Febbre da cavallo - La mandrakata

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Febbre da cavallo - La mandrakata
Febbre da cavallo - La mandrakata.jpg
Carlo Buccirosso, Andrea Ascolese, Gigi Proietti e Rodolfo Laganà in una scena del film
Titolo originale Febbre da cavallo - La mandrakata
Paese di produzione Italia
Anno 2002
Durata 104 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Carlo Vanzina
Soggetto Franco Amurri, Enrico e Carlo Vanzina
Sceneggiatura Enrico e Carlo Vanzina
Fotografia Claudio Zamarion
Montaggio Luca Montanari
Musiche Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera
Scenografia Tonino Zera
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Febbre da cavallo - La mandrakata è un film del 2002 diretto da Carlo Vanzina, con protagonista Gigi Proietti.

Questo film è il sequel di discreto successo di Febbre da cavallo, sempre con protagonista Gigi Proietti, pellicola del 1976 diretta dal regista Steno. La trama, pur differente, ha molti punti in comune con il film originario.

Il film segna il ritorno di Gigi Proietti e Enrico Montesano alla recitazione cinematografica dopo otto anni rispettivamente da Eloise, la figlia di D'Artagnan e Anche i commercialisti hanno un'anima.

Il film ha incassato nel totale 14.396.769 euro.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la fine del suo matrimonio e la promessa alla nuova fidanzata Lauretta di chiudere con gli ippodromi, Bruno Fioretti detto "Mandrake", non ha perso il vizio di giocare ai cavalli. Infatti continua imperterrito a scommettere insieme ai suoi nuovi soci: "Micione", quarantenne disoccupato che vive ancora con i genitori a cui ruba gli spiccioli per le scommesse, e l'"ingegnere", studente fuori corso in giurisprudenza. I tre, dopo un ottimo inizio dovuto alle capacità informatiche dell'ingegnere, ricominciano sistematicamente a perdere, finché un giorno, durante una corsa, Mandrake nota che un cavallo brocco che arriva sempre ultimo, è esteticamente identico a Pokemon, cavallo plurivincente di proprietà del conte De Blasi, e concepisce una truffa delle sue: sostituire i due cavalli in modo da far alzare le quotazioni di Pokemon, facendo correre e perdere il brocco al suo posto. Nella truffa vengono coinvolti anche Aurelia, ex fiamma di Mandrake, e il ragionier Antonio Faiella, napoletano truffato da Mandrake.

Effettuato lo scambio, Mandrake e soci devono procurarsi i soldi per la scommessa. Ad aiutare Mandrake arriva a sorpresa il suo ex socio Armando detto "Er Pomata", che tutti credevano morto e invece era scappato in Australia per sfuggire ai creditori. Col suo aiuto, Mandrake e soci mettono su una truffa ai danni del figlio del macellaio "Manzotin", ma riescono a portargli via solo mille euro.

Per attuarla, viene allora imbrogliato addirittura il Cozzaro Nero, grazie al doppio gioco di Aurelia che rivela allo strozzino la truffa architettata da Mandrake proponendogli di dividere il ricavato dalla scommessa su Pokemon al 50%. Ma in realtà gli altri hanno effettuato un finto riscambio dei cavalli, quindi a correre è ancora il cavallo brocco, che naturalmente perde. Con uno stratagemma i 25.000 euro della scommessa finiscono in mano a Mandrake, il quale ha, nel frattempo, iscritto il cavallo brocco ad un'altra corsa a Montecatini.

Ovviamente facendo correre Pokemon al suo posto la gara viene vinta facilmente dal brocco, ma il conte De Blasi, servendosi di un investigatore privato, ha nel frattempo scoperto tutto, per cui Mandrake e soci evitano la denuncia, ma si ritrovano senza nemmeno i soldi per tornare a Roma. Costretti a scendere dal treno alla prima stazione, Mandrake e Pomata si trovano davanti un baracchino col gioco delle tre carte: i due finiscono per giocarsi, perdendola, l'ultima cosa rimasta: l'orologio d'oro della Prima Comunione che Aurelia aveva dato poco prima a Mandrake.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 i fratelli Carlo e Enrico Vanzina, figli di Steno, decisero di produrre un sequel del famoso cultura anni '70 diretto dal padre Febbre da cavallo.

Gigi Proietti torna nelle ruolo del protagonista Mandrake, oltre ad essere il primo film dopo quasi vent'anni in cui l'attore recita in un ruolo pienamente compiuto. Nel cast ci sono Rodolfo Laganà e Andrea Ascolese nei panni dei nuovi soci di Mandrake, Carlo Buccirosso in quelli di un ingegnere truffato che si unirà alla squadra, mentre Nancy Brilli interpreta Aurelia, la nuova protagonista femminile. Inizialmente escluso dal progetto,[1] Enrico Montesano, co-protagonista del primo film, ritorna nel ruolo di Er Pomata in una partecipazione verso la fine del film. Questo perché i fratelli Vanzina hanno pensato di costruire la storia interamente sul personaggio di Mandrake.[2]

Le riprese si sono svolte nell'estate 2002 tra Roma e Montecatini Terme, mentre il film è uscito nelle sale il 31 ottobre 2002 distribuito dalla Warner Bros. La colonna sonora è la stessa del primo capitolo, ma è stata parzialmente riarrangiata dai maestri Vincenzo Tempera e Fabio Frizzi.

Nei titoli di coda del film compare, in un piccolo cameo, il gruopo comico del Trio Medusa, nei panni di tre dei giocatori.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il nome del notaio che Pomata finge di essere (notaio Magalini) è lo stesso utilizzato per un farmacista truffato nel primo film della serie. Inoltre anche nella pellicola Al bar dello sport con Lino Banfi e Jerry Calà, il notaio interpretato da Eolo Capritti si chiama Magalini. Il soprannome di "Micione" è lo stesso del personaggio interpretato da Fabrizio Bracconeri nel film Amarsi un po'.
  • Quando Pomata, truccato da australiano, entra nella macelleria del figlio di Manzotin, alla vista della foto del padre che campeggia nel negozio, esclama la famosa frase: «Rinaldi Otello, tre chili de trippa e due de budello», resa celebre dal primo film.
  • Nel corso di una puntata del programma televisivo Stracult, il caratterista Natale Tulli, intervistato da Marco Giusti, ha dichiarato che durante le riprese del film i rapporti tra Gigi Proietti ed Enrico Montesano erano talmente tesi che i due nemmeno si rivolgevano la parola[3]. Questo forse spiega il motivo per cui il personaggio del Pomata, coprotagonista nel primo Febbre da cavallo, abbia invece solo un ruolo marginale in questo secondo capitolo.[senza fonte].
  • L'attore che interpreta lo stalliere che viene "distratto" dalla Brilli per lo scambio tra Pokemon e Come va va, è Renzo Stacchi, ovverosia la voce di Haran Banjo di Daitarn III.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ [2]
  3. ^ Natale Tulli un grande del cinema italiano - YouTube

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]