I miei primi 40 anni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
I miei primi 40 anni
I miei primi quarant'anni.JPG
Una scena del film
Titolo originale I miei primi 40 anni
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1987
Durata 107 min (versione cinematografica) 180 min (versione televisiva lunga) 144 min (versione televisiva breve)
Genere commedia
Regia Carlo Vanzina
Soggetto Marina Ripa di Meana, Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Sceneggiatura Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Produttore Mario Cecchi Gori e Vittorio Cecchi Gori
Casa di produzione C.G. Silver Film, Reteitalia
Distribuzione (Italia) Columbia Pictures Italia
Fotografia Luigi Kuveiller
Montaggio Jacques Gaillard, Ruggero Mastroianni
Musiche Umberto Smaila
Scenografia Mario Chiari
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

I miei primi 40 anni è un film del 1987 diretto da Carlo Vanzina, ed ispirato all'omonima autobiografia di Marina Ripa di Meana.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Quando ci fu la liberazione di Roma dall'occupazione tedesca, Marina era appena una bimba; dopo la sua infanzia il padre e la madre prenderanno coscienza che la sua adolescenza fa presagire molta inquietudine. Dopo le sue prime esperienze erotiche con la cameriera di casa, incomincia a frequentare ragazzi conosciuti in piazza Navona e nei dintorni. Prima costruisce un atelier di moda con una sua amica marchesina, Doris Caetani. L'uomo scelto per le sue nozze è il giovane duca squattrinato, Massimiliano Caracciolo Villalta, ma dopo la nascita della loro figlia Lucrezia avviene la separazione, anche per le violenze che subisce Marina. Dopo il divorzio con il duca Caracciolo Marina, ormai diventata ancora più bella ed elegante, diviene l'accompagnatrice del Principe Riccio, un uomo d'affari molto ricco, amante però del lieto vivere e che al posto di fare l'amore preferisce affilare coltelli.

Infatti il principe permette a Marina di tradirlo facendo l'amore con playboy della Costa Azzurra. Non soddisfatta del suo lieto vivere, Marina pianta il principe per vivere con Roberto D'Angelo, un pittore d'avanguardia, contestatore e cocainomane, ma poco dopo lo lascia per un suo tradimento, per tornarvi dopo un suo tentativo di suicidio. In Spagna poi nasce un rapporto con il giornalista Nino Ranuzzi de l'Espresso, il giorno della nomina di Bettino Craxi a presidente del Consiglio. Ranuzzi preferisce alla fine restare con la moglie e Marina continua la sua vita movimentata finendo con l'innamorarsi dell'organizzatore della Biennale del dissenso, a Venezia, Carlo Donati Dadda, con il quale si sposa.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film fu trasmesso, in due puntate, la sera del 3 e 4 ottobre 1989 su Canale 5.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema