Fantozzi (film)

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Fantozzi
Fantozzi title.png
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1975
Durata 98 min (versione cinematografica)
108 min (versione estesa)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere comico, commedia
Regia Luciano Salce
Soggetto Paolo Villaggio
Sceneggiatura Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Luciano Salce, Paolo Villaggio
Produttore Giovanni Bertolucci
Casa di produzione Rizzoli Film
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Erico Menczer
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Fabio Frizzi
Scenografia Nedo Azzini
Costumi Orietta Nasalli-Rocca
Trucco Gianfranco Mecacci
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Fantozzi è un film del 1975 diretto da Luciano Salce. È il capostipite della saga con protagonista il ragionier Ugo Fantozzi, ideato e interpretato da Paolo Villaggio. L'opera adatta alcuni dei racconti inclusi nei due best seller scritti da Villaggio, l'omonimo Fantozzi e Il secondo tragico libro di Fantozzi.

Uscito nei cinema con grande successo il 27 marzo 1975, nel 2008 Fantozzi fu selezionato tra i 100 film italiani da salvare[1]. Per la sua interpretazione nel film, Anna Mazzamauro fu candidata per il Nastro d'argento alla migliore attrice non protagonista ai Nastri d'argento 1976.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Fantozzi alla guida della sua scalcinata Bianchina

Il ragionier Ugo Fantozzi è un umile e sfortunato impiegato della Megaditta, servile nei confronti dei suoi superiori e ignorato dai propri colleghi, tanto da essere rimasto murato per sbaglio nei vecchi gabinetti dell'azienda per diciotto giorni senza che nessuno se ne accorgesse. Anche a casa sua le cose non vanno meglio: sposato con la sfiorita Pina e padre della mostruosa Mariangela, ogni mattina deve far fronte a difficoltà e imprevisti per riuscire a timbrare il cartellino d'entrata.

Durante le sue giornate al lavoro, Fantozzi corteggia da anni una sua collega, la signorina Silvani, e coglie l'occasione al termine del funerale della madre di un dirigente, invitandola a colazione. Lei accetta, e questa insperata risposta fa distrarre Fantozzi al volante, che taglia la strada alla vettura di tre energumeni con cui la Silvani inizia un diverbio. Durante la rissa che ne segue, in cui i tre pestano brutalmente Fantozzi, il ragioniere incolpa la Silvani, la quale se ne va annullando l'appuntamento. Al lavoro Fantozzi deve vedersela anche con il ragionier Filini, organizzatore di manifestazioni ricreative. Una di queste è la tradizionale partita di calcio tra scapoli e ammogliati, che si svolge in un campetto di periferia. La "vittima" preferita di Filini è proprio Fantozzi, con il quale ha anche condiviso una tragica gita al lago di Bracciano.

A Natale, i dirigenti della Megaditta si scambiano doni faraonici e regalano ai figli dei dipendenti un panettone e una bottiglia di spumante, a patto che i pargoli recitino una poesia di fronte a loro. Ma Mariangela Fantozzi, figlia di Ugo, non riceve i regali e viene anzi pesantemente derisa, a causa della sua bruttezza. Fantozzi deluso entra nella stanza e porta via la bambina.

Fantozzi e Catellani durante la partita a biliardo

A Capodanno, la famiglia Fantozzi festeggia con i suoi colleghi ad un veglione organizzato da Filini, che si tiene in un freddo e squallido scantinato. La cena di Fantozzi viene funestata da continui problemi con un maldestro cameriere, ed alle 22.30 il direttore d'orchestra, impegnato in un altro veglione, imbroglia annunciando che mancano tre minuti alla mezzanotte, anticipando così i festeggiamenti. Usciti sotto i botti della mezzanotte reale, gli impiegati si accorgono dell'imbroglio, come se non bastasse da un balcone viene scagliata una vecchia cucina che cade proprio sulla sua Bianchina, distruggendola completamente.

Il nuovo direttore dell'ufficio di Fantozzi, l'Onorevole Cavaliere Conte Diego Catellani, è appassionato di biliardo e promuove gli impiegati che perdono contro di lui. Su suggerimento della moglie, Fantozzi decide di apprendere i fondamentali dello sport per migliorare la propria carriera, ma trova un insegnante che lo costringe a diventare un campione. Catellani ha fatto posizionare una statua di sua madre Teresa nell'atrio dell'azienda ed ogni impiegato deve inchinarsi di fronte ad essa; Fantozzi ci picchia la testa e finisce per insultare la statua davanti al direttore, che lo sfida a biliardo. La partita ha luogo a casa di Catellani alla presenza di tutti i dipendenti della megaditta, dove Fantozzi, continuamente insultato, compie volutamente un errore dietro l'altro, ma alla vista della moglie in lacrime Fantozzi reagisce, riuscendo a ribaltare il risultato. La reazione del direttore è violenta, ma Fantozzi sequestra la madre di Catellani e ne chiede un riscatto, la quale però finisce per innamorarsi del suo rapitore e viene abbandonata.

Notando il suo pessimo profilo fisico, Fantozzi decide di dimagrire, ma dopo una maldestra partita a tennis con Filini in una fredda e nebbiosa mattinata, abbandona l'idea dello sport. Acquista invece un vestito che lo snellisce e invita la signorina Silvani a cena in un ristorante giapponese, dove però incappa in un equivoco e fa cucinare per errore Pier Ugo, l'amato pechinese della collega.

Il geometra Calboni, scansando Fantozzi, si presenta alla contessina

Per farsi perdonare dalla Silvani, Fantozzi va e in vacanza con lei e il geometra Calboni a Courmayeur. A causa del freddo e delle bugie del collega, Fantozzi afferma di essere stato un campione della Nazionale di sci. Conoscente di vista della figlia della contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, Fantozzi prende parte con gli altri a un ricevimento, dove incontra di nuovo il cameriere pasticcione di Capodanno che lo fa cadere in un pentolone pieno di polenta. Il giorno successivo tutti vanno a sciare, arrivando a valle con distacchi minimi, Fantozzi invece, male attrezzato ed equipaggiato, raggiunge il gruppo a tarda sera, dopo aver perso diversi denti e dita della mano. Risvegliatosi più tardi nella topaia affittata per dormire, è costretto ad origliare l'amoreggiamento della Silvani con Calboni.

In seguito alla delusione d'amore, Fantozzi chiede e ottiene di farsi trasferire in un altro ufficio, finendo in quello del giovane comunista Folagra, che convince il ragioniere a ribellarsi contro il padrone: si presenta al lavoro lanciando un sasso contro una vetrata dell'azienda. Viene costretto ad un incontro dal Mega Direttore Galattico, temendo addirittura di essere crocifisso in sala mensa come punizione. Invece i due conversano tranquillamente di politica, e al termine della discussione Fantozzi viene perdonato e premiato con l'ingresso nell'acquario degli impiegati, in cui nuotano gli impiegati più servizievoli, nel ruolo della triglia.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

« La misura cinematografica ci ha imposto una dimensione apertamente surreale. Fantozzi sarà così molto più simile ai personaggi di certi disegni animati americani che a quelli della cosiddetta commedia all'italiana: l'indole sprovveduta, quell'immunità fisica e spirituale che deriva dalla sua congenita inconsapevolezza, fanno pensare al gatto Silvestro. Tuttavia, ho sempre il timore di tradire l'aspettativa del lettore... »
(Paolo Villaggio[2])

Regia[modifica | modifica wikitesto]

Già nel 1971, dopo l'uscita del primo libro, la Rizzoli e Villaggio avevano deciso di trasportare sul grande schermo la maschera di Fantozzi; come regista era stato originariamente contattato Salvatore Samperi.[3] Il progetto tuttavia si arenò, finché il successo del secondo libro non convinse a resuscitare l'idea.[3] Nel luglio 1974 fu annunciato l'inizio della produzione, con Luciano Salce a sostituire Samperi alla regia.[4]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Contestualmente al nuovo regista furono scelti anche gli sceneggiatori, ovvero Leo Benvenuti e Piero De Bernardi ad affiancare gli stessi Villaggio e Salce.[4] Il 6 agosto Villaggio annunciò che si sarebbe a breve trasferito in Sardegna fino a metà ottobre per mettere a punto la sceneggiatura.[5]

La sceneggiatura utilizza i racconti di Villaggio in vari modi; se alcuni di essi vengono adattati molto fedelmente (è il caso ad esempio di "Una partita di biliardo"), altri presentano invece fondamentali modifiche o vengono usati solo come traccia. La differenza più evidente con le fonti letterarie è tuttavia la sostituzione del personaggio di Giandomenico Fracchia (anch'egli interpretato in TV dallo stesso Villaggio) con quello del ragionier Filini. Nei racconti d'origine, infatti, Filini è solo uno dei tanti colleghi "minori" di Fantozzi, mentre il compagno di sventure del ragioniere è sempre Fracchia.

Altra importante differenza è costituita dai paesi di ambientazione. Nelle fonti letterarie, Fantozzi vive e lavora a Genova, mentre il racconto "Un errore clamoroso: una vacanza a Cortina d'Ampezzo" è ambientato appunto a Cortina. Il film invece è ambientato principalmente a Roma, mentre la vacanza di Fantozzi con la Silvani e Calboni avviene a Courmayeur.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Liù Bosisio, Paolo Villaggio e Plinio Fernando in uno scatto di scena.

Circa la scelta dell'interprete di Ugo Fantozzi, per decenni è sopravvissuta la leggenda secondo cui, inizialmente, erano stati contattati attori già famosi presso il grande pubblico quali Ugo Tognazzi e l'allora emergente Renato Pozzetto, prima di assegnare la parte al suo inventore Paolo Villaggio, al tempo ancora poco noto in ambito cinematografico; una versione dei fatti a lungo avallata in prima persona dallo stesso Villaggio, ma infine smentita dall'attore e motivata con il mero intento di aumentare l'interesse attorno al progetto e al suo interprete principale.[6]

Per dare un volto ai comprimari del travet la produzione era da principio indirizzata verso interpreti all'epoca già affermati: tuttavia, causa il timore che nomi di primo piano potessero in qualche modo, attraverso la loro fama, snaturare i tratti originari dei personaggi, in fase di sceneggiatura Villaggio, Salce, Benvenuti e De Bernardi optarono per un cast interamente composto da caratteristi o attori minori.[2] Tra i nomi inizialmente previsti vi era anche Susanna Martinková, in un ruolo imprecisato.[7]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese iniziarono a Roma a metà ottobre del 1974.[2][5] Come location degli esterni furono usati in gran parte vari luoghi dell'allora provincia di Roma in cui le scene si svolgono, con alcune eccezioni. Per la Megaditta fu usato il palazzo della Regione Lazio, alla Garbatella, oscurandone le insegne.[8] Gli esterni del condominio di Fantozzi furono in realtà girati presso due diversi edifici: uno in viale Castrense, dove inizia la Tangenziale Est, e uno situato nel Gianicolense.[8] Gli interni della villa di Catellani furono girati nella Villa dell'Olgiata, mentre il ristorante giapponese è un set costruito nella Villa Monte Mario in via Trionfale.[8] A gennaio le riprese si spostarono a Courmayeur per le scene che si svolgono nella località valdostana.[3]

Scena eliminata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004, con il restauro del film per l'edizione DVD, fu reintegrata una scena tagliata dalla versione cinematografica. La scena è situata subito dopo la partita a tennis con Filini, e mostra un nuovo tentativo di Fantozzi di dimagrire. In essa il ragioniere si ricovera alla clinica dimagrante Le Magnolie, identica in tutto e per tutto a una prigione, dove di giorno è severamente vietato mangiare e bere ma di notte vengono servite succulente pietanze ai "carcerati" a carissimi prezzi. Fantozzi, dopo aver dilapidato un patrimonio in cibo, decide di acquistare gli "spaghetti alla Montecristo", piatto con una lima inclusa nella pietanza. Questa storia sarebbe poi stata reinterpretata e ampliata in Fantozzi contro tutti riutilizzando anche la location originaria della scena, ovvero il complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande.[9] La scena è stata nuovamente rimossa nel restauro del 2015, effettuato sulla versione cinematografica.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi di Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi e Paolo Villaggio, musiche di Franco Bixio, Fabio Frizzi e Vince Tempera; edizioni musicali Cinevox.

  1. Paolo Villaggio – La ballata di Fantozzi – 3:30
  2. Fantozzi (titoli) – 3:10
  3. Fantozzi (in archivio) – 0:41
  4. Fantozzi (il funerale) – 0:59
  5. Fantozzi (Fantozzi innamorato) – 2:20
  6. Fantozzi (allucinazioni mistiche) – 2:53
  7. Fantozzi (la nuvola dell'impiegato) – 0:53
  8. Fantozzi (ristorante giapponese – original film version) – 3:54
  9. Fantozzi in montagna – 2:59
  10. Fantozzi (valzer sulla neve) – 1:47
  11. L'impiegatango – 3:10
  12. Fantozzi e il megadirettore (Fantozzi e il megadirettore) – 4:09
  13. Fantozzi (momento popolare) – 0:47
  14. Fantozzi (valzerino) – 0:26
  15. La ballata di Fantozzi (atmosfera pastorale) – 0:34
  16. Fantozzi (cenone di Capodanno parte 1) – 1:32
  17. L'impiegatango (cenone di Capodanno parte 2) – 0:38
  18. Fantozzi (cenone di Capodanno parte 3 – rhumba) – 0:45
  19. Fantozzi (cenone di Capodanno parte 4 – il valzer delle candele) – 0:41
  20. Fantozzi (cenone di Capodanno parte 5 – tarantella) – 1:53
  21. Fantozzi (cenone di Capodanno parte 6 – Nannì) – 0:48
  22. Fantozzi (cenone di Capodanno parte 7 – marcia dei bersaglieri) – 0:45
  23. Fantozzi (attimo sexy) – 1:18
  24. Fantozzi (misteriosamente) – 1:14
  25. Fantozzi (religioso country) – 0:45
  26. La ballata di Fantozzi (tango e moog) – 0:52
  27. Fantozzi (ragioniere romantico) – 0:36
  28. Franco Bixio – La ballata di Fantozzi (demo # 1) – 2:22
  29. Franco Bixio – La ballata di Fantozzi (demo # 2) – 2:23
  30. Paolo Villaggio – La ballata di Fantozzi (alt. take) – 3:33
  31. Paolo Villaggio – L'impiegatango (vocal - single version side B) – 3:10

Durata totale: 55:27[10]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Le date di uscita internazionali sono state:

Il film è stato rieditato nelle sale italiane dalla Eagle Pictures, con un nuovo restauro in 2K, dal 26 al 28 ottobre 2015.[11]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

La versione cinematografica del film fu distribuita in VHS nel febbraio 1988 dalla Creazioni Home Video. Una nuova edizione, edita da Mondadori Video, uscì negli anni novanta.

La versione estesa uscì in DVD il 25 febbraio 2004, edita da Medusa Video.[12] Come extra sono inclusi la prima puntata del documentario La tragica storia di Fantozzi e le schede su cast artistico e tecnico. Il DVD è stato ristampato dalla Warner Home Video il 21 gennaio 2013 e poi nuovamente il 28 ottobre 2015 per il 40º anniversario.[13]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Fantozzi fu un grande successo finanziario: incassò più di sei miliardi di lire rimanendo in prima visione per più di otto mesi e risultando il maggior incasso in Italia della stagione cinematografica 1974-75.[14]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film inizialmente divise la critica italiana. Alcuni giornalisti lo trovarono slegato e composto da sketch troppo goliardici.[15] Anche l'Unità ne rilevò la natura frammentaria, reputando divertenti e pungenti solo alcune scene e definendolo "girato alla meno peggio", sottolineando tuttavia la bravura del cast maschile.[16] Una recensione positiva arrivò invece da Leo Pestelli de La Stampa, il quale evidenziò come la regia renda adeguatamente il masochismo del protagonista, affermando inoltre che le reazioni ripetitive e prevedibili di Fantozzi sono rese sempre divertenti dal variare delle situazioni.[17]

Col tempo Fantozzi è diventato un film di culto, venendo recensito molto più spesso in modo positivo e mantenendo pressoché immutato il successo ottenuto all'uscita nelle sale. Secondo Paolo Mereghetti, che gli assegna tre stelle su quattro, è la pellicola ad aver fatto entrare il personaggio nell'immaginario collettivo, essendo composta da "gag crudeli e paradossalità esasperata, comicità sulfurea e irresistibile, satira volutamente rozza e impietosa".[18] Morando Morandini gli assegna invece tre stelle su cinque, affermando che "è un po' tirato via, ora al dente ora scotto, ma come fucina di ilarità funziona a pieno vapore", dando risalto ai suoi graffi satirici sulla società italiana contemporanea e accomunandone lo stile a quello di Cesare Zavattini, Nikolaj Gogol' e Georges Courteline.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rete degli Spettatori
  2. ^ a b c David Grieco, Le catastrofi di Fantozzi sullo schermo (PDF), in l'Unità, 23 novembre 1974, p. 9.
  3. ^ a b c Sandro Casazza, Fantozzi sciatore sfortunato, in La Stampa, 15 gennaio 1975, p. 7. URL consultato il 23 giugno 2015.
  4. ^ a b Villaggio sarà Fantozzi sullo schermo (PDF), in L'Unità, 3 luglio 1974, p. 7. URL consultato il 17 febbraio 2015.
  5. ^ a b Paolo Villaggio torna in tv ma pensa al suo "Fantozzi", in La Stampa, 6 agosto 1974, p. 8. URL consultato il 17 febbraio 2015.
  6. ^ Filmato audio Fabio Falzone, Paolo Villaggio si racconta come attore e come persona, su YouTube, Effetto Notte, TV2000, 5 novembre 2015, a 4 min 43 s.
  7. ^ Partner di Fantozzi, in La Stampa, 6 settembre 1974, p. 17.
  8. ^ a b c LOCATION VERIFICATE: Fantozzi (1975), su davinotti.com, Il Davinotti. URL consultato il 23 giugno 2015.
  9. ^ Alla clinica Birkenmeier e ritorno (JPG), su davinotti.com, Il Davinotti. URL consultato il 23 giugno 2015.
  10. ^ Fantozzi - Il Secondo Tragico Fantozzi, su amazon.it, Amazon.com. URL consultato il 23 giugno 2015.
  11. ^ Filmato audio Fantozzi torna al cinema restaurato in 2k - Trailer 1, su YouTube, Eagle Pictures, 10 settembre 2015. URL consultato l'8 giugno 2016.
  12. ^ Fantozzi DVD, su dvdweb.it, DVDWeb.it. URL consultato il 23 giugno 2015.
  13. ^ Fantozzi, su amazon.it, Amazon.com. URL consultato il 23 giugno 2015.
  14. ^ "Fantozzi", il ragioner Ugo debuttava al cinema quarant'anni fa, in TGcom24, 27 marzo 2015. URL consultato il 23 giugno 2015.
  15. ^ Paolo Lingua, Fantozzi e tutti noi, in La Stampa, 9 aprile 1975, p. 7. URL consultato il 23 giugno 2015.
  16. ^ Fantozzi (PDF), in l'Unità, 30 marzo 1975, p. 9. URL consultato il 23 giugno 2015.
  17. ^ Leo Pestelli, Le catastrofi di Fantozzi, in La Stampa, 23 aprile 1975, p. 7. URL consultato il 23 giugno 2015.
  18. ^ Paolo Mereghetti, Il Mereghetti, vol. 1, 10ª ed., Milano, Baldini&Castoldi, 2013 [1993], p. 1376, ISBN 978-8868520588.
  19. ^ Morando Morandini, Laura Morandini e Luisa Morandini, Il Morandini, 11ª ed., Bologna, Zanichelli, 2008 [1998], p. 514, ISBN 978-8808122551.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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