BASF

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Coordinate: 49°29′47″N 8°25′57″E / 49.496389°N 8.4325°E49.496389; 8.4325

BASF SE
Logo
Stato Unione europea Unione europea
Tipo Società europea
Borse valori
ISIN DE000BASF111
Fondazione 1865
Sede principale Ludwigshafen
Persone chiave Kurt Bock (CEO)
Fatturato 70,45 miliardi (2015)
Risultato operativo € 6,74 miliardi (2015)
Utile netto € 3,99 miliardi (2015)
Dipendenti 112 435 (2015)
Slogan «We create chemistry»
Sito web www.basf.com
Scritta luminosa sul grattacielo NARVA a Berlino-Friedrichshain
Lo stabilimento BASF di Ludwigshafen visto dal satellite
La BASF-Hochhaus a Ludwigshafen

La BASF SE è una società europea con sede a Ludwigshafen, nella regione della Renania Palatinato, in Germania. Il nome BASF è l'acronimo di Badische Anilin- und Soda Fabrik (Fabbrica di Anilina e Soda del Baden). Il Gruppo BASF conta più di 200 tra filiali e joint venture e possiede siti produttivi in 50 paesi in Europa, Asia, Nord e Sud America. Alla fine del 2015, la società impiegava più di 112 430 persone, di cui più di 50 000 solo in Germania. BASF ha clienti in più di 170 paesi e fornisce circa 8 000 diversi prodotti in molti settori dell'industria.

BASF è una delle più grandi compagnie chimiche al mondo e ha portato sul mercato prodotti famosi: dal colorante indaco, che è stato uno dei primi coloranti sintetizzati su scala industriale, all'invenzione della tecnologia necessaria alla funzionalità dei nastri magnetici (musicassette).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Badische Anilin- und Sodafabrik (1865–1925)[modifica | modifica wikitesto]

BASF-Werk Ludwigshafen 1866
BASF-Werk Ludwigshafen 1881
Hauptlaboratorium der BASF in Ludwigshafen 1887
Indigoproduktion der BASF um 1890

Il 6 aprile 1865 a Mannheim-Jungbusch viene creata la Badische Anilin- und Sodafabrik da Friedrich Engelhorn con capitale sociale di 1,4 mln. di oro (vicino a Engelhorn come presidente vi furono August Clemm, Carl Clemm e Julius Giese).

BASF-Notgeld („Anilindollar“) novembre 1923

Dopo la fine della Prima guerra mondiale la Germania entra in una profonda crisi, così le principali industrie chimiche pensano di associarsi anche per contrastare lo strapotere industriale dell'americana DuPont.

I.G. Farben AG (1925–1952)[modifica | modifica wikitesto]

I.G. Farben-Haus a Francoforte oggi

Il 21 novembre 1925, la Hoechst, la Bayer, l'AGFA e altre industrie più piccole spostano i loro capitali nella BASF, la quale, il 2 dicembre 1925, cambia nome in IG Farben AG (abbreviazione di Interessen-Gemeinschaft Farbenindustrie AG, e chiamata anche I.G. Farbenfabriken) e sposta la sede a Francoforte. A capo del nuovo consiglio di amministrazione di 83 persone viene nominato Carl Bosch. Nel 1934 produce il primo nastro magnetico in bobine per i primi registratori audio prodotti dalla AEG Telefunken, rimanendo sino agli anni '90 uno dei maggiori produttori di questa tecnologia.

Durante il periodo nazista, nel 1941 l'IG Farben AG cominciò a produrre il famigerato gas Zyklon B che fu usato nei campi di sterminio nazisti.


L'azienda[modifica | modifica wikitesto]

Struttura attuale[modifica | modifica wikitesto]

Società principali[modifica | modifica wikitesto]

Tra parentesi: percentuali di possesso della BASF

Sedi principali[modifica | modifica wikitesto]

Werk Ludwigshafen di Mannheim (Friesenheimer Insel)
BASF-Werk Ludwigshafen

Guida della società[modifica | modifica wikitesto]

Presidenza Consiglio di amm.

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

1955
1996

In BASF vi sono oltre 400.000 investitori nel mondo.

Quota Detentore
26 % Privati in Germania
21 % Resto Europa
16 % USA, Canada
9 % istituzioni da Germania
11 % Regno Unito, Irlanda
11 % non identificati
5 % Resto del mondo

data: settembre 2015[3]

La società è quotata interamente in Deutschen Börse. I più grandi azionisti unici sono il fondo USA BlackRock con il 6,25% e la Norges Bank con il 3,32%.

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Logo BASF del 1873

Il primo logo BASF risale al 1873 dalla fusione delle società di Stoccarda (Knosp e Siegle). Il marchio fu lo stemma di Stoccarda (Cavallo) e quello di Ludwigshafen am Rhein (Leone bavarese con ancora).

Alcuni dei prodotti più noti[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Website BASF Information Services
  2. ^ Standortportal Ludwigshafen
  3. ^ Aktionärsstruktur, abgerufen am 16. Dezember 2015
  4. ^ http://www.intermediates.basf.com/chemicals/web/de/content/products-and-industries/inorganic-specialities/hydroxylamine-free-base-and-salts
  5. ^ Ingenieurin der ersten Stunde im Anlagenbau. Abgerufen am 11. Juni 2011

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jürgen Nürnberger: BASF AG Ludwigshafen am Rhein. Eine Firmenbibliographie. 1865–1990. 2. Auflage, Stand 1. Oktober 1991. Nürnberger, Ludwigshafen am Rhein 1991. (Nebst) Band 2: Nachträge (1991) ISBN 3-929153-02-5.
  • (Hrsg.) Werner Abelshauser: Die BASF – Von 1865 bis zur Gegenwart. Geschichte eines Unternehmens. 2. Auflage, Beck, München 2003, ISBN 3-406-49526-5

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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