Faccia di Picasso

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Faccia di Picasso
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2000
Durata95 min
Rapporto16:9
Generecomico, documentario, commedia
RegiaMassimo Ceccherini
SoggettoMassimo Ceccherini, Giovanni Veronesi
SceneggiaturaMassimo Ceccherini, Giovanni Veronesi
ProduttoreVittorio Cecchi Gori
FotografiaGiovanni Canevari
MontaggioAlessio Doglione
MusicheRiccardo Galardini
Interpreti e personaggi

Faccia di Picasso è un film del 2000 diretto e interpretato da Massimo Ceccherini.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Massimo Ceccherini è in cerca di una trama per il suo nuovo film: i suggerimenti delle persone che gli stanno intorno sono tutti uguali e gli indicano "meno volgarità" e "più gags", sommate a una storia d'amore e ingente presenza di avvenenti personaggi femminili.

Privo di spunti, assieme all'amico Alessandro Paci, l'attore/regista chiede aiuto a uno sceneggiatore, indicatogli dal produttore Federico, che però come idea ripropone, con piccole modifiche, la trama di La vita è meravigliosa. Così, Ceccherini si trova senza una traccia originale per il film e, dopo aver passeggiato per largo Federico Fellini a Roma, decide di ringraziare «tutti quelli che m'hanno fatto emozionare», reinterpretando a proprio modo classici come Lo squalo, Rocky IV, L'esorcista e Il silenzio degli innocenti.

Per concludere l'opera, Ceccherini si reca con Paci a Berlino, davanti a una parte dell'ormai crollato Muro, immaginando che non venga distrutto ma ridipinto dal padre imbianchino.

Gli omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Omaggio allo Squalo[modifica | modifica wikitesto]

Su di una spiaggia, una ragazza viene assalita da un ipotetico squalo che però si limita a praticarle solo un cunnilingus. Dopo l'assalto, lo Squalo si rivela essere Massimo Ceccherini con indosso una muta da sub e una falsa pinna sulla schiena. Quando tre ragazze abbondanti gli chiede se gli può fare lo sconto comitiva, Ceccherini si chiede: "Pure le balene!?".

Omaggio a mio padre[modifica | modifica wikitesto]

Massimo Ceccherini si trova a parlare di fronte ad un imbianchino che alla fine si rivelerà essere suo padre, ricordando quando lavorava ancora con lui e lo aiutava a pitturare i muri. Quando Ceccherini se ne va, il padre gli raccomanda di evitare volgarità nel suo prossimo film.

Omaggio al mio primo amore[modifica | modifica wikitesto]

Un ragazzo e una ragazza, adolescenti, si stanno baciando in un salotto. Ceccherini, mentre i due si baciano, racconta che la ragazza del salotto, che si chiama Marzia, è stata il suo primo amore, che non lo ha mai considerato perché preferiva ragazzi più belli e più ricchi e che l'unica volta che gli ha rivolto la parola è stata per criticargli pesantemente l'abbigliamento. Passati gli anni, Ceccherini fa notare alla ragazza che i ruoli si sono invertiti: adesso lui, attore di successo, è ricercato da tutti mentre lei è diventata una barista. La ragazza gli risponde dicendo che è anche andata a vedere i suoi spettacoli e non l'hanno mai fatta ridere e che preferisce fare mille caffè al giorno piuttosto che stare con lui. Ceccherini però la mette in guardia sul ragazzo che sta baciando e gli consiglia di rivelare subito un segreto che nasconde. Marzia chiede spiegazioni e il ragazzo le spiega che tra un paio d'anni diventerà omosessuale. La ragazza, inorridita, esce dalla stanza. Il ragazzo rimane con Ceccherini, abbracciandolo intensamente perché sconvolto. Ceccherini gli dice: "Gay sì, ma tra due anni, non ora!".

Omaggio a Stanlio e Ollio[modifica | modifica wikitesto]

Presentato anche come Intervallo, lo sketch si apre come se fosse un film degli anni '20. Sullo sfondo si vede arrivare una macchina, che si ferma. Dalla parte opposta arriva uno strano individuo che, per l'andatura e per il suo vestito, si rivela essere Charlot. Stanlio e Ollio scendono dalla macchina, si dirigono verso Charlot e iniziano a pestarlo selvaggiamente accusandolo di essere superato e che loro fanno più ridere di lui. Una volta lasciato Charlot a terra, esanime, i due risalgono sulla macchina e se ne vanno.

Omaggio a Hannibal The Cannibal[modifica | modifica wikitesto]

Il dottor Hannibal Lecter viene affidato alle cure di due agenti speciali, che però si rivelano essere due fruttivendoli. La terapia che i due hanno in mente è di fargli apprezzare frutta e verdura, ma tutti i tentativi risulteranno fallimentari. Alla fine, i due fruttivendoli ricorreranno alla misura estrema: una gigantesca zucca, infilata per via anale.

Omaggio all'unico vero, grande Pinocchio[modifica | modifica wikitesto]

Mentre Ceccherini cerca un disco da usare come musica per il suo film, trova l'LP di Le Avventure di Pinocchio ed esclama "è una vita che facciamo Pinocchio e non abbiamo mai conosciuto quello vero!". Successivamente i due vanno a casa di Andrea Balestri che spiega a Paci come fare i movimenti del burattino. Come arriva Ceccherini travestito da fatina, Pinocchio inizia ad avere dei ripensamenti e preferisce rimanere di legno.

Omaggio al Grande Paci[modifica | modifica wikitesto]

Alessandro Paci apprende che la moglie lo ha tradito e che il figlio che sta per nascere non è suo. Gli dice però che è di uno che lo conosce e che lavora con lui, e che il suo mestiere finisce per "-ore". Dopo vari tentativi andati a vuoto di Paci, la moglie gli rivela che l'amante altri non è che il suo produttore Federico, che sbuca da un armadio gridandogli "Grande Paci!". Per lo shock di avere un figlio a metà con lui e per la rabbia, Paci lo strangola fino a ucciderlo, ma proprio quando sembra tutto finito il produttore si sveglia dicendo "Grande Paci!".

Omaggio a me stesso[modifica | modifica wikitesto]

Ceccherini si incontra con Stefania, la sua ex fidanzata, che gli rivela che si sta per sposare. A quella frase, Ceccherini si immagina come sarebbe stato il matrimonio tra lui e Stefania. Il risultato sarà un giorno da dimenticare, anche perché il prete rivela a tutti la natura fedifraga dell'attore data la vita che fa dovuta al suo lavoro.

Omaggio all'Esorcista[modifica | modifica wikitesto]

Paci e Ceccherini riprendono la famosa scena dell'arrivo di Padre Merrin a casa della giovane Regan McNeil per esorcizzare la giovane posseduta dal demone Pazuzu. Quando però padre Merrin inizia ad esorcizzare la giovane, questa cambia aspetto prendendo le sembianze dello stesso Ceccherini. Appena padre Merrin la vede, le vomita addosso un fiotto di liquido color verde. Dopo aver ricevuto il vomito, Ceccherini esclama "Ma dovevo vomitare io!" e si pulisce il viso.

Omaggio a quella fava di Rocky IV[modifica | modifica wikitesto]

Rocky Balboa e Ivan Drago stanno combattendo nella scena finale del celebre film. Arrivata la quindicesima ripresa, Tony Evers inizia a insultarlo nei peggiori modi possibili arrivando a toccargli anche l'amata Adriana, sostenendo sia stato Drago a dire tutto. Infuriato, Rocky subisce però i colpi del russo. Riesce a ribaltare la situazione solo quando si ricorda che Drago aveva detto che Adriana era una donna dai facili costumi. Dopo aver vinto il match, Ceccherini fa una parodia del celebre discorso in cui "tutto può cambiare", rivolgendo l'ultimo saluto invece che al figlio alla moglie.

Omaggio a Babe il Maialino[modifica | modifica wikitesto]

Apparso prima dei titoli di coda, raffigura Ceccherini che, con tutta la sua troupe, sta cucinando una porchetta.


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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