Concept album

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Un concept album è un album discografico in cui tutte le canzoni ruotano attorno a un unico tema o sviluppano complessivamente una storia. Questa formula è piuttosto diffusa soprattutto nell'art rock e in particolare è diventato uno dei tratti distintivi del rock progressivo, ma la si ritrova anche in numerosi altri generi, inclusi jazz, pop, e heavy metal.

Primi esempi di concept album[modifica | modifica sorgente]

Il termine concept album pare essere stato coniato, in origine, per riferirsi ad alcuni lavori di Frank Sinatra centrati su un tema, come In the Wee Small Hours (1954), sebbene l'esempio più antico di concept album sia forse Dust Bowl Ballads, esordio di Woody Guthrie (1940).

Nel rock il primo esempio di concept album è probabilmente Little Deuce Coupe dei Beach Boys (1963), composto da dodici brani sulla cultura dell'automobile negli Stati Uniti; seguito, tre anni dopo, da Freak Out! di Frank Zappa and The Mothers of Invention.

L'album che più di tutti contribuì a diffondere l'idea di concept album nella musica popolare fu probabilmente Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles (1967), sebbene, paradossalmente, quest'opera fondamentale non venga sempre considerata un "vero" concept album. Per questo album, infatti, i membri del gruppo decisero di assumere delle personalità fittizie ("immedesimandosi", appunto, con la "Banda dei Cuori Solitari del Sergente Pepper"); tuttavia, a parte un riferimento a Ringo Starr col nome "Billy Shears" nella title track, i testi delle canzoni non sono esplicitamente basati su questa "finzione" e appaiono sostanzialmente slegati e indipendenti l'uno dall'altro.

Nel 1969 gli Who pubblicano Tommy, che a tutt'oggi viene ricordato come lo spartiacque nel mondo dei concept album. Effettivamente se Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band può essere ancora considerato come un concept album acerbo, Tommy è decisamente il primo e vero concept album del rock moderno, e certamente il più ricordato in tal senso, a partire dal fatto che proprio con Tommy è diventato di uso comune il termine opera rock.

Da Tommy in poi si possono cioè distinguere due diversi modi di intendere l'espressione concept album: nel primo si intende con l'espressione un album con canzoni unite da un filo conduttore, ma sostanzialmente slegate una dall'altra. Nel secondo per Concept Album si intende un disco in cui le canzoni raccontano un'unica storia e vanno perciò ascoltate nell'ordine in cui sono state poste.

I concept album nell'art rock[modifica | modifica sorgente]

Molti gruppi di rock psichedelico, rock progressivo e art rock ripresero e svilupparono l'idea del concept album negli anni settanta, al punto che, per alcuni, "concept album" è grosso modo un sinonimo di "album progressive". In questi casi, l'adozione di un concept o tema unificante non è quasi mai da interpretarsi come fatto accessorio, bensì è legato alla ricerca di una struttura musicale che sfugga al modello "tradizionale" di canzone, interpretato come riduttivo, a favore di soluzioni che si richiamano, in alcuni casi in forma esplicita, alla forma musicale della sinfonia o della musica operistica. Non a caso, gli stessi gruppi che realizzarono concept album negli anni settanta spesso incidevano brani lunghi e complessi, che (nell'epoca del vinile) addirittura arrivavano a occupare un intero lato (circa 20 minuti di musica ininterrotta) o, in alcuni casi, entrambi i lati, con l'unica soluzione di discontinuità imposta dal mezzo fisico.

Coerentemente con quanto detto sopra, nei concept album di gruppi progressive o art rock l'uniformità del tema centrale è associata anche a elementi strutturali della musica, quali l'uso di temi musicali che si ripetono, eventualmente con variazioni, all'interno dell'opera. Già Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band utilizza una reprise finale del brano di apertura che, insieme all'artwork e alle caratteristiche del packaging, è decisiva per creare l'atmosfera concept del disco (la banda si presenta all'inizio dell'album, saluta il pubblico alla fine).

Molti dei concept album più celebri di tutti i tempi furono pubblicati da gruppi progressive o di generi rock contigui; si possono citare per esempio i Pretty Things (S.F. Sorrow), i Pink Floyd (The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here, Animals, The Wall, The Final Cut), i Green Day (American Idiot, 21st Century Breakdown), gli Smashing Pumpkins (Mellon Collie and the Infinite Sadness, Machina/The Machines of God ) Roger Waters (The Pros and Cons of Hitch Hiking, Radio K.A.O.S., Amused to Death), Elton John (Tumbleweed Connection, Goodbye Yellow Brick Road, Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy), David Bowie (The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars) i Genesis (The Lamb Lies Down on Broadway), gli Yes (Tales from Topographic Oceans), i Gentle Giant (Three Friends), gli Emerson, Lake & Palmer (Pictures at an Exhibition), i Jethro Tull (A Passion Play, Thick as a Brick, Aqualung e Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die!), Alice Cooper (Welcome to My Nightmare, Along Came a Spider)e i Camel (The Snow Goose).. Il neoprogressive e i generi derivati come il progressive metal hanno ripreso lo stilema del "concept" dai loro modelli: si possono citare per esempio i Marillion con la "quadrilogia" dei primi quattro album, i Queensrÿche di Operation: mindcrime o i Dream Theater di Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory.

Un'estensione dell'idea di concept album è l'idea di una serie di album che sono legati a un insieme di temi correlati; i primi quattro album dei King Crimson (un altro gruppo progressive classico) sono legati ai quattro elementi della mitologia occidentale (aria, acqua, fuoco e terra). Questa idea è stata in qualche modo ripresa anche dagli italiani Litfiba, che ripercorrono gli elementi nei loro album El diablo (fuoco), Terremoto (terra), Mondi sommersi (acqua) e Spirito (aria).

Concept album italiani[modifica | modifica sorgente]

Il primo concept album della storia della musica italiana è Diario di una sedicenne, inciso da Donatella Moretti nel 1964 (scritto interamente da Loredana Ognibene), che racconta la vita e gli amori di una ragazza adolescente.

Di due anni successivo è Vi parlo dell'America di Giovanna Marini, pubblicato nel 1966; dello stesso anno Le canzoni del West di Bobby Solo, pubblicato qualche mese dopo.

Vi è poi Tutti morimmo a stento di Fabrizio De André (da alcuni testi citato come primo, con un evidente errore di cronologia), pubblicato nel settembre 1968 e seguito, il mese dopo, da Senza orario senza bandiera dei New Trolls (1968), con i testi di Fabrizio De André.

Si segnala anche il concept ad opera dei Pooh Memorie, concepito nel 1969. Lo stesso De André scelse molto spesso questa soluzione artistica nei propri lavori, per esempio con La buona novella (1970), Non al denaro, non all'amore né al cielo (1971) e Storia di un impiegato (1973). Sempre all'inizio degli anni settanta furono pubblicati i primi concept dei gruppi di rock progressivo italiano, quali Terra in bocca (1971) de I Giganti (sul tema della mafia), Darwin! (1972), Io sono nato libero (1973) e Come in un'ultima cena (1976) del Banco del Mutuo Soccorso, L'unità (1972) e Un biglietto del tram (1975) degli Stormy Six, Adolescenza di Mario Panseri (i cui testi sono ispirati al romanzo Agostino di Alberto Moravia), Maledetti (maudits) (1976) degli Area, Contaminazione (1973) de Il Rovescio della Medaglia, Fetus di Franco Battiato, Felona e Sorona de Le Orme e Zarathustra (1973) del Museo Rosenbach.

Nel 1972 Gian Pieretti pubblicò un concept intitolato Il vestito rosa del mio amico Piero che affrontava il tema dell'omosessualità, argomento trattato solo in un altro concept pubblicato però alcuni anni dopo, Come barchette in un tram di Alfredo Cohen.

Nel 1972 Claudio Baglioni pubblicò un concept intitolato Questo piccolo grande amore che racconta di una storia d'amore adolescenziale. Nel 1973 pubblicò un concept intitolato Gira che ti rigira amore bello che racconta la storia di una fuga da casa in cerca di avventure.

Come all'estero, il fenomeno dei concept album ebbe in Italia il suo apice negli anni '70, ma l'idea ricomparve a tratti anche nel pop e rock dei decenni successivi. Fra i cantautori italiani che hanno spesso ricorso alla formula del concept album si possono citare, oltre ai precedenti, Edoardo Bennato (I buoni e i cattivi, Burattino senza fili, Sono solo canzonette e È arrivato un bastimento), Lucio Battisti (Anima latina). Tra gli esempi più marcatamente pop ci sono Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide di Rettore (1982, dedicato al suicidio), Cicale & Company di Heather Parisi (1981, dedicato agli insetti), Pieno d'amore (1982, dedicato a tutti i tipi d'amore) e Donna io donna tu (1988, dedicato all'universo femminile), entrambi di Loretta Goggi. Esempi più recenti includono Viaggio senza vento, 2020 Speedball e El Topo Grand Hotel dei Timoria, Terra e Libertà (parzialmente ispirato a l romanzo Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez) dei Modena City Ramblers, Ulisse della PFM, Then Comes the Sun, Lotus, Pearl Days, Heart e Ivy di Elisa, Le dimensioni del mio caos e Il sogno eretico di Caparezza, Ferro e cartone di Francesco Renga, Cattura di Renato Zero, Nel mondo delle donne di Anna Tatangelo e Frankenstein di Enrico Ruggeri. La prima artista di Italodance che pubblicò un concept album fu Valerie Dore con The Legend (1986, imperniato sulla leggenda dei Cavalieri della tavola rotonda).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Daniele Follero, Concept album. I dischi a tema da Sgt Pepper's al nuovo millennio, Bologna, Odoya, 2009, Isbn 978-88-6288- 053-4

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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