Immaginario collettivo

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L'immaginario collettivo (o generale[1][2][3]) è un insieme di simboli e concetti presenti nella memoria e nell'immaginazione di una molteplicità di individui appartenenti a una certa comunità, e che dà forma alla memoria collettiva.

Le costellazioni raffigurate secondo l'immaginario dell'epoca in forma di esseri mitologici sul soffitto del castello di Ambras, ad Innsbruck, dal pittore Giambattista Fontana (1586).

Secondo Alberto Abruzzese[4] si tratta di «una definizione pubblicisticamente assai fortunata, per quanto metodologicamente ancora assai poco elaborata e incerta. […] È un termine che deve molto alle analisi sull'immaginazione e sull'immaginario sviluppate da Sartre, Lacan e Bachelard e, in particolare, laddove il campo d'indagine si è concentrato sulle mitologie e i simboli che sono il patrimonio genetico delle forme di rappresentazione di un sistema sociale. Ma l'immaginario collettivo trova un suo punto di appoggio materiale, un suo luogo di riferimento, una sua dimostrazione nei modi stessi di esprimersi dell'industria culturale. Ne è divenuto infatti il sinonimo più in uso, per certi aspetti subentrando al termine più autorevolmente filosofico e mitteleuropeo di spirito del tempo.».

Alcune distinzioni[modifica | modifica wikitesto]

La nozione di immaginario collettivo è ormai entrata nell'uso comune.

Illustrazione delle caratteristiche dei sette pianeti classici dell'astrologia e dei dodici segni zodiacali, elevati al rango di archetipi universali nel trattato medievale De proprietatibus rerum di Bartolomeo Anglico, folio 169 retro.

Bisognerebbe tuttavia operare alcune distinzioni. In primo luogo, andrebbe chiarito se i materiali mnemonici e/o simbolici dell'immaginario siano provenienti da un retaggio effettivamente comune all'umanità, il cui significato rientrebbe ad esempio in quelli che sono definiti archetipi (per la loro valenza universale), oppure se siano il risultato di tradizioni specifiche di un determinato luogo (in tal caso occorrerebbe individuarne i caratteri storici, il modo in cui si sono determinati, ecc.), o ancora se siano nuove formazioni culturali prodotte dall'informazione generalizzata.

D'altra parte, la nozione di immaginario collettivo si presta anche ad ogni sorta di distorsioni e pregiudizi. La lotta illuministica contro gli "idoli" da un certo punto di vista potrebbe definirsi appunto come un'operazione di "bonifica" delle paludi concettuali, o pseudo tali, ossia del patrimonio di credenze e superstizioni condivise da una moltitudine in modo irriflesso ed acritico.

Una considerazione scientifica della nozione di immaginario collettivo si concentrerebbe in tal senso sulle profonde differenze esistenti fra una sua ambigua nozione e quella assai più impegnativa ed interessante di "mito". Importanti ricerche al riguardo sono state svolte dallo psicanalista Jung in relazione al tema dell'inconscio collettivo.

Ulteriori riflessioni sulla questione dell'immaginario collettivo devono tenere conto di alcuni testi classici (di orientamento peraltro contrastante) come quelli di Walter Benjamin, Theodor Adorno, Martin Heidegger, Hans Sedlmayr. Fra le analisi più recenti vanno citate quelle, essenziali, di Michel Foucault, Jean Baudrillard, Bernard-Henri Lévy. I saggi di Furio Jesi rimandano invece alle ambiguità del rapporto fra il mito e il suo utilizzo tecnicizzato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Bertini, La "qualità" del sistema sanitario: l'azienda come rischio/oppurtunità, in Paride Braibanti (a cura di), Pensare la salute. Orizzonti e nodi critici della psicologia della salute, Milano, FrancoAngeli, 2004, ISBN 88-464-3670-9, SBN IT\ICCU\PUV\1073486. URL consultato il 2 febbraio 2021.
  2. ^ Vicente González Martín, La filología italiana ante el nuevo milenio, Salamanca, Universidad de Salamanca, 2003, ISBN 8478006699, SBN IT\ICCU\RAV\1664740. URL consultato il 2 febbraio 2021.
  3. ^ Giovanni Cociglio (a cura di), La coppia. Nuove realtà, nuovi valori, nuovi problemi, Milano, FrancoAngeli, 1999, ISBN 88-464-1491-8, SBN IT\ICCU\LO1\0505716. URL consultato il 2 febbraio 2021.
  4. ^ Alberto Abruzzese, L'intelligenza del mondo. Fondamenti di storia e teoria dell'immaginario, Roma, Meltemi, 2001, ISBN 8883530713, ISBN 9788883530715. URL consultato il 3 febbraio 2021.

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