Mia moglie è una strega

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Mia moglie è una strega
Giorgi1980.jpg
Eleonora Giorgi in una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1980
Durata85 min
Rapporto1,78:1
Generecommedia, fantastico, sentimentale
RegiaCastellano e Pipolo
SoggettoFranco Marotta e Laura Toscano
SceneggiaturaFranco Marotta, Laura Toscano, Castellano e Pipolo
ProduttoreMario e Vittorio Cecchi Gori
Casa di produzioneCapital Film
Distribuzione in italianoCineriz[1]
FotografiaAlfio Contini
MontaggioAntonio Siciliano
MusicheDetto Mariano
ScenografiaBruno Amalfitano
CostumiLuca Sabatelli
TruccoGino Zamprioli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Mia moglie è una strega è un film italiano del 1980 diretto da Castellano e Pipolo.

La pellicola è un remake non dichiarato di Ho sposato una strega (1942) di René Clair.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Roma, 1656. La strega Finnicella viene condannata al rogo dal cardinale Emilio Altieri. Il suo amante Asmodeo la fa ritornare in vita circa 300 anni dopo affinché la stessa possa vendicarsi su Emilio Altieri, un lontano discendente del prelato che la incriminò: il piano consiste nel farlo innamorare di lei e poi ucciderlo sul più bello.

Così, rintracciato Emilio, Finnicella inizia a corteggiarlo; ma questi è già impegnato con un'altra donna, Tania, con la quale tra l'altro si sposerà a breve, e non sembra voler sapere nulla delle sue avances. Allora la strega ricorre ai suoi poteri e, recatasi al matrimonio di Emilio, gli fa bere un filtro d'amore immerso in un bicchiere di champagne. Quando poi Emilio le si presenta dicendole che ha lasciato Tania perché si è accorto di essere innamorato di lei, Finnicella non dà peso alle sue parole e si mostra disinteressata, pensando sia opera del filtro. Ma Emilio le spiega che, essendo astemio, ha solo finto di bere lo champagne, quindi Finnicella capisce che i suoi sentimenti per lei sono sinceri e, dimenticandosi del patto stretto col Diavolo, se ne innamora perdutamente.

Qualche tempo dopo, Emilio e Finnicella ormai innamorati l'uno dell'altra, decidono di sposarsi a Parigi, e durante il viaggio di nozze lei ne approfitta anche per rivelargli di essere una strega, facendogli addirittura fare un giro per la capitale francese a bordo di una scopa volante. Ma sul più bello, ecco spuntare fuori nuovamente Asmodeo, il quale ricorda a Finnicella di rispettare il patto che avevano stretto, e che tra l'altro è l'unica ragione per la quale ella è stata riportata in vita. Finnicella cerca di dissuaderlo, spiegandogli che ormai non è più intenzionata a vendicarsi, ma Asmodeo non la ascolta, e dopo averle sparato un colpo di pistola, telefona alla polizia dicendo che è stato Emilio ad averla uccisa.

Emilio viene così arrestato e condannato a morte, ma Finnicella tende un tranello ad Asmodeo costringendolo a riportarla in vita e a far scarcerare il marito. Così i due ritornano a Roma e cominciano la loro vita insieme, durante la quale avranno tre figli ed Emilio imparerà anche ad usufruire dei poteri della moglie-strega.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film sono iniziate il 19 maggio 1980.[2][3] Nonostante venga spesso descritto come un rifacimento di Ho sposato una strega, questa ipotesi è stata smentita da Castellano e Pipolo, affermando che la pellicola non era un "remake, una rivisitazione o un furto" ma rappresentava più un tentativo di realizzare un'opera fantastica sullo stile americano di Mary Poppins o Un maggiolino tutto matto.[2] Il film è costato circa 800 milioni di lire.[3]

Luoghi delle riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato realizzato a Roma; fra i luoghi principali si possono ricordare:

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La canzone che si può ascoltare sullo scorrere dei titoli di coda si intitola Magic, ed è cantata da Eleonora Giorgi su partitura del maestro Detto Mariano. Il disco non ha mai avuto una pubblicazione su 45 giri.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito nei cinema italiani dalla Cineriz il 1º dicembre 1980.[1] Ha incassato complessivamente 1.835.662.000 lire a livello nazionale.[1] È stato il settimo più alto incasso dell'anno in Italia.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Curti, p. 36.
  2. ^ a b Curti, p. 37.
  3. ^ a b c Curti, p. 39.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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