Istituto mutualistico per la tutela degli artisti interpreti ed esecutori

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'Istituto mutualistico per la tutela degli artisti interpreti ed esecutori (IMAIE) è un ente italiano che opera nel campo dell'interpretazione artistica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce nel 1977 per iniziativa dei tre sindacati di settore della CGIL, CISL e UIL come libera associazione tra gli artisti interpreti e musicisti per proteggere la loro prestazione professionale e far valere il diritto all'equo compenso connesso alla riutilizzazione o alla riproduzione delle opere interpretate o eseguite in base a quanto previsto dalla legge sul diritto d'autore n.633 del 1941 e dalle leggi successive. Dal 23 dicembre 1994 è persona giuridica[1]. È stato dichiarato estinto dal Prefetto di Roma il 30 aprile 2009.

Rinato nell'aprile 2010 come Nuovo IMAIE per decreto legge recante "disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attività culturali", nel 2012 è stato contestato dall'associazione Artisti 7607[2].

Dal 21 dicembre 2012 il mercato dell'intermediazione dei diritti connessi al diritto d'autore è stato liberalizzato con la conseguenza che ogni artista può scegliere liberamente da quale società o associazione farsi rappresentare per la gestione dei diritti che la legge gli riconosce a fronte delle utilizzazioni delle opere alle quali ha preso parte.[3]

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Nel momento in cui un'opera artistica viene riutilizzata, sorge a favore degli artisti presenti nell'opera (attori, cantanti, musicisti, direttori d'orchestra) un diritto di riutilizzazione che deve essere remunerato. Finalità dell'ente è la salvaguardia dei diritti degli artisti interpreti, sia in Italia che all'estero. Rientra tra le finalità dell'ente anche la promozione della cultura (in particolare musicale) italiana.

L'IMAIE tutela i diritti degli interpreti di opere musicali, cinematografiche e audiovisive che vengono riutilizzate e/o trasmesse dalle radio, dalle televisioni o da qualsiasi altro ente utilizzatore (locali pubblici, sale da ballo, discoteche, ecc.).

L'attività fondamentale dell'IMAIE (come la SIAE per autori ed editori) è incassare, per conto degli artisti interpreti ed esecutori, i proventi loro dovuti in seguito alla riutilizzazione delle opere da loro interpretate e, dopo aver individuato gli artisti aventi diritto a compenso, provvedere alla ripartizione a questi ultimi dei proventi riscossi. Non vi è alcun obbligo ad associarsi per poter ricevere il pagamento dei diritti: il compenso è infatti dovuto a tutti gli artisti indistintamente, siano essi soci dell'IMAIE o meno. L'istituto ha attivato una serie di iniziative per reperire gli indirizzi degli artisti ai fini di effettuare la comunicazione dei compensi maturati ed evitare che il compenso non venga ritirato[4].

Estinzione[modifica | modifica wikitesto]

Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, con decreto del 30 aprile 2009 ha dichiarato estinto l'IMAIE[5][6]. Successivamente è stata accolta dal TAR del Lazio la sospensiva cautelare dell'efficacia, ma il Consiglio di Stato con ordinanza n. 3530 del 14 luglio 2009 ha, a sua volta, accolto il ricorso contro l'ordinanza di sospensione del TAR confermando, quindi, la validità del processo di estinzione[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]