Io tigro, tu tigri, egli tigra

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Io tigro, tu tigri, egli tigra
Io tigro, tu tigri, egli tigra.png
Una scena del primo episodio
Paese di produzione Italia
Anno 1978
Durata 107 min
Genere comico
Regia Renato Pozzetto, Giorgio Capitani
Soggetto Enzo Jannacci, Gianni Manganelli, Cochi Ponzoni, Renato Pozzetto, Italo Terzoli, Enrico Vaime, Castellano e Pipolo
Sceneggiatura Enzo Jannacci, Gianni Manganelli, Cochi Ponzoni, Renato Pozzetto, Italo Terzoli, Enrico Vaime, Castellano e Pipolo
Produttore Fulvio Lucisano
Fotografia Lamberto Caimi, Roberto Gerardi
Montaggio Antonio Siciliano
Musiche Enzo Jannacci, Piero Umiliani
Scenografia Ezio Altieri, Uberto Bertacca, Francesco Bronzi
Costumi Ezio Altieri, Uberto Bertacca
Interpreti e personaggi

Io tigro, tu tigri, egli tigra è un film collettivo in tre episodi del 1978 che tenta di bissare il successo al botteghino del precedente Tre tigri contro tre tigri (distribuito l'anno precedente), ma con esiti meno felici. La regia del primo episodio è di Renato Pozzetto, le altre due di Giorgio Capitani, mentre la sigla di testa è di Sandro Lodolo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Primo episodio[modifica | modifica wikitesto]

Un autotrasportatore di nome Elia, che usa un motocarro elaborato come una vettura da corsa, si fa assumere come cameriere in una casa di ricchi industriali, rimasti senza personale dopo che hanno licenziato la cuoca e il cameriere. Qui stringe amicizia con il suo principale di nome Caminito, con cui inizia a progettare l'omicidio della moglie. Anche se il piano è stato studiato bene, la moglie non muore, anzi muore il suo amante, l'ufficiale dei carabinieri amico della coppia, che in quel momento si trovava a letto con lei.

Rimasta viva, deve quindi evitare lo scandalo dando dei soldi e mantenendo suo marito e il cameriere. Sfortunatamente per questi ultimi, la moglie trova il progetto della sua uccisione, e i due si trovano nei guai.

Secondo episodio[modifica | modifica wikitesto]

Della Spigola è uno scrittore di fantascienza che non riesce ad avere rapporti con la moglie. Prova invano a travestirla da personaggio spaziale, ma va in bianco. Durante la giornata Della Spigola viene rapito dagli alieni perché a conoscenza di informazioni su di loro, ma in realtà erano solo delle coincidenze. Per accertarsi lo sottopongono a dei test molto strani, tra cui quello della temperatura che c'è su Phobos (uno dei due satelliti naturali di Marte in cui vivono), il test sulla forza centrifuga, sull'intelligenza, e da quest'ultimo deducono che il suo quoziente intellettivo era pari a quello di una formica presente sul loro pianeta.

Notando la sua incapacità decidono quindi di utilizzarlo, con scarso successo, per la riproduzione con la Regina Nera di Phobos che, secondo lui, era una donna bellissima, ma invece si rivela essere una creatura orrenda. Essendo un essere umano inutile gli alieni lo riportano sulla Terra e immediatamente racconta l'accaduto agli amici che, invece di credergli, chiamano un manicomio. Quando Della Spigola sale sull'autoambulanza chiamata scopre che i due autisti sono marziani.

Terzo episodio[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Micozzi, mentre gioca a pallone in una piazzetta romana, riceve la cartolina per la visita di leva. Corre subito dall'amica Italia, prostituta di cui aveva chiesto la mano quando aveva cinque anni, pregandola di raccomandarlo "nelle alte sfere" che lei conosceva, per essere riformato. Ma invece viene arruolato nel 5º reggimento Bersaglieri, e messo al comando di un manipolo di trenta bersaglieri su un carrarmato lungo il confine svizzero. Il primo giorno delle "Grandi manovre" assaltano una fattoria e rubano galline, poi decidono di andare a comprare le sigarette a bordo del loro carrarmato e partono verso Bellinzona, ignari di cosa sta per provocare il varco del confine.

Le vedette svizzere avvistano trenta soldati che entrano nel Canton Ticino. La notizia si gonfia: ai generali elvetici è riferito che sono tremila; poi lo speaker della Tv svizzera interrompe le trasmissioni ed annuncia che "tre milioni di bersaglieri italiani in assetto di guerra stanno invadendo la Svizzera". L'allarme è generale e l'ordine del governo richiama alle armi tutti gli uomini validi, invitando la Svizzera alla resistenza contro l'invasore.

In realtà trenta ragazzotti sono arrivati in una Bellinzona deserta solo per fumare, e la prima cosa che fanno è dare l'assalto a un distributore di sigarette, che accetta i franchi ma non fornisce gli agognati pacchetti di sigarette. Allora puntano a una tabaccheria aperta, ma il tabaccaio è il sindaco della città. Sicché vanno a caccia del sindaco-tabaccaio, che scappa su un campanile. Assaltano il campanile, ma il sindaco stordito dal frastuono delle campane non ci sente, e non capisce la richiesta di sigarette.

Sulla via del ritorno i poveri fumatori, per una serie di equivoci nel caos di ordini e telefonate tra Svizzera ed Italia, fanno saltare in aria un ponte, credendo che la cosa sia una esercitazione rientrante nelle "Grandi Manovre". Finché vedono numerose truppe svizzere che li circondano, e immediatamente Micozzi fa alzare bandiera bianca. Micozzi esce quindi dal carcere militare ed incontra gli stessi amici bersaglieri, ora liberi ed esentati dall'esercito.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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