Electronic Arts

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Electronic Arts
Logo
Electronic Arts Redwood City May 2011.jpg
La sede centrale a Redwood
StatoStati Uniti Stati Uniti
Forma societariaPublic company
Borse valoriNASDAQ: EA
ISINUS2855121099
Fondazione1982
Fondata daTrip Hawkins
Sede principaleRedwood City
Persone chiave
  • Lawrence Probst (CEO)
  • Blake Jorgensen (CFO)
  • Peter Robert Moore (COO)
ProdottiVideogiochi
Fatturato3,79 miliardi $[1] (2013)
Utile netto98 milioni $[1] (2013)
Dipendenti9.300[2] (2013)
Slogan«Challenge everything»
Sito web

Electronic Arts (anche nota come EA) è una società statunitense fondata il 28 maggio 1982 da Trip Hawkins con sede a Redwood City in California che sviluppa, pubblica e distribuisce videogiochi,

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Precedente logo della società (1982-1999)

Fondata nel 1982 da Trip Hawkins dopo che questi lasciò la AppleComputers, nel 2011 ha lanciato sul mercato Origin, una piattaforma di digital delivery per il suo parco titoli PC. Col lancio di Origin, EA si vuol porre in competizione con Valve e il suo Steam: questo ha causato tensione tra le parti, con conseguenze sul parco titoli disponibile su quest'ultima piattaforma. Infatti Battlefield 3 e Battlefield 4, Need for Speed: The Run, The Sims 3, Simcity e Mass Effect 3 sono vincolati a Origin, comportando quindi la loro assenza su Steam. Similmente, altri titoli targati EA non sono già più acquistabili su Steam (come Crysis 2) (pur mantenendo attiva la disponibilità e il supporto tecnico per chi questi titoli li aveva già acquistati) e la sensazione è che pian piano EA ridurrà la sua offerta su Steam fino a sparirvi del tutto.

Attività e sedi[modifica | modifica wikitesto]

Electronic Arts copre con i suoi titoli tutti i generi di videogioco: sport, azione, strategia, simulazione, arcade, giochi di ruolo e avventura. Il portafoglio EA comprende successi mondiali a tema sportivo, con brand EA Sports, quali le serie di FIFA Football[3], Madden NFL e NBA Live. Il brand EA Games include sia titoli totalmente proprietari come le serie di successo The Sims e Need for Speed[3], Battlefield, Mass Effect, Dragon Age sia giochi basati su celebri licenze cinematografiche come i titoli legati a Harry Potter, James Bond, Il padrino, Il Signore degli Anelli e Catwoman. Tra i maggiori successi con brand EA Sports Big (riservato solo alle console) c'è la fortunata serie SSX. Il 12 ottobre 2007 Electronic Arts ha acquisito Bioware e Pandemic Studios per 860 milioni di dollari.[4]A ottobre 2008, Electronic Arts pubblica i dati fiscali della compagnia, dove registra un calo dei profitti che le fa perdere 310 milioni di dollari e si trova costretta a licenziare circa 600 dipendenti[5].

Un'area di crescente sviluppo per EA è quella del supporto e dei servizi per l'online gaming. EA supporta sia la modalità online di PlayStation 2, PlayStation 3, PlayStation 4 di Sony che la piattaforma Xbox Live di Microsoft, così come continua a sviluppare nuove funzionalità online per personal computer.

Ha importanti gaming studios a Burnaby (nella Columbia Britannica), a Vancouver, Montréal (in Canada) e a Orlando, per citarne alcuni.[6] Opera con la propria organizzazione commerciale in Austria, Australia, Barbados, Brasile, Canada, Cina, Corea, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong, Italia (con sede a Milano dal 1997), Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Porto Rico, Portogallo, Regno Unito, Singapore, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svezia, Svizzera, Thailandia e Taiwan.

Etichette[modifica | modifica wikitesto]

Principalmente a seconda del genere di videogioco, Electronic Arts pubblica i suoi prodotti sotto diverse etichette:

  • EA Mythic (giochi di genere MMORPG)
  • EA Sports (simulazione realistiche di sport)
  • EA Sports BIG (simulazione di sport estremi, solo console)
  • EA Bright Light (titoli quali Harry Potter, EA Playground, Boogie, etc.)
  • EA Mobile (giochi per telefoni cellulari, iPod, precedentemente nota come JAMDAT)
  • The Sims (Maxis) (serie di videogiochi di simulazione vita reale)
  • Electronic Arts Square, K.K., creata come collaborazione tra Square e Electronic Arts. Società controllata al 70% da EA e al 30% da Square, non ha mai goduto di grandi successi e dopo la fusione di Square con Enix l'etichetta è stata acquisita interamente da EA.

Videogiochi famosi[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Videogiochi Electronic Arts

Le principali serie edite da EA sono:

Nell'anno fiscale 2004, 27 titoli EA sono stati venduti a livello mondiale in oltre 1 milione di pezzi ciascuno e 6 serie hanno venduto più di 5 milioni di unità: si tratta del videogioco più venduto al mondo (The Sims), Need for Speed, Medal of Honor, FIFA, Il Signore degli Anelli e Madden NFL.

Centri EA[modifica | modifica wikitesto]

La società, tramite acquisizioni e assunzioni interne, ha creato un ampio numero di studios di sviluppo per videogiochi, alcuni sono tuttora in attività, altri sono stati chiusi nel corso degli anni.

Ingresso della sede centrale della EA a Redwood Shores

Attivi[modifica | modifica wikitesto]

Chiusi[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La voce che si sente all'inizio dei giochi della EA Sports e che dice "EA Sports, it's in the game" è del conduttore televisivo Andrew Anthony.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Profilo finanziario Electronic Arts su Google Finance
  2. ^ (EN) NASDAQ:EA su Google Finance
  3. ^ a b c d e Scegli i migliori del 2008!, in Play Generation, nº 38, Edizioni Master, marzo 2009, p. 32, ISSN 1827-6105 (WC · ACNP).
  4. ^ Electronic Arts acquisisce BioWare/Pandemic, Hardware Upgrade, 12 ottobre 2007. URL consultato il 12 ottobre 2007.
  5. ^ Electronic Arts perde 310 milioni di dollari e licenzia molti dipendenti, GamesBlog, 31 ottobre 2008. URL consultato il 31 ottobre 2008.
  6. ^ About Us | Locations, Electronic Arts (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2011).
  7. ^ The Sims Studio Archiviato il 22 ottobre 2011 in Internet Archive. sul sito IGN.
  8. ^ Spore, su uk.games.ign.com (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2011).
  9. ^ Chiusura EA Chicago, su kotaku.com. URL consultato il 21 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2008).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN137191582 · ISNI (EN0000 0001 2291 0054 · LCCN (ENn93043443 · GND (DE2149193-8 · BNF (FRcb140318401 (data)