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Felice Andreasi

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Felice Andreasi nel 1970

Felice Andreasi (Torino, 8 gennaio 1928Cortazzone, 25 dicembre 2005) è stato un attore e cabarettista italiano, a lungo attivo nel cinema, alla radio e nel teatro.

Considerato uno dei maggiori esponenti del teatro comico-satirico,[1] legò il suo nome a diverse trasmissioni televisive, specialmente negli anni settanta; attivo nel cabaret, fu anche autore di monologhi per il teatro.

Apprezzato umorista, fu anche autore di aforismi e lapidarie battute cariche di un surreale humour.

Torinese di nascita e astigiano d'adozione, Andreasi nacque e visse i suoi primi anni a Torino, in corso Rosselli, 93.[2][3] Nel 1964 esordì come cabarettista nel locale "Los Amigos" di corso Unione Sovietica, 511, periferia sud del capoluogo piemontese, dove inventò la sua personale esibizione della poesia Piemonte di Giosuè Carducci.[4] Il locale era frequentato dall'allora gruppo musicale milanese I Gufi di Nanni Svampa, e fu proprio grazie a loro che Andreasi, consapevole del suo umorismo surreale, nel 1964 decise di spostarsi a Milano, dove entrò nel Gruppo Motore, una squadra di cabarettisti esordienti, come Enzo Jannacci, Bruno Lauzi, Cochi e Renato, Lino Toffolo. Gli spettacoli si tennero inizialmente al "Cab 64", per poi spostarsi nel più noto Derby Club.[5]

Nel 1968 decise di dedicarsi anche al teatro di prosa, interpretando Mercadet, la figura di affarista disegnata da Honoré de Balzac.[6] Nel 1973, la fiorente collaborazione con i cabarettisti milanesi Cochi e Renato lo portò a partecipare attivamente anche in televisione, dove apparve nella trasmissione Il poeta e il contadino.

Nel 1975 lavorò nel film Il sospetto, a fianco di Gian Maria Volonté e sotto la regia di Citto Maselli.[7]

La sua fiorente carriera di attore in televisione, negli anni settanta, culminò con l'imitazione dello sciatore Gustav Thöni, scenetta che, all'inizio, destò anche qualche polemica.[8] Continuò anche in teatro, in interpretazioni di commedie ne La famiglia dell'antiquario (1986) di Carlo Goldoni e in un'edizione di Aspettando Godot di Samuel Beckett, al fianco di Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Paolo Rossi.

Per il cinema invece, una trentina i titoli dei film in cui partecipò, tra i più noti si ricordano: Sturmtruppen di Salvatore Samperi (1976), L'esercito più pazzo del mondo di Marino Girolami (1981), Bingo Bongo di Pasquale Festa Campanile (1982),Sturmtruppen 2 - Tutti al fronte di Salvatore Samperi (1982), Storia di ragazzi e di ragazzedi Pupi Avati (1989), Un'anima divisa in due di Silvio Soldini (1993) e Pane e tulipani di Silvio Soldini (2000), che gli fece vincere il Nastro d'argento. Nel 2004 interpretò anche la figura del protagonista nel film Nanà, diretto da Giuseppe Varlotta e tratto dal libro Gli uomini della nebbia di Gian Paolo Squassino.

La poliedrica figura di Andreasi comprendeva anche quella di autore teatrale, avendo egli scritto una raccolta di monologhi e racconti dal titolo D'amore (diverso) si muore (1981).

Col suo tipico accento piemontese (una vera e propria cifra stilistica, insieme al parlare molto rallentato per simulare stupidità) negli anni settanta ebbe successo televisivo anche come cantante; in particolare rilanciò La balorda, un brano di Ivan Della Mea del 1972.

Prese parte anche a diversi programmi radiofonici, tra cui Le interviste impossibili e Occhiali rosa, trasmessi entrambi da Radio Due.

L'AttorPittore

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Andreasi amava definirsi più come pittore che come attore[9] ("..non dipingo per hobby... ma per necessità viziosa", diceva[10]), come autodidatta di uno stile artistico simile al postimpressionismo. Un libro dedicato alle sue opere, postumo e illustrato, è Un pittore in scena tra teatro, cinema e TV, edito da Daniela Piazza, più la raccolta delle sue tele ne L'AttorPittore. Un altro suo libro, solo autobiografico, è Lo zio buono.

Andreasi morì la sera di Natale del 2005 per complicazioni della malattia di Parkinson, di cui soffriva da tempo, nella sua casa di campagna a Cortazzone.[11][12][13] Insieme a Bruno Lauzi, affetto dalla stessa patologia, aveva realizzato due album, nel biennio 2001-2002, dedicati al Piemonte.

Nel 1977 Andreasi sposò l'artista Maria Grazia Manara, quasi sua vicina di casa a Torino, e che condivise con lui la passione per la pittura.[14] I due, dapprima abitanti in via Moncalvo a Torino, decisero di andare a vivere in campagna e scelsero Cortazzone, uno sperduto paese a circa 15 km da Asti.

  • Nel 1998 venne realizzato un video-ritratto dedicato a Felice Andreasi dal titolo Felice l'attore che dipinge, per la regia di Antonio De Lucia ed Enrico Venditti, premiato con Menzione speciale al XVI Torino Film Festival.
  • A partire dal dicembre 2015, per il decennale della scomparsa di Andreasi, sono stati organizzati numerosi eventi per rendere omaggio alla sua poliedrica personalità artistica, fra i quali la presentazione della già citata biografia nel libro Felice Andreasi. Un pittore in scena tra teatro, cinema e TV; la retrospettiva di opere pittoriche di Andreasi che si è tenuta a Palazzo Salmatoris di Cherasco, dall'ottobre 2016 a marzo 2017 e infine, a partire da giugno di quell'anno, la realizzazione dello spettacolo teatrale Prove d'attore per essere... Felice, dedicato ad Andreasi e al cabaret piemontese e lombardo degli anni sessanta e settanta.
  • Felice, io? omaggio volutamente involontario a Felice Andreasi, pittore per vocazione, attore per caso!, testi di Felice Andreasi e Stefano Sarcinelli, supervisione artistica di Cochi Ponzoni, regia di Stefano Sarcinelli (anche interprete), con Carletto Di Gennaro, Dario Della Monica e Viola Forestiero (2024-2026)

Teatro (lista parziale)

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  • Prese parte nel 1970 ad alcuni episodi della rubrica pubblicitaria televisiva Carosello reclamizzando il sapone per bucato Ondaviva della Henkel.

Collaborazioni

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  • 2001 – Bruno Lauzi, Omaggio al Piemonte - Le canzoni, le poesie, le prose, con i brani Il lamento del biliardo e Piemonte
  • 2002 – Bruno Lauzi, Omaggio Al Piemonte Vol. 2, con i brani La polenta e S'quasi n'orassion

Partecipazioni

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  • 1965 – AA.VV. Canti della resistenza italiana 7, con il brano Tutti mi dicon Cesare assieme a Mariù Hassid

Opere letterarie

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  • D'amore (diverso) si muore, Milano, Rizzoli Editore, 1981, ISBN non esistente.
  • L'uomo spaventoso, Edizioni Il Formichiere, 1974.

Riconoscimenti

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 23625280 · ISNI (EN) 0000 0000 2849 4592 · SBN RAVV038121 · LCCN (EN) n86105844 · CONOR.SI (SL) 73806691
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