Renato Pozzetto

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Renato Pozzetto nel 1988.

Renato Pozzetto (Laveno-Mombello, 14 luglio 1940[1]) è un attore, regista, cabarettista e sceneggiatore italiano.

La sua particolare forma di umorismo, caratterizzata da una vena surreale, lo ha reso uno dei protagonisti più noti della comicità italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di una coppia di lavoratori milanesi, trascorre la sua infanzia e la sua adolescenza a Gemonio dove la sua famiglia era sfollata in seguito ai bombardamenti su Milano dell'ottobre 1942. Nel 1946 la famiglia torna a Milano e, dopo aver studiato in un istituto tecnico per geometri, matura le sue prime importanti esperienze nell'ambiente del cabaret milanese. Nel 1964 forma un duo comico con l'amico d'infanzia Cochi Ponzoni, anch'egli sfollato a Gemonio, ed esordiscono insieme all'Osteria dell'Oca, in Milano. Si esibiscono al Cab 64 costituendosi con Enzo Jannacci, Felice Andreasi, Bruno Lauzi e Lino Toffolo ne "Il Gruppo Motore", per poi approdare al Derby di Milano. Da quel momento il duo è conosciuto col nome di Cochi e Renato.

La coppia di comici riscuote subito grande successo. Insieme danno vita a uno stile comico semplice ma, al tempo stesso, originale e poetico. La popolarità cresce velocemente e in poco tempo arrivano davanti alle telecamere della Rai, in alcuni casi anche in trasmissioni che li vedono conduttori e protagonisti: Quelli della domenica (1968), Il buono e il cattivo (1972), Il poeta e il contadino - l'incontro che non doveva avvenire nel 1973 e Canzonissima nel 1974.

Nello stesso periodo incidono insieme diverse canzoni di successo grazie alla collaborazione con Enzo Jannacci, in particolare La gallina, Canzone intelligente e soprattutto E la vita, la vita. A partire dalla metà degli anni settanta Renato Pozzetto prosegue la carriera da solo, esordendo nel cinema in Per amare Ofelia (1974): già questa pellicola gli permette di esprimere la sua recitazione straniante, basata sulla mimica, che gli assicura una grande popolarità; i personaggi delle sceneggiature cinematografiche successive coniugano il suo umorismo surreale e originale con situazioni e ambientazioni tipiche della commedia all'italiana.

Tra le sue altre interpretazioni cinematografiche: Oh, Serafina! (1976), Giallo napoletano (1979), La patata bollente (1979), Mia moglie è una strega (1980), Sono fotogenico (1980), Un povero ricco (1983), Il ragazzo di campagna (1984), 7 chili in 7 giorni (1987), Da grande (1987), Noi uomini duri (1987), Le comiche (1990), Le comiche 2 (1991), Le nuove comiche (1994), Anche i commercialisti hanno un'anima (1994), Miracolo italiano (1994) e Mollo tutto (1995), mentre di Saxofone (1978), Il volatore di aquiloni (1987), Papà dice messa (1996) e Un amore su misura (2006) ha curato anche la regia. Nella sua carriera cinematografica ha fatto coppia con alcuni dei più popolari attori italiani: Paolo Villaggio, Marcello Mastroianni, Giancarlo Giannini, Vittorio Gassman, Tomas Milian, Nino Manfredi, Carlo Verdone, Christian De Sica, Adriano Celentano, Aldo Maccione, Teo Teocoli, Johnny Dorelli, Massimo Ranieri, Maurizio Micheli, Enzo Cannavale, Piero Mazzarella, Enrico Montesano, Massimo Boldi, Ezio Greggio; e con apprezzate attrici italiane e straniere come Giovanna Ralli, Mariangela Melato, Monica Vitti, Claudia Cardinale, Dalila Di Lazzaro, Agostina Belli, Stefania Casini, Laura Antonelli, Maria Rosaria Omaggio, Milena Vukotic, Janet Agren, Edwige Fenech, Anna Maria Rizzoli, Corinne Cléry, Francesca Dellera, Elena Sofia Ricci, Paola Onofri, Ornella Muti, Gloria Guida, Eleonora Giorgi, Sabrina Ferilli e molte altre.

Dal 2000 è tornato in coppia con Cochi Ponzoni in televisione e in teatro, mentre nel 2009 è protagonista della campagna del Governo contro il fumo, dal titolo: "Fumare uccide: difenditi!!"[2] Nel pomeriggio del 21 dicembre dello stesso anno muore improvvisamente la moglie Brunella Gubler nella loro casa di Milano.[3] Nel 2013 torna come protagonista della fiction Casa e bottega.

Partecipa in qualità di ospite alla serata finale del Festival di Sanremo 2019, con il gruppo Lo Stato Sociale, cantando il brano E la vita, la vita[4].

Pilota automobilistico dilettante, colse la vittoria di classe al Giro automobilistico d'Italia del 1978, alternandosi al volante di una Fiat Ritmo con Riccardo Patrese,[5] e si classificò al quinto posto tra i camion alla Parigi-Dakar del 1987.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Pozzetto e Giovanna Ralli in Per amare Ofelia (1974)
Pozzetto in Il padrone e l'operaio (1975)
Dalila Di Lazzaro e Pozzetto in Oh! Serafina (1976)
Pozzetto e Shelley Winters in Gran bollito (1977)
Pozzetto in Sono fotogenico (1980)
Pozzetto e Gloria Guida in Fico d'india (1980)
Janet Agren e Pozzetto in Questo e quello (1983)
Pozzetto ne Il ragazzo di campagna (1984)
Pozzetto e Paola Onofri in Casa mia, casa mia... (1988)
Paolo Villaggio e Pozzetto ne Le comiche (1990)

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

  • Motta (1995-1999)
  • Campagna di sensibilizzazione sul fumo (2009)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Discografia con Cochi e Renato[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cochi e Renato.

Album[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Manlio Gomarasca intervista a Renato Pozzetto, Nocturnocinema, Locarno, 2012
  2. ^ Renato Pozzetto testimonial della nuova campagna ministeriale antifumo, su salute.agi.it (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2009).
  3. ^ Milano - È morta la moglie di Renato Pozzetto | Lombardia | Varese News, su www3.varesenews.it. URL consultato il 21 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2009).
  4. ^ Lo Stato Sociale a Sanremo 2019/ Video, duetto con Renato Pozzetto: ritorno all’Ariston dopo il successo, in ilsussidiario.net, 9 febbraio 2019. URL consultato il 9 febbraio 2019.
  5. ^ Giro d'Italia 1978, su racingsportscars.com. URL consultato l'8 luglio 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN46456073 · ISNI (EN0000 0001 1471 8572 · SBN IT\ICCU\CFIV\003332 · LCCN (ENno2003083153 · GND (DE1023053977 · BNF (FRcb150036305 (data) · NLA (EN42244274 · WorldCat Identities (ENno2003-083153