Papà dice messa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Papà dice messa
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1996
Durata100 min
Generecommedia
RegiaRenato Pozzetto
SoggettoStefano Sudrié, Renato Pozzetto
SceneggiaturaStefano Sudrié, Renato Pozzetto
ProduttoreRenato Pozzetto
Casa di produzioneAlto Verbano
MusicheEnzo Jannacci
ScenografiaStefania Cella
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Papà dice messa è un film commedia del 1996, scritto, diretto ed interpretato da Renato Pozzetto.

Nel film è presente anche Teo Teocoli, nei panni di Zobeide, travestito dal cuore d'oro. Giacomo Pozzetto è anche il reale figlio di Renato Pozzetto.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Don Arturo è parroco in una piccola chiesa alla periferia di Milano quasi sempre semideserta su cui grava la volontà del Vescovo di trasferirlo in montagna. Una sera in chiesa arrivano Francesco, figlio segreto di Don Arturo (avuto prima di diventare sacerdote) e la fidanzata Matilda a chiedere ospitalità per la notte; la mattina dopo Francesco sparisce nel nulla lasciando Matilda, che tra l'altro è incinta, in chiesa da sola.

Don Arturo decide di non abbandonare la ragazza e i due si mettono alla ricerca di Francesco aiutati da Zobeide, un travestito amico di Matilda che ha una relazione con un commissario capo di polizia. Scopriranno che Francesco era invischiato in un giro di malavita capeggiato dal suo patrigno; a sorpresa il ragazzo non solo è scappato dal patrigno, ma è anche entrato in seminario per seguire le orme del padre e sta per prendere i voti.

Don Arturo riesce ad evitare che Francesco venga ucciso dal patrigno, che verrà arrestato. Nel frattempo Matilda partorisce dando alla luce una bambina. Poco dopo il parroco, coadiuvato dal figlio, battezza la nipotina; a quel punto Francesco capisce che il suo posto è con Matilda e abbandona il seminario.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film sono durate dal 27 novembre 1995 alla fine di gennaio del 1996: Teocoli accettò di far parte nel cast, abbandonando così la tv nonostante essa in quel periodo gli avesse dato molta popolarità. [1]

Alcune scene sono state girate nell'Abbazia di Morimondo. La chiesa di periferia si trova invece nel quartiere Vigentino di Milano (si tratta della Chiesa dell'Assunta).

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Dopo l'arresto del patrigno, la stampa dà rilievo alla notizia: con il titolo Il clero contro la malavita compare la testata di un quotidiano chiamato "La Padania". Proprio nel 1996 Umberto Bossi, leader della Lega Nord, fondò un quotidiano con lo stesso nome.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Parodi, Teocoli pianta la Gialappa's, è divorzio, in Corriere della Sera, 6 dicembre 1995, p. 35 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2016).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema