Tor Marancia

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Coordinate: 41°51′10.47″N 12°30′00.76″E / 41.852909°N 12.50021°E41.852909; 12.50021

Tor Marancia
La Torre delle Vigne o di San Tommaso
La Torre delle Vigne o di San Tommaso
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma VIII
Data istituzione 29-30 luglio 1977[1]
Codice 11E
Superficie 4,79 km²
Abitanti 33 083 ab.[2] (2015)
Densità 6 906,68 ab./km²

Tor Marancia è la zona urbanistica 11E del Municipio Roma VIII (ex Municipio Roma XI) di Roma Capitale. Si estende sul quartiere Q. XX Ardeatino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Tor Marancia deriva dal latino Praedium Amaranthianus, cioè fondo di Amaranthus, un liberto della famiglia dei Numisii Proculi del II secolo d.C.

La torre originale, oggi scomparsa, si trovava a breve distanza dall'Ardeatina. Quella presente attualmente, che si trova sulla strada omonima è, in realtà, la Torre delle Vigne (o di San Tommaso). Su via delle Sette Chiese si trova il Casale di Tor Marancia, nella proprietà degli Horti Flaviani.
La tenuta di Tor Marancia nota almeno fin dal secolo XV quando era conosciuta anche come casale delle Peschiere ed era posseduta da alcune famiglie quali i Porcari, i Tebaldi i Conti e i Leni che in parte la cedettero all'Ospedale del Salvatore[3], confinava con la limitrofa tenuta di Grottaperfetta oltre che con le strade di San Paolo, del Divino Amore e della Nunziatella[4] e con una superficie di circa 253 ettari appartenne ininterrottamente dalla fine del secolo XV alla metà del XIX secolo all'Ospedale del S. Salvatore al Sancta Sanctorum.

Alla fine degli anni venti, su terreni prevalentemente paludosi e nelle vicinanze della zona Garbatella (Roma Sud), i cittadini espulsi dal centro di Roma (a seguito dei primi sventramenti) e gli immigrati provenienti dal Sud-Italia costruirono il primo insediamento di Tormarancia (conosciuto anche come Tor Marancio), una sorta di ghetto composto da casette in muratura o in legname; in parte fu anche l'ICP a realizzare delle case (catalogate come "case minime") composte da una sola stanza, dove vivevano famiglie fino a 10 persone.

Ciò che accomunava le casette rapidissime spontanee e quelle I.C.P. erano i pavimenti in terra battuta, i servizi igienici in comune, e piccoli giardini-orti. Shanghai (questo il nomignolo della borgata a causa dei periodici allagamenti e dei frequenti fatti di sangue causati dalla miseria) venne demolita a partire dal 1948, a seguito della legge De Gasperi sul risanamento delle borgate, per costruire le attuali case popolari.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere ha una squadra di calcio a 11, il Tormarancio M.C., fondato nel 2002 e militante nella stagione 2014-15 nella Promozione laziale; l'ultima stagione che li vede attivi è un susseguirsi di vicende dirigenziali, la vecchia presidenza composta da Cavalli, Sacco e Menotti lasciano spazio a Cirulli, le nuove scelte fanno in modo che la squadra arrivi ultima nel girone. Ad agosto 2015 il Tormarancia M.C. lascia la matricola ed il posto in Prima Categoria al neonato Play Eur, ricominciando l'attività agonistica dalla Terza Categoria con la presidenza di Cavalli, già ex presidente. Il rinato club passa dopo solo una stagione in Seconda categoria, sfiorando l'impresa di vincere la finale provinciale di terza categoria.

A settembre 2014 viene fondata anche, da quattro soci del quartiere, il Tormarancia M.VIII, iscritto alla serie B della Lega Calcio a 8. A settembre del 2015 la stessa Lega Calcio a 8 ratifica l'ammissione in serie A2 nazionale per il club del quartiere. Alla fine della stagione 15-16, il club del presidente Caterini Fabio sfiora l'ingresso ai playoff per l'accesso alla serie A nazionale, piazzandosi al quarto posto della regular-season, guadagnando l'iscrizione alla serie cadetta anche per la stagione futura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delibera consiliare n. 2983 del 29-30 luglio 1977.
  2. ^ Roma Capitale - Roma Statistica. Popolazione iscritta in anagrafe al 31 dicembre 2015 per zone urbanistiche.
  3. ^ Pasquale Adinolfi, Roma nell'età di mezzo, Roma 1881, vol. I, p.44
  4. ^ Nicola Maria Nicolai, Memorie leggi e osservazioni sulle campagne e sull'annona di Roma, Volume 1, p.179, Roma 1803.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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