Piedipiatti

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Piedipiatti
Piedipiatti.jpg
Enrico Montesano in uno scatto di scena
Paese di produzione Italia
Anno 1991
Durata 88 minuti
Genere azione, commedia, poliziesco
Regia Carlo Vanzina
Soggetto Enrico Montesano, Enrico Vanzina, Carlo Vanzina
Sceneggiatura Enrico Vanzina, Carlo Vanzina, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
Distribuzione (Italia) Penta Distribuzione
Montaggio Alberto Gallitti
Musiche Bruno Kassar
Scenografia Lorenzo Baraldi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Piedipiatti è un film commedia del 1991, diretto da Carlo Vanzina con Renato Pozzetto e Enrico Montesano

Trama[modifica | modifica wikitesto]

A Roma viene scarcerato il detenuto Proietti soprannominato "Er Soffia" e ad attenderlo c'è il brigadiere romano Vasco Sacchetti, agente della narcotici e suo vecchio amico il quale, per festeggiare l'uscita dal carcere lo invita a una mangiata di pesce a Fiumicino. A pranzo Proietti rivela a Vasco di aver sentito in carcere che un gruppo di colombiani sta per dare vita a un traffico di crack in Italia e uno di loro deve incontrare Angelo Bertoli, detto "l'Americano", un losco individuo che gestisce vari night club, per offrirgli l'esclusiva sul Lazio e che però i contatti tra i due sono stati solo telefonici. Vasco con uno stratagemma riesce a far arrestare Bertoli per percosse e oltraggio a pubblico ufficiale e dopo avergli sottratto il braccialetto d'oro, unico suo segno di riconoscimento, si fa prestare da Tarallo, il magazziniere della questura, un miliardo falso, sotto sequestro, per andare all'appuntamento spacciandosi per "l'Americano".

Giunto all'appuntamento con il colombiano Carlos e il suo socio italiano, la cosa sembra andare per il meglio, ma due colleghi della buoncostume che, vedendo Vasco entrare in un albergo di periferia pensavano fosse in compagnia femminile, decidono di irrompere nella stanza per fargli uno scherzo, mandando a monte l'operazione e permettendo ai colombiani di scappare via con il miliardo falso. La mattina dopo Vasco subisce un rimbrotto dal capo della narcotici, che decide di togliergli il caso. Purtroppo poco dopo Proietti si trova dentro casa Carlos e il suo socio che hanno scoperto che a fare la spia alla Polizia era stato lui. Proietti tenta di fuggire e viene ucciso da Carlos con un colpo di pistola.

Dopo il funerale dell'amico Vasco scopre da Tarallo che alcune banconote facenti parte del miliardo falso sono state spacciate a Milano. All'ippodromo di San Siro, il brigadiere milanese Silvio Camurati sta controllando l'autenticità dei soldi delle giocate e incappa in una banconota falsa da 100 000 lire che scopre essere stata giocata dal socio di Carlos che subito si dà alla fuga. L'inseguimento porta Silvio fino a una sala da biliardo dove incontra Vasco che si era infiltrato per continuare le indagini e, trovandogli addosso una pistola e un etto di cocaina, lo arresta. Scoperto dall'identificazione che si tratta di un collega, Silvio riceve una telefonata dal capo della narcotici che gli ordina di far salire Vasco sul primo aereo per la Capitale.

Silvio esegue l'ordine, ma Vasco riesce con uno stratagemma a non partire e salvare il collega, che aveva rintracciato la casa del "presunto falsario" non sapendo che invece è un narcotrafficante; l'uomo rivela a Vasco che a uccidere Proietti è stato Carlos e dà ai due poliziotti una traccia per trovarlo, il numero telefonico della sua donna. Vasco, dopo aver spiegato a Silvio la reale provenienza dei soldi falsi, lo convince ad aiutarlo a trovare il colombiano. Localizzata la casa della donna di Carlos, i due poliziotti iniziano a sorvegliarla dalla casa di fronte e Vasco, spacciandosi per un tecnico della SIP, riesce a mettergli sotto controllo il telefono. Finalmente una sera Carlos incontra la ragazza, ma quando Camurati e Sacchetti stanno per andare ad arrestarlo, l'uomo riceve una telefonata da un misterioso interlocutore, che pare essere un pezzo grosso dell'organizzazione, con cui si accorda per incontrarsi il giorno dopo nel bagno turco di una palestra per i dettagli dell'arrivo dalla Colombia di una certa Concepcion.

Silvio e Vasco decidono così di rimandare l'arresto di Carlos al giorno dopo per poi beccare entrambi nel bagno turco, ma Carlos muore stroncato da un infarto dopo aver fatto sesso con la sua donna. Spacciandosi per un medico del pronto intervento, Silvio riesce a impossessarsi del cadavere di Carlos e i due "piedipiatti" il giorno dopo lo portano all'appuntamento al bagno turco, dove scoprono il volto del misterioso interlocutore e seguendolo fino a casa, scoprono che si tratta dell'ingegner Aldo Rotelli, noto imprenditore impegnato in grandi opere di beneficenza; quando però i due vanno ad arrestarlo, l'uomo sottrae loro il nastro con la telefonata fatta a Carlos e li lascia in mano ai suoi scagnozzi che prima li fanno ubriacare e poi li gettano con la loro auto da un pendio facendoli finire addosso a una volante della Polizia.

Chiamati a rapporto dal questore di Milano, i due tentano di spiegare l'intera vicenda, ma visto il loro tasso alcolico non vengono creduti e sospesi dal servizio. Qualche giorno dopo Silvio sente al TG dell'arrivo a Venezia della nave Concepcion proveniente dalla Colombia con un carico di doni da varie parti del mondo per i bambini del terzo mondo. Giunto a Venezia ritrova Vasco e i due, spacciandosi per ufficiali della Capitaneria di Porto, riescono a entrare sulla nave dove scoprono che le bambole di pezza provenienti dalla Colombia sono piene di droga. Sfuggiti agli uomini di Rotelli, lo raggiungono nella sala dove stava tenendo un discorso, alla presenza di varie autorità tra cui il questore, rivelando la verità sul carico della nave; ma Rotelli prende una bambina cinese come ostaggio e scappa via.

Silvio e Vasco inseguono l'uomo che è fuggito in mare rubando un gommone, su delle moto d'acqua ma, quando sono sul punto di raggiungerlo, Silvio - distratto dalla moglie che gli chiede con un messaggio sul cercapersone di comprare delle granseole - cade in acqua e Vasco è costretto a sospendere l'inseguimento per salvare il collega che, non sapendo nuotare, stava per annegare. Poco dopo Rotelli, circondato dalle moto-navette della Guardia di Finanza, si arrende e il questore si prende tutti i meriti per l'arresto. Alla fine Camurati e Sacchetti decidono di vendicarsi giocandosi il miliardo falso al Casinò.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film fa la sua ultima, breve apparizione cinematografica il caratterista Ennio Antonelli, che interpreta un carcerato nelle scene iniziali.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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