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L'uomo delle stelle

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L'uomo delle stelle
Sergio Castellitto e Tano Cimarosa in una scena del film
Lingua originaleItaliano, Siciliano
Paese di produzioneItalia
Anno1995
Durata113 min
Rapporto2,35:1
Generedrammatico, sentimentale
RegiaGiuseppe Tornatore
SoggettoGiuseppe Tornatore
SceneggiaturaGiuseppe Tornatore, Fabio Rinaudo
ProduttoreVittorio Cecchi Gori e Rita Rusić per Cecchi Gori Group
Distribuzione in italianoCecchi Gori Group
FotografiaDante Spinotti
MontaggioMassimo Quaglia
MusicheEnnio Morricone, Giuseppe Bellisario
ScenografiaFrancesco Bronzi
CostumiBeatrice Bordone
Interpreti e personaggi

L'uomo delle stelle è un film del 1995 diretto da Giuseppe Tornatore.

Presentato in concorso nel 1995 alla 52ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, si aggiudicò il premio speciale della giuria, ex aequo con La commedia di Dio di João César Monteiro, ed ottenne una candidatura agli Oscar 1996 come miglior film straniero.[1]

Il film si avvale del contributo di attori affermati anche nei ruoli secondari e di una ricostruzione storica della Sicilia negli anni del secondo dopoguerra, tra cui si ricorda la sequenza dell'occupazione delle terre, e vede come interpreti principali Sergio Castellitto, nei panni di Joe Morelli, e l'allora esordiente Tiziana Lodato nei panni di Beata.

Nella Sicilia del 1953, un uomo di nome Giuseppe Romolo viaggia con un autocarro, un tendone e una macchina da presa, presentandosi con il finto nome di Joe Morelli, dicendo di essere un inviato di una casa cinematografica romana e invitando la gente a fare provini per la cifra di 1500 lire. Morelli promette fama e denaro e dispensa a chiunque lodi e incoraggiamenti su una probabile carriera attoriale. In ogni paese il suo arrivo suscita entusiasmo, senza distinzione di età o sesso.

Al richiamo della cinepresa accorrono, tra gli altri, dei banditi che si erano dati alla macchia e un brigadiere dei Carabinieri, che non resiste alla tentazione di farsi riprendere mentre recita un passo della Divina Commedia. Sarà proprio il brigadiere, tuttavia, alcuni mesi dopo, una volta diventato maresciallo, a smascherare Morelli come ciarlatano e truffatore. Il materiale filmico di cui fa uso è infatti scaduto e inutilizzabile.

Oltre all'arresto e al pubblico ludibrio, sulla strada per il carcere, Morelli deve subire anche la vendetta di una famiglia mafiosa, del cui decano aveva finto di riprendere le esequie e la camera ardente. Con la complicità suo malgrado del Carabiniere, che lo "consegna" per alcuni minuti, viene impietosamente pestato e umiliato, davanti agli occhi di Beata, una giovane ragazza, fino a quel momento all'oscuro di tutto, con la quale aveva legato sentimentalmente e che si era innamorata di lui nella speranza che la portasse lontano dal suo paese.

Morelli quindi sconta la pena e poi, una volta tornato in libertà, si mette in cerca di Beata, fino a trovarla in una casa di cura, traumatizzata irreversibilmente per il colpo subìto, che non lo riconosce e pronuncia soltanto frasi sconnesse. A Morelli non resta che recuperare il suo camion, dove Beata per molto tempo aveva dimorato, e lasciare la Sicilia. I provini girati per imbrogliare gli aspiranti attori non potranno mai essere visti da nessuno, essendo stati impressi uno sull'altro sulla stessa vecchia pellicola, ma il protagonista riesce comunque a riascoltarne le voci incise sui nastri, ritornando con la mente a tutta quella umanità che aveva visto passare nel suo tendone, a quei provini quasi sempre spontanei che rivivono nitidamente nella sua memoria.

Finale alternativo

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In realtà Tornatore aveva previsto un finale differente per la pellicola, che non poté girare per problemi di budget. In esso Morelli attraversa lo stretto di Messina, arriva in Calabria e si ritrova per puro caso sul set del film Il brigante di Tacca del Lupo del regista Pietro Germi. Quest'ultimo trova la vecchia pellicola sul quale Morelli aveva impresso i suoi provini e alcuni giorni dopo la visiona in moviola a Roma. Proiettandola, Germi vede i visi della gente intervistata in Sicilia tutti sovrapposti uno sull'altro e, colpito, decide di mettersi in cerca del furfante. Lo ritrova, vecchio e malandato, in un cinema della capitale, intento ad immaginare sullo schermo lui e la sua amata Beata come attori.[2]

Tale finale alternativo è stato proposto attraverso una sequenza di dieci tavole a fumetti realizzate su testi di Giampiero Bronzetti e disegni di Lelio Bonaccorso, presentate in occasione della 63ª edizione del Taormina FilmFest.[3]

Cartellone a Monterosso Almo riguardante il film

Il film è stato girato in Sicilia, prevalentemente, tra Ragusa Ibla e Monterosso Almo, mentre la scena dell'arresto è stata girata a Marzamemi. Le scene iniziali (che raffigurano il primo paese in cui Joe Morelli arriva) sono state girate a Matera vicino Piazza S. Pietro Caveoso[4]. Una breve scena è stata girata anche nella piazza e nelle vie del borgo di Civita di Bagnoregio. Altre scene sono state girate nella abbazia di Gangi vecchio, presso le Grotte della Gurfa[5] e tra le rovine di Poggioreale.[6][7]

Le musiche sono composte da Ennio Morricone, autore delle colonne sonore di tutti i film di Tornatore da Nuovo Cinema Paradiso in poi, ad eccezione della musica drammatica che si ascolta durante i funerali del capomafia e il pestaggio di Joe Morelli, che è tratta da una famosa elegia funebre il cui titolo originale è "SS.mo Cristo alla colonna", composta nel 1933 dal celebre direttore d'orchestra e compositore siciliano Giuseppe Bellisario.

Il film ebbe un buon successo di pubblico. Come quasi tutti i film di Tornatore, ha avuto tuttavia un'accoglienza abbastanza contrastante da parte della critica ufficiale.

In particolare Paolo Mereghetti, nel suo Dizionario dei film, edizione 2011, gli assegna una stella e mezza e propone una critica molto negativa; nell'edizione 2017 Mereghetti torna parzialmente sui suoi passi, assegnando alla pellicola due stelle su quattro ed annotando: "Il film, sceneggiato dal regista e Fabio Rinaudo, da una idea di Maurizio Zaccaro e Fabio Bonifacci, offre qualche spunto interessante sulle illusioni che il cinema può creare e sul bisogno che sembrano averne le persone (la madre - Rondinella - che si "vende" per il successo della figlia, l'omosessuale represso - Gullotta -, il reduce della guerra di Spagna - Trieste -). Oltre a restituire, grazie anche alla fotografia di Dante Spinotti, il fascino di una Sicilia dai mille paesi che a volte sembra ricordare le "città del mondo" di Vittorini. E il piano sequenza dove tutto il paese ri-recita "Via col vento" è una bellissima scena. Cameo degli stilisti Dolce & Gabbana nella corriera."

Riconoscimenti

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  1. Fonte Mymovies.it
  2. 'L'uomo delle stelle', in un fumetto il finale mai visto. Tornatore: "Ecco perché non l'ho mai girato", su la Repubblica, 7 luglio 2017. URL consultato il 5 dicembre 2020.
  3. Riccardo Renda, Storia dei cinefumetti italiani, Algra, 2023, pp. 306-307, ISBN 978-88-98760-39-8.
  4. Filmato audio Piano sequenza unico - L'uomo delle stelle - Tornatore. URL consultato il 23 agosto 2023.
  5. Sicilia al cinema, “L'uomo delle stelle” di Giuseppe Tornatore - Siciliafan, su Siciliafan. URL consultato il 9 gennaio 2016.
  6. Poggioreale sicilia, su vieniatrapani.com. URL consultato il 9 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2016).
  7. The Star Maker - Best Scene - YouTube. URL consultato il 9 gennaio 2016.
  8. Bertolucci Ciak d'oro con il film "Ballo da sola", su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 14/09/1996.
  • Sebastiano Gesù e Elena Russo, Le Madonie, cinema ad alte quote, con introduzione di Francesco Novara e presentazione di Pasquale Scimeca, Giuseppe Maimone Editore, Catania 1995 (Nuovo Cinema Paradiso e L'Uomo delle Stelle)

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Collegamenti esterni

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