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Il padrino - Parte II

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Il padrino - Parte II
Michael Corleone (Al Pacino) in una scena del film
Titolo originaleThe Godfather Part II
Lingua originaleinglese, italiano, spagnolo, siciliano
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1974
Durata202 min (versione cinematografica)
204 min (versione restaurata)
Rapporto1,78:1
Generedrammatico, gangster
RegiaFrancis Ford Coppola
Soggettodal romanzo Il padrino di Mario Puzo
SceneggiaturaFrancis Ford Coppola, Mario Puzo
ProduttoreFrancis Ford Coppola
Casa di produzioneParamount Pictures, The Coppola Company
Distribuzione in italianoCIC
FotografiaGordon Willis
MontaggioBarry Malkin, Richard Marks, Peter Zinner
Effetti specialiJoe Lombardi, A.D. Flowers
MusicheNino Rota, Carmine Coppola
ScenografiaDean Tavoularis, Angelo P. Graham, George R. Nelson
CostumiTheadora Van Runkle
TruccoCharles H. Schram, Dick Smith
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ridoppiaggio (2007)

Logo ufficiale del film

Il padrino - Parte II (The Godfather Part II) è un film del 1974 co-scritto, diretto e prodotto da Francis Ford Coppola, e interpretato da Al Pacino, Robert De Niro, Robert Duvall, Diane Keaton e John Cazale. La pellicola è il sequel de Il padrino ed è vincitrice di sei Oscar, oltre a vantare anche sei candidature ai Golden Globe. Nel 1990, verrà a sua volta seguito da Il padrino - Parte III.

È stato il primo sequel della storia del cinema a vincere l'Oscar al miglior film, impresa in seguito riuscita anche a Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re (2003). Tuttavia, la saga de Il padrino è l'unica nella storia ad aver vinto più di un premio Oscar come miglior film.

Questa seconda pellicola dedicata alla famiglia Corleone trionfò agli Oscar 1975, con undici candidature aggiudicandosi sei statuette: miglior film e miglior regia a Francis Ford Coppola, miglior attore non protagonista a Robert De Niro, Migliore sceneggiatura non originale a Coppola e Mario Puzo, miglior scenografia e miglior colonna sonora. L'American Film Institute, sia nella lista del 1998 che in quella aggiornata nel 2007, lo posiziona al 32º posto nella classifica dei cento migliori film statunitensi. Sempre lo stesso istituto lo colloca al 3º posto nella categoria dei miglior film di gangster. Il personaggio di Michael Corleone si trova invece all'11º posto nella classifica dei migliori 50 cattivi di tutti i tempi.

Marlon Brando e Robert De Niro furono i primi attori ad aver vinto l'Oscar interpretando lo stesso personaggio.

Corleone, 1901. Il piccolo Vito Andolini assiste alla morte del fratello Paolo durante il corteo funebre del padre Antonio, fatto uccidere da Don Ciccio, il capomafia locale. La madre di Vito in seguito prova a far perdonare la famiglia dal boss, ma davanti alla sua freddezza e indisponibilità minaccia di ucciderlo con un coltello alla gola, finendo trucidata davanti agli occhi del figlio per permettergli di fuggire. Per essere salvato Vito viene fatto emigrare in America, dove, per una svista anagrafica, il suo cognome diventa ''Corleone''. A causa del vaiolo viene mandato in quarantena a Ellis Island, per poi iniziare a lavorare onestamente nel negozio di alimentari del signor Abbandando.

1958. Il figlio di Vito, Michael Corleone, guida l'omonima cosca mafiosa nel Nevada. Da molti anni è immerso in affari assai vantaggiosi nel campo del gioco d'azzardo del Nevada e nella Cuba corrotta del dittatore Batista, insieme ad altri malavitosi e a uomini d'affari prevalentemente statunitensi. Il ricco e potente capitalista ebreo Hyman Roth, che guida il lucroso business a Cuba e si finge un fidato amico, trama tuttavia per eliminare subdolamente Michael: egli riesce quasi nel suo intento mandando alcuni sicari nella villa del boss sul lago Tahoe, i quali però falliscono e vengono uccisi da un misterioso complice prima di poter essere catturati dagli uomini dei Corleone.

1917. A un anno dal suo matrimonio con Carmela e dalla nascita del suo primogenito Sonny, Vito viene licenziato in favore del nipote di Don Fanucci, piccolo ma feroce boss di quartiere. Successivamente si imbatte nei malavitosi Peter Clemenza e Salvatore Tessio, che divengono suoi amici e con cui inizia alcune attività criminali. Don Fanucci li ricatta a fine di estorsione, imponendo un alto tributo finanziario, ma il giovane Vito, fingendo di assecondarlo, lo assassina in un agguato a colpi di pistola. Inizia così la sua ascesa nella criminalità e in pochi anni diviene uno dei più importanti boss mafiosi di New York: egli controlla i racket del contrabbando di tabacchi e alcolici, la corruzione, la prostituzione e il gioco d'azzardo. Divenuto un potente e temuto signore del crimine, Don Vito ritorna a Corleone per vendicare i genitori e il fratello uccidendo barbaramente l'ormai anziano Don Ciccio con una pugnalata all'addome.

1958. Michael sospetta proprio di Hyman Roth e lo va a trovare a Miami facendogli credere di dubitare del proprio ex caporegime, il boss di New York Frankie Pentangeli, che da lungo tempo preme per avere il permesso di assassinare i fratelli Rosato, suoi rivali protetti da Roth. Successivamente Michael chiede a Pentangeli di fare la pace con i Rosato con l'intento di avvicinarsi a Roth e smascherare il traditore all'interno della propria famiglia: Frankie accetta di aiutarlo, ma durante l'incontro con i Rosato viene aggredito e quasi ucciso dagli uomini di Roth che gli fanno credere che sia una mossa di Michael.

Intanto Tom Hagen assume temporaneamente il comando della Famiglia Corleone e a nome di Michael organizza un piano per controllare Pat Geary, senatore del Nevada che ha osato ricattare i Corleone: il fido sicario Al Neri viene mandato nella casa di tolleranza di loro proprietà di Las Vegas dove il senatore è a letto con una giovane prostituta e dopo aver tramortito l'uomo uccide la ragazza. In questo modo Geary si sveglia in stato confusionale e teme di essere stato lui il carnefice della ragazza, ma Tom Hagen si reca sul posto di persona e gli promette di risolvere la situazione: in cambio il senatore dovrà recarsi nella villa di Tahoe e proclamare il suo rispetto per i Corleone, unico mezzo per salvarsi la reputazione.

Nel frattempo Michael si reca a Cuba per architettare l'omicidio di Roth: qui tuttavia scopre per caso che il traditore è il fratello Fredo, il quale ha venduto a Johnny Ola, braccio destro di Roth, alcune importanti informazioni sulle divisioni della famiglia e ha introdotto i sicari nella villa. Michael rinnega completamente il fratello, ma ordina che non gli sia fatto nulla finché la loro madre è ancora in vita.

Fallito il tentativo di eliminare Roth a Cuba, Michael torna negli Stati Uniti a seguito della presa del potere di Fidel Castro. Dopo aver appreso da Hagen che sua moglie Kay ha perduto il bambino che aspettava, il boss deve affrontare una commissione d'inchiesta senatoriale pilotata da Roth che lo accusa avvalendosi delle delazioni del pentito Pentangeli, entrato a far parte del programma testimoni per proteggersi da un altro eventuale tentativo di omicidio: il boss di New York tuttavia viene indotto a tacere al momento dell'interrogatorio dall'imprevista e inquietante presenza in aula del fratello, Vincenzo Pentangeli, che fa scattare in lui la legge dell'omertà basata sul timore per la vita del fratello.

Assolto dalle accuse di associazione criminale, Michael trama la propria vendetta contro Roth e lo fa uccidere dal caporegime Rocco Lampone all'aeroporto di Miami: contemporaneamente il riluttante Hagen spinge Frankie Pentangeli al suicidio in cella per aver testimoniato contro i Corleone, con la promessa di risparmiare la sua famiglia. Nello stesso periodo la madre di Michael viene a mancare e per l'occasione la sorella Connie gli si riavvicina, affermando che vuole rientrare nella famiglia dopo il suo allontanamento poiché ha finalmente perdonato Michael per aver assassinato suo marito Carlo. Ella lo supplica di perdonare Fredo allo stesso modo e apparentemente Michael decide di riabbracciare suo fratello, perdonando la sua condotta. Si tratta tuttavia di una finzione e il boss fa uccidere suo fratello da Al Neri durante una gita sul lago Tahoe. Fredo, nonostante abbia probabilmente intuito quale sarebbe stato il suo destino, non si oppone e recita un'Ave Maria prima di morire.

Michael ha dunque trionfato sui suoi nemici, ma Kay, stanca della vita piena di violenza e menzogne che fa con lui, gli rivela di aver abortito di proposito per non mettere al mondo un altro figlio che sarebbe diventato un mafioso assassino come il padre. Michael è sconvolto a tal punto da aggredirla fisicamente e Kay lascia così per sempre la famiglia, nonostante i suoi due figli restino con Michael per volere di quest'ultimo.

Ormai solo, Michael si ritrova nella villa sul lago e ripensa con rimpianto ai ricordi della sua famiglia, quando, il giorno dell'entrata in guerra degli Stati Uniti nel 1941, stavano festeggiando tutti insieme per il compleanno di loro padre Vito e lui rivelò la sua decisione di partire volontario per il conflitto al fine di emanciparsi dalla loro condotta criminale.

Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi de Il padrino.
Francis Ford Coppola nel 1973.

In seguito al successo internazionale ottenuto dal film Il padrino (1972),[1] la Paramount Pictures pensò subito a un sequel, affidando nuovamente la regia a Coppola, che però chiese di cedere l'incarico a Martin Scorsese, reduce dal successo di Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno (1973), per via dei problemi avuti dai produttori durante la lavorazione del primo film.[2][3][4][5][6] Charles Bluhdorn, proprietario della Paramount, riuscì a convincere Coppola ad accettare la regia con un assegno da un milione di dollari e con una frase lapidaria: «Quando ottieni la licenza per fare la Coca-Cola, devi fare la Coca-Cola»[6]. Il regista accettò solo a condizione che avrebbe girato il sequel mostrando anche il passato di Vito Corleone, il personaggio cardine del primo film, che cammina parallelamente alla vita del figlio Michael, il protagonista della nuova pellicola. Infatti le origini di Vito erano raccontate nel romanzo di Mario Puzo ma non furono inserite nella narrazione del primo film.[7] L'idea di Coppola era quindi quella di non girare un semplice sequel ma quella più grandiosa di "giustapporre l'ascesa della famiglia sotto Vito Corleone al declino della famiglia sotto suo figlio Michael". Come da lui stesso affermato: «Ho sempre desiderato scrivere una sceneggiatura che raccontasse la storia di un padre e di un figlio alla stessa età. Erano entrambi sulla trentina, e avrei integrato le due storie... Per non rifare semplicemente Il Padrino I, ho dato al Padrino II questa doppia struttura estendendo la storia sia al passato che al presente».[7] Tra le condizioni che Coppola riuscì a imporre alla casa di produzione fu la sua idea di aggiungere al titolo la dicitura "Parte II", fortemente osteggiata dai produttori in quanto ritenevano che il pubblico, pensando erroneamente che si trattasse del secondo tempo del primo film, non sarebbe ritornato al cinema avendolo già visto.[6]

Sceneggiatura

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La sceneggiatura originale del film in mostra al Museo Nazionale del Cinema a Torino

Secondo la stesura originale della sceneggiatura di Coppola e Puzo, il film doveva concludersi con una scena ambientata nel 1968 nella villa sul lago Tahoe in cui un diabetico Michael Corleone di mezz'età parla con il figlio Anthony, ormai diciottenne, che gli dice che non seguirà le sue orme. Però Coppola non riuscì a terminare le riprese di questa scena e decise di eliminarla dalla sceneggiatura, usandola anni dopo come base per scrivere la storia de Il padrino - Parte III.[8]

La produzione, tuttavia, rischiò di concludersi prima ancora di iniziare, quando gli avvocati di Al Pacino dissero a Coppola che aveva seri dubbi sulla sceneggiatura e che non avrebbe partecipato. Coppola trascorse un'intera notte a riscriverla prima di consegnarla a Pacino per la sua revisione. Pacino la approvò e la produzione andò avanti.[8]

Anche Marta Fernàndez Miranda de Batista, vedova del dittatore cubano Fulgencio Batista, scrisse una lettera alla Paramount in cui chiedeva la cancellazione del nome del marito dalla sceneggiatura ed infatti, all'interno del film, Batista compare in una sola scena, interpretato dall'attore panamense Tito Alba[9], e non viene mai chiamato per nome.[6][10]

Il budget originale del film era di 6 milioni di dollari, ma i costi aumentarono a oltre 11 milioni, mentre la rivista Variety scrisse che sforò i 15 milioni.[10]

Al Pacino nel 1972.

Al Pacino venne riconfermato nel ruolo di Michael Corleone che stavolta sarebbe stato il protagonista della pellicola. Insieme a lui vennero riconfermati anche gli altri personaggi principali della storia, ossia Robert Duvall, Diane Keaton, Talia Shire e John Cazale, il quale ebbe un ruolo molto più consistente di quello del primo film.[6]

Per la parte del giovane Vito Corleone, il regista scelse Robert De Niro perché gli era piaciuto il suo provino per la parte di Santino Corleone durante la scelta del cast del primo film.[6] Le resistenze ad affidare il ruolo a De Niro furono vinte nel corso di una cena cui l'attore partecipò insieme al produttore Fred Roos ed altri membri della troupe.[6] De Niro si fece costruire una protesi dentaria simile a quella indossata da Marlon Brando nel primo film e prima dell'inizio delle riprese, per prepararsi al meglio al ruolo, passò sei mesi nella zona di Corleone, in Sicilia, per imparare il siciliano.[6] Nella versione originale del film, De Niro recita in italiano con spiccato accento siculo.[6]

Il regista desiderava ardentemente riproporre Richard S. Castellano per la parte di Peter Clemenza da anziano, vista l'importanza del personaggio. La prima stesura della sceneggiatura prevedeva infatti che fosse proprio Clemenza a testimoniare contro Michael Corleone dinanzi alla commissione d'inchiesta senatoriale. Tuttavia, vi sono due versioni sull'accaduto. Secondo le fonti più accreditate, Castellano pose una clausola fondamentale: i dialoghi di Clemenza sarebbero stati scritti da un suo amico. Coppola rifiutò immediatamente, e Castellano, noto per la sua testardaggine, declinò l'offerta di riprendere il suo ruolo nella serie cinematografica.[11] Secondo un'altra versione, Castellano non fu in grado di riprendere il ruolo perché ciò gli avrebbe richiesto di riprendere oltre 20 chili di peso (che nel frattempo aveva perso per ragioni di salute). Per sostituirlo, Coppola e Puzo inventarono il personaggio di Frankie Pentangeli, ispirato a Joe Valachi, il primo mafioso italo-americano che testimoniò contro la sua stessa organizzazione[6]. Per riuscire a caratterizzare al meglio il personaggio di Pentangeli, il regista si documentò leggendosi tutti i verbali degli interrogatori resi da Valachi alla Commissione senatoriale McClellan.[6] Il personaggio di Clemenza appare comunque da giovane, nelle vicende relative all'ascesa di Vito Corleone, interpretato da un giovane Bruno Kirby che recitò proprio con Castellano nel programma televisivo The Super andato in onda nel 1972.[6]

Inoltre, Coppola intendeva pure reintrodurre Marlon Brando nel ruolo di Vito Corleone, e James Caan nel ruolo di Santino Corleone, nel flashback finale in cui Michael ricorda l'annuncio della sua prossima partenza per la guerra durante i festeggiamenti del compleanno del padre. Brando inizialmente accettò, ma alla fine diede forfait a causa di vecchi rancori verso la Paramount relativi al compenso per il primo film, che probabilmente non sarebbe aumentato di molto per questo piccolo cameo.[6] Coppola fu costretto a riscrivere la scena lo stesso giorno delle riprese.[12] Caan invece accettò però pretese di essere pagato per questo piccola apparizione con la stessa somma ricevuta per il primo film.[6] Nella medesima scena sono anche presenti Gianni Russo e Abe Vigoda, che riprendono rispettivamente i ruoli di Carlo Rizzi e Salvatore Tessio.

Coppola offrì a James Cagney il ruolo di Hyman Roth, ma rifiutò perché si era ritirato dal mondo del cinema[13]. Pacino consigliò quindi a Coppola di affidare la parte di Roth a Lee Strasberg, il suo maestro di recitazione all'Actor's Studio, considerandolo particolarmente adatto al ruolo[6]. Siccome il personaggio di Roth era vagamente ispirato al mafioso ebreo Meyer Lansky, quest'ultimo telefonò a Strasberg dopo l'uscita del film per congratularsi della sua interpretazione.[6]

Sofia Coppola, figlia del regista, interpretò una giovane immigrata clandestina nella stessa nave che porta Vito Corleone a New York; Sofia era già apparsa nella scena finale del primo film, come Michael Francis Rizzi, il figlio di Connie al suo battesimo.[6]

Nel ruolo di Frank Pentangeli recita Michael V. Gazzo, che ottenne anche una nomination all'Oscar, mentre Joe Spinell riprende il personaggio di Willy Cicci, che nel primo film era il killer che freddava Carmine Cuneo (interpretato da Rudy Bond).

Coppola scrisse il ruolo di Carmine Rosato appositamente per l'attore Carmine Caridi, in quanto era rimasto dispiaciuto dal fatto che fosse stato escluso dal cast del primo film dove era stato scelto inizialmente per la parte di Santino Corleone, che poi andò a Caan.[14]

Uno dei senatori nella commissione d'inchiesta è interpretato dal produttore e regista cinematografico Roger Corman.

Riprese e location

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Il complesso residenziale Fleur du Lac sul lago Tahoe, location del film.

Le riprese del film iniziarono il 1º ottobre 1973 sul lago Tahoe, dopo che Coppola ebbe finito di girare un altro suo famoso film, La conversazione.[6][10] Le scene ambientate nella tenuta di Michael Corleone sul lago Tahoe furono girate al Fleur du Lac, un complesso residenziale situato a Tahoe Pines (California), sulla sponda occidentale del lago Tahoe, ed appartenuto in passato all'industriale Henry J. Kaiser, che venne restaurato in occasione delle riprese[10][15]. Altre riprese si svolsero a Las Vegas, in particolare al Tropicana Resort & Casino.[10] Le scene ambientate a Cuba non poterono essere girate sull'isola caraibica a causa dell'embargo con gli Stati Uniti in vigore dagli anni sessanta e perciò la produzione optò per Miami e, soprattutto, per Santo Domingo (Repubblica Dominicana), dove la metà della sua superficie era di proprietà della Gulf & Western, la conglomerata che possedeva la Paramount.[6][16][17] A Santo Domingo le riprese iniziarono il 2 gennaio 1974 e riguardarono diverse location, incluso il Palacio Nacional, sede del governo dominicano (dove fu girata, tra le altre, la scena della festa di Capodanno in cui Michael rivela a Fredo di aver scoperto il suo tradimento)[10][18]. Al Pacino si ammalò di polmonite mentre girava a Santo Domingo e ritardò le riprese di un mese.[6]

Come per il primo film, le scene ambientate a Corleone in verità furono girate tra le province di Messina e Catania: Forza d'Agrò, Savoca, Motta Camastra e Fiumefreddo di Sicilia, con il suo suggestivo Castello degli schiavi.[6] La troupe rimase bloccata in Sicilia per più di cinquanta giorni a causa del maltempo, per realizzare soli undici giorni di riprese.[6] Altre location siciliane furono:

  • Torrente Petrolo, Graniti (ME): sequenza iniziale del funerale del padre di Vito Andolini[19];
  • Stazione di Sparagogna, Regalbuto (EN): scene nella stazione di Corleone in cui avviene l'arrivo e la partenza di Vito Corleone insieme ai suoi familiari. Per realizzarle, la troupe utilizzò una locomotiva a vapore Gr 740.300 fornita dalle Ferrovie dello Stato italiano[10][20];
  • Via Vecchia Pozzillo 57, Acireale (CT): le scene ambientate nella villa di Don Ciccio (l'assassinio della madre di Vito Andolini e la successiva vendetta di Vito Corleone adulto).[21]
Il Castello degli schiavi a Fiumefreddo di Sicilia, che nel film diventa la villa di don Tommasino a Corleone.

La scena dei controlli sanitari sugli emigranti italiani a Ellis Island è stata filmata nella vecchia Pescheria Centrale (oggi ridenominata Salone degli Incanti) della città di Trieste.[22]

Le sequenze in esterna ambientate a Little Italy riguardanti il giovane Vito Corleone furono in realtà girate nell'East Village a Manhattan (in particolare nella East 6th Street, tra la Avenue A e la Avenue B, nel quartiere ucraino)[23]: lo scenografo Dean Tavoularis impiegò sei mesi per trasformare quella strada nella Little Italy di fine anni '10 e inizi anni '20, riproducendo nel dettaglio le ambientazioni e i costumi d'epoca[6]. Gran parte degli interni, incluso l'appartamento di Vito Corleone a Little Italy, furono invece ricostruiti negli studi della Paramount a Los Angeles.[10]

La produzione del film terminò in concomitanza con il termine delle riprese il 19 giugno 1974, con un totale di centoquattro giorni di riprese.[6]

Colonna sonora

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Lo stesso argomento in dettaglio: Il padrino - Parte II (colonna sonora).

Alla colonna sonora, composta da Nino Rota e, per le parti bandistiche da Carmine Coppola, fu assegnato il premio Oscar alla miglior colonna sonora nel 1975.[24]

Distribuzione

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Data di uscita

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La pellicola venne presentata in anteprima mondiale il 12 dicembre 1974 a New York, mentre il 18 dicembre ci fu una seconda première a Los Angeles. Uscì nelle sale statunitensi il 20 dicembre 1974, mentre nel resto del mondo venne distribuito principalmente tra il gennaio e il novembre 1975. Fu l'ultimo film americano ad essere distribuito nel formato Technicolor.[10]

  • USA: The Godfather - Part II, 20 dicembre 1974
  • Argentina: El padrino II, 26 dicembre 1974
  • Cecoslovacchia: Kmotr II, 1º gennaio 1975
  • Australia: Mario Puzo's The Godfather: Part II, 2 gennaio 1975
  • Brasile: O Poderoso Chefão II, 14 febbraio 1975
  • Giappone: Godfather Part II, 26 aprile 1975
  • Regno Unito: Mario Puzo's The Godfather: Part II, 15 maggio 1975
  • Italia: Il padrino - Parte II, 20 giugno 1975
  • Paesi Bassi: De peetvader II, 17 luglio 1975
  • Svezia: Gudfadern del II, 28 luglio 1975
  • Finlandia: Kummisetä II, 15 agosto 1975
  • Uruguay: El padrino, Parte II, 18 agosto 1975
  • Francia: Le parrain, 2ème partie, 27 agosto 1975
  • Germania: Der Pate 2, 25 settembre 1975
  • Irlanda: ''Mario Puzo's The Godfather: Part II, 2 ottobre 1975
  • Norvegia: Gudfaren 2, 6 ottobre 1975
  • Spagna: El padrino: parte II, 13 ottobre 1975
  • Grecia: O nonos 2, 24 ottobre 1975
  • Hong Kong: 6 novembre 1975

A differenza de Il padrino e de Il padrino - Parte III il film fu vietato ai minori di 14 anni. Inoltre è il film più lungo della saga (200 minuti) ed anche il più premiato dei tre.

Doppiaggio italiano

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  • Il primo doppiaggio italiano del film, diretto da Ettore Giannini su dialoghi di Enrico Bomba, fu eseguito presso gli studi della International Recording con le voci della C.D.[25]
  • Nel doppiaggio originale, Clemenza nel primo film viene doppiato in lingua napoletana, mentre nel secondo, dove viene rappresentato da giovane, viene doppiato in siciliano.
  • Per la versione televisiva The Godfather: 1901-1959 (trasmessa più volte sul canale satellitare Studio Universal), alcune voci nelle scene integrate sono differenti: ad esempio la voce di Robert De Niro è di Francesco Pannofino.

Edizione home video

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The Godfather Saga, (in italiano, The Godfather: 1901-1959), è il film montato in ordine cronologico dei primi due film della saga. Un'operazione fatta nel 1977 da Coppola per finanziare il suo film Apocalypse Now. Fu fatta soprattutto per la TV e il mercato VHS. La durata è di 434 minuti. Nel 1992 solo per il mercato VHS (cinque cassette) fu fatta un'ulteriore versione cronologica, Godfather Trilogy 1901-1980, comprendente anche la parte III, con scene inedite, per una durata complessiva di 583 minuti.[26]

Nel 2007 la Paramount ha prodotto una versione restaurata e digitalizzata dell'originale, con audio in Dolby Surround.

Nel giugno 2008 è stato distribuito un cofanetto DVD e Blu-ray della trilogia in cui Il padrino - Parte II include sia il doppiaggio originale in 2.0, sia il nuovo doppiaggio in 5.1 voluto da Coppola in persona ed eseguito dalla Dubbing Brothers Int. Italia con la direzione di Rodolfo Bianchi.[25]

Con un budget stimato in circa 13 milioni di dollari, alla sua uscita il film incassò in USA circa 35 milioni di dollari nelle prime tre settimane di apertura, mentre in totale incassò 57.300.000 dollari, non superando però gli incassi del primo capitolo, che invece arrivò a quota 250 milioni di dollari.[27] Fu il principale successo commerciale della Paramount del 1974, e divenne il quinto film di maggiore incasso dell'anno, venendo superato da film come L'inferno di cristallo e Frankenstein Junior.[28]

Nel resto del mondo il film fu comunque campione d'incassi, ma che non raggiunsero i risultati del primo film. In Italia, dove uscì nel 1975, la pellicola incassò circa 6 miliardi di lire e divenne il settimo film di maggior incasso della stagione cinematografica 1975-1976, venendo superato dal fenomeno dell'anno Amici miei di Monicelli e da Lo squalo di Spielberg[29].

Alla sua uscita, critici e giornalisti definirono Il padrino - Parte II un disastro; Vincent Canby, sul New York Times, scrisse: «Il solo notevole merito del padrino - Parte II è l'insistenza con cui ci ricorda quanto fosse migliore il film precedente».[6] Il motivo principale delle critiche negative furono, oltre la durata del film giudicata troppo lunga, le storie raccontate in parallelo di Michael e Don Vito, che a loro detta subivano tagli trasversali troppo frequenti, che non garantivano un'adeguata impressione al pubblico[6]. Con il passare del tempo, anche a seguito del suo trionfo alla notte degli Oscar del 1975, fu rivalutato ed alcuni recensori lo definirono non solo al pari del primo film, ma lo ritennero persino superiore al predecessore[6].

«Rispetto alla prima parte, questa seconda parte non è il solito sfruttamento di un successo commerciale molto ampio, bensì un felice completamento e tematicamente un chiarimento. Narrativamente, infatti, la lunghissima pellicola rievoca le origini dell'impero mafioso del 'padrino Vito' e descrive la situazione del medesimo sotto il 'padrino Michael' quando ormai improbabile si profila la trasmissione al 'padrino Vito II': circa 70 anni sulle vicende di tre generazioni degli Andolini di Corleone; un affresco ampio, minuzioso e ricco, un poco fastidioso per l'uso dei ritorni all'indietro improvvisi e numerosi, ma in definitiva lucido e fecondo di suggerimenti»
«Ancor più che il primo film, si presta a ogni sorta di lettura: psicoanalitica, politica, sociologica ed estetica, ossia Ivan il Terribile raccontato alla maniera di Scarface
«Forte del successo, Coppola ha mano libera a mettere a fuoco le ambizioni di trasformare un gangster-film in una tragedia moderna, una grande metafora dell'America dopo la fine del "sogno".»

Su Rotten Tomatoes il film ha il 97% di valutazione positiva, con un voto medio di 9,5 su 10. L'Internet Movie Database gli assegna un voto di 9/10 collocandolo al 3º posto nella classifica dei migliori 250 film, superato solamente dal primo film della saga e da Le ali della libertà. L'Entertainment Weekly lo posiziona al 7º posto nella classifica dei migliori 100 film di tutti i tempi. Nel 1992 e nel 2002 il quotidiano Sight and Sound lo inserisce nei migliori dieci film dell'anno.

Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al trentaduesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[32] posizione riconfermata dieci anni dopo nella lista aggiornata.[33] Sempre lo stesso istituto lo colloca al 3º posto nella lista dei migliori film gangster di tutti i tempi. Il personaggio di Michael Corleone si trova all'11º posto nella lista dei 50 migliori cattivi di sempre, mentre la frase chiave del film pronunciata da Michael «Tieniti stretti gli amici e i nemici anche più stretti» si trova al 58° nella classifica delle 100 frasi celebri di tutti i tempi[34].

Nel 1993 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[35]

Riconoscimenti

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La pellicola fu protagonista assoluta dei Premi Oscar 1975: ottenne infatti 11 candidature aggiudicandosi sei statuette. Il regista Francis Ford Coppola, il primo a concorrere agli Oscar con due film contemporaneamente (oltre a Il padrino - Parte II, era candidato con La conversazione)[6], portò a casa ben tre premi, miglior film, regia e sceneggiatura non originale, quest'ultima condivisa con Mario Puzo. Robert De Niro vinse il premio come miglior attore non protagonista; sul palco Coppola ritirò il premio per lui, siccome l'attore si trovava all'epoca in Italia sul set di Novecento di Bernardo Bertolucci. Nino Rota divise con Carmine Coppola il premio per la miglior colonna sonora, e in seguito si aggiunse anche quello per la miglior scenografia. Col passare degli anni, molti fan hanno contestato il fatto che la lodatissima interpretazione di Al Pacino non fosse stata premiata con l'Oscar anch'essa. Nonostante ciò l'attore si aggiudicò il BAFTA al miglior attore protagonista.

Lo stesso argomento in dettaglio: Il padrino II.

Nell'aprile 2009 è stato messo in commercio il videogioco Il padrino II, distribuito dalla Electronic Arts. Il gioco, di genere avventura/azione, vede come protagonista Dominic Corleone, nuovo picciotto della famiglia che dovrà destreggiarsi in atletiche missioni per conto di Michael allo scopo di diventare il nuovo padrino della famiglia. Oltre al personaggio di Michael, nel videogioco compaiono anche quelli di Frankie Pentangeli, Hyman Roth, Tom Hagen e del senatore Geary. Il gioco non ha tuttavia raccolto il successo sperato, soprattutto se paragonato a quello basato sul primo capitolo del film.

Lo stesso argomento in dettaglio: Il padrino - Parte III.
  1. (EN) The Godfather | Oscars.org | Academy of Motion Picture Arts and Sciences, su oscars.org, 5 settembre 2019. URL consultato il 3 novembre 2024.
  2. (EN) Andy Morris, The Godfather Part IV, su British GQ, 24 settembre 2012. URL consultato il 3 novembre 2024.
  3. (EN) Richard Corliss, Corleone Family Values: The Godfather Part II at 40, su TIME, 12 dicembre 2014. URL consultato il 3 novembre 2024.
  4. (EN) Charles Barfield, Francis Ford Coppola Explains How 'Patton' Saved His 'Godfather' Job & Why He Wanted Martin Scorsese To Helm The Sequel, su The Playlist, 13 maggio 2019. URL consultato il 3 novembre 2024.
  5. (EN) Mike Fleming Jr, Martin Scorsese, Leonardo DiCaprio & Robert De Niro On How They Found The Emotional Handle For Their Cannes Epic ‘Killers Of The Flower Moon’: The Deadline Q&A, su Deadline, 20 ottobre 2023. URL consultato il 3 novembre 2024.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 Antonio Nicaso, Rosario G. Scalia, Il mito di Cosa Nostra, Milano, Solferino, 2022, ISBN 978-88-282-0885-3.
  7. 1 2 Gene D. Internet Archive, Godfather : the intimate Francis Ford Coppola, Lexington : University Press of Kentucky, 2004, ISBN 978-0-8131-2304-2. URL consultato il 3 novembre 2024.
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