Rag. Arturo De Fanti, bancario precario

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Rag. Arturo De Fanti, bancario precario
Film - Rag. Arturo De Fanti bancario precario.jpg
Paolo Villaggio ed Enrica Bonaccorti
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1980
Durata92 min
Generecommedia
RegiaLuciano Salce
SoggettoLuciano Salce
SceneggiaturaLuciano Salce, Augusto Caminito, Ottavio Alessi
Casa di produzioneProduzioni Atlas Consorziate
Distribuzione in italianoP.A.C. Dif - Lineafilm
FotografiaSergio Rubini
MontaggioAntonio Siciliano
MusichePiero Piccioni
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Rag. Arturo De Fanti, bancario precario è un film commedia italiano del 1980 diretto da Luciano Salce e interpretato da Paolo Villaggio e Catherine Spaak.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il ragionier Arturo De Fanti (Paolo Villaggio), impiegato presso una piccola banca, ha difficoltà economiche per mantenere in una villa di due piani la moglie Elena, (Catherine Spaak), l'amante Vanna (Anna Maria Rizzoli) e la collaboratrice domestica Smeralda (Enrica Bonaccorti). Per tentare di risolvere il problema, propone alla moglie di ospitare l'amante a casa, in cambio della sua partecipazione alle spese domestiche. La situazione inizia a degenerare quando anche Elena si porta a casa l'amante Guglielmo "Willy" (Gigi Reder), insegnante di arte marziali proprietario di una palestra. A Willy si aggiunge anche la sua consorte, Selvaggia (Anna Mazzamauro), nonché il pericoloso marito di Vanna, Libero Catena (Carlo Giuffré), appena uscito di prigione e che mostra notevoli doti da massaia per pulizia e cucina. Solo l'intervento del direttore della banca (Ugo Bologna), con una visita a sorpresa a casa del rag. De Fanti, risolverà la situazione, riportandola, quasi, alla normalità.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu girato per buona parte in una villa fra l'Autostrada Roma-L'Aquila A24 e via Palmiro Togliatti a Roma, presso il quartiere di Colli Aniene, allora sorto da poco.[senza fonte]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Nel film si ritrovano alcuni rimandi alle commedie italiane del 1700 e in particolare alle commedie di Carlo Goldoni. Secondo il critico Paolo Mereghetti, il soggetto del film prenderebbe spunto invece dalle opere di Labiche.

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