Debbie Reynolds

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Debbie Reynolds negli anni settanta
Statuetta dell'Oscar Oscar Premio umanitario Jean Hersholt 2016

Debbie Reynolds, nome d'arte di Mary Frances Reynolds (El Paso, 1º aprile 1932Los Angeles, 28 dicembre 2016[1]), è stata un'attrice, cantante e ballerina statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Debbie Reynolds sposa Eddie Fisher (1955)

Figlia di Maxine Harmon e Raymond Francis Reynolds, carpentiere per la Southern Pacific Railroad, aveva origini irlandesi, scozzesi e inglesi. Nel 1948, appena sedicenne, impersonando l'attrice Betty Hutton vinse il concorso di bellezza Miss Burbank, in California, dove i suoi genitori erano emigrati nel 1939[2]. Subito dopo ottenne un contratto cinematografico in esclusiva con la MGM, divenendo ben presto e per lungo tempo una delle più amate fidanzatine d'America per la sua bellezza fresca e delicata, oltre che per la grazia e le innate doti di attrice brillante.

La Reynolds esordì quindicenne in una piccola parte nella commedia Vorrei sposare (1948) di Bretaigne Windust, accanto a Bette Davis e Robert Montgomery, ma ottenne il suo primo grande successo nel 1952 accanto a Gene Kelly e Donald O'Connor nel celebre musical Cantando sotto la pioggia di Stanley Donen, in cui diede prova anche delle sue ottime doti di ballerina e cantante[2]. Nel 1957 la sua canzone Tammy, tratta dal film Tammy fiore selvaggio di Joseph Pevney, raggiunse la prima posizione negli Stati Uniti per tre settimane e, tra le altre, la n. 10 in Olanda[3].

Per tutti gli anni cinquanta e per quasi tutto il decennio successivo fu la vivace interprete di numerosi film, quasi sempre commedie, spesso affiancata da celebri attori. Tra questi si segnalano Tre ragazze di Broadway (1953), diretta ancora da Stanley Donen, Susanna ha dormito qui (1954) di Frank Tashlin, Il fidanzato di tutte (1955) di Charles Walters, Pranzo di nozze (1956) di Richard Brooks, ove ritrovò Bette Davis, La tentazione del signor Smith (1958) di Blake Edwards, lI gioco dell'amore (1959) e Gazebo (1960) di George Marshall, Ragazzi di provincia (1960) di Robert Mulligan, Il piacere della sua compagnia (1961) di George Seaton, La conquista del West (1962) di John Ford, Henry Hathaway, George Mashall e Richard Thorpe, Te la senti stasera? (1963) di Mervyn LeRoy.

Nel 1965 fu candidata agli Academy Awards per la sua energica e radiosa interpretazione (ispirata alla figura dell'inaffondabile Molly Brown) nel musical della MGM Voglio essere amata in un letto d'ottone (1964) di Charles Walters[4]. In seguito recitò in altri film di buon successo come Ciao, Charlie (1964) di Vincente Minnelli, Dominique (1966) di Henry Koster (ispirato alla figura dell'allora celebre suora e cantante belga Sœur Sourire), Divorzio all'americana (1967) di Bud Yorkin e Uffa papà quanto rompi! (1968) di Jerry Paris. Dopo avere preso parte al thriller I raptus segreti di Helen (1971) di Curtis Harrington, in un ruolo inusuale accanto a Shelley Winters, diradò le proprie apparizioni al cinema e si dedicò alle produzioni televisive, tra cui la fortunata serie Ciao Debby! (The Debbie Reynolds Show) nel 1969-1970, e al teatro: esordì con successo a Broadway nel 1973 in un revival di Irene di Harry Tierney, apparendo in tale veste anche in una breve scena di C'era una volta Hollywood (1974) di Jack Haley Jr, film celebrativo della MGM. Tra i suoi ruoli televisivi importanti, quello dell'invadente ed eccentrica madre di Grace Adler, interpretata da Debra Messing, in vari episodi del periodo 1999-2006 nella sit-com Will & Grace[4]. Dai primi anni novanta l'attrice tornò a recitare in alcune occasioni anche sul grande schermo, apparendo, tra l'altro, in Guardia del corpo (1992) di Mick Jackson, nella parte di sé stessa, Tra cielo e terra (1993) di Oliver Stone, Mamma torno a casa (1996) di Albert Brooks e In & Out (1997) di Frank Oz, ove interpretò la madre di Kevin Kline. Gli ultimi lungometraggi al cinema e in televisione in cui apparve sono, rispettivamente, One for the Money (2012) di Julie Anne Robinson e Dietro i candelabri (2013) di Steven Soderbergh.

Alla figura, pubblica e privata, della Reynolds è ispirato il film Cartoline dall'inferno (1990) di Mike Nichols, tratto da un romanzo semiautobiografico pubblicato nel 1987 dalla figlia Carrie Fisher, ove i personaggi principali sono interpretati da Shirley MacLaine e Meryl Streep. La Reynolds pubblicò due autobiografie, nel 1988 e nel 2013.

Debbie Reynolds morì il 28 dicembre 2016, all'età di 84 anni, al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, dove era stata ricoverata poco prima a causa di un ictus che l'aveva colpita, mentre era a casa del figlio per i preparativi del funerale di sua figlia Carrie Fisher, morta il giorno prima, all'età di 60 anni, a causa di un infarto[5]. Le sue ultime parole sembra che siano state: "Voglio solo stare con Carrie"[6][7].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Debbie Reynolds fu sposata dal 1955 al 1959 con il cantante e attore Eddie Fisher, dal quale ebbe due figli, Carrie (1956-2016) e Todd (1958). La coppia si separò quando Fisher sposò la sua migliore amica, l'attrice Elizabeth Taylor, suscitando un grande scalpore anche a livello internazionale e che riempì a lungo le pagine della cronaca rosa. La Taylor e la Reynolds ripresero in seguito la loro amicizia in occasione della partecipazione al film televisivo These Old Broads (2001) di Matthew Diamond, ove i personaggi da loro interpretati misero in ridicolo l'ex-marito di entrambe[4]. In seguito fu sposata con Harry Karl (1960-1974) e con Richard Hamlett (1984-1996), da entrambi i quali divorziò. Era nonna dell'attrice Billie Lourd, figlia di Carrie e dell'agente Bryan Lourd.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Debbie Reynolds al Los Angeles Times Festival of Books 2013

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premio Oscar
Satellite Award
Golden Globe
Altri riconoscimenti

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Debbie Reynolds è stata doppiata da:

Da doppiatrice è stata sostituita da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Valerie J. Nelson, Debbie Reynolds, who sang and danced to fame in 'Singin’ in the Rain,' dies at 84, in Los Angeles Times, 28 dicembre 2016. URL consultato il 29 dicembre 2016.
  2. ^ a b Reynolds, Debbie, in Enciclopedia del cinema, Treccani.it.
  3. ^ Joseph Murrells, The Book of Golden Discs, 2ª ed., Londra, Barrie & Jenkins, 1978, ISBN 0-214-20512-6.
  4. ^ a b c Addio a debbie reynolds, madre di carrie fisher e star di cantando sotto la pioggia, su movieplayer.it.
  5. ^ (EN) Iconic actress Debbie Reynolds dies at 84, in FoxNews, 28 dicembre 2016. URL consultato il 29 dicembre 2016.
  6. ^ Silvia Bizio, Morta Debbie Reynolds: la madre di Carrie Fisher stroncata da un ictus dopo la scomparsa della figlia, su repubblica.it, 29 dicembre 2016. URL consultato il 29 dicembre 2016.
  7. ^ Addio a Debbie Reynolds, morta la madre di Carrie Fisher: la fotostoria, su repubblica.it, 29 dicembre 2016.
  8. ^ Young Hollywood Hall of Fame - 1950, su younghollywoodhof.com (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2013).

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Controllo di autoritàVIAF (EN85113006 · ISNI (EN0000 0001 1576 591X · SBN IT\ICCU\RAVV\306433 · Europeana agent/base/147152 · LCCN (ENn84167001 · GND (DE118884301 · BNF (FRcb13898956v (data) · BNE (ESXX1315809 (data) · NLA (EN35766401 · WorldCat Identities (ENlccn-n84167001