Le barzellette

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Le barzellette
Le barzellette (gigi proietti).PNG
Gigi Proietti in una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2004
Durata92 min
Generecomico, commedia
RegiaCarlo Vanzina
SoggettoEnrico Vanzina, Carlo Vanzina
SceneggiaturaEnrico Vanzina, Carlo Vanzina
ProduttoreAurelio De Laurentiis
Produttore esecutivoMaurizio Amati
Casa di produzioneFilmauro
FotografiaClaudio Zamarion
MontaggioLuca Montanari
MusicheAndrea Guerra
ScenografiaTonino Zera
CostumiNicoletta Ercole
Interpreti e personaggi

Le barzellette è un film diretto da Carlo Vanzina con Enzo Salvi, Carlo Buccirosso, I Fichi d'India, Biagio Izzo, Gigi Proietti, Max Giusti, e Vito.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Vanzina decide di rileggere, con questo film, le barzellette più famose, affiancando un cast di tutto rispetto composto da molti comici italiani (Gigi Proietti, Carlo Buccirosso, Simona Guarino, Max Giusti, Vito, Enzo Salvi, Biagio Izzo e I Fichi D'India).

Troviamo qui una coppia in viaggio di nozze con un marito barzellettiere professionista, un signor Rossi che non vuole più farsi operare a causa di chirurghi burloni ma che farà un incubo a suon di barzellette (proprio lui che, come in un contrappasso dantesco, non le capisce mai). Il signor Rossi diventa poi un marito esibizionista con tanto di impermeabile e frequentatore assiduo di night club.

Vito ci omaggia della sua innata comicità bolognese interpretando due cavalli di battaglia: il vigile e il postino.

Proietti rivela la sua ecletticità interpretando un portantino ospedaliero, un cameriere, un direttore d'orchestra, un contadino, avvocato e suo assistito, un cantante messicano e infine il Padreterno, qui riletto in veste di capocomico.

L'episodio che vede partecipe Biagio Izzo nei panni del portiere Antonio riprende la trama della prima novella dell'ottava giornata del Decameron.[1]

Nel film partecipa come "Guest star" Uccio de Santis, famosissimo cabarettista pugliese che interpreta un programma di barzellette che ha riscosso molto successo: Il Mudù trasmesso su Telenorba.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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  1. ^ Giovanni Boccaccio, Decameron, 1353; Edizione Bur, Milano, 2013, pp 1207-1211