Betamax

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Una videocassetta Betamax

Betamax fu il primo sistema di videoregistrazione a nastro magnetico, pensato per il mercato domestico.

Sviluppato dalla Sony e introdotto sul mercato alcuni anni prima del VHS, non riuscì ad imporsi come standard rispetto a quest'ultimo, a causa della maggiore durata ed economicità delle videocassette VHS e il fatto che JVC concesse i diritti di sfruttamento del VHS ad altre aziende.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il lancio sul mercato e la concorrenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975, in Giappone la Sony lanciò i primi due modelli di Betamax: i videoregistratori SL-6300 e LV-1801, mentre negli Stati Uniti, venne presentato il modello SL-7200. Dopo un anno e 30.000 prodotti venduti, arrivò il VHS della JVC, che da vari punti di vista su dimostrò tecnicamente inferiore al Betamax, nella compattezza delle cassette, nella qualità, tranne che per la durata della registrazione che risultava superiore arrivando fino a 4 ore.

Tre videoregistratori Sony Betamax per il mercato americano. Dall'alto in basso: (1982) SL-2000, (1984) SL-HF 300, (1988) SL-HF 360.

A differenza di Sony, JVC cercò altri alleati, sia tra i produttori, sia tra le case cinematografiche e questo contribuì a mantenere i prezzi dei prodotti VHS più bassi rispetto al concorrente. Dato che a quei tempi i negozi di videonoleggio noleggiavano anche i lettori, questi si orientarono verso lo standard di JVC che consentiva di acquistare interi stock di prodotti a un prezzo ridotto, aumentandone i margini di profitto, e questo ha innescato una spirale: i negozianti acquistavano i lettori VHS, di conseguenza richiedevano film in VHS e le case cinematografiche commercializzavano film in VHS. Chi doveva comprarsi un videoregistratore era quindi spinto all'acquisto della seconda tecnologia che, seppur inferiore, garantiva una maggiore compatibilità con i prodotti in commercio.

Nel 1976 la Disney gli Universal Studios intentarono una causa legale contro Sony poiché avrebbe favorto la libera diffusione di opere in violazione del copyright; il processo iniziò nel 1979 e nel 1984 la Sony vinse l'ultimo grado di giudizio, ma la società nipponica subì un certo danno; già alla fine del 1978 la quota di mercato della Sony era scesa al 19% mentre quella del concorrente era al 36%, e nello stesso anno vennero commercializzati i primi modelli in Europa.

L'obsolescenza e l'abbandono[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985, sebbene in numero assoluto le vendite non fossero poi così deludenti, il fatto di dividere il mercato con il VHS in proporzioni del 30% - 70%, fece decidere a Sony di cominciare a dirigere i propri investimenti verso un nuovo campo, quello dei supporti per videocamere amatoriali, con il proprio formato Video8. Il formato Video8 era molto più compatto del VHS, e quindi poteva ancora sperare, a ragione, di ottenere un discreto successo. Tuttavia l'introduzione del VHS-C nel 1982 - una VHS compatta studiata appositamente per le videocamere - ridimensionò questo successo. Inoltre nel 1988 anche la Sony inizio a commercializzare prodotti VHS.

Nell'autunno del 2002, la Sony rese noto che avrebbe prodotto ancora duemila videoregistratori Betamax entro la fine dell'anno, dopodiché avrebbe abbandonato il progetto. Nel gennaio del 2003, fu cessata la produzione di videoregistratori Betamax. Il 10 novembre 2015 Sony ha annunciato la fine della produzione delle videocassette Betamax e Micro MV a partire da marzo 2016 dopo oltre 40 anni di presenza sul mercato.[3]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Benché la tecnica della scansione elicoidale fosse ormai di larghissimo utilizzo nel mercato professionale, fu la sua variante "azimutale" a rappresentare un'ottima soluzione. Permetteva infatti di evitare le bande di guardia sul nastro, facendolo avanzare molto lentamente. La Sony adattò lo schema di avvolgimento a U già collaudato con successo sull'U-matic al nuovo sistema, usando un nastro da mezzo pollice, più economico.

Il Betamax utilizzava la stessa tecnica a sfasamento della sottoportante colore convertita, ma per migliorare la stabilità cromatica usava due sottoportanti di frequenze diverse per modulare il segnale di crominanza delle linee pari e dispari. Questo minimizzava le interferenze tra le tracce contigue e permetteva una durata ancora maggiore.

Migliorie successive[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1977 arrivò il primo videoregistratore a due velocità dotato inoltre di un sintonizzatore in grado di registrare da un canale mentre il televisore era sintonizzato su un altro.
  • Nel 1978 arrivò anche la ricerca dell'immagine. Il modello SL-5400 visualizzava l'immagine mentre il nastro scorreva ad alta velocità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]