Apocalypse Now

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Apocalypse Now
Apocalypse Now 01.png
Gli elicotteri del tenente colonnello Kilgore all'attacco del villaggio controllato dai vietcong
Titolo originaleApocalypse Now
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1979
Durata153 min (versione originale)
202 min (Apocalypse Now Redux)
Genereguerra, drammatico
RegiaFrancis Ford Coppola
Soggettodal romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad
SceneggiaturaFrancis Ford Coppola, Michael Herr, John Milius
ProduttoreFrancis Ford Coppola
Casa di produzioneUnited Artists, Zoetrope Production
Distribuzione (Italia)Medusa Distribuzione
FotografiaVittorio Storaro
MontaggioLisa Fruchtman, Gerald B. Greenberg, Richard Marks, Walter Murch
MusicheCarmine Coppola, Francis Ford Coppola
ScenografiaDean Tavoularis, Angelo P. Graham, George Nelson
CostumiCharles E. James
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Apocalypse Now è un film del 1979 diretto da Francis Ford Coppola, interpretato fra gli altri da Martin Sheen, Marlon Brando e Robert Duvall, liberamente ispirato al romanzo di Joseph Conrad Cuore di tenebra, vincitore della Palma d'oro al 32º Festival di Cannes[1] e di due premi Oscar nel 1980 per la migliore fotografia (a Vittorio Storaro) e per il miglior sonoro (a Walter Murch).

Considerato il film sulla guerra del Vietnam più celebre di sempre,[2][3] Apocalypse Now è una vivida rappresentazione dell'insolubile dilemma morale costituito dalla guerra; dilemma incentrato, in questa pellicola, sulle figure del colonnello Walter Kurtz (Marlon Brando) - il quale, sommariamente, dovrebbe incarnare il male, la follia e la devianza - e del capitano Benjamin Willard (Martin Sheen)[4] - al quale spetta, genericamente, l'impersonificazione del bene, del raziocinio e del rispetto delle "regole". Tuttavia, lo sviluppo del film suggerisce almeno una parziale ricollocazione di queste due figure e dei valori da esse rappresentati, nonché una seria discussione sulla difficoltà umana di separare nettamente il bene e il male, la follia e il raziocinio, la normalità e la ribellione.

Aleggia, su tutta la vicenda filmica, un senso di ineluttabilità, un fluire incoercibile delle cose, un destino a cui non possono sottrarsi i protagonisti tutti, spesso costretti in una trama (come accade nella vita reale) i cui capitoli finali appaiono quasi già scritti e non molto modificabili. Incombe, pure, un carico grottesco, paradossale e assurdo, capace di tenere il film costantemente in bilico fra allucinazione e descrizione d'una realtà storica.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è ambientata nel 1969. La guerra del Vietnam è al culmine e il capitano Benjamin L. Willard è appena tornato a Saigon: è un ufficiale dell'esercito americano, già per tre anni in Vietnam, formalmente in ruolo nella 173ª Brigata Aviotrasportata, ma in realtà incaricato di operazioni speciali della CIA. È provato dalle missioni segrete recentemente svolte e appare in difficoltà a rientrare nella vita civile.

La missione segreta, indicibile, inesistente[modifica | modifica wikitesto]

Due funzionari del servizio d'informazione militare, il generale Corman e il colonnello Lucas, insieme a un civile (probabilmente un membro dei servizi segreti), convocano lo spaesato Willard allo scopo di affidargli una missione speciale. È strano che un incarico delicato venga conferito a un militare palesemente provato dalle brutture della guerra, ma l'incarico stesso, oltre che delicato, è decisamente "anomalo"; pertanto, lo stato confusionale del capitano potrebbe costituire - paradossalmente - una calzante precondizione per il compito irregolare che è chiamato a eseguire. Willard deve effettuare un viaggio su un PBR, lungo il fiume Nung, nella remota giungla cambogiana, per scovare il colonnello americano Walter E. Kurtz, ex alto ufficiale dei Berretti Verdi, da tempo disertore, con l'obiettivo di ucciderlo (nella motivazione ufficiale trasmessa a voce: porre fine al suo comando). I "grandi capi" affermano che Kurtz - un tempo considerato ufficiale modello e prossimo alla promozione al grado di generale - è praticamente impazzito e che si è auto-attribuito il comando di una legione di sbandati e indigeni delle montagne nella foresta della neutrale Cambogia. Le affermazioni dei vertici militari americani sulla follia di cui sarebbe preda Kurtz sembrano avallate da una delirante trasmissione radio effettuata dallo stesso colonnello ribelle (intercettata dal comando).

L'obiettivo assegnato a Willard, dunque, è di infiltrarsi fra le fila degli ammutinati e porre fine al comando di Kurtz, ossia ucciderlo, "con estrema determinazione", come tiene a specificare il civile presente al colloquio conviviale (la sequenza indugia molto sulle pietanze del banchetto) con cui si dà il via all'insolita operazione; la stessa esistenza della missione - senza nemmeno parlare dell'esito - i presenti mai ammetterebbero in sede ufficiale: hanno ordinato infatti l'assassinio premeditato di un comandante statunitense da parte di un commilitone, in qualità di superiori gerarchici del soldato/sicario e scientemente perseguito. Il tutto è reso ancora più urgente e necessario dal fatto che anche un altro ufficiale dei corpi speciali, Richard M. Colby, inviato prima di Willard a trovare una soluzione alla strana situazione venutasi a creare nella giungla attorno alla figura carismatica del Colonnello, risulta passato, invece, dalla parte dell'ufficiale disertore. Kurtz parrebbe quindi disporre di elevate capacità di convincimento e "seduzione", se non addirittura di plagio delle persone con le quali entra in contatto.

L'inizio del viaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il capitano interpretato da Martin Sheen si mostra presto in grado di recuperare la lucidità, l'autocontrollo e la motivazione necessaria per intraprendere la sua missione: studia con attenzione e curiosità il dossier riguardante Kurtz, trovandovi conferme al fatto che il connazionale - la cui "eliminazione" gli è stata segretamente comandata - abbia effettivamente assunto il ruolo di un "signore della guerra" e sia incondizionatamente "adorato" da numerosi nativi e militari a lui rimasti fedeli. Lo studio della biografia di Kurtz ha luogo durante la lunga e pericolosa navigazione che dovrà, fra molteplici impedimenti e sorprese, condurre Willard al cospetto del carismatico e auto-esiliatosi comandante.

Ed è all'inizio della risalita del fiume verso il confine cambogiano che lo stesso Willard inizia anche a fare la conoscenza dell'eterogeneo equipaggio assegnatogli: l'ostinato e formale George Phillips (comandante della barca); l'ingenuo e simpatico Lance B. Johnson (un noto surfer californiano); lo scanzonato Tyrone Miller detto "Clean" (nella versione in lingua originale è "Mr. Clean", in riferimento alla versione americana di Mastro Lindo, un fittizio personaggio inventato al fine di pubblicizzare prodotti per le pulizie domestiche); il sensibile Jay "Chef" Hicks (un aspirante chef di New Orleans che Willard descrive come "troppo nervoso per il Vietnam, forse troppo anche per New Orleans"). L'imbarcazione e i suoi membri, che normalmente svolgono il servizio di pattuglia presso la foce del fiume Nung, appartengono alla Marina degli Stati Uniti e non sono nuovi a missioni del genere.

Il tenente colonnello surfista e amante di Wagner[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima tappa, la task force di Willard incontra il tenente colonnello William "Bill" Kilgore, comandante del 1º squadrone elicotteri del 9º Reggimento della Cavalleria Aerea, il quale ha il compito di scortarlo nel tratto iniziale del viaggio. Kilgore è inizialmente disinteressato al capitano Willard e alle sue sorti, ma, dopo aver riconosciuto Lance (il noto atleta del gruppo), propone a quest'ultimo di fare surf sulla foce del fiume Nung, proprio dove Willard e il resto dell'equipaggio devono venire aerotrasportati: ha inizio la nutrita sequenza di episodi in cui la crudezza della guerra si intreccia e si sovrappone alla tragicomica fatuità della natura umana.

A bordo di numerosi elicotteri, Kilgore e i suoi uomini attaccano un villaggio controllato dai vietcong, non distante dalla spiaggia, mentre la barca di Willard e dei suoi quattro compagni viene trasportata da un mezzo aereo. La scena dell'attacco, dall'alto, al villaggio vietnamita, è da annoverare fra i momenti più icastici della storia del cinema: tra l'altro, il tenente colonnello interpretato da Robert Duvall fa risuonare, a tutto volume, tramite altoparlanti installati sugli elicotteri, la celeberrima Cavalcata delle Valchirie di Richard Wagner, al fine di galvanizzare il morale del suo reparto e sconcertare i nemici (altro pazzo momento di commistione fra brutalità e sventata frivolezza). La scena è resa in modo drammatico e realistico, con risultati molto efficaci in termini di presa sugli spettatori. Nonostante l'effetto sorpresa e la supremazia militare (elementi che permettono una rapida conquista del villaggio), si registra, comunque, un forte contrattacco della guerriglia, con la distruzione di un elicottero e ripetuti colpi di mortaio in arrivo dalla vicina giungla.

In tale scenario bellico intenso e altamente insicuro, il tenente colonnello Kilgore "costringe" i suoi uomini a praticare il surf, fra boati e pallottole sibilanti, convinto che un attacco aereo, con impiego di napalm, da lui stesso richiesto per "bonificare" l'area dove è posizionato il mortaio che li sta minacciando da molti minuti, possa presto rendere sicura la zona. In effetti, dopo l'annunciato intervento da parte di una sfrecciante squadriglia di cacciabombardieri F-5, l'alto ufficiale può esultare con sollievo, rivolgendosi così a Willard:

«Mi piace l'odore del napalm al mattino. Una volta abbiamo bombardato una collina, per dodici ore, e finita l'azione siamo andati a vedere. Non c'era più neanche l'ombra di quegli sporchi bastardi. Ma quell'odore... sai quell'odore di benzina? Tutto intorno. Profumava come... come di vittoria.»

Il capitano Willard e i suoi quattro uomini proseguono il viaggio in barca lungo il fiume (viaggio che è anche una metafora della ricerca interiore, del percorso umano verso la conoscenza di sé), non prima però di aver sottratto la tavola da surf a Kilgore, per divertimento e per dissuaderlo dalla sua ossessione per lo sport acquatico. Il tenente colonnello, in seguito, manderà degli elicotteri con la sua implorante voce registrata, per convincere l'assortita pattuglia a restituire la tanto amata tavola da surf [questa parte non è inclusa nella versione originaria della pellicola, ma solo nella versione Redux, più lunga di quasi 50 minuti].

La tigre[modifica | modifica wikitesto]

Durante una sosta, complice il calare delle tenebre, Chef scende dal pattugliatore fluviale con l'intento di raccogliere mango nella giungla, accompagnato da Willard. Mentre si trovano sulla terra ferma, relativamente lontani dalla barca, i due vengono aggrediti da una tigre, che poi riescono fortunosamente a uccidere. Chef, una volta ritornati sulla barca, in preda ai sintomi di un esaurimento nervoso, scoppia in un pianto isterico, urlando il proprio odio per una guerra che non comprende e non condivide, ripromettendosi ossessivamente - ad alta voce - di non abbandonare mai più la sicurezza del natante.

Le conigliette[modifica | modifica wikitesto]

Nei giorni successivi, Willard cerca di approfondire ulteriormente - durante i momenti di riflessione che si ritaglia nel corso del viaggio - l'incartamento dedicato a Kurtz, cominciando anche a nutrire seri dubbi sulla missione di morte affidatagli: il curriculum di Kurtz è straordinario ed è difficile credere che una persona con tali qualità possa aver completamente perso la testa.

La barca, nel frattempo, continua lungo il suo percorso finché giunge presso una base avanzata di rifornimento. Qui il gruppo di Willard si trova, casualmente, ad assistere a un irreale spettacolo, allestito sul fiume per il sollazzo delle truppe e sponsorizzato (!?) dalla celebre rivista Playboy; lo show degenera con preoccupante rapidità quando alcuni soldati americani tentano di aggredire le attraenti soubrette durante la loro scollacciata e provocante esibizione, costringendole così a una precipitosa fuga tramite lo stesso elicottero che le aveva condotte in mezzo alla giungla [solo nella versione Redux le "conigliette" di Playboy riappaiono più avanti, in una fase decisamente amara e squallida della vicenda, barattate sessualmente per un rifornimento di carburante, ma già ridotte a un pallido ricordo delle sfavillanti ragazze-copertina dello show finito in fuga].

Il cagnolino[modifica | modifica wikitesto]

La barca dei cinque militari statunitensi incrocia un sampan di commercianti vietnamiti. Phillips ordina di perquisire la povera imbarcazione per scoprire eventuali armi nascoste, in disaccordo con Willard che vorrebbe proseguire la risalita del fiume per dare corso, senza altre distrazioni e contrattempi, alla sua già complessa missione. Mentre Chef ispeziona a malavoglia il sampan, una ragazza si muove bruscamente in direzione d'una cesta, provocando (anche a causa dell'incomprensione fra lingue reciprocamente sconosciute) l'isterica e letale reazione degli altri soldati americani, i quali crivellano di pallottole, in pochi secondi, tutti gli occupanti della barchetta locale.

Chef, che non ha partecipato attivamente alla carneficina, poco dopo il tacere delle armi statunitensi, scopre la causa del movimento improvviso compiuto dalla ragazza durante la demenziale perquisizione: la cesta verso cui la giovane donna si stava precipitando accoglie un cucciolo di cane (diventerà la mascotte di Lance). Mentre Chef è preda di un'altra crisi nevrotica e Phillips (afflitto dai sensi di colpa per aver ordinato l'inutile perquisizione) vorrebbe soccorrere la donna sopravvissuta (benché moribonda) alla sparatoria, Willard interviene con cinica risolutezza e "finisce" la sfortunata mercante con un colpo di pistola. Un attimo dopo, Willard biasima Phillips, rimarcando che - come da lui vanamente auspicato - sarebbe stato molto più saggio non attardarsi per quel superfluo controllo finito in massacro.

Mentre la barca si allontana dalla scena, la voce narrante (quella del capitano Willard) commenta:

«Era un modo particolare che avevamo qui di vivere con noi stessi: li facevamo a brandelli con una mitragliatrice, poi gli offrivamo i cerotti.»

Il ponte[modifica | modifica wikitesto]

Il viaggio giunge a un estremo avamposto: un ponte che indica il fronte di guerra, nonché il confine con la Cambogia. Qui c'è un ufficiale, in attesa del gruppo da tre giorni per la consegna della posta, il quale sbrigativamente (non vede l'ora di andarsene da quell'inferno) mette tutti in guardia sui gravi pericoli della zona. Il ponte è un "monumento" all'ottusa ostinazione dei comandi militari, che, per motivi propagandistici, insistono nel difendere e ricostruire senza sosta la posizione, con fini pratici totalmente irrilevanti nel quadro complessivo del conflitto; una posizione che ogni notte viene demolita dall'incessante bombardamento dalla artiglieria nord-vietnamita.

Mentre è in corso un ennesimo attacco da parte del nemico, Willard e Lance si avventurano a terra, tra le trincee, constatando fino a qual punto la confusione regni sovrana, in assenza di ufficiali al comando, probabilmente tutti rimasti uccisi. Il primo mitragliere che i due incontrano durante la ricognizione, infatti, si stupisce nel dedurre che Willard stesso non sia l'ufficiale al comando in quel caos (lampante prova che questo mitragliere da troppo tempo non vedeva il suo vero comandante). Dinanzi a questa ennesima dimostrazione della pericolosità e assurdità dell'intera faccenda, Phillips cerca di convincere ancora una volta il capitano a desistere dalla sua oscura missione, ma Willard, vagamente dubbioso e tuttavia ligio agli ordini ricevuti, gli ordina di proseguire.

Meno uno (morte di Clean)[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno successivo, mentre l'equipaggio della barca è intento nella lettura della corrispondenza consegnata loro dopo un lungo periodo di mancanza di contatti familiari, la barca viene attaccata dai vietcong, nascosti sulle rive dal fiume. Nello scontro a fuoco, Clean rimane ucciso. Una sequenza particolarmente toccante del film mostra il giovane di colore agonizzante, mentre un magnetofono diffonde (macabra beffa) la registrazione audio di un discorso affettuoso e rincuorante inviatogli via posta dalla madre. Da questo momento in poi, Phillips, che aveva gradualmente assunto le veci di un padre o fratello maggiore (entrambi afroamericani) nei confronti di Clean, diventa più apertamente ostile a Willard e alla sua inconfessabile missione.

Meno due (morte di Phillips)[modifica | modifica wikitesto]

Pochi giorni dopo, l'imbarcazione viene nuovamente assalita da altri indigeni, i Montagnard. Stavolta è proprio Phillips a trovare la morte, causata da una lancia scagliatagli in piena schiena dai guerriglieri. Prima di esalare l'ultimo respiro, il nero comandante del pattugliatore sembra porre in essere un estremo tentativo di uccidere il capitano Willard, attirandolo verso di sé e verso la punta della lancia che sporge dal suo petto, ma l'intera situazione potrebbe essere il risultato degli ultimi spasmi mortali del militare colpito e non di una sua intenzione omicida. Così Phillips muore proprio tra le braccia dello sconcertato Willard.

Arrivo all'inferno[modifica | modifica wikitesto]

Giunti finalmente a destinazione, i superstiti della spedizione vengono accolti da una scena fra l'onirico e l'infernale (ennesimo quadro consegnato alla storia del cinema): in una insenatura, resa ancor più irreale dalle esalazioni umide della giungla (una sorta di respiro fosco di una natura malsana) e da un silenzio tombale che contrasta con le sparatorie e i frastuoni che hanno caratterizzato gran parte del viaggio, sono raccolti centinaia di esseri umani in stato catatonico e silente, come anime in pena colte nell'indolente attesa di essere dirottate ai rispettivi gironi infernali. È difficile distinguere in tale moltitudine i militari americani, i civili, gli indigeni e magari anche i nemici disertori, se non per alcune fattezze somatiche che a fatica emergono da maschere e camuffamenti vari.

Senza dubbio, nell'allestire questa irripetibile scena, le intenzioni del regista Coppola erano di evocare un suggestivo e impressionante approdo dallo Stige alle rive dell'Inferno. Il risultato è impressionante, commovente, epocale.

Sconvolti dalla vista di un tale abbandono di ogni regola e di ogni metodo, Willard e un inebetito Lance scendono a terra, mentre Chef resta sulla barca con l'ordine di trasmettere in codice, agli alti comandi dell'operazione, l'ordine di procedere ad un attacco aereo qualora il capitano e il surfista (sempre più psichicamente deragliato) non facessero ritorno a bordo entro un certo lasso di tempo.

Il fotografo "schizzato"[modifica | modifica wikitesto]

In tale quadro di dantesca potenza immaginifica, il primo incontro del capitano Willard con un essere vivente che non sembri solo un'apparizione fantasmatica, è con un fotografo free-lance (magistralmente impersonato da Dennis Hopper), a dir poco eccentrico, verboso e totalmente asservito - come chiunque altro in quella porzione di mondo deviata - ai voleri di Kurtz, del quale magnifica quelli che egli considera pregi, virtù e grandezze praticamente "divine".

I dannati[modifica | modifica wikitesto]

Questa sorta di villaggio dei dannati, in cui "impera" il colonnello interpretato da Marlon Brando, ha tutte le caratteristiche di un morboso e decadente regime pagano, connotato peraltro da una ostentata violenza sanguinaria: una moltitudine di cadaveri è distribuita ovunque, in modo osceno e impudico (impiccati, appesi, crocifissi, impalati, capovolti, riversi, amputati). In tale cornice di abbrutimento, indifferenza e incoscienza Willard viene presto imprigionato e successivamente liberato dal colonnello-despota (le cui inquadrature iniziali sono tutte oblique, tagliate, ombreggiate, sfuggenti, con il risultato di renderne la figura inafferrabile, misteriosa, magica, ultraterrena).

In diversi incontri, che somigliano a frammenti di un'allucinazione, il trasognato Kurtz accenna a un febbricitante Willard le proprie teorie sulla guerra, sull'umanità e sulla civiltà. Egli ha letto Il ramo d'oro di James Frazer, in cui viene illustrato il significato del sacrificio del Re-Sacerdote e la funzione purificatrice del capro espiatorio. Nel corso di un intenso e penetrante monologo, l'autoritario colonnello loda la determinazione priva di scrupoli dei vietcong, prendendo come esempio della loro perfezione guerriera l'occasione, da lui testimoniata in prima persona, in cui i militari orientali tagliarono - senza pensarci due volte - il braccio a tutti i bambini di un villaggio appena vaccinati contro la poliomielite dagli americani.

Meno tre (morte di Chef)[modifica | modifica wikitesto]

Chef, rimasto sempre solo a bordo dell'imbarcazione, viene decapitato da Kurtz in una imboscata notturna, prima che il "cuoco" possa ricorrere alla radiotrasmittente per invocare aiuto (la centrale di ascolto americana è denominata ONNIPOTENTE). Potrebbe sembrare giunta l'ultima ora anche per Willard, ormai ridotto quasi all'impotenza e con la sintomatologia della malaria, se non fosse evidente che il visionario colonnello intende lasciarlo in vita affinché il più giovane possa portare a termine la missione omicida e, dunque, liberare lo stesso Kurtz dalla sofferenza di cui è evidentemente preda (e possa poi raccontare la verità alla sua famiglia, soprattutto al figlio).

Emblematico il passaggio in cui Kurtz dice a Willard "lei ha il diritto di uccidermi ma non ha il diritto di giudicarmi". In tutto questo, Lance, ormai mentalmente perso e innocuo, passa il tempo mescolato agli insorti, senza poter essere di alcun aiuto a Willard (rimasto, dunque, completamente solo a fronteggiare Kurtz, il "popolo dannato" che si trascina in quel luogo di perdizione etica nonché i fantasmi della propria coscienza).

This is the end[modifica | modifica wikitesto]

Durante una notturna cerimonia idolatra, un bue viene sanguinosamente sacrificato mentre il capitano, per quanto indebolito e fiaccato (ma comunque libero di muoversi), riesce a raggiungere Kurtz e a ucciderlo - analogamente alla cruenta fine del bue - con un machete, non incontrando peraltro alcuna resistenza. La sequenza ha come colonna sonora The End, celebre canzone dei The Doors, già ascoltata nella parte iniziale del film. Il colonnello spira sussurrando «l'orrore… l'orrore», citazione delle parole dell'omonimo personaggio (si chiama Kurtz) del romanzo Cuore di tenebra, a cui il film si ispira liberamente (molto liberamente).

Willard, venerato improvvisamente dai nativi e dagli insorti come nuovo dio-comandante-tiranno, si allontana con gesti misurati e cauti dal villaggio. Nella versione di questa scena scelta dal regista - fra le tre da lui fatte filmare (in una delle quali si immagina addirittura che il capitano Willard succeda al colonnello Kurtz) - il capitano cammina tra la folla attonita (probabilmente nel villaggio erano anche diffuse sostanze psicotrope naturali), recuperando quasi per caso l'inconsapevole Lance, e si imbarca per il ritorno a casa; il tutto sotto una pioggia scrosciante che lava via il sangue versato.

Finale[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola originale si conclude con una scena notturna di bombardamenti accompagnata dai titoli di coda, mentre le fiamme si alzano verso il cielo. Coppola decise all'ultimo momento di inserire questa scena conclusiva, dopo aver visto le riprese effettuate mentre l'aviazione filippina distruggeva (realmente) il set del film su direttiva del governo locale che desiderava cancellare le tracce delle riprese.

Questo finale venne interpretato, in maniera errata, a detta dello stesso regista, come un bombardamento contro il villaggio di Kurtz, mentre nelle intenzioni di Coppola si trattava di un bombardamento qualsiasi (simbolo della guerra). Il regista decise, quindi, di sostituire il bombardamento stesso con un semplice sfondo nero su cui far scorrere i titoli di coda.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

  • Martin Sheen interpreta il capitano Benjamin L. Willard, un esperto ufficiale delle operazioni speciali dell'esercito statunitense, già in Vietnam per tre anni. Formalmente Willard fa parte del 505º Battaglione della 173ª Brigata Aviotrasportata, ma risponde alla CIA, come infatti prova la missione che gli viene assegnata.
  • Marlon Brando interpreta il colonnello Walter E. Kurtz, pluridecorato componente del 5º Gruppo delle Forze Speciali dell'Esercito degli Stati Uniti. L'alto comando americano è certo della sua diserzione e che lui abbia costituito una propria unità armata indipendente (composta da insorti, ammutinati, rivoltosi e sbandati) in un'area isolata della Cambogia.
  • Robert Duvall interpreta il tenente colonnello William "Bill" Kilgore, comandante del 1º squadrone elicotteri del 9º Reggimento della Cavalleria Aerea. Kilgore ha anche una spiccata passione per il surf.
  • Albert Hall interpreta il capo sottufficiale George Phillips, comandante della piccola imbarcazione su cui servono i seguenti - in questa lista - tre militari (e su cui viaggia il capitano Willard per andare a scovare il colonnello Kurtz).
  • Frederic Forrest interpreta il macchinista di terza classe Jay "Chef" Hicks, nella vita civile cuoco a New Orleans, molto provato dalla guerra.
  • Sam Bottoms interpreta il mitragliere di terza classe Lance B. Johnson, nella vita civile surfer professionista in California.
  • Laurence (detto Larry) Fishburne interpreta il mitragliere di terza classe Tyrone "Mr. Clean" Miller, sboccato 17enne del Bronx. Fishburne aveva solo 14 anni quando cominciarono le riprese del film nel 1976 e ottenne la parte mentendo sulla propria vera età (la sorte volle che le riprese si protrassero tanto che all'uscita del film raggiunse effettivamente i 17 anni del personaggio da lui interpretato).
  • Dennis Hopper interpreta un fotoreporter americano completamente integrato nell'unità armata ribelle creata e guidata dal colonnello Kurtz. Secondo il commento contenuto nel dvd di "Apocalypse Now Redux" (la versione ampiamente allungata del film, uscita nel 2001) questo personaggio è ispirato alla vera storia di Sean Flynn, un noto corrispondente di guerra scomparso in Cambogia nel 1970.
  • G. D. Spradlin interpreta il tenente generale Corman dei servizi segreti militari. Il nome del personaggio viene da quello del produttore, regista e attore Roger Corman.
  • Jerry Ziesmer interpreta l'enigmatico Jerry, il quale partecipa in abiti civili al briefing militare con cui si assegna al capitano Willard la missione di "terminate with extreme prejudice" il colonnello Kurtz: la frase è l'unica pronunciata da Jerry nel film e può essere tradotta in italiano con "eliminare senza appello". Ziesmer, comunque (più che per la parte recitativa limitatissima) ha lavorato in questo film di Coppola come assistente alla regia.
  • Harrison Ford interpreta il colonnello Lucas, assistente del tenente generale Corman e incaricato di dare gli ordini specifici al capitano Willard. il nome del personaggio è un omaggio a George Lucas, il regista che si occupò inizialmente della sceneggiatura insieme a John Milius. Lucas doveva essere il regista, ma fu poi assorbito da altri impegni.
  • Scott Glenn interpreta il capitano Richard M. Colby, al quale (prima del capitano Willard) era stata assegnata la missione di terminare il comando ribelle di Kurtz. Il comando militare ha accertato che Colby non solo non ha compiuto la missione, ma ha a sua volta disertato per unirsi all'unità sediziosa: un messaggio di Colby alla propria moglie è stato intercettato e contiene l'annuncio che lui non tornerà più da lei e la raccomandazione di vendere ogni proprietà (figli compresi!).
  • Colleen Camp, Cynthia Wood e Linda Beatty interpretano tre "conigliette" di Playboy chiamate a dar vita a un improbabile show per le truppe americane nel mezzo della giungla vietnamita: Wood era effettivamente stata playmate ("coniglietta") dell'anno 1974, e Beatty dell'agosto 1976.
  • Bill Graham interpreta l'agente di spettacolo al quale è demandato anche il compito di presentare lo show del punto precedente.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni '60, mentre erano all'opera come assistenti di Francis Ford Coppola nella lavorazione del film The Rain People (uscito nel 1969), George Lucas e Steven Spielberg incoraggiarono l'amico produttore, sceneggiatore e regista John Milius a scrivere un film sulla guerra in Vietnam (va anche ricordato che Milius si era proposto per essere arruolato nel conflitto ma la sua domanda era stata respinta a causa dell'asma di cui soffriva). Così, spinto da Lucas e Spielberg, Milius pensò di adattare la trama del celebre racconto di Joseph Conrad Heart of Darkness (Cuore di Tenebra) allo scenario della guerra in Vietnam.

La genesi[modifica | modifica wikitesto]

La scena immediatamente precedente all'attacco degli elicotteri

Coppola assegnò a Milius 15.000 dollari per sviluppare questa idea, con l'impegno per altri 10,000 in caso di "via libera" alla realizzazione. Milius scrisse una sceneggiatura nel 1969 - chiamata The Psychedelic Soldier - nella quale il testo di Conrad era utilizzato in chiave allegorica, poiché Milius ritenne semplicistico seguire la trama così com'era.

Per il personaggio di Willard (e per alcune caratteristiche di Kurtz) Milius prese a modello il suo amico Fred Rexer. Quest'ultimo affermò di essere stato testimone in prima persona dell'episodio raccontato da Kurtz a Willard, in cui i vietcong tagliano ai bambini di un villaggio le braccia appena vaccinate dagli americani (ma non esistono né controprove su tale specifica vicenda né rapporti militari che citino comportamenti del genere da parte dei vietcong). Più in generale, il personaggio di Kurtz fu modellato sulla biografia di Robert B. Rheault, comandante delle forze speciali in Vietnam.

Il titolo della sceneggiatura fu cambiato da Milius (dall'iniziale The Psychedelic Soldier) in Apocalypse Now dopo che il cineasta americano ebbe notato un badge, molto popolare fra gli hippies degli anni '60, su cui era scritto "Nirvana Now". Fra le altre fonti d'ispirazione, egli stesso citò un articolo di Michael Herr intitolato "The Battle for Khe Sanh", in cui abbondavano riferimenti (si trattava del racconto della famosa battaglia per Khe Sanh, in Vietnam) a droghe, rock'n'roll, e a richieste di interventi aerei autolesionistici da parte delle truppe americane. Anche il film Dr Strangelove (di Stanley Kubrick) compare fra i suoi riferimenti.

Milius scrisse l'opera pensando a Lucas come miglior regista possibile. Comunque, prima di giungere al momento operativo (e alla scelta del regista), Lucas lavorò quattro anni con Milius, mentre faceva altre cose importanti, fra cui la stesura della sceneggiatura di Star Wars. Nel frattempo, il produttore Gary Kurtz si recò nelle Filippine in cerca di possibili locations. L'intenzione di Lucas e Kurtz era di girare il film sia nelle risaie tra Stockton e Sacramento, in California, sia in alcune evocative località in Vietnam: il budget doveva aggirarsi sui 2 milioni di dollari e la pellicola doveva essere girata con tecnica documentaristica (economica), ricorrendo a telecamere da 16 mm e a veri soldati (dopo tutto, quando vennero considerate queste possibilità, la guerra era ancora in corso). Di fatto, a causa di ovvie preoccupazioni riguardanti l'incolumità e la sicurezza del cast e della troupe, ma a causa soprattutto degli impegni di Lucas con American Graffiti e Star Wars, Lucas stesso dovette posticipare tutto.

La pre produzione[modifica | modifica wikitesto]

Con i co-produttori Fred Roos e Gray Frederickson, Coppola discusse, nella primavera del 1974, l'opportunità di produrre il film. Chiese prima a Lucas e poi a Milius di dirigere Apocalypse Now, ma entrambi erano coinvolti in altri progetti: Lucas aveva avuto il via libera per girare Star Wars. Così Coppola cominciò a pensare di poter fare da solo e concepì l'idea di un film che fosse un'esperienza di guerra per gli spettatori; un film massimamente coinvolgente, nel quale i temi etici fossero supportati da un impatto visuale ed emotivo altissimo.

Nel 1975, mentre promuoveva Il padrino - Parte II in Australia, Coppola individuò anche alcuni luoghi adatti per le riprese di Apocalypse Now nelle penisole del Queensland settentrionale, contraddistinte da una giungla simile a quella del Vietnam. Subito dopo, però, decise di girare nelle Filippine, attratto anche dai più contenuti costi della manodopera locale. Lo stesso coordinatore di produzione Fred Roos aveva già girato nelle Filippine due film a basso budget e aveva buoni contatti e amici nel Paese. Successivamente Gray Frederickson (producer collaboratore di Coppola) si recò nelle Filippine a cenare con il presidente Ferdinand Marcos in modo da formalizzare il supporto alla produzione e il regolare svolgimento delle riprese.

Coppola trascorse gli ultimi mesi del 1975 rielaborando la sceneggiatura di Milius e negoziando con la casa di produzione United Artists per assicurarsi il finanziamento dell'opera. A detta di Frederickson, il budget fu stimato tra i 12 e i 14 milioni di dollari. La società di Coppola American Zoetrope mise insieme 8 milioni vendendo i diritti di distribuzione della pellicola fuori dagli USA e altri 7,5 milioni come anticipo dalla United Artists, a cui era stato detto che al film avrebbero preso parte Marlon Brando, Steve McQueen e Gene Hackman.

Coppola dovette iniziare le riprese di Apocalypse Now senza aver ultimato la sceneggiatura, e così fu costretto a proseguire il lavoro di scrittura durante molte notti del periodo dedicato alle riprese. Una delle novità introdotte da Coppola, rispetto all'incompleta sceneggiatura precedente di Milius, fu quella riguardante la morte di Mr. Clean (interpretato da un giovanissimo Laurence Fishburne), il quale - come ricordato nella sezione della trama - viene ucciso dai nemici, mentre a bordo della barca che continua a risalire il fiume si ode un nastro audio (recapitato il giorno precedente) in cui la madre lo saluta e gli augura di tornare presto e incolume a casa.

Il nome del protagonista del film, Benjamin Willard, venne creato mettendo insieme i nomi dei primi due figli dell'attore Harrison Ford, il quale nella pellicola interpreta il ruolo (limitato) del colonnello Lucas (quest'ultimo, a sua volta, è chiamato così con l'intenzione di "rendere omaggio" al regista George Lucas).

Dennis Hopper interpreta un fotoreporter stravagante che, come tutti gli indigeni, ritiene Kurtz un semidio. Qui in una foto del 2008

Il casting[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente, per interpretare Willard, vennero considerati Steve McQueen (la prima scelta di Coppola, ma McQueen rinunciò per non dover trascorrere 17 settimane lontano da casa), Al Pacino (il quale disse no per paura di ammalarsi nella giungla, come gli era accaduto nella Repubblica Dominicana durante le riprese de Il Padrino Parte II), Clint Eastwood (declinò l'offerta per analoghi motivi), Jack Nicholson, James Caan e Robert Redford (questi ultimi tre furono presi in considerazione anche per interpretare Kurtz). Altri possibili nomi per la parte di Willard furono quelli di Tommy Lee Jones, Keith Carradine, Nick Nolte e Frederic Forrest. A questo punto, il regista si orientò verso Martin Sheen ricordando l'ottimo provino che l'attore aveva sostenuto per il ruolo di Michael ne Il Padrino, ma anche questa scelta sembrò impraticabile, visto che Sheen sembrava avere altri impegni. Coppola, allora, scelse Harvey Keitel: dopo tre settimane di riprese, tuttavia, il regista comprese che Keitel non era adatto e riuscì a sostituirlo proprio con Martin Sheen.

Per la parte di Kurtz, si pensò a Jack Nicholson, ma venne poi preferito Marlon Brando, la cui iniziale indecisione sul da farsi rallentò alquanto la lavorazione della pellicola. Il mitico attore di Ultimo tango a Parigi decise di prendere parte al film sulla guerra in Vietnam a patto che le scene in cui appariva fossero girate in penombra, per celare il suo notevole aumento di peso (ma contribuendo pure a determinare l'aura di mistero intorno al personaggio Kurtz). Dennis Hopper, il quale nel film interpreta un bizzarro fotoreporter adoratore del colonnello ribelle, dichiarò, in seguito, che l'arrivo di Brando sul set indusse Coppola a bloccare la produzione per due settimane, in modo da potersi ritirare insieme all'attore su una barca per leggere Cuore di tenebra insieme a lui. Molte scene che riguardavano Kurtz vennero cancellate dal copione, perché Marlon Brando risultava troppo grosso per poterle interpretare.

Martin Sheen interpreta il controverso capitano Willard. L'attore, durante le riprese del film, accusò un violento infarto a causa dell'abuso di alcolici.

Completarono il cast Robert Duvall, nel ruolo del tenente-colonnello Kilgore (dopo il rifiuto di Robert Redford e Steve McQueen) e Harrison Ford nella parte del colonnello Lucas, ruolo per cui era stato inizialmente indicato James Caan il quale, tuttavia, scelse di non aderire al progetto.

Le riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese di Apocalypse Now vennero effettuate sul fiume Pasangjan, nelle Filippine. I rapporti tra il governo filippino, presieduto dal dittatore Ferdinand Marcos, e la troupe furono però piuttosto difficili, benché molti mezzi aerei che si vedono nel film furono forniti proprio dall'aviazione filippina, che li utilizzava negli attacchi contro i ribelli musulmani durante la guerra civile in corso ai tempi delle riprese.

L'attacco degli elicotteri e il bombardamento sulla spiaggia furono invece girati nel villaggio e nella baia di Baler, nell'isola di Luzon. Tra i piloti va ricordato uno sconosciuto Ronald Lee Ermey, divenuto poi celebre con il film Full Metal Jacket, dove impersona il sergente maggiore Hartman: ex addestratore dei marines, congedatosi per motivi di salute, viveva allora nelle Filippine, dove faceva l'elicotterista e ricopriva ruoli da caratterista per le produzioni cinematografiche locali.

Coppola era convinto che per raccontare bene il colonnello Kurtz fosse necessaria, per lui, una profonda immedesimazione nella coscienza lacerata del personaggio. Il regista cominciò allora un lavoro su se stesso, dedicandosi anche ossessivamente alla lettura della versione tascabile di Cuore di tenebra, portata sempre con sé e infarcita di appunti e annotazioni.

Nonostante la maniacale cura dei dettagli tipica di Coppola, furono commessi alcuni errori sul piano della ricostruzione storica, come l'uso di caricatori da 30 colpi per i fucili M16, mentre nel conflitto in Vietnam erano stati impiegati solo quelli da 20 proiettili.

Per creare un richiamo al titolo del film, il regista fece dipingere su un muro la scritta "Our Motto: Apocalypse Now" (Il nostro motto è Apocalypse Now), nella scena in cui Willard, Chef e Lance, unici sopravvissuti del gruppo, arrivano al capolinea accolti dal fotoreporter americano interpretato da Dennis Hopper.[5]

Nel 1976, nel bel mezzo delle riprese, un tifone distrusse tutti i set allestiti, e perciò si dovette ricominciare praticamente da zero. Ciò avvenne anche a causa della decisione di Coppola di girare nella stagione delle piogge, in cui i tifoni sono frequenti. In seguito, l'attore protagonista Martin Sheen (alquanto incline ad alzare il gomito) venne colpito da un infarto,[6] e perciò durante la sua convalescenza si dovette usare una controfigura inquadrata di spalle. Tra l'altro, sempre Sheen, durante le riprese della scena iniziale nella camera d'albergo in cui il capitano da lui interpretato appare decisamente fuori controllo, si ferì realmente a una mano (mezzo ubriaco, finì con l'infrangere involontariamente uno specchio).[6]

Le riprese furono funestate anche da altri problemi: l'entusiasmo iniziale dei produttori cominciò progressivamente a declinare, i soldi cominciarono a scarseggiare e il cast e la troupe finirono con il detestare sempre più le numerose difficoltà derivanti dalla permanenza nelle Filippine. Probabilmente si diffuse anche un certo ricorso alle droghe, non tanto a scopo "ricreativo" quanto piuttosto per "alleviare" ansia, stress e stanchezza. La produzione venne inoltre osteggiata dal governo americano poiché la pellicola aveva uno taglio apertamente antimilitarista. Così, come risultato di tante incertezze e ostacoli, Coppola cadde in stato di depressione, tentò il suicidio, perse trenta chili di peso e rischiò pure la separazione dalla moglie Eleanor.[7]

Nel 1991, al Festival di Cannes, venne presentato il documentario Hearts of Darkness: A Filmmaker's Apocalypse, un documentario interamente dedicato alla realizzazione del film, un dettagliato "dietro le quinte" basato sulle riprese effettuate, durante la lavorazione, da Eleanor, la moglie di Coppola, che narra ampiamente la travagliata gestazione, sia a livello tecnico che umano.[8]

Qualche cifra[modifica | modifica wikitesto]

  • Le riprese, originariamente previste su sei settimane,[9] durarono quasi un anno e mezzo (dal marzo 1976 all'agosto 1977), con ben 230 giorni nelle Filippine.[10]
  • Furono impiegati 350.000 metri di pellicola.
  • Per ultimare il montaggio ci vollero due anni.
  • Per la finalizzazione del sonoro furono impiegati più di nove mesi.
  • La celebre scena dell'attacco degli elicotteri, commentata dalla musica di Wagner, dura una decina di minuti, ma per girarla furono necessarie sette settimane di riprese. Questa sequenza fu anche la prima ad essere girata, nella primavera del 1976.
  • Il costo finale dell'opera fu di 30 milioni di dollari, nonostante il preventivo indicasse 12 milioni. Questo sforamento del budget, per poco non causò il fallimento della Zoetrope, la casa di produzione di Francis Ford Coppola, il quale investì nell'operazione anche i propri beni personali.
  • Nelle sale, il film incassò 150 milioni di dollari, di cui 78 nei soli Stati Uniti.[11]

La post-produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il compositore giapponese Isao Tomita fu inizialmente scelto per scrivere la colonna sonora: Coppola desiderava fosse una rivisitazione da parte di Tomita del brano The Planets di Gustav Holst. Tomita fu anche accompagnato nelle Filippine, ma i suoi impegni discografici già programmati in America impedirono poi un suo vero coinvolgimento nell'operazione.

Nell'estate del 1977 (a riprese appena ultimate) Coppola disse che Walter Murch avrebbe potuto finalizzare il sonoro del film entro circa quattro mesi. Murch però non voleva la voce narrante (la voce fuori campo del capitano Willard) alla quale, viceversa, Coppola teneva molto. Su questo elemento, Coppola dovette impuntarsi e così la narrazione di Willard rimase (caratterizzandolo non poco) nel prodotto cinematografico finale. Murch dovette affrontare anche altre questioni, perché le cosiddette librerie sonore a sua disposizione (gli archivi contenenti suoni ed effetti acustici di ogni genere) non disponevano di alcuna registrazione sonora delle armi utilizzate in Vietnam. Insomma, per terminare il suono vennero impiegati diversi mesi, gran parte dei quali alla ricerca di rumori ed effetti adeguati alle esigenze del film.

A un certo punto della lunghissima fase di confezionamento di Apocalypse Now, Coppola avrebbe confessato alla moglie "c'è solo il 20% di possibilità di riuscire a completare il film nei tempi previsti", e, di conseguenza, si sarebbe mosso per convincere la United Artists a posticipare la "prima" del film dal maggio all'ottobre del 1978. Tuttavia, nel maggio del 1978, Coppola dovette annunciare un nuovo rinvio dell'uscita del film, stavolta rimandando la "prima" alla primavera del 1979. Infatti, l'opera venne proiettata, sia pur in una sorta di versione work in progress (e solo per 900 persone), nell'aprile 1979: l'accoglienza non fu entusiastica.

Quando partecipò al Festival di Cannes 1979, contro ogni previsione vinse la Palma d'oro ex aequo con Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff. Pare che la United Artists fosse contraria a mostrare il film un mese e mezzo prima dell'uscita prevista, soprattutto di fronte a così tanti membri della stampa. Coppola però ebbe buon gioco nel rammentare alla casa di produzione il riconoscimento ottenuto, nel 1974, dal suo La conversazione proprio al Festival di Cannes, e quindi riuscì a far passare la propria linea. Il regista organizzò tre anteprime con versioni leggermente differenti tra loro per promuovere il film. La sera prima della proiezione a Cannes, i tecnici della Zoetrope installarono altoparlanti supplementari sulle pareti, in modo da far udire adeguatamente il sound di Murch.

Il 15 agosto 1979 Apocalypse Now venne distribuito negli Stati Uniti d'America in 15 sale cinematografiche iniziali e, nonostante i freddi apprezzamenti registrati al momento dell'uscita, incassò negli USA quasi 30 milioni di dollari (corrispondenti al costo dell'opera) nelle sole prime tre settimane di programmazione. Complessivamente negli USA incassò quasi 78 milioni di dollari.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

The End[modifica | modifica wikitesto]

La canzone The End dei The Doors, undicesima e ultima traccia del primo lp della celebre band americana (uscito il 4 gennaio 1967), è indissolubilmente legata a questo film, in quanto presente nella scena iniziale, dove viene introdotta dal suono rallentato e riverberato delle pale di un elicottero, e nella scena finale, che culmina con l'uccisione di Kurtz. La canzone, scritta dal leggendario cantante Jim Morrison, fa riferimento al complesso di Edipo nonché ai concetti del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche e dello psichiatra svizzero Carl Gustav Jung. La versione utilizzata da Coppola, diversa da quella originale del 1967, è un remix creato apposta per il film: la traccia vocale viene infatti enfatizzata, il finale è in crescendo, e viene evidenziato l'uso libero della tecnica scat di Morrison.

Va sottolineato che Coppola aveva conosciuto personalmente Jim Morrison alla facoltà di Cinematografia dell'UCLA e che apprezzava molto il brano. Il significato della canzone combacia con quello del film in diverse immagini: l'incesto e il parricidio di Edipo raffigurano la fase problematica di un individuo che si richiude in sé per proteggersi da uno stress intenso (l'orrore a cui accenna Kurtz). Inoltre il testo contiene diversi "presunti" riferimenti alla guerra, intesa come situazione in grado di trasformare l'uomo in mostro. Il "bus blu" è l'autobus che porta le nuove reclute ai campi di addestramento prima del fronte, mentre il "deserto romano di pena" indica l'autorità nella sua fragile ipocrisia, in questo caso proprio gli Stati Uniti.

Bisogna ricordare, infine, che diversi passaggi musicali espressamente composti per sottolineare alcune scene, portano la firma dello stesso Francis Ford Coppola e del padre del regista Carmine Coppola, apprezzato compositore, direttore d'orchestra e musicista.

Apocalypse Now Redux[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Apocalypse Now Redux.

Nel 2001 è stata pubblicata la versione restaurata e allungata (47 minuti) del film, con un nuovo montaggio e con l'inserimento di materiale scartato all'epoca della versione originale; questo materiale aggiunge un intero capitolo all'opera, storicizza il contesto e, infine, cambia leggermente il finale del 1979.[12]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

La Palma d'Oro assegnata a Coppola per il film.

A New York, il film venne proiettato in 12 cinema e incassò 30 milioni di dollari, registrando dunque un'ottima performance. In totale, in America, incassò 78 milioni di dollari, mentre a livello mondiale totalizzò circa 150 milioni di dollari. Circa 3 milioni andarono come compenso a Marlon Brando, che venne pagato la faraonica cifra di 1 milione di dollari alla settimana.

Pur presentato in concorso al Festival di Cannes in una versione non ancora definitiva, Apocalypse Now conquistò la Palma d'oro ex aequo con Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff.

Sia ai Premi Oscar sia ai Golden Globe venne superato come miglior film dal dramma familiare Kramer contro Kramer di Robert Benton, con Dustin Hoffman e Meryl Streep, scontando probabilmente il fatto di essere stato distribuito successivamente a un altro considerevole viet-movie: Il cacciatore di Michael Cimino, con Robert De Niro, trionfatore agli Oscar dell'anno precedente, con cinque premi, fra cui quelli per miglior film e migliore regia (nonché una nomination al Premio Oscar per Robert De Niro come miglior attore protagonista). Coppola aveva vinto sia il Golden Globe che il BAFTA come miglior regista, partendo quindi da una buona posizione per riuscire a ottenere subito dopo anche l'Oscar (che, però, come detto, fu assegnato a Robert Benton per Kramer contro Kramer).

Il National Board of Review of Motion Pictures inserì Apocalypse Now fra i migliori dieci film del 1979, preferendogli come miglior film in assoluto Manhattan di Woody Allen.

Nel 1998 l'American Film Institute inserì il film di Coppola al ventottesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[13] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, lo ricollocò al trentesimo posto.[14] Nel 2005 attribuì alla battuta «I love the smell of napalm in the morning... smelled like victory» (in italiano tradotta con «Mi piace l'odore del napalm di mattina... profuma di vittoria») il 12º posto della sua lista delle cento migliori battute dei film statunitensi di tutti i tempi. Internet Movie Database ha attribuito al film un voto medio di 8,5 su 10, posizionandolo al 48º posto nella lista dei migliori 250 film di tutti i tempi.

Nel 2000 Apocalypse Now venne scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[15]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 1979, festival-cannes.fr. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  2. ^ United Artists plans re-release pf 'Apocalypse Now', The Gainesville Sun, 26 agosto 1987. URL consultato il 18 maggio 2015.
  3. ^ Gerald Peary, Francis Ford Coppola, Interview with Gerald Peary, Gerald Peary. URL consultato il 14 marzo 2007.
  4. ^ Apocalypse Now (Redux) (1979) (2001), su filmsite.org. URL consultato il 18 ottobre 2010 (archiviato il 14 November 2010).
  5. ^ (EN) The Story Behind ‘Apocalypse Now', unsungfilms.com, 9 febbraio 2012. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  6. ^ a b Martin Sheen su Charlie: “Conosco il suo inferno. Girai la prima scena di Apocalypse Now in preda all'alcool”, ladyblitz.it, 5 aprile 2011. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  7. ^ (EN) Eleanor Coppola: Notes On The Making Of Apocalypse Now, iwanttobeacoppola.com, 12 aprile 2012. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  8. ^ (EN) Hearts of Darkness A Filmmaker's Apocalypse (1991), nytimes.com, 27 novembre 1991. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  9. ^ (EN) Apocalypse Now, imdb.com. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  10. ^ (EN) On the Set of Apocalypse Now, maureenorth.com, 3 giugno 1977. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  11. ^ (EN) Apocalypse Now – Total Lifetime Grosses, boxofficemojo.com. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  12. ^ CineCult: Apocalypse Now, ilcibicida.com, 14 giugno 2003. URL consultato l'11 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2014).
  13. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, afi.com. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  14. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, afi.com. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  15. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, loc.gov, 27 dicembre 2000. URL consultato l'11 ottobre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eleanor Coppola, Diario dell'Apocalisse. Dietro le quinte del capolavoro di Francis Ford Coppola, Roma, Edizioni minimum fax, 2006, ISBN 88-7521-103-5. Già edito nel 1980 dalle Edizioni Il Formichiere con il titolo Appunti: dietro la cinepresa di Apocalypse Now.
  • Apocalypse Now - Sceneggiatura di John Milius e Francis Ford Coppola, Padova, Alet Edizioni, 2006, ISBN 88-7520-020-3.
  • Riccardo Rosati, La trasposizione cinematografica di Heart of Darkness, Brescia: Starrylink, 2004 ISBN 88-88847-59-6

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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