Diritto dello spettacolo

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Il diritto dello spettacolo è una branca dell'ordinamento italiano che comprende la normativa (cioè l'insieme di norme) posta a tutela del lavoratore dello spettacolo. Sono lavoratori dello spettacolo i lavoratori (artisti o tecnici) che contribuiscono alla creazione di un prodotto di carattere artistico o ricreativo destinato ad una pluralità di persone.

Il principale soggetto che si occupa dello studio e della ricerca giuridica in materia di spettacolo è costituito dalla Siedas, Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo.

La disciplina dei rapporti (contrattualistica) tra autori, produttori e lavoratori dello spettacolo costituisce uno degli aspetti più importanti del diritto dello spettacolo.

La disciplina operativa/procedurale del diritto dello spettacolo è frammentaria e va ricostruita attraverso la legislazione in materia.

Lo studio del diritto dello spettacolo come disciplina autonoma è molto recente: è stato introdotto in Italia a seguito della riforma in senso universitario di Accademie e Conservatori di Musica (legge 508/1999; D.M. applicativo 8 gennaio 2004[1], che istituisce lo studio del Diritto dello spettacolo nel corso accademico biennale di II livello).

Si possono distinguere due accezioni di diritto dello spettacolo:

a) il diritto dello spettacolo in senso stretto, che comprende tutta la normativa di tutela dell'attività del lavoratore dello spettacolo;

b) il diritto dello spettacolo in senso lato, che comprende, oltre alla normativa che tutela l'attività del lavoratore dello spettacolo, anche la normativa che tutela il risultato di tale attività (l'opera artistica).

Il diritto dello spettacolo in senso stretto[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il diritto dello spettacolo inteso in senso stretto, esso interessa vari livelli di fonti. In primo luogo, i principi costituzionali; in secondo luogo i profili civilistici in materia di organizzazione e gestione di uno spettacolo e infine le norme che regolano il rapporto di lavoro nello spettacolo.

Il diritto dello spettacolo in senso lato[modifica | modifica wikitesto]

Intendendo la locuzione "diritto dello spettacolo" in senso lato, essa ricomprende - oltre alla normativa sopra citata - anche le norme poste a tutela dell'opera artistica. Possiamo dividere tali norme in due grandi settori:

1) norme poste a tutela dell'opera dell'autore (il cosiddetto diritto d'autore e l'Istituto preposto alla sua tutela, la SIAE);

2) norme poste a tutela dell'opera dell'artista interprete (il cosiddetto diritto dell'artista interprete[2] e l'Istituto preposto alla sua tutela, l'IMAIE).

Questa parte della disciplina è tradizionalmente ricompresa nel diritto commerciale.

Completano il quadro le norme poste a tutela della libertà dell'arte (che riguardano sia l'attività che l'opera artistica), tradizionalmente studiate dal diritto costituzionale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto Ministeriale dell'8 gennaio 2004 n. 1/AFAM - Atti Ministeriali MIUR
  2. ^ Jarach-Pojaghi Manuale del diritto d'autore Mursia p.150

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabio Dell'Aversana (a cura di), Manuale di diritto delle arti e dello spettacolo, Roma, Aracne, 2015.
  • Rivista di diritto delle arti e dello spettacolo, PM Edizioni, diretta da Fabio Dell'Aversana.
  • Quaderni di diritto delle arti e dello spettacolo, PM Edizioni, collana diretta da Fabio Dell'Aversana.
  • www.dirittodelleartiedellospettacolo.it
  • Bellani Valeria, Chimienti Laura, Il diritto di autore nella prassi contrattuale, 2010 ISBN 88-14-15018-4
  • Chimienti laura, La nuova proprietà intellettuale nella società dell'informazione. La disciplina europea e italiana Giuffrè editore, 2007, ISBN 88-14-12546-5
  • Domenico Piccichè, Elementi di Diritto dello spettacolo. Guida per l'artista, Rugginenti, Milano, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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