown, Doris fu in tournée per tutti gli Stati Uniti. La sua popolarità come cantante radiofonica e come cantante aumentò grazie a un secondo successo discografico, "My Dreams Are Getting Better All The Time" sempre nel 1945.

Carriera cinematografica[modifica | modifica sorgente]

Gli anni alla Warner Bros. (1948-1954)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1947, mentre Doris stava per lasciare Los Angeles per tornare alla casa materna a Cincinnati, dopo la separazione dal secondo marito, il suo agente Al Levy la convinse a partecipare ad un party nella casa del compositore Jule Styne. Il delicato momento personale e l'iniziale riluttanza ad esibirsi, contribuirono a un'emozionante performance di Embraceable You, che impressionò favorevolmente Styne e il suo socio Sammy Cahn, i quali la presentarono al regista cinematografico Michael Curtiz.

Doris Day in Amore sotto coperta (1948), il suo primo film
Doris Day e Gordon MacRae nel trailer di Tè per due (1950)

Doris firmò un contratto di sette anni con la Warner Bros. e il regista Michael Curtiz le affidò un ruolo nella commedia brillante Amore sotto coperta (1948), dando il via così alla carriera sua cinematografica. Pur trattandosi del suo primo film Doris colpì subito il pubblico per la sua freschezza e spontaneità, e per l'espressività con cui interpretò le canzoni del film. Contemporaneamente al lancio del film, Doris sfondò sul mercato discografico con "It's magic" (che faceva parte della colonna sonora di Amore sotto coperta) e alla radio come partner di Bob Hope in un programma della NBC. Ad appena ventiquattro anni, si trattò per lei del successo simultaneo in ben tre rami dello spettacolo.[8]

Nel 1948 continua il suo successo musicale con i singoli con Buddy Clark Love Somebody e Confess, nel 1949 con Again e Bewitched, Bothered and Bewildered con The Mellomen e l'orchestra condotta da John Rarig, nel 1951 con (Why Did I Tell You I Was Going To) Shanghai e nel 1952 con Sugar Bush in coppia con Frankie Laine.

Nel 1950 apparve nei suoi primi film importanti; accanto a Lauren Bacall e Kirk Douglas fu nel cast di Chimere, ancora per la regia di Michael Curtiz, liberamente ispirato alla vita del musicista jazz Bix Beiderbecke; in seguito interpretò Tè per due di David Butler, ispirato alla commedia musicale No, no, Nanette. Per alcuni anni si confermò reginetta delle commedie musicali della Warner, come in La ninna nanna di Broadway (1951) e Aprile a Parigi (1952) entrambi sempre diretti da Butler. Già in questi primi anni la sua popolarità crebbe a dismisura e dal 1951 comparve tra le prime 10 attrici più pagate negli USA, restando in questa classifica per quasi un ventennio.[9] Il suo migliore film del periodo alla Warner Bros. rimane però Non sparare, baciami! (1953), accanto al cantante Howard Keel, dove Doris fu una straordinaria Calamity Jane, personaggio emblematico e riassuntivo di tutto il suo primo periodo cinematografico e canta il brano Secret Love che ebbe successo in classifica nel 1954 raggiungendo la prima posizione negli Stati Uniti, vinse l'Oscar alla migliore canzone e venne premiato con il Grammy Hall of Fame Award 1999.[9] Sempre nel 1954 ebbe successo anche il singolo If I Give My Heart to You.

Le migliori interpretazioni[modifica | modifica sorgente]

Doris Day nel trailer del film Amami o lasciami (1955)

Dal 1955 al 1957 Doris Day, lasciata la Warner Bros., apparve in tre film che probabilmente rappresentano le migliori interpretazioni della sua carriera. In Amami o lasciami (1955) di Charles Vidor, interpretò la cantante Ruth Etting, una sciantosa degli anni venti, accanto a James Cagney nel ruolo del gangster Marty Snyder. I fans reagirono positivamente all'interpretazione più sofisticata e disinvolta dell'attrice, in netto contrasto con la freschezza e vulnerabilità dei suoi primi film.[9] Sempre nel 1955 ebbe successo anche il singolo I'll Never Stop Loving You cantato nel film Amami o lasciami.

L'anno successivo Alfred Hitchcock le offrì l'occasione più allettante della sua carriera, e lei rispose con una interpretazione di grande intensità. In L'uomo che sapeva troppo (1956), Doris è Jo McKenna, un'americana in vacanza in Marocco con il marito (James Stewart) e il figlioletto. La famigliola si trova al centro di un intrigo che dovrebbe portare a un assassinio politico a Londra, durante un concerto alla Royal Albert Hall. In questa straordinaria sequenza musicale, Doris Day offrì probabilmente il migliore saggio di recitazione della sua carriera,[9] coinvolgendo il pubblico nell'angoscia del personaggio, diviso tra il dilemma di rivelare l'imminente assassinio e il rischio di compromettere l'incolumità del figlio rapito. In questo film l'attrice canta il celebre tema musicale Whatever will be (que sera sera), uno dei suoi maggiori successi.

Nel 1957 fu la volta de Il gioco del pigiama, adattamento cinematografico di uno dei più grandi successi di Broadway. È uno dei più classici film musicali, ambientato in una fabbrica di pigiami di una cittadina del Middle West, che fa da sfondo agli impetuosi conflitti sentimentali e professionali tra il direttore nuovo arrivato (John Raitt) e l'impetuosa animatrice della commissione interna, Babe Williams, interpretata da Doris. A dispetto della sua buona qualità, il film non fu un trionfo sotto l'aspetto commerciale, nonostante la bravura dell'attrice. Il 1957 fu infatti un anno di transizione per il musical, genere cinematografico che stava iniziando il suo lento e inesorabile declino.[9]

Commedie e stereotipi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1958 iniziò il terzo periodo d'oro della carriera divistica di Doris Day, grazie a una serie di commedie di grande successo commerciale che le permisero di rimanere ai vertici della popolarità. Con Il letto racconta (1959), Doris inaugurò un sodalizio artistico con Rock Hudson e un filone che si protrasse anche nelle pellicole degli anni successivi, caratterizzato da sceneggiature incentrate sulla "battaglia tra i sessi" in cui Doris interpretò donne impegnate a contrastare la virilità dei partner, i loro aggressivi corteggiamenti e in un certo modo a "difendere" la propria onorabilità. Dopo Il letto racconta , Doris ritrovò il partner Rock Hudson anche in Amore, ritorna! (1961) e in Non mandarmi fiori (1964). In tutti e tre i film l'attore Tony Randall fu co-protagonista nel brillante ruolo del terzo incomodo.

Anche Il visone sulla pelle (1962) fu uno dei film che maggiormente diedero corpo e fiato al mito della vergine trentottenne.[10] Doris Day è qui impegnata a difendere la propria innocenza dalla corte del milionario uomo d'affari interpretato da Cary Grant, per concedersi a lui solo dopo il matrimonio. Il terzetto di protagonisti fu qui completato da Gig Young, "coscienza" critica che disapprova il comportamento del milionario e difende l'innocenza della ragazza.

Doris Day riuscì comunque ad allontanarsi dallo stereotipo della "ragazza della porta accanto" in alcune felici occasioni, come in Attenti alle vedove (1959) in cui fece coppia con Jack Lemmon e in La ragazza più bella del mondo (1962), ambientato nel mondo circense, che rinverdì brevemente i fasti del film musicale con ottime esibizioni canore dell'attrice.

Nel 1963 interpreta il film Fammi posto tesoro dal quale ebbe successo con il singolo Everybody Loves a Lover.

Gli anni del declino[modifica | modifica sorgente]

Negli anni sessanta Doris Day diradò le sue interpretazioni, pur non perdendo in popolarità e nel 1968, a quarantaquattro anni, si ritirò dalle scene cinematografiche per passare alla televisione con la serie televisiva The Doris Day Show che andrà in onda per molti anni, sia pure con diverse modifiche.

L'attrice vive da anni in un ranch nei pressi di Carmel (California), dove si è impegnata nella lotta per la protezione degli animali per mezzo di una sua fondazione, la Doris Day Animal League con sede nella stessa Carmel.

Nel 2008 ha vinto il Grammy Award alla carriera.

Recentemente ha ripreso il suo nome di battesimo, Doris Kappelhoff, a dispetto di altre voci, riportate da alcuni giornali, secondo cui la Day ha invece adottato il nome di Clara Kappelhoff[11], soprannome originariamente datole dall'attore Billy De Wolfe, co-protagonista del suo film Tè per due (Tea for Two), nonché suo amico personale per molti anni.[12][13]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica sorgente]

  • Rosetta Calavetta in: Il letto racconta, La donna del West, Tu sei il mio destino, Tè per due, Non sparare, baciami!, Non mandarmi fiori, Merletto di mezzanotte, Attenti alle vedove, Il giuoco del pigiama, Amore, ritorna!, Amore sotto coperta (non nel canto), Quel certo non so che, Il visone sulla pelle, Chimere, La ninna nanna di Broadway, Un pizzico di fortuna
  • Dhia Cristiani in: Amami o lasciami, Non mangiate le margherite, Salva la tua vita!, La mia spia di mezzanotte, Che cosa hai fatto quando siamo rimasti al buio?
  • Maria Pia Di Meo in: Tu sei il mio destino (ridoppiaggio TV 1984), Fammi posto tesoro, Non disturbate
  • Lydia Simoneschi in: L'uomo che sapeva troppo, Dieci in amore
  • Rina Morelli in: La setta dei tre K
  • Gabriella Genta in: La ragazza più bella del mondo
  • Rita Savagnone in: Caprice, la cenere che scotta
  • Cristina Grado in: The Doris Day Show

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Presidential Medal of Freedom - nastrino per uniforme ordinaria Presidential Medal of Freedom
— giugno 2004

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) http://www.medaloffreedom.com/DorisDay.htm
  2. ^ Ancestry of Doris Day
  3. ^ Hotchner, A. E., Doris Day: Her Own Story, Morrow & Co., Inc., 1976, p. 18
  4. ^ a b The Dark Days of Doris Day, June 14, 2008, Daily Mail newspaper (Britain).
  5. ^ Hamilton Daily News Journal, October 18, 1937, "Trenton Friends Regret Injury To Girl Dancer"
  6. ^ The Lima (Ohio) News, April 17, 1940, Page 11, "To Entertain At Convention Here"
  7. ^ Eric Braun, Doris Day, 2ª ed., London, Orion Books, 1º settembre 2004, p.26. ISBN 978-0-7528-1715-6.
    «It is not surprising... that she took so readily to Christian Science in her later life».
  8. ^ "Doris Day" di George Morris, Milano Libri Edizioni, pag. 23 (1983)
  9. ^ a b c d e "Doris Day" di George Morris, Milano Libri Edizioni, 1983
  10. ^ "Doris Day" di George Morris, Milano Libri Edizioni, pag. 104 (1983)
  11. ^ Rep: Doris Day Still "Sharp as a Tack." UPI.com 13 Aug 2008
  12. ^ Once a Hollywood legend, Doris Day is now an ageing recluse called Clara. , by Liz Thomas, Mail Online, 11 Aug 2008. Retrieved on 12 Aug 2008.
  13. ^ Day: 'Don't Call Me Doris'. Retrieved on 12 Aug 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Doris Day: Her Own Story an "as-told-to" autobiography by A. E. Hotchner, William Morrow & Co., Inc., 1976
  • Doris Day: Sentimental Journey by Garry McGee, McFarland & Company, Inc., 2005
  • Que Sera, Sera: The Magic of Doris Day Through Television by Pierre Patrick and Garry McGee, Bear Manor Media, 2005
  • Considering Doris Day by Tom Santopietro, Thomas Dunne Books, St. Martin's Press, 2007
  • Day at a Time: An Indiana Girl's Sentimental Journey to Doris Day's Hollywood and Beyond by Mary Anne Barothy, Hawthorne Publishing, 2007
  • Doris Day: The Untold Story of the Girl Next Door by David A. Kaufman, Virgin Books, 2008.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 42024932 LCCN: n50035209