William S. Burroughs

William Seward Burroughs II, più noto come William S. Burroughs ([ˈbʌroʊz]; Saint Louis, 5 febbraio 1914 – Lawrence, 2 agosto 1997), è stato uno scrittore, saggista e pittore statunitense, tra i massimi del secondo Novecento[1].
Ispiratore della Beat generation, ma dalla vastissima influenza anche sui movimenti letterari successivi[2] e finanche nel campo della fantascienza[3], apparve inoltre in vari film e collaborò con numerosi musicisti e performer. Tra le molte innovazioni portate da Burroughs all'arte narrativa, spicca in particolare l'invenzione della tecnica del cut-up[4], con cui scrisse romanzi come Nova express[5] e Il biglietto che esplose. È noto soprattutto per il suo capolavoro Pasto nudo che, al contrario di quanto si pensi, non è stato elaborato tramite la tecnica del cut-up succitata. Si tratta bensì di una selezione di scritti che furono trovati da Ginsberg e Kerouac quando Burroughs fu rintracciato a Tangeri in stato confusionale a causa delle droghe.[6] Nel 1983 fu eletto all' American Academy of Arts and Letters, e nel 1984 ebbe il titolo di Commandeur de l' Ordre des Arts et des Lettres in Francia, per poi essere festeggiato per i suoi settant' anni al Limelight di New York da tutta la scena artistica e musicale cittadina.[7]
Biografia
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"Pecora nera di buona famiglia"[8], come si autodefinirà, proviere da una famiglia benestante, nota per la produzione di calcolatrici meccaniche (il nonno di Burroughs inventò la prima addizionatrice scrivente). Nel 1932 entrò alla Harvard University, studiando dapprima letteratura inglese e poi antropologia come specializzazione. In seguito, entrò all'università di economia e scienze internazionali a Vienna. La famiglia (la madre, Laura Hammond Lee (1888-1970), figlia di un pastore protestante, il padre, Mortimer Perry Burroughs, un antiquario, e il fratello maggiore Mortimer II) non approva la sua omosessualità né cerca di aiutarlo con le sue dipendenze, ma si limita a tollerare fornendogli degli aiuti economici e tenendosi a debita distanza.[9]. Delle ricchezze di Famiglia, Burroughs dichiarò; "Scrivo per guadagnarmi da vivere. Supponiamo che mio padre non avesse ritenuto irrealizzabile l’idea di una macchina calcolatrice, e avesse venduto le azioni della Burroughs corporation al prezzo corrente, io mi sarei ritrovato in banca circa dieci milioni di dollari. Nel caso, mi arrischierei a dire che forse non avrei mai scritto neppure una riga. E se l’avessi fatto, non avrei scritto quel che ho scritto, perché non avrei vissuto tutte quelle esperienze. Se uno ha la possibilità di risparmiarsi le cose sgradevoli, lo farà. La sola cosa che può costringere l’Homo sapiens ad alzare il culo è la necessità di sbattersi"[10]. Liberatosi da regole e imposizioni, dedicò l'intera esistenza alle più svariate sperimentazioni, droghe incluse. L'uso di stupefacenti, intesi non solo come dipendenza ma come ricerca antropologica (Lettere dello Yage, racconto della sua avventura in Sudamerica nella quale si abbandona infatti alle tante droghe impiegate dai Nativi in Perù, Panama e Colombia, dalla liana dello yoka al mitico yage, estratto di una pianta che spalanca nella mente sterminati territori onirici)[11], fu costante in tutta la sua vita, come racconterà anche in Lettera di un Supertossicomane.[12] Molti altri suoi lavori sono autobiografici e parlano delle sue esperienze con le droghe vissute a Città del Messico, Londra, Parigi, Berlino, e a Tangeri in Marocco.
Diretto, freddo e sfacciato come proprio carattere, della sua omosessualità disse "nel sesso omosessuale vi è una relazione con la morte, una relazione che, è ovvio, omette l’intermedio stadio riproduttivo della nascita”. E della tossicodipenza disse che le droghe sostituiscono il cibo perché “la droga è un mezzo di annientamento personale in un mondo rivolto all’annientamento delle persone”..[13]
Nel 1939 si amputò l'ultima falange del mignolo sinistro durante un esperimento "da ragazzacci" con l'esplosivo.[10] L'incidente lo portò alla prima conoscenza, ospedaliera, con la morfina.[13] Durante gli studi universitari, un giorno, per gioco, Burroughs puntò contro un compagno di corso una calibro 32, pensando fosse scarica, e solo la prontezza di riflessi dello studente e una dose di fortuna risolsero l’incidente con un buco nella parete, sventurato presagio di quello che accadrà qualche anno dopo con la seconda moglie.[13]. In seguito si trasferì a Chicago, a New Orleans e a Parigi dove ebbe una relazione con Ian Sommerville[14]. Fu scartato dall'esercito e dalla marina militare nel 1942.
Nel 1943 si trasferì a New York e conobbe Allen Ginsberg, noto poeta della Beat Generation, divenendo amico anche di Neal Cassady e Jack Kerouac, che, ammirandone la genialità, lo elessero loro padre spirituale. Tuttavia per sua ammissione egli restò lontano dalla realtà dei beatnik o hippie ("Io i fiori ai poliziotti li lancerei, ma con tutto il vaso e la terra", disse una volta[15]). Alla variopinta, colorata e facilmente riconoscibile tribù dei beat, dei rock e dei punk opporrà sempre un' uniforme da funzionario da banca: giacca, cravatta nera, cappello, ombrello, soprabito.[7] Fu un autore d'avanguardia che influenzò la cultura di massa e la letteratura.
Stando a La scimmia sulla schiena, nel 1944-45 fece la prima conoscenza con fialette di morfina, e dopo qualche mese divenne tossicodipendente. Cominciò a comprare morfina ed eroina con ricette mediche (all'epoca queste droghe erano vendute legalmente nelle farmacie), o al mercato nero. A volte, per mantenersi con la droga, fece il rapinatore e lo spacciatore. Perso il sostegno familiare, lavorò prima come barista, poi come operaio, finché a New York si improvvisò reporter e giornalista, ma finì anche con lo stringere rapporti con criminali.
Nonostante si identificasse prevalentemente come omosessuale (al punto da "vietare" l'Interzona de Il Pasto Nudo ad individui di sesso femminile), Burroughs fu per parte della sua vita bisessuale e si sposò due volte[16].
Il primo matrimonio avvenne nel 1937 a Vienna con Ilse Klapper, una donna ebrea tedesca, al solo scopo di aiutarla a ottenere un visto per emigrare negli Stati Uniti[17].
Il secondo matrimonio fu con Joan Vollmer, sua compagna nel gruppo dei futuri scrittori della Beat Generation, con la quale condivideva l’uso di droghe e da cui ebbe un figlio, William S. Burroughs Jr. (1947–1981)[17].
Nel 1950, trasferitosi a Città del Messico con la nuova moglie per evitare problemi legali negli Stati Uniti, Burroughs riprese il materiale autobiografico che aveva scritto negli anni precedenti e cominciò a riorganizzarlo in forma di racconto coerente, dando avvio alla stesura effettiva del romanzo Junkie (o La Scimmia sulla Schiena).[16][17].
Ma la cosiddetta parentesi messicana di William S. Burroughs si concluse tragicamente nel 1951, quando lo scrittore uccise accidentalmente la moglie. Joan, alcolista e tossicodipendente, iniziò una fase conflittuale con il marito, a sua volta obnubilato dalla benzedrina. Non ci sono prove che dimostrino che lo scrittore fosse stato precedentemente violento verso sua moglie.[18]
Una sera, mentre bevevano con gli amici ad una festa sopra il Bounty Bar di Città del Messico, un Burroughs ubriaco avrebbe preso la sua pistola dalla borsa da viaggio e avrebbe detto alla moglie: “È il momento del nostro numero di Guglielmo Tell”. La donna, che stava bevendo pesantemente ed era in astinenza da anfetamine, lo avrebbe accontentato mettendosi un bicchiere da highball in testa rimanendo a 3 metri di distanza da lui. Burroughs sparò alla moglie in fronte, uccidendola.[7] Poco dopo l’incidente, Burroughs cambiò la sua versione, affermando che gli era caduta la pistola e che aveva sparato accidentalmente. Burroughs trascorse 13 giorni in prigione prima che suo fratello arrivasse a Città del Messico e corrompesse avvocati e funzionari messicani per farlo rilasciare su cauzione in attesa del processo per l’omicidio, che fu giudicato omicidio colposo. Burroughs venne condannato a soli due anni di carcere, pena che poi non scontò mai interamente.[16][17][19].
In seguito, Burroughs affermò che l’incidente ebbe un impatto determinante sulla sua vita e sulla sua decisione di dedicarsi alla scrittura.
Nella prefazione del romanzo Queer (1985) scrisse: «"I am forced to the appalling conclusion that I would never have become a writer but for Joan’s death."[20] Al proposito scrisse anche: «Vivo sotto la minaccia costante di essere posseduto e un bisogno costante di sfuggire alla possessione, al Controllo. La sua morte mi ha trascinato in una battaglia lungo un' intera vita, in cui non mi è rimasto altro da fare che scrivere la mia vita d' uscita».[7].Dopo la morte della moglie, il figlio William S. Burroughs Jr. fu affidato ai nonni paterni. Lo scrittore lasciò il Messico e viaggiò a lungo in America Latina, stabilendosi poi a Tangeri, in Marocco, dove iniziò la stesura del suo romanzo più noto, Naked Lunch[17].
Tangeri era in quel periodo una zona internazionale a statuto speciale. In essa Burroughs visse quattro anni di vuoto sociale, assenza quasi assoluta di legami affettivi, tra la libera circolazione della droga in quanto porto franco, poi trascritto simbolicamente nella sua opera con il nome di "Interzona"[13]. A Tangeri fu raggiunto da Kerouac e Ginsberg, che lo ritrovarono sommerso di fogli e frammenti di carta, sui quali lo scrittore annotava pensieri sconnessi e deliranti ma senza mai avere pentimenti o rimorsi. Kerouac e Ginsberg lo convinsero a riordinare questi scritti e fu così che nacque Pasto nudo (Naked Lunch), pubblicato solo nel 1959, il romanzo che lo rese una celebrità. Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1959, è uno scritto controverso che fu il primo volume di una tetralogia, che prosegue con la trilogia The Nova Trilogy (1961-64). Uno dei nomi con cui gli spagnoli a Tangeri chiamavano Burroughs era «el hombre invisible» e quando fu arrestato a Parigi perché sospettato di essere un trafficante internazionale di oppio, al momento di scattare la foto segnaletica per ben due volte lo sviluppo della lastra non diede alcuna immagine, se non un fondo bianco.[7].La maggior parte delle prime opere di Burroughs sono semi-autobiografiche e ispirate alle sue esperienze legate all'uso di droghe e alla dipendenza da oppiacei, una condizione che marcò gli ultimi cinquanta anni della sua vita. Successivamente si spostò su temi a un tempo avventurosi e metafisici.
Dopo Tangeri, si spostò in Europa, a Parigi, dove iniziò la frequentazione con Brion Gysin, scrittore e pittore, e con Ron Hubbard. I tre eseguirono studi di comunicazione, impegiando nastri registrabili e esperimenti letterari di cut-up,[21] dai quali presero origine i testi The Soft Machine, The Ticket That Exploded, Nova Express. In The Ticket That Exploded il discorso anarchico sul controllo della mente attraverso strumenti elettronici, sessuali, chimici o subliminali, tocca il suo apice ideologico. Lo scopo di questi testi era quindi la creazione di un "decoder", tecniche per la liberazione della mente dall'azione manipolatrice del controllo sistemico attraverso le parole diffuse dal mondo dell'informazione, dai media, dalla pubblicità.[13] Gli sviluppi di questa ricerca giunsero all'apice con la pubblicazione de La Rivoluzione Elettronica (e il successivo film da essa tratto, Decoder, del 1984), in cui si identifica la Muzak (o "musica per ascensori") come arma del sistema dei consumi passivi e del controllo delle menti, e si ideano contromisure per annullarne gli effetti.[22]
Gysin aveva scoperto incidentalmente il cut.up del 1959 trovandosi davanti a alcuni ritagli di giornali, scoprendone potenzialità decodificatrici dei messaggi "sistemici" contenut in quei ritagli, intuizione che era parallela agli studi di Hubbard nella fondazione di Scientology. Burroughs con Gysin e Gregory Corso aveva già dato vita a un progetto separato che divenne Minutes to Go, pubblicato nel 1960, nel quale a proposito del cut.up faceva un appello ai suoi lettori: "Fallo da solo" , vedendo la tecnica non solo come un espediente letterario per divertire e informare i lettori, ma qualcosa da diffondere nell'umanità come arma decodificante. Mentre Gysin si dichiara subito scettico sulla nascente organizzazione di Hubbard, la frequentazione tra i tre portò Burroughs a collaborarvi parzialmente, per poi farsene duramente "scomunicare" nel 1969,in seguito anche a un epistolario nel quale Burroughs prende nette distanze dalla forma di "controllo" dell'individuo che Scientology-"Chiesa" sostituisce negli adepti a quello sistemico-governativo-finanziario. Nel 1971, Burroghs conclude la diatriba pubblicando Ali's Smile - Naked Scientology, contenente suoi articoli e lettere che, pur sostenendo alcune tecniche (quelle appunto attinenti agli studi sul "decoder" realizzati con Gysin e Hubbard precedentemente), dichiarano un netto e non risolvibile disaccordo con la politica organizzativa e "religiosa", esplicando questo fermo dissenso nella forma di una storia onirica e allucinatoria che prende come soggetto gli effetti negativi di Scientology.[23] sino a fare parodia della figura di Hubbard stesso con l'identificazione in Mr. Hart, "colui che vuole possedere tutte le immagini".[24] Burroghs, con le "armi" del suo saggio La Rivoluzione Elettronica, arrivò a sferrare un "attacco" al Centro di Scientology al 37 di Fitzroy Street scattando foto e registrazioni. Il centro chiuse poco dopo, ma solo per permettere di spostarsi in una posizione migliore che Burroughs non potesse "distruggere". Lo scontro ebbe così diffusione in forma di lettere, testi, saggi, che Brion Gysin una volta scherzò dicendo che Burroughs era probabilmente l'unico uomo ad aver guadagnato più soldi con Scientology di quanti ne avesse guadagnato con lui. Nella celebre "William Burroughs: Answer to R. Sorrell's Letter", pubblicata da Rolling Stone che già aveva pubblicato un appello a Bourroghs da parte di Sorrell, uno dei leader di Scientology, egli scrive: "Scientology mi è stata utile finché non è diventata una religione, e non ho alcun bisogno di una religione. È solo un altro di quei viaggi da dipendenti dal controllo e possiamo farne a meno." E poi ancora: "Scientology è un sistema di controllo modello, uno stato con i propri tribunali, polizia, ricompense e sanzioni. Si basa su un gruppo interno molto ristretto come la CIA. Dentro ci sono i Diritti con la Verità. Fuori ci sono i Comunisti."[21]
Nel 1970, insieme al disegnatore Malcolm McNeil, e per le pagine della rivista inglese Cyclops. Burroughs idea una "Word/Image novel" (il termne “graphic novel” non era stato ancora coniato) intitolata Ah Pook is Here (pubblicata poi soltanto nel 1979 in forma di testo con solo alcune pagine dedicate alle illustrazioni[25], e nella stessa formula anche in Italia da SugarCo nel 1980 con il titolo E' arrivato Ah Pook[26]). La difficoltà dell'allora inedito genere grafico/testuale e quella dei contenuti (nella "novel" si tratta dei codicy Maya e delle loro più macabre e recondite potenzialità) scoraggiano gli editori da una vera pubblicazione integrale, che avverrà poi soltanto nel 2011 per i tipi della Fantagraphics Books.[27][28]
Nella seconda metà degli Anni Settanta, l’intercessione di Ginsberg gli fece assegnare la cattedra di insegnante di scrittura al New York City College, dove entrò in contatto con l’underground artistico della Grande Mela: Andy Warhol, Patti Smith, Dennis Hopper, Mick Jagger.[13]
La sua opera letteraria si concluse nel 1994 con My Education: A Book of Dream, che precede di tre anni la morte, avvenuta a 83 anni, smentendo quanti avevano affermato che la sua vita "dissoluta" lo avrebbe condotto a una rapida fine.
Influenze di Burroughs sulla Cultura e Controcultura
[modifica | modifica wikitesto]Così Jack Kerouac parla dell'amico William Burroughs (Old Bull Lee), nel suo capolavoro Sulla strada: "Ci vorrebbe una notte intera per raccontare di Old Bull Lee; per adesso diciamo solo che faceva l'insegnante, e a buon diritto, si può dire, perché passava tutto il tempo a imparare; le cose che imparava erano quelle che considerava e chiamava "i fatti della vita"; le imparava non solo per necessità, ma per scelta. Aveva trascinato quel suo corpo lungo e sottile in giro per tutti gli Stati Uniti, e in gran parte dell'Europa e del Nord-Africa, ai suoi tempi, solo per vedere cosa succedeva; negli anni Trenta aveva sposato una contessa russa in esilio solo per strapparla ai nazisti. [...] Faceva tutte queste cose solo per sperimentarle. Ora si dedicava allo studio della tossicodipendenza. [...] Passava lunghe ore coi libri di Shakespeare in grembo; il "Bardo Immortale", lo chiamava. A New Orleans aveva cominciato a passare lunghe ore in compagnia dei codici Maya, e anche quando parlava con gli amici teneva il libro aperto in grembo. Una volta avevo detto: "Cosa ci succederà quando moriremo?", e lui aveva risposto: "Quando si muore si muore, ecco tutto". [...] Bull aveva un debole sentimentale per l'America dei vecchi tempi, soprattutto degli anni Dieci, quando [...] il Paese era selvaggio, rissoso e libero, libertà di ogni genere in abbondanza per tutti. La cosa che odiava di più era la burocrazia di Washington; subito dopo venivano i progressisti; poi i poliziotti. Passava il tempo a parlare e a insegnare agli altri. Jane sedeva ai suoi piedi; io anche; e anche Dean (Neal Cassady, ndr); e in passato anche Carlo Marx (Allen Ginsberg, ndr). Avevamo tutti imparato da lui."
Burroughs viene spesso citato come scrittore di fantascienza vicino ad autori come J. G. Ballard, in un filone che non usa lo spazio esterno ma lo spazio interno dell'uomo: gli esseri umani che agli occhi visionari di Burroughs diventano mutanti, le città che si trasformano in paesaggi metafisici, la percezione di forze occulte. J. G. Ballard lo definì "il più importante scrittore emerso dopo la seconda guerra mondiale", mentre Norman Mailer lo dichiarò "l'unico scrittore americano che può meritarsi l'appellativo di genio". William Burroughs morì nel 1997 nella sua casa di Lawrence, in Kansas, a causa di un infarto.
William Burroughs, con Philip K. Dick e James Ballard sono i tre precursori fondamentali del cyberpunk.[29]
Nelle sue «Annotazioni su Burroughs», il teorico dei media Marshall McLuhan ha individuato le due principali proposizioni dell’opera di Burroughs, la prima espressa soprattutto attraverso Pasto nudo (1956), la seconda attraverso Nova Express (1964). Uno: «Oggi i nervi degli uomini sono attorno a noi: sono venuti al di fuori del corpo come ambiente elettrico». E due: «Lo stesso sistema nervoso umano può essere riprogrammato biologicamente tanto facilmente quanto una rete telefonica può modificare la sua tariffa».[30]
Altre attività
[modifica | modifica wikitesto]- Ha partecipato come attore ai film Chappaqua di Conrad Rooks (1966), di cui fu anche autore, Decoder di Klaus Maeck (1984) e Drugstore Cowboy di Gus Van Sant (1989); in quest'ultimo film interpreta un ex prete tossicodipendente.
- Ha partecipato al videoclip di Election Day degli Arcadia[31], in una scena in cui, seduto al buio vicino ad una scalinata, tira un cristallo numerato sul pavimento e viene illuminato con una torcia da Nick Rhodes.
- Ha partecipato al videoclip Last Night on Earth degli U2: nella scena finale si vede Burroughs che chiude gli occhi. Il videoclip fu girato pochi giorni prima che Burroughs venisse colto dall'attacco cardiaco che lo uccise.
- L'interesse di William S. Burroughs per la magia (in particolare per la magia del caos) lo indurrà nel 1993 all'iniziazione presso l'organizzazione IOT (Illuminati di Thanateros), fondata nel 1978 da Ray Sherwin e Peter J. Carroll.[32]
- Ha partecipato, prestando la sua voce a Sharkey's Night, un brano dell'album Mister Heartbreak (del 1984) di Laurie Anderson.
- Nel 1991 David Cronenberg portò sul grande schermo Pasto Nudo.
Influenza nella musica
[modifica | modifica wikitesto]Il nome del gruppo rock psichedelico Thin White Rope fu ispirato da una metafora usata dallo scrittore per definire il liquido seminale maschile.
Il gruppo musicale inglese Soft Machine prese il nome dal romanzo La macchina morbida.
David Bowie non ha mai nascosto la sua ammirazione per Burroughs e i suoi insegnamenti, ed ha impiegato il cut-up in gran parte dei suoi testi.
La canzone The Wild Boys dei Duran Duran è deliberatamente ispirata al suo romanzo del 1971, dal quale il regista Russell Mulcahy intendeva trarre un film. Mulcahy creò l'omonimo videoclip – per la cifra-record di un milione di sterline dell'epoca – nel tentativo di illustrare le sue idee; ma il film, ancor più ambizioso e costoso, restò irrealizzato. Burroughs finì poi col figurare in un cameo di sette secondi con gli Arcadia, progetto collaterale di alcuni membri del gruppo.
Nel 1990 realizzò un album di letture, musicato dai Sonic Youth: Dead City Radio.
Nel 1992 Kurt Cobain dei Nirvana chiese a Burroughs, di cui era grande fan, di interpretare la parte dell'uomo anziano nel videoclip del loro singolo Heart Shaped Box, ma Burroughs declinò la proposta. Nonostante ciò i due registrarono poco dopo insieme il disco The "Priest" They Called Him.
Nel 1992 invece è l'italiano Faust'O, al secolo Fausto Rossi, a omaggiare Burroughs con il brano Morbide macchine, in cui collabora come autrice Laura Valente.
Opere
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Romanzi
[modifica | modifica wikitesto]- E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche, (1945; ma postumo 2008), con Jack Kerouac
- La scimmia sulla schiena[33] (Junkie, 1953)
- Checca[34] (Queer, 1951-1953; pubblicato nel 1985)
- Pasto nudo (1959)
- La macchina morbida (1961)
- Il biglietto che esplose (1962)
- Dead Fingers Talk (1963)
- Nova Express (1964)
- Le ultime parole di Dutch Schultz (1970)
- Ragazzi selvaggi (1971)
- Porto dei santi (1973)
- Le città della notte rossa (1981)
- Strade morte (1983)
- Terre occidentali (1987)
- My Education: A Book of Dreams (1995)
- Last Words (2000)
Racconti
[modifica | modifica wikitesto]- Valentine's Day Reading (1965)
- Time (1965)
- APO-33 (1966)
- The Dead Star (1969)
- Ali's Smile (1971)
- Mayfair Academy Series More or Less (1973)
- White Subway (1973)
- Exterminator! (1973)
- The Book of Breething (1974)
- Snack... (1975)
- Cobble Stone Gardens (1976)
- Blade Runner, un film (1979)
- Dr. Benway (1979)
- Die Alten Filme (1979)
- Streets of Chance (1981)
- Early Routines (1981)
- Sinki's Sauna (1982)
- Ruski (1984)
- The Four Horsemen of the Apocalypse (1984)
- Il gatto in noi (The Cat Inside, 1986)
- The Whole Tamale (1987-1988)
- Interzone (1987)
- Tornado Alley (1989)
- La febbre del ragno rosso (Ghost of Chance, 1991)
- Seven Deadly Sins (1992)
- Paper Cloud; Thick Pages (1992)
Saggi
[modifica | modifica wikitesto]- Roosevelt After Inauguration and Other Atrocities (1965)
- The Job: Interviews with William S. Burroughs (1969)
- Jack Kerouac (1970)
- La rivoluzione elettronica (1971)
- The Retreat Diaries (1976)
- Ali's Smile: Naked Scientology (1978)
- Ah Pook is Here (1979)
- La calcolatrice meccanica (The Adding Machine: Collected Essays, 1985)
Varie
[modifica | modifica wikitesto]- Letter from a Master Addict to Dangerous Drugs, British Journal of Addiction, Vol. 53, No. 2, August 3rd, 1956 (1956)
- Letters to Allen Ginsberg (1953-1957)
- The Yage Letters (1963)
- The Burroughs File (1984)
- Uncommon Quotes Vol. 1 (1989)
- Selected Letters (1993)
- Burroughs Live: The Collected Interviews of William S. Burroughs (1960-1997)
- Il mio passato è un fiume malvagio. Lettere 1946-1973 (include: The Letters of William S. Burroughs (1945-1959), 1993, e Rub Out The Words: The Letters of William S. Burroughs 1959-1974, 2012)
- Word Virus: The William Burroughs Reader (1998)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) William S. Burroughs: His Final Years and Lasting Legacy, su utne.com. URL consultato il 5 gennaio 2026.
- ↑ (EN) William S. Burroughs: Beyond the Beats, su theculturetrip.com. URL consultato il 5 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Burroughs's Influences, su nytimes.com. URL consultato il 5 gennaio 2026.
- ↑ William S. Burroughs e la tecnica del cut-up, su scratchbook.net.
- ↑ Nova Express, infettati dal linguaggio di Burroughs, su posthuman.it, 30 giugno 2008. URL consultato il 5 gennaio 2026.
- ↑ Burroughs: commento al libro "il pasto nudo", su il Salotto Letterario, 29 agosto 2023. URL consultato il 5 gennaio 2026.
- 1 2 3 4 5 william burroughs, il maestro di vita e malavita che sparo’ alla moglie per gioco, su www.dagospia.com, 2016-08-2515:36:00.007200. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Fabio Iuliano, Droghe, esilio e desiderio: il viaggio senza ritorno di William Burroughs, su The Walk of Fame, 25 agosto 2025. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ abakode, Immergersi nel caos creativo di William S. Burroughs, su Mondo Internazionale. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- 1 2 Tutto Burroughs, su Il Tascabile, 14 marzo 2019. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Le lettere dello yage - William S. Burroughs, Allen Ginsberg, su Adelphi Edizioni. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Lettera di un super tossicomane, su www.fantascienza.com. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 Giovanni De Matteo, William S. Burroughs: quattro passi nell'Interzona ∂ Fantascienza.com, su Fantascienza.com. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ The William S. Burroughs/Beatles connection.
- ↑ William Burroughs, Rai Arte.
- 1 2 3 Call Me Burroughs: A Life by Barry Miles (review), in Middle West Review, vol. 2, n. 1, 2015-09, pp. 99–102, DOI:10.1353/mwr.2015.0039. URL consultato il 30 ottobre 2025.
- 1 2 3 4 5 Leigh Kirkland Pietschner e Ted Morgan, Literary Outlaw: The Life and Times of William S. Burroughs., in American Literature, vol. 61, n. 4, 1989-12, pp. 710, DOI:10.2307/2927021. URL consultato il 30 ottobre 2025.
- ↑ Luca Martini, William Burroughs, lo scrittore che sparò alla moglie, su Filodiritto, 11 marzo 2022. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Andrea Scarpocchi, William S. Burroughs: vita, libri e il mistero dell'omicidio della moglie, su SoloLibri.net. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Queer, Adelphi, 2013, ISBN 978-8845928048.
- 1 2 (EN) David S. Wills, Weird Cult: How Scientology Shaped the Writing of William S. Burroughs, su Beatdom, 4 marzo 2012. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ La Muzak ha vinto (ma ci possiamo ascoltare Decoder), su ossessioni e contaminazioni by francesco mazzetta, 31 ottobre 2025. URL consultato il 4 gennaio 2026.
- ↑ Ali's Smile Naked Scientology, su amazon.it.
- ↑ (EN) Scientologist! William S. Burroughs and the 'Weird Cult…, su Goodreads. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Ah Pook is Here, su beatbooks.com.
- ↑ È arrivato Ah Pook. Il libro della respirazione. La rivoluzione elettronica., su www.fantascienza.com. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- ↑ (EN) Brian D. Butler, Ah Pook is Here, su Travel Between The Pages, 16 settembre 2010. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- ↑ (EN) Ah POOK IS HERE: a masterpiece rediscovered, su 5election - The International Coolhunting Magazine. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- ↑ Shake Edizioni, William Gibson, Bruce Sterling, Neal Stephenson: il grande ritorno del cyberpunk, su la Repubblica, 27 febbraio 2021. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ Connessione (intermezzo teorico) | NERO, su Not, 26 gennaio 2021. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Duranalysis: Arcadia's Election Day, su Morgan Richter, 8 giugno 2012. URL consultato il 16 aprile 2024.
- ↑ Articolo su Pop Damage Archiviato l'11 novembre 2010 in Internet Archive. e Articolo su Ashè Journal.
- ↑ Titolo abbandonato per l'originale Junky.
- ↑ Titolo abbandonato per l'originale Queer.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Vito Amoruso, La letteratura beat americana, Roma-Bari, Laterza 1980.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su William S. Burroughs
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su William S. Burroughs
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su realitystudio.org.
- Burroughs, William, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Burroughs, William, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) William S. Burroughs, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) William S. Burroughs, su The Encyclopedia of Science Fiction.
- Opere di William S. Burroughs / William S. Burroughs (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di William S. Burroughs, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Bibliografia di William S. Burroughs, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
- (EN) William S. Burroughs, su Goodreads.
- Bibliografia italiana di William S. Burroughs, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
- (EN) William S. Burroughs, su AllMusic, All Media Network.
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