Giuseppe Bellisario

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Giuseppe Bellisario (Licata, 14 aprile 1902Ispica, 1973) è stato un direttore d'orchestra, compositore e pianista italiano. È autore della celebre elegia funebre SS. Cristo alla Colonna, composizione celebre anche per essere stata impiegata nella colonna sonora del film di Giuseppe Tornatore L'uomo delle stelle. È padre del compositore e direttore d'orchestra Angelo Bellisario.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una famiglia agiata della borghesia licatese, dopo la maturità classica ottenuta presso il Regio ginnasio "Armando Diaz" si iscrive al conservatorio e consegue il prestigioso diploma in "Alta composizione e strumentazione" presso il Regio Conservatorio Musicale di Palermo (che conseguì a venticinque anni sotto la guida dei maestri Vincenzo Majorana e Cataldo Curri), divenendo dapprima direttore della filarmonica "Petrella" (orchestra di archi e fiati) di Licata e poi (1929) della Scuola musicale municipale di Ispica.

Nonostante esercitasse la professione di direttore della Scuola musicale municipale e del Corpo bandistico, e di insegnante presso il Regio avviamento di Ispica, sviluppò e affinò le proprie doti compositive fino a livelli inusuali per l'epoca. Intorno al 1935-1936 incontrò casualmente Pietro Mascagni in occasione di un soggiorno di questi in Sicilia, prima a Noto e poi a Ispica presso il convento dei frati minori. In quell'occasione Bellisario fu chiamato dal comune di Noto a dirigere il Corpo bandistico alla presenza di Mascagni. Quando, giorni dopo, Mascagni fu a Ispica, Bellisario ebbe modo di frequentare l'autore di Cavalleria rusticana.

Autore di numerose composizioni, Bellisario è l'autore dell'elegia funebre SS. Cristo alla Colonna, composta nel 1933 e utilizzata quale colonna sonora in molti film e cortometraggi, tra cui L'uomo delle stelle. Fu insignito di medaglia d'oro da Vittorio Emanuele III attraverso la Casa musicale di Palermo per la composizione Gioventù Italica.

Un'altra sua composizione, Viva il Bicarbonato, è marcia ufficiale della Polizia di Stato. Altre composizioni di rilievo sono:

A mio padre (1932), Mater dolorosa, A mia madre (1945), la commovente Cristo alla Cava (1950), Fasma (Gran marcia sinfonica), Rimembranze, Anima d'artista, Primavera (Gran marcia sinfonica), Sicilianella, Perché mi guardate, Po di galateo. Altra marcia caratteristica fu "Hispicena" composta in ragione del nuovo nome della città di Ispica, prima Spaccaforno.Fu autore di composizioni per pianoforte tra cui spicca un "valzer" e un pezzo per voce e pianoforte dal titolo "Fiorivano i mandorli". Grande organista e pianista, fu promotore dei pomeriggi musicali di Ispica che si tenevano presso il palazzo dei Bruno di Belmonte. In quelle occasioni eseguiva al pianoforte le trascrizioni delle arie operistiche di fronte alla nobiltà locale.

Le sue capacità organistiche si rivelavano durante le esecuzioni che Bellisario eseguiva sull'antico organo settecentesco presente all'interno della Basilica di Santa Maria Maggiore in Ispica dove, tra l'altro, era direttore del coro.

Sposò nel 1926 la cugina Rosa Incorvaia ed ebbe sette figli.

Morì a Milano durante una delicata operazione alla gola.

La sua arte compositiva è strettamente influenzata dalla musica d'opera dell'Ottocento, in particolare dalle opere di Donizetti, Bellini, Rossini e Verdi. I suoi principali obiettivi in musica furono la chiarezza del fraseggio, l'evidenza delle singoli voci contrappuntistiche e l'espressività del timbro. Nelle numerose marce funebri le forme sono ispirate, per linearità e costruzione, alla tradizione drammatica operistica romantica, con slanci ed accenti drammatici di grande valenza espressiva. In diverse elegie - così come in alcune marce sinfoniche- si possono individuare tecniche compositive singolari, sia con riferimento a ruoli essenziali ed autonomi di alcuni strumenti, sia nelle note "sospese" di singoli strumenti, circostanza desueta nella tradizione strumentale bandistica del tempo.

Cristo alla colonna[modifica | modifica wikitesto]

L'originalità del capolavoro bandistico Cristo alla Colonna è essenzialmente attribuita a un'apertura - o introduzione - composta con una tecnica raffinatissima e tale da produrne un inimitabile incipit da cui viene poi introdotto l'altrettanto famoso tema principale dal tipico carattere di nenia dolorosa. Il celebre motivo principale di Cristo alla Colonna ha influenzato i più grandi compositori moderni, tra i quali Nino Rota, Carlo Rustichelli, Ennio Morricone nelle grandi colonne sonore dei film ambientati in Sicilia: Il padrino, Divorzio all'italiana, La baronessa di Carini, In nome della legge, Il giorno della civetta. L'interludio drammatico è caratterizzato da una inquietudine quasi dirompente che progredisce in una sezione di sospensione lugubre e misteriosa. Altra caratteristica di Cristo alla Colonna è la marcata religiosità unita agli elementi liturgici di drammatica impostazione.

Sulla tomba di Bellisario sono impresse le note iniziali del suo capolavoro Cristo alla Colonna.

Nel settembre 2011 l'attore e regista Lando Buzzanca ha scelto Cristo alla Colonna per un film girato in provincia di Ragusa, dal titolo Lando Buzzanca: uno nessuno centomila. Durante le riprese del documentario di Buzzanca, l'elegia funebre di Bellisario è stata eseguita dal Corpo bandistico "Città di Ispica" diretto da Giovanni Amore.

Oggi Cristo alla Colonna, composta nel 1933, è una delle elegie più eseguite in tutta l'isola ed è considerata, unitamente alla marcia funebre di Chopin, a Una lacrima sulla tomba di mia madre di Vella e alla marcia funebre della Jone di Petrella, un capolavoro indiscusso della letteratura funebre musicale di ogni tempo, conosciuto in tutto il mondo.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Giuseppe Bellisario, su composers-classical-music.com. URL consultato il 15 giugno 2015.
  • " I siciliani felici" di Rosario Iuvara- 1994