Zora Kerowa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Zora Kerowa nel film Cannibal Ferox (1981)

Zora Kerowa, all'anagrafe Zora Keslerová (Praga, 11 agosto 1950), è un'attrice cinematografica ceca.

È una delle icone del cinema horror italiano, per aver interpretato molti film splatter quali Antropophagus, Cannibal Ferox, Lo squartatore di New York e Quando Alice ruppe lo specchio. Ha iniziato la carriera come ballerina e cantante[1], diventando in seguito modella, quindi ha deciso di intraprendere il mestiere di attrice, debuttando nel 1976 in un piccolissimo ruolo (la cameriera dell'osteria del Cav. Poppi) ne "La casa dalle finestre che ridono" di Pupi Avati. Poi, nel 1978, in un altro film italiano con George Eastman, La febbre americana. Anche se interprete di alcuni film cechi, ha ottenuto più successo in Italia interpretando pellicole erotiche, film d'azione e horror. Nel 1980 recita nell'orrorifico Antropophagus[2]

Nel 1981 ha interpretato il ruolo di Pat Johnson in Cannibal Ferox, in cui, in una scena che ricorda la celebre sequenza de Un uomo chiamato Cavallo[3], viene torturata e appesa a ganci infilati nelle mammelle; ancora una scena di tortura è presente in Lo squartatore di New York, del 1982, dove viene torturata con una bottiglia rotta[4].

Ha anche lavorato, tra gli altri, con Joe D'Amato, Umberto Lenzi, Lucio Fulci e Ferdinando Baldi.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palmerini, Luca M., Spaghetti nightmares : il cinema italiano della paura e del fantastico visto attraverso gli occhi dei suoi protagonisti, M & P, 1996, ISBN 8886839014, OCLC 41002915.
  2. ^ Schneider, Steven Jay, 1974-, 100 European horror films, British Film Institute, 2007, p. 37, ISBN 1844571645, OCLC 175215721.
  3. ^ Mathijs, Ernest. e Mendik, Xavier., Alternative Europe : eurotrash and exploitation cinema since 1945, Wallflower, 2004, p. 114, ISBN 1903364930, OCLC 56450808.
  4. ^ Albiero, Paolo., Il terrorista dei generi : tutto il cinema di Lucio Fulci, Un mondo a parte, [2004], p. 238, ISBN 8890062967, OCLC 55070431.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN102400777 · BNF: (FRcb141931400 (data)