VHS

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Una videocassetta VHS vista dall'alto.

Il Video Home System,[1] meglio noto come VHS, è un sistema (ancora utilizzato, ma il cui impiego si è progressivamente ridotto con lo sviluppo del DVD) di registrazione video standard in formato analogico su supporto meccanico (il nastro), sviluppato negli anni settanta dalla compagnia giapponese Victor Company of Japan. In origine era l'abbreviazione di Vertical Helicoidal Scan (scansione verticale elicoidale) in base alla tecnica utilizzata. Alcune fonti riportano che il nome in origine significasse Victor Helicoidal Scan[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 la JVC presenta il suo VHS a cassetta, Video Home System, (o anche Video Home Service) ma in Italia bisognerà aspettare almeno un anno per vederlo in regolare distribuzione. Il VHS era già uno standard per la registrazione su nastro e la riproduzione di filmati analogici mediante videoregistratore (in inglese video cassette recorder, in sigla VCR) il sua dimensione era 1/2'. Tale apparecchio ridotto di dimensione e reso più facile da utilizzare grazie alla videocassetta, è diventato lo strumento dominante per la registrazione domestica rendendolo commerciale e diffuso nelle case - non certo per la sua qualità, solo 240 linee rispetto alle 600 linee a 25 fotogrammi trasmesse e riprodotte dai Tv a tubo catodico, ma per la sua modalità di diffusione - mettendo d'accordo decine di produttori e distributori, non solo di apparecchi, ma anche di film e audiovisivi. Il fenomeno, del tutto nuovo nel panorama mondiale dei media, avrà la portata di una significativa rivoluzione.

Leggenda e storia si mescolano attorno al popolarissimo VHS a cassetta (videocassetta). Secondo voci credibili[quali?], il sistema VHS (scansione verticale elicoidale) venne inizialmente sviluppato su nastro a bobine da Sony che poi abbandonò orientandosi verso il Betamax, che si diffuse prima del VHS all'inizio degli anni settanta, in contemporanea con il professionale U-matic che utilizzava una scansione sulle testine ad U (elicoidale a tamburo) e permetteva una registrazione Broadcast di 480 linee su nastro 3/4' inserito in videocassetta ideale per le registrazioni Tv esterne (ENG). Sembra che, per recuperare una parte degli investimenti sostenuti in ricerca e sperimentazione, Sony abbia ceduto alla JVC la propria quota di brevetti, fondamentali per portare a compimento la realizzazione del VHS.[senza fonte] JVC, fece la scelta vincente, per favorire la conquista del mercato mondiale da parte del proprio sistema, cedette la licenza di fabbricazione del VHS a un ampio numero di altri costruttori asiatici. Se il primo effetto fu quello di perdere una quota di mercato a favore dei concorrenti, ben presto la diffusione dei videoregistratori a basso costo VHS diventarono il sistema dominante del mercato, relegando il migliore, ma più costoso, Betamax ad una distribuzione d'élite; infatti ben presto scompariranno dai negozi anche le videocassette Betamax preregistrate perchè ormai lo standard era stato abbandonato dai fruitori homevideo. Sony continuò la fabbricazione Betamax solo per lo standard Broadcast Betacam SP che aveva necessità di nastri più affidabili, di alta qualità e resistenza vista la doppia velocità richiesta per ottenere le 600 linee di registrazione, il massimo della qualità che un Tv con tubo catodico poteva ottenere.

Il VHS ha cassette da 1/2" che possono registrare fino a 180' (tre ore) con nastro standard, fino a 240' (quattro ore) con nastro sottile e per un breve periodo è stato prodotto da BASF anche un nastro da 300' (cinque ore) ultra-sottile, ma rivelatosi troppo delicato e fragile. Pertanto, volendo usare ancora il VHS per archiviazione di film o qualsiasi altra registrazione, è raccomandabile non superare la misura di 180', per avere un nastro di adeguata consistenza. A partire dal 1982 JVC lancia con Panasonic il VHS-C, dove C sta per Compact, una cassetta grande un terzo del VHS, ma perfettamente compatibile, è la risposta al Video8 della Sony che grazie alle cassette di ridotte dimensioni permette la realizzazione di telecamere tascabili chiamate Handycam. Il VHS-C, è compatibile grazie ad un apposito adattatore meccanico per poter vedere e registrare anche in un comune apparecchio VHS. Dal 1984, JVC ed Panasonic e RCA entrano con il formato VHS nel mercato Broadcast dei camcorder compatti (videocamere) con capacità di registrare 20' in NTSC e 30' in PAL (rispettivamente 30 e 45 con nastro VHS a velocità doppia, questo formato si chiama M (M-Format) e successivamente MII utilizzato negli USA dall'emittenti Tv fino al 1990.

Le registrazioni televisive su standard Betacam sono terminate in RAI nel 2012 con il rinnovo dei Tg.

Problematiche e degradazione dei nastri[modifica | modifica wikitesto]

Un problema mai risolto (né risolvibile) è quello del notevole decadimento qualitativo dei filmati video-audio (e dei dati in generale) conservati su nastro VHS. Nonostante la protezione fisica consentita dalla particolare forma della cassetta VHS, il nastro contenuto al suo interno è soggetto, come tutti i supporti magnetici, a diverse tipologie di degradazione, pressoché inevitabili ed irreversibili. Studi[3] hanno dimostrato che nastri conservati inutilizzati in condizioni irreali (ambienti privi di illuminazione e perfettamente sottovuoto), pur non subendo decadimenti chimici, sono comunque soggetti ad invecchiamento fisico (con perdita di lubrificante e di particelle di ossido). La presenza di ossigeno, e di fonti di illuminazione, porta ad ulteriori gravi alterazioni chimiche del materiale (quale idrolisi dei leganti polimerici). Infine, l'usura meccanica nella lettura per strisciamento costituisce un trauma notevole per il supporto. La deformazione del nastro (con fenomeni quali il country laning), sommata alle alterazioni chimico-fisiche portano ad un'escalation dei fenomeni di invecchiamento del VHS, fra loro sommati ed interagenti, al punto che che la qualità dei colori, delle immagini e del suono peggiori notevolmente nel suo insieme (con l'emergere di difetti visibili quali il drop out dell'immagine) nel corso degli anni anche in videocassette poco utilizzate, queste ultime soggette oltretutto ad incollatura del nastro[4]. I tentativi di restauro del materiale, a causa del loro costo e delle risorse richieste, si sono rivelati sensati solo in relazione a master o esemplari unici su nastro, e sono comunque prodromici al riversamento su supporto ottico con commutazione in tecnologia digitale.

Breve storia della videoregistrazione dagli albori al VHS[modifica | modifica wikitesto]

I primi apparecchi[modifica | modifica wikitesto]

Già dall'inizio degli anni sessanta esistevano i grossi registratori da studio a bobine con nastro da 1 o 2 pollici, prodotti soprattutto dalla Ampex per l'industria televisiva. Successivamente arrivò l'U-matic, prodotto dalla Sony, il primo sistema che sostituiva le ingombranti e scomode bobine con le prime videocassette compatte contenenti un nastro da 3/4 di pollice; orientato al mercato professionale e industriale, il sistema era più pratico delle macchine da studio, ma comunque troppo costoso per un uso domestico. Nel 1972 la Philips introdusse nel Regno Unito l'N1500, un formato da 1/2" chiamato VCR Video Cassette Recording che fu in un certo senso l'antenato dei sistemi di videoregistrazione domestica. Quest'ultimo però soffriva di diverse problematiche legate soprattutto alla scarsa durata delle videocassette (60 min circa); ne servivano da 2 a 4 per registrare un unico film. La versione VCR Long Play (mod. Philips N1700) aumentò la capacità delle videocassette rallentando la velocità di scorrimento del nastro magnetico (diminuendo la larghezza delle tracce elicoidali e la banda di sicurezza tra le tracce), ma restò comunque insufficiente per soddisfare la necessità di videoregistrazione domestica. Il 1º giugno 1975 la Sony lanciò sul mercato giapponese i primi due modelli di Betamax, il lettore SL-6300 e la console LV-180. Il Betamax era un formato video da 1/2" migliore del VHS, ma anche più costoso; per questa ed altre[quali?] ragioni non ebbe lo sperato successo.

I problemi sorti per soddisfare le nuove esigenze[modifica | modifica wikitesto]

Finché la videoregistrazione serviva solo agli operatori del settore, la priorità era stata la qualità d'immagine, sacrificabile nel mercato domestico a fronte di un incremento della durata della registrazione e, soprattutto, a fronte di un abbattimento dei costi. Era necessario che le videocassette potessero durare almeno due o più ore, che fossero relativamente economiche e che la qualità delle immagini restasse tutto sommato accettabile.

Il lancio sul mercato e il duro scontro con il concorrente[modifica | modifica wikitesto]

Un modello di videoregistratore della Sony

Nel 1976 arrivò il VHS della JVC, apparentemente simile, ma in realtà molto diverso dal Betamax. Era inferiore in tutto, dalla compattezza delle cassette, alla qualità video, tranne che per la durata della registrazione, che arrivava fino a 4 ore. A differenza di Sony, JVC cercò altri alleati, sia tra i produttori, sia tra le case cinematografiche, e questo contribuì a mantenere i prezzi dei prodotti VHS più bassi rispetto al concorrente. Dato che a quei tempi i negozi di videonoleggio noleggiavano anche i lettori, questi si orientarono verso lo standard VHS che consentiva di acquistare interi stock di prodotti a un prezzo ridotto, aumentandone i margini di profitto, e ciò innescò una spirale: i negozianti acquistavano i lettori VHS, di conseguenza richiedevano film in VHS e le case cinematografiche "sfornavano" film in VHS. Chi doveva comprare un videoregistratore era quindi spinto all'acquisto della seconda tecnologia, che, seppur inferiore, garantiva una maggiore compatibilità con i prodotti in commercio.

Nel 1976 la Disney e gli Universal Studios intentarono una causa contro Sony, che avrebbe "istigato", con i propri prodotti, i consumatori alla pirateria. Il caso ha voluto che al momento il VHS non fosse ancora sul mercato, restando quindi fuori dalla disputa. Nel 1984 la Sony vinse l'ultimo grado di giudizio, ma ormai i danni d'immagine subiti erano quasi irreparabili; già alla fine del 1978 la quota di mercato della Sony era scesa al 19% mentre quella del concorrente era al 36%.

Nel 1981 la Philips provò a entrare nel settore con il suo sistema da 1/2" Video2000, tecnicamente all'avanguardia (le testine a posizionamento dinamico fornivano fermo immagine e rallenti senza disturbi - una caratteristica ottenuta dal VHS solo anni dopo, con la terza testina video) e dotato di cassette di grande capienza (si otteneva il doppio della durata capovolgendole, come per le audiocassette). Il sistema, che però soffriva inizialmente di una minore qualità colore ed audio venne abbandonato nel 1989, non essendo riuscito a conquistare nessuna fetta significativa del mercato.

Alcune migliorie giunte in un secondo momento: HQ, HI-FI, LP e DVHS[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta i videoregistratori VHS diventarono stereofonici potendo così registrare un audio di migliore qualità, mantenendo la compatibilità con le vecchie cassette monofoniche. Nel 1985 JVC introdusse le specifiche VHS-HQ (High Quality) che prevedevano una serie di miglioramenti nella qualità d'immagine grazie a circuiti di riduzione del rumore dell'immagine e miglioramento del contrasto e della definizione. Molti produttori si opposero a queste specifiche per via dei costi. Alla fine JVC deliberò che, per poter utilizzare il marchio VHS-HQ era obbligatorio utilizzare il circuito "white clip extension" più uno degli altri miglioramenti a scelta. Alcuni prodotti di punta utilizzavano comunque tutte le migliorie previste dal nuovo standard e oggi potremmo definirli "FULL VHS-HQ". Sempre nel 1985 JVC introdusse grandi miglioramenti sul fronte audio grazie ad un sofisticato circuito di riduzione del rumore di fondo targato Dolby. La qualità audio era molto elevata, infatti molti incominciarono ad utilizzare i videoregistratori VHS HQ Hi-Fi per registrazioni audio. Negli stessi anni venne introdotta la modalità LP (long play) che permetteva, dimezzando la velocità del nastro, di raddoppiare la durata di registrazione, seppur con un decremento della qualità video, ma non di quella audio. In seguito venne introdotta la modalità EP (extended play), identica all'LP ma ancora più accentuata, in grado di registrare fino a 6 ore su un nastro da 120 minuti riducendo la velocità a un terzo di quella normale. Nel 1999 JVC introdusse sul mercato le D-VHS, videocassette digitali ad alta definizione (720p - 1080i). Tuttavia questo sistema non ebbe pressoché successo, probabilmente per l'alto costo dei videoregistratori D-VHS rispetto ai lettori DVD.[senza fonte]

Il declino[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire degli anni novanta l'introduzione nel mercato dei DVD registrabili e di ulteriori sistemi di registrazione digitale (Hard Disk, memorie flash) ha progressivamente ridotto la fetta di mercato del VHS fino ad azzerarla; oggi (secondo decennio degli anni 2000) non vengono più prodotte VHS con contenuti preregistrati, ed è cessata la produzione di VCR.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Milestones:Development of VHS, a World Standard for Home Video Recording, 1976, IEEE Global History Network. URL consultato il 13 febbraio 2011.
  2. ^ Da VIDEO DIGITALE - LA RIPRESA, ed. Apogeo, 2007 di Gabriele Coassin (Preview di tutto il testo e immagini, visionabile on-line sul sito dell'editore). Inserimento a cura dell'autore.
  3. ^ Cuddiy Edward, Storage, Preservation, and Recovery of Magnetic Recording - http://trs-new.jpl.nasa.gov/dspace/bitstream/2014/36282/1/93-1817.pdf
  4. ^ Hess Richard, Tape Degradation Factors and Challenges in Predicting Tape Life. http://www.richardhess.com/tape/history/HESS_Tape_Degradation_ARSC_Journal_39-2.pdf
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