Vittorio Cecchi Gori

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sen. Vittorio Cecchi Gori
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Vittorio Cecchi Gori con il padre Mario alla cerimonia del Nastro d'argento 1989.
Vittorio Cecchi Gori con il padre Mario alla cerimonia del Nastro d'argento 1989.
Luogo nascita Firenze
Data nascita 27 aprile 1942
Professione Industriale audiovisivo
Partito Partito Popolare Italiano
Legislatura XII, XIII
Gruppo Partito Popolare Italiano
Coalizione Patto per l'Italia, L'Ulivo
Circoscrizione Firenze nord
Regione Toscana
Pagina istituzionale

Vittorio Cecchi Gori (Firenze, 27 aprile 1942) è un imprenditore, politico e produttore cinematografico italiano, figlio del noto produttore cinematografico Mario Cecchi Gori.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lavora nel campo dell'imprenditoria cinematografica a stretto contatto col padre, e, alla sua morte decide di allargare la sua sfera di attività, aspirando a rompere il duopolio televisivo italiano: nel 1994 acquista le reti Videomusic e Telemontecarlo ed entra nell'azionariato di Telepiù. Continua con successo l'attività di produttore cinematografico producendo un gran numero di film tra cui Il postino che vince un Oscar, per la migliore colonna sonora, e La vita è bella che vinse tre Oscar: quello alla migliore colonna sonora, quello al miglior film straniero e quello al miglior attore protagonista Roberto Benigni (anche regista del film).

Nel 1999, per sopraggiunte difficoltà economiche, è costretto a vendere tutto, mantenendo però la proprietà di numerose sale cinematografiche nelle più grandi città italiane.

Impegnato anche in politica, viene eletto senatore nel Partito Popolare Italiano dal 1994 al 1996. Nel momento del voto di fiducia al primo governo Berlusconi, si assenta dall'aula favorendo così l'insediamento del nuovo primo ministro. Nel 1996 viene riconfermato nel collegio 1 della Regione Toscana. Nel 2001 si candida con L'Ulivo nel collegio di Acireale, ma raccoglie solo il 33% dei voti e nello stesso anno viene indagato per voto di scambio, con il sospetto di aver pagato i tifosi dell'Acireale Calcio militante in serie C1.

In vista delle elezioni politiche del 2006 decide di candidarsi nella circoscrizione Lazio 1: è infatti capolista alla Camera con il Movimento per l'Autonomia, alleato con la Lega Nord, ma non viene eletto.

Fidanzato negli anni '60 con Maria Grazia Buccella è stato sposato dal 1983 al 2000 con l'ex attrice Rita Rusic (che dopo la separazione ha intrapreso in proprio l'attività di produttrice cinematografica) e ha successivamente avuto una relazione con l'attrice Mara Meis durata 3 anni. Ha avuto una lunga relazione con la showgirl Valeria Marini, che lo ha sostenuto anche durante il suo fallimento economico.

Presidente della Fiorentina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti dell'ACF Fiorentina e Mario Cecchi Gori.

Dal 1993, anno della morte di suo padre, e fino al 2002, è presidente della Fiorentina (con cui vinse una Coppa Italia, una Supercoppa italiana nel 1996 e un'altra Coppa Italia nel 2001), rimanendo però coinvolto, tra il 2001 e il 2002, in gravi crisi finanziarie, tra le quali il fallimento del club calcistico di sua proprietà.

Il presidente Mario Cecchi Gori, Vittorio in memoria del padre dopo la sua scomparsa, gli dedica il trofeo Memorial Mario Cecchi Gori.[1]

Da quest'anno alla guida della società non c'è più "MARIONE" Cecchi Gori, il grande presidente è scomparso il 5 novembre del 1993[2] lasciando alla guida della società il figlio Vittorio, affiancato dalla madre Valeria, presidente onorario. Una folla immensa partecipa alle sue esequie e tributa un lunghissimo applauso per ciò che ha fatto per Firenze e la Fiorentina.

Erano 55 anni che il club gigliato non disputava un campionato di serie B, e Vittorio[3] tiene in rosa i migliori giocatori per tornare immediatamente in massima serie. Ad allenare la squadra viene chiamato dal Napoli Claudio Ranieri che lancerà alcuni giovani in prima squadra tra cui il portiere Francesco Toldo e le punte Anselmo Robbiati e Francesco Flachi. La squadra viola è troppo superiore ed il campionato viene chiuso al primo posto con 50 punti.

La Fiorentina di Vittorio Cecchi Gori ritorna in serie A il club gigliato disputò il cinquantanovesimo campionato nella massima serie della sua storia, chiudendo decima. I nuovi arrivi di Cecchi Gori furono il brasiliano Marcio Santos, vincitore del Mondiale 1994, il portoghese Manuel Rui Costa, Sandro Cois e Andrea Sottil. l'attaccante Gabriel Batistuta, acquistato da Mario nel 1991,[4][5] si laureò capocannoniere del campionato con 26 reti. Eguaglia il record di gol stagionali in maglia viola per un giocatore, che apparteneva a Kurt Hamrin (1958-1959); segnando consecutivamente in tutte le prime undici giornate, l'argentino batté un altro record, quello di Pascutti che nel Bologna si era fermato a quota dieci.[6]

Batistuta, con Vittorio Cecchi Gori vinse la Supercoppa italiana 1996, segna una doppietta al Milan il 25 agosto.

Nella Serie A 1995-1996,[7] Ranieri condusse i viola al terzo posto in campionato (affiancata dalla Lazio) e alla vittoria in Coppa Italia:[8] la Fiorentina elimina in ordine Ascoli, Palermo e Inter prima di superare l'Atalanta nella doppia finale. Batistuta, che aveva già segnato 18 reti in campionato, fu capocannoniere con 8 centri (tra cui una tripletta rifilata ai nerazzurri). Il club fu accolta allo stadio da 40.000 persone, alle quattro del mattino: erano ventuno anni che la società non vinceva un trofeo.[9]

Il club di Vittorio, il 25 agosto 1996 conquista anche la Supercoppa Italiana (unico presidente della Fiorentina a vincere il trofeo),[10] sconfiggendo il Milan per 2-1 con doppietta di Batistuta: i viola sono i primi a vincere la Supercoppa dopo aver trionfato in Coppa Italia. La squadra gigliata si classificò solo nona in campionato, restando fuori dalle coppe europee. Il cammino europeo, in Coppa delle Coppe[11][12] terminò in semifinale contro il Barcellona di Ronaldo: dopo aver pareggiato al Camp Nou per 1-1, con rete di Batistuta, al ritorno la Fiorentina fu sconfitta per 2-0.

Nella campagna acquisti per la stagione 1997-1998 arriva il brasiliano Edmundo. La stagione del nuovo allenatore Alberto Malesani[13] verrà ricordata soprattutto per il divertente accadimento della prima giornata di campionato: la Fiorentina era impegnata a Udine e con due prodezze di Batistuta era riuscita a vincere per 3-2 contro l'Udinese. Finita la partita, l'allenatore corse pieno di gioia sotto la curva dei tifosi viola, festeggiando con loro, episodio che gli attribuì il soprannome L'Allenatore Ultrà (la stagione si conclude al 5º posto). Il duo, ormai ampiamente rodato, Rui Costa-Batistuta[14][15] fu autore di un'altra prestazione stagionale a livelli elevati, esaltata dall'estro del brasiliano Edmundo che, disponibile da gennaio, divenne presto uno degli idoli della tifoseria.

Ranieri con il presidente Vittorio Cecchi Gori vinse una Coppa Italia e una Supercoppa italiana.

Nella Coppa Italia la Fiorentina arrivò ai quarti di finale, eliminata dalla Juventus. Malesani, tuttavia, entrò in pessimi rapporti durante la primavera con il presidente Cecchi Gori, il quale decise a fine campionato di esonerarlo. Dopo un periodo di vacanza della panchina viola e varie voci sull'arrivo di Renzo Ulivieri dal Bologna o del tifoso viola Mondonico, il presidente propose la panchina della sua squadra a uno dei più grandi allenatori del momento, Giovanni Trapattoni, che accettò.

Il presidente per la stagione di Serie A 1998-1999,[16] ingaggia in estate l'allenatore Giovanni Trapattoni proveniente dal Bayern Monaco, la Fiorentina andò in testa alla classifica del campionato dalla quarta giornata rimanendovi per gran parte del girone di andata, tallonata dalla Juventus. Nella prima parte del girone la Fiorentina accusò un calo, lasciando il via libera ad una Lazio in rimonta. Al termine del campionato i viola si classificarono terzi, guadagnando l'accesso alla Champions League, la cui formula introdotta quell'anno permise la qualificazione alle squadre italiane classificatesi al terzo e quarto posto per i turni preliminari. In Coppa Italia i viola arrivarono fino alla finale, dove furono sconfitti dal Parma dopo che le finali di andata e ritorno si erano concluse con due pareggi.[17]

Nel campionato 1999-00, la Fiorentina di Vittorio Cecchi Gori e Giovanni Trapattoni arrivò settima, qualificandosi per la Coppa UEFA, grazie anche alle reti di Batistuta. Inoltre, i viola tornarono a giocare in Champions League dopo trent'anni: la squadra gigliata partì dal terzo turno preliminare, eliminando con due vittorie il Widzew Lodz. La Fiorentina passò la prima fase a gruppi come seconda, dietro il Barcellona ma davanti ad Arsenal e AIK: il 27 ottobre 1999, vincendo a Londra con un gol di Batistuta, i viola divennero il primo club italiano ad espugnare il vecchio Wembley prima della sua demolizione. Il cammino europeo terminò nella seconda fase a gironi, in cui i toscani si piazzarono alle spalle del Manchester United (campione in carica) e del Valencia. A fine stagione, sia Batistuta che Trapattoni lasciarono la città toscana.

Mancini, con il presidente Cecchi Gori vinse la Coppa Italia 2000-2001, perse la Supercoppa italiana.

Nella sessione estiva del mercato Batistuta lasciò Firenze dopo nove anni, accasandosi alla Roma. Tra gli acquisti vi furono l'ex Nazionale Vanoli, il portoghese Nuno Gomes, Lassisi e Amaral e il nuovo allenatore Fatih Terim. L'esperienza di Firenze iniziò positivamente per l'allenatore turco: la Fiorentina batté 4-0 il Milan e costrinse al pareggio la Juventus. Inoltre Terim aveva raggiunto la finale di Coppa Italia[18] battendo sempre il Milan per 4-2 nel doppio confronto in semifinale. Tuttavia Fatih dopo la metà della stagione dichiarò di non voler rinnovare il contratto con i viola poiché il presidente Cecchi Gori non intendeva investire come richiestogli. Dopo questa dichiarazione le prestazioni della Fiorentina calarono notevolmente e Vittorio lo sostituì dopo la 20ª giornata di campionato. Diede l'incarico a Roberto Mancini,[19] che fece quindi il suo esordio da allenatore, la posizione finale fu il nono posto in campionato. Migliore fu la partecipazione alla Coppa Italia, che i viola vinsero per la sesta volta: l'avversario sconfitto in finale fu il Parma, che due anni prima aveva soffiato ai gigliati la coppa.

Ultimo anno da presidente della Fiorentina per Vittorio Cecchi Gori, nel mercato di gennaio compra Adriano Leite Ribeiro, giunto in prestito dall'Inter. Nella stagione 2001-2002 la Fiorentina perse la Supercoppa italiana (venendo battuta per 3-0 dalla Roma) mentre in campionato terminò al penultimo posto, retrocedendo in Serie B: fu la prima discesa dal 1993 (nonostante i 6 gol, in 15 partite, di Adriano la squadra non riuscirà ad evitare la retrocessione). La società rischiò inoltre di vedersi dichiarata fallita dal Tribunale: i calciatori espressero l'intenzione di imputare mora al presidente, reo di non corrispondere loro gli stipendi arretrati.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel luglio del 2001 Cecchi Gori ricevette un avviso di garanzia per concorso in riciclaggio. Durante una perquisizione legata all'inchiesta, in un appartamento di Palazzo Borghese (sua residenza romana) alla presenza di Valeria Marini che all'epoca conviveva con lui, venne ritrovata in cassaforte una consistente quantità di cocaina. Davanti alle domande incalzanti dei giornalisti e degli inquirenti, la definì più volte come 'zafferano'[35].
  • Il 29 ottobre del 2002 viene arrestato per il fallimento della Fiorentina; a novembre del 2006 è stato condannato in via definitiva dalla quinta sezione penale della Corte di cassazione a tre anni e quattro mesi di reclusione, tre dei quali coperti dall'indulto.
  • È stato arrestato il 3 giugno 2008 a Roma, principale capo di imputazione bancarotta fraudolenta della Safin[36]. Il Tribunale di Roma nel 2009, in seguito al fallimento della Fiorentina, di cui Cecchi Gori è stato presidente mette in vendita la residenza romana dell'imprenditore. Si trattava di un appartamento di 950 metri quadrati all'interno di Palazzo Borghese, valutati complessivamente oltre 24 milioni di euro[37][38][39].
  • Il 25 luglio 2011 viene nuovamente arrestato per bancarotta fraudolenta. Nel corso delle investigazioni era infatti emerso che Cecchi Gori aveva distratto i beni del patrimonio sociale della Fin.Ma.Vi. spa, causando un passivo fallimentare di circa 600 milioni di euro.
  • Il 1º febbraio 2013 si conclude il processo con una condanna a 6 anni di reclusione e la confisca del capitale sociale delle società "Cecchi Gori, Cinema e Spettacolo" e "New Fair Film" confermando anche il sequestro delle quote delle società "Adriano Entertainment" e "Vip 1997"[40].
  • Il 7 ottobre 2013 viene condannato nell'ambito del processo per il crac Finmavi a sette anni di reclusione.[41]

Produzioni cinematografiche (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un torneo triangolare estivo, con la presenza fissa della squadra viola assieme ad altre due compagini italiane o internazionali.
  2. ^ Addio al "cinematografaro" in viola.
  3. ^ Vittorio con Batistuta [1]
  4. ^ Batistuta alla Fiorentina in la Repubblica, 25 luglio 1991, p. 36. URL consultato il 3 dicembre 2011.
  5. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 8 (1991-1992), Panini, 25 giugno 2012, p. 10.
  6. ^ Un rigore toglie dai guai la Fiorentina, corriere.it.
  7. ^ Risultati e classifica di Serie A su Rsssf.com
  8. ^ (EN) Coppa Italia 1995-1996 Rsssf.com
  9. ^ COPPA ITALIA... È l'anno buono? (Video) - Fiorentina in TUTTO MERCATO WEB.
  10. ^ (EN) Supercoppa italiana su RSSSF.com.
  11. ^ Risultati su UEFA.com
  12. ^ (EN) Risultati su RSSSF.com
  13. ^ Alessio Da Ronch, Daniela Talini, Malesani guarda in faccia Firenze in La Gazzetta dello Sport, 10 giugno 1997, p. 9.
  14. ^ Luca Calamai, "sono Rui Costa, studio da regista" in La Gazzetta dello Sport, 26 agosto 1997, p. 8.
  15. ^ Alessandro De Calò, Alessio Da Ronch, Massimo Meroi, Un Batistuta così fa sognare in La Gazzetta dello Sport, 1° settembre 1997, p. 11.
  16. ^ (EN) Risultati e classifica di Serie A su Rsssf.com
  17. ^ (EN) Coppa Italia 1998-1999 Rsssf.com
  18. ^ (EN) Coppa Italia 2000-2001 Rsssf.com
  19. ^ Mancini allenatore, Petrucci dà il via libera
  20. ^ Mario Cecchi Gori, lo portò in Italia pagandolo 12 miliardi di lire.
  21. ^ Grazie al suo contributo, la squadra viola si classifica terza in campionato e vince la Coppa Italia 1995-1996, il primo trofeo per Toldo con il club toscano. Nell'estate del 1996, Toldo contribuisce alla vittoria della Supercoppa Italiana per i gigliati, trionfatori sul Milan per 2-1.
  22. ^ Massimo Cecchi, Salvatore Cirmi, Emozioni Gigliate, 25 agosto 1996, Museofiorentina.it. URL consultato il 21 agosto 2013.
  23. ^ Dopo il fallimento della società, Toldo, insieme al compagno di squadra Manuel Rui Costa (Milan), viene ceduto al Parma dopo aver trascorso otto stagioni con la maglia viola.
  24. ^ Fiorentina sempre più giù aperta istanza di fallimento, repubblica.it, 27 giugno 2001.
  25. ^ La Fiorentina vende per salvarsi dal crack, repubblica.it, 27 giugno 2001.
  26. ^ Precedentemente alla crisi economica, il presidente Vittorio Cecchi Gori aveva affermato: «Se mi levassero Toldo, sarebbe come se mi levassero un figlio».
  27. ^ Soprannominato O Maestro, Corriere dello Sport, Manuel Rui Costa, genio scoperto da Eusebio, 29 marzo 2011. URL consultato il 4 maggio 2013.
  28. ^ Toldo e Rui Costa:"Parma? No,grazie", .tuttomercatoweb.com, 1º luglio 2011.
  29. ^ Toldo e Rui Costa al Parma, ma non firmano, corriere.it, 30 giugno 2001.
  30. ^ Toldo e Rui Costa al Parma Buffon a un passo dalla Juve, repubblica.it, 29 giugno 2001.
  31. ^ il presidente lo compra dal Vasco da Gama per 13 miliardi di lire
  32. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 14 (1997-1998), Panini, 6 agosto 2012, p. 10.
  33. ^ È soprannominato "O Animal" per via del suo carattere.
  34. ^ Vola infatti a Rio de Janeiro per quelle celebrazioni, con la squadra che perderà punti fondamentali per la lotta al tricolore.
  35. ^ Fiorello, Versace, Calissano: l'Italia e la coca.
  36. ^ Cecchi Gori arrestato per bancarotta in La Stampa, 3 giugno 2008. URL consultato il 3 giugno 2008.
  37. ^ Crac, impero Cecchi Gori all'asta a Palazzo Borghese 5 case per oltre 7 milioni - Roma - Repubblica.it
  38. ^ Cecchi Gori: all'asta le sale della galleria di Palazzo Borghese -2- | Radiocor, mercoledi' 14 marzo 2012 (articolo 1042315)
  39. ^ Cecchi Gori: all'asta le sale della galleria di Palazzo Borghese - Corriere della Sera
  40. ^ Vittorio Cecchi Gori condannato a 6 anni per bancarotta Safin - Il Fatto Quotidiano
  41. ^ Bancarotta Finmavi, Cecchi Gori condannato a sette anni di carcere

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