Fantozzi va in pensione

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Fantozzi va in pensione
Fantozzi va in pensione.png
Scena del film
Titolo originale Fantozzi va in pensione
Paese di produzione Italia
Anno 1988
Durata 94 minuti
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico
Regia Neri Parenti
Soggetto Paolo Villaggio, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Neri Parenti, Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni
Sceneggiatura Paolo Villaggio, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Neri Parenti, Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
Fotografia Sergio D'Offizi
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Bruno Zambrini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Fantozzi va in pensione è un film del 1988 diretto da Neri Parenti, con Paolo Villaggio.

Sesto capitolo della saga fantozziana, si distingue dai precedenti soprattutto per l'ambientazione di fondo: le avventure del ragioniere non si svolgono più sul luogo di lavoro, dato che egli ha ormai raggiunto l'età pensionabile. Le gag e le imprese di Fantozzi assumono così una connotazione più "privata", ma anche più malinconica perché l'ambizione di questa pellicola è anche quella di rappresentare gli umori, i disagi e le preoccupazioni dei neopensionati.

Tale film, che vede la partecipazione di attori che ricorrono nei vari episodi (oltre a Paolo Villaggio anche Plinio Fernando, Anna Mazzamauro e Gigi Reder), è il primo in cui compare Bongo (qui però chiamato Piero), genero di Fantozzi in quanto marito della figlia Mariangela: è curioso notare d'altra parte che Uga (o Ughina) non sia figlia sua, ma del rozzo Loris Batacchi (come dimostrato in Fantozzi subisce ancora).

Infine, rispetto alle precedenti "fantozzate", la trama appare più unitaria e diventa complesso dividere le varie fasi della pellicola in episodi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La cerimonia del pensionamento[modifica | modifica sorgente]

Il ragionier Fantozzi raggiunge l'età pensionabile: adesso è finalmente libero dallo stress del lavoro e può fare ciò che vuole. Tuttavia la forza dell'abitudine è così forte che nel primo giorno di libertà l'ex ragioniere, svegliatosi alle nove, è convinto di essere in ritardo e, dopo una sfrenata corsa, tenta di timbrare il cartellino: un impiegato gli ricorda l'assurdità della situazione e che egli deve rassegnarsi alla vita da pensionato. Fantozzi è perciò costretto a passare tutte le ore del giorno a casa, annoiandosi terribilmente. Prova allora a sconfiggere l'apatia in vari modi: tenta di aggiustare l'antenna e precipita dal terrazzo; prova a partecipare all'amministrazione domestica aiutando la moglie Pina nella classica spesa al mercato, con risultati disastrosi (al posto di "tre etti di fettine da fare impanate" gli addossano un coscio di vitello intero); convince la Pina ad andare al cinema la mattina, ma incappa in un film erotico e viene scambiato per un maniaco; cerca di sfruttare una telefonata sbagliata per attaccare discorso.

Il cane[modifica | modifica sorgente]

Per svagarsi, Pina gli suggerisce di prendere un "cagnolino", e Fantozzi si fa consegnare a domicilio un enorme e rissoso Sanbernardo che diventa in poco tempo il padrone incontrastato della casa. Fantozzi scopre poi troppo tardi che l'animale era stato precedentemente addestrato ad aprire la porta a una banda di ladri che nottetempo gli svaligiano l'appartamento. Resosi quindi conto di avere in casa uno spietato doppiogiochista, Fantozzi tenta allora di abbandonare il cane sull'autostrada, spintonandolo fuori dall'auto in corsa, ma il cane lo sbatte fuori a sua volta e si mette alla guida della macchina, che subito sbanda.

Venezia[modifica | modifica sorgente]

Fantozzi tenta quindi l'attività politica, partecipando alle manifestazioni sindacali. Come unico risultato, ottengono dall'INPS agevolazioni per viaggi organizzati, di cui Filini approfitta subito per organizzare una gita a Venezia. Nel frattempo, però, sotto voto segreto della "gran loggia", l'INPS era stata trasformata in Istituto Neutralizzazione Parassiti Società e aveva provveduto a fornire a Fantozzi un viaggio agevolato senza ritorno. Nell'aeroporto di Fiumicino Fantozzi e Pina incontrano la Signorina Silvani che è invece in partenza per le Maldive. I colleghi salgono sul pullman che dovrebbe condurli all'aereo, ma il pullman, invece di portarli verso il velivolo, prende l'autostrada e li porta direttamente a Venezia. Dopo diciotto ore di viaggio, Fantozzi è in preda a dolori tipo parto perché deve urinare: prega il conducente di fermarsi, in piena notte, in galleria: passano dei tir che investono le persone che sono scese dal pullman. Lasciati a Rovigo e raggiunta Venezia a piedi, vengono subito scambiati per saccopelisti dalla Polizia. Entrano in una calle denominata "Calle dei Colombi", ma dopo due metri si ritrovano ricoperti di guano; successivamente Filini vuole entrare in un'altra calle chiamata "Calle delle Vacche", ma Fantozzi si rifiuta. Poi tutti fanno una passeggiata di riposo in Piazza San Marco e Fantozzi, avendo solo tremila lire, compra tre chicchi di grano per farsi fare la classica foto con i colombi, ma gli piomba addosso uno stormo intero di piccioni che lo "sbrana" completamente.
Mangiano poi in un locale che si affaccia sul mare, dove un “esperto” di sci nautico sbanda inondando i commensali seduti a tavola. Successivamente visitano le Grotte di Postumia e Filini fa da guida; arrivati a una vasta grotta, i turisti camminano su uno stretto cornicione e due di loro precipitano. Alla fine del percorso c'è uno spazio vasto della grotta; Fantozzi qui prova ad urlare il suo cognome per sentire gli effetti dell'eco, ma l'eco gli risponde "Merdaccia". Allora il ragioniere, arrabbiatissimo, urla "Stronzo" e l'eco prontamente risponde "Fantozzi".

Il gruppo raggiunge alla fine la Spada di Damocle, una stalattite gigante, che cade in testa a Fantozzi. Dopo ben 81 giorni e 14 ore Fantozzi esce finalmente dalle grotte, attraverso la tazza di un water a Bad Kleinkirchheim, nella Carinzia austriaca, quella del bagno di Otto von Kluxman, noto omosessuale carinziano.

Nuovo tentativo[modifica | modifica sorgente]

Dopo due tentativi andati male, Fantozzi va nuovamente a ritirare la pensione cercando di non farsela scippare ancora una volta: si chiude così dentro uno scatolone e si fa spedire a casa. Convinto di avercela fatta, esce dalla scatola e, proprio in quel momento, gli scippatori gli entrano in casa con una Vespa e gli sottraggono la pensione.

Fantozzi cerca lavoro[modifica | modifica sorgente]

Fantozzi è alla ricerca di un lavoro che dia senso alle sue giornate, ma tutti gli annunci cercano persone sotto i 35 anni; ha perciò l'idea di falsificare la carta d'identità e ottenere un aspetto più giovane, ma durante l'esame di assunzione per diventare aiuto vice corruttore laterale mafioso si viene a scoprire la verità e viene cacciato tra i soliti insulti. Una volta uscito con la moglie a fare la spesa, e rimasto in macchina ad aspettarla, convinto di non servire proprio a niente, vede dal finestrino l'aria felice della Signorina Silvani. Ugo viene invitato dalla Silvani a bere un drink a casa sua, lasciando Pina al supermercato con la spesa già fatta e confessando di essere solo. La Silvani rivela la sua solitudine e le sue bugie: non ha mai visto le Maldive e non ha nessuno con cui parlare, non parla mai al telefono. Pina non riesce a sopportare la vista del marito depresso, con la grande paura delle malattie e dell'infarto e col timore di essere sempre sul punto di morire, allora decide in gran segreto di fare la donna delle pulizie presso un hotel, a patto che il gestore inventi un'occupazione fittizia per il marito, versando a quest'ultimo il compenso che spetterebbe a lei per il suo lavoro. La moglie inizia così a lavorare senza sosta perché Ugo sia così felice per la nuova attività, ed ha lavorato così intensamente da guadagnare 700.000 lire in una sola settimana. Tuttavia, la domenica, giorno in cui era abituato a sostare, Fantozzi si accorge che la sua casa è completamente in disordine ed esige un chiarimento dalla moglie, che invece si veste per tornare a lavorare all'hotel, uscendo di casa con una bizzarra parrucca rossa in testa; tuttavia Fantozzi è intenzionato a scoprire che cosa succede e segue la moglie all'hotel. Entrato nella discoteca riesce a vedere qualcuno con la parrucca rossa: non è la moglie, ma un terribile travestito brasiliano campione di pesi medio-massimi. Buttato fuori dal locale, Fantozzi sente dei rumori di piatti frantumati e delle urla di fatica provenire dal piano sotterraneo, là dove ci sono le cucine: scopre così l'impiego dalla moglie, sovraccarica di fatica, che implora il capo di lasciare lavorare il marito. Fantozzi, tornato a casa, aspetta che rientri la moglie, a cui comunica di rinunciare al lavoro a patto che restino a casa insieme.

Dal Mega Direttore[modifica | modifica sorgente]

Nonostante le promesse, Fantozzi si presenta ogni giorno alle 17 alla Mega-Ditta, tentando pietosamente di mischiarsi agli impiegati in uscita. Qui viene visto dal Duca Conte Francesco Maria Barambani che, convocatolo nel proprio ufficio, gli propone un patto: in cambio della sua pensione e dell'orologio in similoro che gli aveva in precedenza regalato, egli potrà tornare a lavorare (in nero) nella Mega Ditta. Il ragioniere accetta di buon grado l'accordo. Torna quindi al lavoro e scopre che anche il ragionier Filini e la signorina Silvani hanno preso la sua stessa decisione. Così tutto torna "come ai bei tempi" e Fantozzi non si preoccupa neanche del suo nuovo cartellino, con il nome di Ugo Fantocci.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Durante la cerimonia di pensionamento viene detto che Fantozzi lavora all'Ufficio Ricerche Impiegati Murati Vivi. È una citazione della prima scena del primo film dedicato allo sfortunato ragioniere (Fantozzi), in cui la signora Pina telefona preoccupata alla megaditta poiché da 18 giorni il marito è scomparso. Nella scena successiva si scopre che Fantozzi era stato murato vivo, per sbaglio, in un bagno dismesso.
  • La scena in cui Fantozzi e la Signora Pina vanno al cinema a vedere per sbaglio il film erotico Le casalingue è stata girata all'interno del Cinema Splendid (all'epoca un vero cinema a luci rosse - ora Alhambra) di Via Pier delle Vigne, a Roma.
  • La scena in cui Fantozzi incontra la Silvani fuori dal supermercato è girata in prossimità di una nota area commerciale in Viale dell'Oceano Atlantico, all'Eur di Roma.
  • Nella scena in cui il ragioniere pedina la moglie, nel night club si sente una versione leggermente modificata di una canzone di Mike Francis, intitolata "Time's out of time".
  • Il Sanbernardo di Fantozzi guarda in televisione 4 cuccioli da salvare. Nella scena in cui il Sanbernardo apre ai ladri si vede la mano di qualcuno che gli tiene la zampa.
  • Quando Fantozzi e la Pina sono fermi davanti al mercato, una comparsa dietro la signora Pina guarda insistentemente nella macchina da presa.
  • Nella scena in cui la Pina ritorna a casa dal night, dopo che Fantozzi ha scoperto il vero lavoro di sua moglie, si può notare per alcuni attimi su un mobile, la foto di Fantozzi e Filini alle Olimpiadi Aziendali del film "Fantozzi subisce ancora"
  • La scena in cui Fantozzi, portando la nipotina al parco, cade nella fontana tentando di bere è identica a quella del film Fracchia la belva umana mentre lo stesso Fracchia cerca di dissetarsi dopo aver fatto jogging.
  • Il film fu trasmesso in prima tv su Canale 5 la sera di domenica 25 novembre 1990.

Note[modifica | modifica sorgente]

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