Colpo di stato (film 1969)

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Colpo di stato
Titolo originaleColpo di stato
Paese di produzioneItalia
Anno1969
Durata105 min
Generecomico, commedia, satirico, fantascienza
RegiaLuciano Salce
SoggettoEnnio De Concini
SceneggiaturaEnnio De Concini
FotografiaLuciano Trasatti
MontaggioSergio Montanari
Effetti specialiAldo Frollini
MusicheGianni Marchetti
ScenografiaGiorgio Giovannini
Interpreti e personaggi

Colpo di stato è un film commedia italiano del 1969, diretto da Luciano Salce. È una commedia satirica che si inserisce nell'allora sconosciuto filone della "fantapolitica",[1] ambientata tre anni nel futuro dal momento in cui fu distribuita la pellicola. Ritenuto scomodo nel clima politico dell'Italia dell'epoca, il film ebbe scarsissima diffusione e fu boicottato dalla critica militante.[2][3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Italia, 1972. Si stanno svolgendo le elezioni politiche e, come al solito, ci si aspetta una vittoria della Democrazia Cristiana; ma il calcolatore elettronico del Ministero dell'interno rivela che il partito ad aver ottenuto il maggior numero di suffragi è il Partito Comunista Italiano.

Subito si scatena il panico: gli USA allertano il sistema missilistico dopo che l'ambasciatore statunitense in Italia ha parlato con il Presidente Johnson, i ricchi (tra cui il cantante Claudio Villa) fuggono a bordo dei loro yacht e gli ufficiali dell'esercito consigliano al Presidente del Consiglio e al Capo dello Stato un golpe militare per mantenere il potere.

Saranno gli stessi comunisti, dopo un colloquio con le autorità di Mosca, a dichiarare che i risultati sono sbagliati, mentre l'inventore del cervellone elettronico sarà internato in manicomio.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu realizzato su un soggetto originale dello sceneggiatore Ennio De Concini.

Il regista Luciano Salce compare nel film nella parte di se stesso, nei panni autoironici del regista di successo cui viene rubato un quadro all'inizio del film.[4]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film ebbe una scarsa distribuzione cinematografica e, colpito dalla critica militante sia di destra sia di sinistra del tempo e ritenuto "scomodo" dall'establishment politico, fu presto ritirato dalle sale e scomparve rapidamente per finire relegato alla Cineteca Nazionale.[2] Da allora la pellicola è stata riproposta solo in rarissime occasioni, tra cui nel 1985 su Canale 5,[5] nel 1989 per la trasmissione su due emittenti televisive private e nel 2004 nell'ambito della rassegna Storia segreta del cinema italiano - Italian Kings of the B's durante la 61ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.[6][7]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« Colpo di Stato è senza dubbio l'opera più scomoda, più personale e più incompresa di Luciano Salce. Ancora oggi attuale e provocatorio, solido nell'impianto cronachistico e coraggioso nel rifiutare i più remunerativi modelli della commedia all'italiana, il film si segnala anche per le originali scenografie che ricostruiscono nel quartiere romano dell'Eur "la stanza dei bottoni" nella quale i potenti di turno decidono il destino di una nazione. […] Realizzato nell'infuocato clima politico del Sessantotto, il film fu subito liquidato dalla critica militante, sia di destra che di sinistra, come scriteriato esempio di fantapolitica, velleitario nello stile documentaristico da cinema-verità e qualunquista (fascista o estremista, secondo gli opposti punti di vista) nei contenuti. »

(Fantafilm[3])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudia Mongini e Giovanni Mongini, Storia del cinema di fantascienza: Dal 1985 al 1990, Fanucci, 2000, p. 236, ISBN 978-88-347-0709-8.
  2. ^ a b Luciano Salce, un umorista poliedrico e anarchico, su retididedalus.it.
  3. ^ a b Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Colpo di stato, in Fantafilm.
  4. ^ Enrico Giacovelli, La commedia all'italiana, Gremese Editore, 1995, p. 87, ISBN 978-88-7605-873-8.
  5. ^ Programmi Tv venerdì 6 settembre 1985 Archiviato il 22 febbraio 2014 in Internet Archive..
  6. ^ Colpo di Stato (recensione) Archiviato il 13 aprile 2009 in Internet Archive..
  7. ^ Giacomo Caruso, Mostra Internazionale D'arte Cinematografica, 61ma edizione, Electa, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]