Giancarlo Giannini

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Giancarlo Giannini nel 2009

Giancarlo Giannini (La Spezia, 1º agosto 1942) è un attore, doppiatore e regista italiano.

Nella sua lunga carriera ha interpretato un'ampia gamma di personaggi: dall'operaio proletario al boss mafioso, dal protagonista di commedie all'italiana a quello di pellicole di impronta più drammatica, utilizzando con disinvoltura anche numerosissimi dialetti, sia meridionali sia settentrionali. Specialmente agli inizi della carriera, è stato molto attivo anche in televisione, come attore brillante, cantante e ballerino[1].

Nel corso della carriera si è aggiudicato nel 1973 il Prix d'interprétation masculine al Festival di Cannes per Film d'amore e d'anarchia e nel 1977 la candidatura all'Oscar al miglior attore per la sua interpretazione in Pasqualino Settebellezze, entrambi film diretti da Lina Wertmüller. Ha inoltre vinto sei David di Donatello, sei Nastri d'argento e cinque Globi d'oro. È anche noto per aver interpretato René Mathis nei due film della saga di James Bond Casino Royale e Quantum of Solace. Come doppiatore, ha prestato la voce a Jack Nicholson e Al Pacino in diverse significative interpretazioni.

Nel 2009 Giannini ha ricevuto una stella sulla Italian Walk of Fame di Toronto, Canada[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Trascorre l'infanzia nel borgo di Pitelli (La Spezia) e nel 1952 si trasferisce con la famiglia a Napoli, dove si diploma come perito elettronico presso l'istituto tecnico "Alessandro Volta"[3]. Dopo la maturità, si trasferisce a Roma, dove studia recitazione all'Accademia nazionale d'arte drammatica. A Roma esordisce in teatro a 18 anni con In memoria di una signora amica di Giuseppe Patroni Griffi, accanto a Lilla Brignone.

Successivamente il regista Beppe Menegatti gli affida la parte del folletto Puck in Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare. È proprio il teatro a regalargli i primi successi, soprattutto grazie a Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli, che entusiasma addirittura il pubblico raffinato dell'Old Vic di Londra, e con La lupa, sempre sotto la direzione di Zeffirelli, accanto ad Anna Magnani.

L'esordio cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Col nome d'arte di John Charlie Johns, esordisce nel cinema nel 1965 nel film Libido di Ernesto Gastaldi e Vittorio Salerno. Raggiunge la popolarità nel ruolo di protagonista dello sceneggiato televisivo David Copperfield (1965), adattamento del romanzo omonimo di Charles Dickens firmato da Anton Giulio Majano che lo dirigerà ancora qualche anno più tardi in E le stelle stanno a guardare (1971).

Fondamentale in quel periodo è anche l'incontro con la regista italiana Lina Wertmüller, con la quale lavorerà più volte, che nel 1966 gli offre il suo primo ruolo da protagonista nel musicarello Rita la zanzara, al fianco di Rita Pavone, al quale fece seguito nel 1967 Non stuzzicate la zanzara (e nello stesso anno partecipò anche al film Stasera mi butto), ma non riesce a imporsi fino al 1970, anno in cui interpreta Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) di Ettore Scola, nel quale comincia a tratteggiare la figura survoltata e mercuriale di sottoproletario che metterà a punto felicemente in pellicole successive.

Il successo internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Giancarlo Giannini insieme a Mariangela Melato e Lina Polito in Film d'amore e d'anarchia - Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza..." (1973)

Dopo altre prove di notevole interesse (è protagonista nel 1971 del thriller La tarantola dal ventre nero di Paolo Cavara e nel 1972 eccelle accanto ad Alain Delon in La prima notte di quiete di Valerio Zurlini), proprio dalla collaborazione con la Wertmüller - con la quale è anche proprietario della Liberty Films - nascono alcuni dei più celebri personaggi da lui interpretati, grotteschi e ironici: Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972, Nastro d'argento come miglior attore), Tunin in Film d'amore e d'anarchia - Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza..." (1973, premio come miglior attore al Festival di Cannes), il marinaio Gennarino Carunchio in Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto (1974) - tutti questi interpretati insieme con Mariangela Melato - Pasqualino Settebellezze (1975, candidatura all'Oscar come miglior attore protagonista), Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici (1978), La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978) e il televisivo Francesca e Nunziata (2002).

I lavori in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Giancarlo Giannini e Rossana Podestà in pausa durante le riprese di Paolo il caldo (1973)

Nel corso della sua lunga carriera, Giannini ha lavorato con molti dei migliori registi del panorama italiano, tra cui figurano Luchino Visconti (L'innocente, 1976), Mario Monicelli (Viaggio con Anita, 1979; I Picari, 1988; Il male oscuro, 1990), Nanni Loy (Mi manda Picone, 1984, David di Donatello come miglior attore protagonista), Tinto Brass (Snack Bar Budapest, 1988) e Franco Brusati (Lo zio indegno, 1989).

Tra gli altri numerosi film da lui interpretati si ricordano I divertimenti della vita privata (1990) di Cristina Comencini, Giovanni Falcone (1993) di Giuseppe Ferrara, Celluloide di Carlo Lizzani (1996, altro David di Donatello come migliore attore protagonista), La cena di Ettore Scola (1998, altro Nastro d'argento, condiviso con tutto il cast artistico maschile); a questi sono seguiti Una lunga lunga lunga notte d'amore (2001) di Luciano Emmer, Ti voglio bene Eugenio di Francisco José Fernandez (2002, altro David di Donatello come migliore attore protagonista) e Per sempre (2003) di Alessandro Di Robilant. Nello stesso anno ha recitato anche in Piazza delle Cinque Lune di Renzo Martinelli, L'acqua... il fuoco di Luciano Emmer e Il cuore altrove di Pupi Avati.

Negli anni 2010 ha preso parte ai film La bella società di Gian Paolo Cugno (2010), La prima notte della luna di Massimo Guglielmi (2010), Di tutti i colori di Max Nardari (2014), On Air - Storia di un successo di Davide Simon Mazzoli (2016), Il ragazzo della Giudecca di Alfonso Bergamo (2016), Maremmamara di Lorenzo Renzi (2016), Prigioniero della mia libertà di Rosario Errico (2016), Nobili bugie di Antonio Pisu (2017), Notti magiche di Paolo Virzì (2018).

Nel 2021 ha interpretato Andrea del Verrocchio nella serie televisiva Leonardo, dedicata alla vita di Leonardo da Vinci.

Nel 1987 esordisce nella regia con Ternosecco, seguito da Ti ho cercata in tutti i necrologi (2013).

I lavori all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Giancarlo Giannini con il regista Luchino Visconti sul set de L'innocente (1976)

Dopo aver lavorato con Rainer Werner Fassbinder in Lili Marleen (1980), seguirono numerose apparizioni anche nel cinema statunitense, tra cui l'episodio La vita senza Zoe diretto da Francis Ford Coppola in New York Stories (1989), Il profumo del mosto selvatico (1995) di Alfonso Arau, Hannibal di Ridley Scott (2001, Nastro d'argento come miglior attore non protagonista), Man on fire (2004) di Tony Scott e i film della saga di James Bond Casino Royale (2006) di Martin Campbell e Quantum of Solace (2008) di Marc Forster, in cui ha vestito i panni dell'agente segreto René Mathis.

Negli anni 2010 ha invece recitato all'estero in Omamamia di Tomy Wigand (2012) e Il ricevitore è la spia di Ben Lewin (2018).

Il doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Giannini, anche tra i fondatori della C.V.D. nel 1970, ha doppiato numerosi celebri attori stranieri, tra i quali Al Pacino (nella maggior parte delle sue interpretazioni), Jack Nicholson (ad esempio in Shining, Batman e The Departed - Il bene e il male), Michael Douglas (in Wall Street e nel suo sequel), Gérard Depardieu, Dustin Hoffman (ne Il maratoneta), Ian McKellen (in Riccardo III) e Ryan O'Neal (in Barry Lyndon). Celebre anche la sua interpretazione, nel 2002, nella fiction Papa Giovanni - Ioannes XXIII di Giorgio Capitani, nel quale presta la sua voce a Edward Asner, che interpreta il pontefice in età avanzata.

Giancarlo Giannini nel 1989

È stato il doppiatore prescelto di alcuni dei più grandi registi internazionali per i quali ha doppiato l'attore protagonista, da ricordare Michelangelo Antonioni per cui ha doppiato David Hemmings in Blow-Up, Mark Frechette in Zabriskie Point e Jack Nicholson in Professione: reporter; Franco Zeffirelli per cui ha doppiato Leonard Whiting in Romeo e Giulietta, Graham Faulkner in Fratello sole, sorella luna, Mel Gibson in Amleto e Jeremy Irons in Callas Forever; Stanley Kubrick (in accordo con il suo abituale direttore di doppiaggio Mario Maldesi[4]) per cui ha doppiato Ryan O'Neal in Barry Lyndon e Jack Nicholson in Shining. Sempre diretto da Maldesi al doppiaggio, Giannini ha doppiato Nicholson anche nel ruolo di Joker nel film Batman di Tim Burton: curiosamente, molti anni dopo, suo figlio Adriano, anch'egli doppiatore, ha prestato la sua voce per lo stesso personaggio in due occasioni: prestando la voce a Heath Ledger nel film Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan e successivamente a Joaquin Phoenix nel film Joker di Todd Phillips.

Sul canale Fox Crime di Sky, nella trasmissione Racconti Neri, Giannini racconta le storie del terrore dei più grandi scrittori come per esempio Edgar Allan Poe. Nel 2004 dà la voce alla "Ragione" nel tour "Cattura il meglio" di Renato Zero. Nel 2012 presta la propria voce, per il doppiaggio italiano, al personaggio di Raul Menendez nel videogame Call of Duty: Black Ops II.

La scrittura[modifica | modifica wikitesto]

Giannini, con l'aiuto della scrittrice Gabriella Greison, ha scritto il libro Sono ancora un bambino, in cui racconta le sue idee, le sue invenzioni, gli aneddoti della sua vita, pubblicato in Italia nel 2014 da Longanesi. Ha vinto il Premio Cesare Pavese 2015 nella sezione romanzi.

Le realizzazioni elettroniche[modifica | modifica wikitesto]

Giannini è anche progettista tecnico, frutto della passione giovanile per l'elettronica. Una delle sue creazioni è, per esempio, il giubbotto pieno di gadget indossato da Robin Williams nel film del 1992 Toys - Giocattoli di Barry Levinson.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 ha sposato l'attrice e regista Livia Giampalmo, da cui ha avuto due figli (Lorenzo, morto per un aneurisma 20enne nel 1987[5], e Adriano, che ha esordito come attore nel 2001 con il film Alla rivoluzione sulla due cavalli di Maurizio Sciarra, vincitore del festival di Locarno) e dalla quale ha divorziato nel 1975. Dalla seconda moglie, l'attrice Eurilla del Bono (sposata nel 1983), ha avuto altri due figli, Emanuele e Francesco, entrambi musicisti.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Giancarlo Giannini in Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) (1970)

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

  • 3:32, regia di Stefano Landini (2014)
  • The Gentlemen's Wager, regia di Jake Scott (2014)
  • The Gentlemen's Wager II, regia di Jake Scott (2015)
  • The Good Italian, regia di Emanuele Di Bacco (2015)
  • The Good Italian II: The Prince Goes to Milan, regia di Emanuele Di Bacco (2016)
  • Mamma non vuole, regia di Antonio Pisu (2016)
  • The Good italian III: The Magic of Naples, regia di Adriano De Santis (2017)

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Narratore[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Film di animazione[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Scrittore[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premi cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Giancarlo Giannini alla 49ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 1992

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande ufficiale Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 28 maggio 2003[11]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 22 dicembre 2017[11]
Cittadino onorario del Comune di Pisticci (MT) - nastrino per uniforme ordinaria Cittadino onorario del Comune di Pisticci (MT)
— Pisticci,— 10 agosto 2017

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore David di Donatello per il miglior attore protagonista Successore
Ugo Tognazzi
per La Califfa
1972
per Mimì metallurgico ferito nell'onore
ex aequo con Alberto Sordi per Detenuto in attesa di giudizio
Alberto Sordi
per Lo scopone scientifico
I
Francesco Nuti
per Io, Chiara e lo Scuro
1984
per Mi manda Picone
Francesco Nuti
per Casablanca, Casablanca
II
Marcello Mastroianni
per Sostiene Pereira
1996
per Celluloide
Fabrizio Bentivoglio
per Testimone a rischio
III
Luigi Lo Cascio
per I cento passi
2002
per Ti voglio bene Eugenio
Massimo Girotti
per La finestra di fronte
IV
Predecessore David di Donatello per il miglior attore non protagonista Successore
Alessandro Haber
per Per amore, solo per amore
1995
per Come due coccodrilli
Leopoldo Trieste
per L'uomo delle stelle
Controllo di autoritàVIAF (EN45378094 · ISNI (EN0000 0001 1471 6606 · SBN RAVV105192 · LCCN (ENno96011736 · GND (DE129312282 · BNE (ESXX1259034 (data) · BNF (FRcb13894430t (data) · J9U (ENHE987007433736105171 · WorldCat Identities (ENlccn-no96011736