Martine Brochard

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Martine Brochard nel film Armiamoci e partite! (1971).

Martine Brochard (Parigi, 1946) è un'attrice, cantante e scrittrice francese, maggiormente attiva in Italia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primi passi[modifica | modifica sorgente]

In Francia studia danza classica, jazz, recitazione ed inizia a lavorare giovanissima alla televisione, in teatro e al cinema col film Baci rubati (1968) di François Truffaut[1]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Martine Brochard (a destra) in Mannaja (1977).

Dopo alcune brevi apparizioni nel cinema francese, si trasferisce in Italia nel 1970, attirata dalla fiorente industria cinematografica nostrana, per diventare interprete di molte pellicole del decennio, tra cui le più famose: Milano trema: la polizia vuole giustizia (1973) di Sergio Martino e La governante (1974), tratto dalla pièce di Vitaliano Brancati e diretto da Giovanni Grimaldi, con cui vince la Maschera d'Argento.

« Diventai quasi subito popolarissima come protagonista di La governante, dal romanzo di Brancati. Mi consolidò nella parte di lesbica chic già interpretata nei miei film da monaca. »
(Martine Brochard[2])

Interpreta film dei generi più diversi, preferendo comunque sempre ruoli da donna sensuale e provocante. Partecipa, tra gli altri, a: Prigione di donne (1975) di Brunello Rondi, Il solco di pesca (1975) di Maurizio Liverani, Gatti rossi in un labirinto di vetro (1975) di Umberto Lenzi, Mannaja (1977) di Sergio Martino e Una spirale di nebbia (1977) di Eriprando Visconti.

Nel decennio seguente interpreta, fra gli altri, i film Murder Obsession - Follia Omicida (1981) di Riccardo Freda e L'attrazione (1987) di Mario Gariazzo.

Negli anni novanta lavora anche con Tinto Brass in Paprika (1991) e in L'uomo che guarda (1994).

TV[modifica | modifica sorgente]

Dai tardi anni settanta appare anche in film TV e sceneggiati tra cui: Disonora il padre (1978), tratto dal romanzo di Enzo Biagi, per la regia di Sandro Bolchi, Bel Ami (1979) dal romanzo di Guy de Maupassant, La sconosciuta (1982), sceneggiato in 4 puntate per la regia di Daniele D'Anza e la serie televisiva I ragazzi della 3ª C (1987) di Claudio Risi.

È anche ballerina in un'edizione del Bagaglino, intitolata Per chi suona la campanella, firmata da Castellacci e Pingitore, in onda verso la metà degli anni ottanta su RaiDue, con Pippo Franco, Leo Gullotta e Oreste Lionello.

Tra i suoi ultimi lavori vanno citate le fiction: Il bello delle donne (2002), Vento di ponente (2002), La squadra 2, 3, 4, 5 e 6 (2002-2007), mentre nel 2007 è coprotagonista nello sceneggiato TV di Salvatore Samperi, Il sangue e la rosa.

Nel 2010 e nel 2014 torna in TV nelle prime due stagioni de Il peccato e la vergogna, accanto a Manuela Arcuri e Gabriel Garko.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Si afferma a teatro con Spirito allegro di Noel Coward, Il malato immaginario di Molière, Taxi a due piazze di Ray Cooney (1985), regia di Pietro Garinei, L'imbroglione di Plauto (1977), Il bell'indifferente di Jean Cocteau (1988), Histoire du soldat (2000), su musiche di Strawinsky e grazie al marito pigmalione sposato in seconde nozze, il drammaturgo attore-regista Franco Molè, conosciuto nel 1976, appare inoltre ne Il mercante (Mercator) di Plauto (2004) e nei film: L'ebreo fascista (1980) e La stanza delle parole (1990).

Narrativa[modifica | modifica sorgente]

Scoperta la propria vena di narratrice di favole, pubblica due raccolte: La gallina blu e altri racconti (1995, ed. Mursia) e Zaffiretto il vampiretto e altri racconti (1999, ed. Mursia).

Musica[modifica | modifica sorgente]

Nel 2003, assieme al musicista salentino Aldo Gemma ed al compositore Gianluca John Attanasio incide un disco dalle sonorità pop-dance: La vie continue.

Radio[modifica | modifica sorgente]

Nel 2004 partecipa allo sceneggiato radiofonico Rodolfo Valentino, su Radio2, regia di Idalberto Fei.

Altre apparizioni[modifica | modifica sorgente]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

  • Suo figlio, Ferdinando Ceriani (classe 1973), avuto dal primo matrimonio, fa il regista.
  • Nel 2003 le è stata diagnosticata la leucemia, malattia dalla quale è riuscita a riprendersi.[2]
  • Nel 2006 le è mancato il marito, Franco Molè a causa di un male incurabile.[2]
  • Attualmente (2009) vive in un ex convento nel centro di Morlupo (Roma).[2]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Programmi TV[modifica | modifica sorgente]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.martinebrochard.it Sito ufficiale.
  2. ^ a b c d http://www.gioia.it/Martine-Brochard-io-guarivo-lui-moriva Intervista a Martine Brochard sul periodico Gioia (2009).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]