Lando Buzzanca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Lando Buzzanca
Lando Buzzanca cropped.jpg
Lando Buzzanca nel 2009 al Roma Fiction Fest
NazionalitàItalia Italia
Periodo di attività musicale1959 – in attività
EtichettaOdeon, Cinevox, Carosello, Yep

Lando Buzzanca, all'anagrafe Gerlando Buzzanca (Palermo, 24 agosto 1935), è un attore e cantante italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Palermo in una famiglia di attori (attori erano lo zio Gino e in seguito lo divenne anche il padre Empedocle, il quale in origine era un proiezionista[1]); compie i suoi studi nella città natale e a diciassette anni si trasferisce a Roma dove, mentre frequenta corsi di recitazione all'Accademia Sharoff (di cui è divenuto poi presidente onorario), inizialmente si adatta a lavori precari prima di esordire come attore, dapprima in ambito teatrale e poi per il cinema.

Dopo alcuni film girati come comparsa, tra cui Ben-Hur - in cui interpretava uno degli schiavi della galea - il debutto ufficiale arriva nel 1961 con Pietro Germi, che lo sceglie per il ruolo di Rosario Mulè in Divorzio all'italiana e, successivamente, per quello di Antonio in Sedotta e abbandonata.

La scelta dei successivi copioni non sarà sempre fortunata ritrovandosi spesso a interpretare ruoli stereotipati di maschio siciliano amante delle donne ma un po' tonto, e la critica cinematografica lo relega alla schiera dei caratteristi e degli interpreti del cinema di serie B, con l'eccezione del ruolo di protagonista nel 1967 nel Don Giovanni in Sicilia di Alberto Lattuada.

Anni settanta e ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Lando Buzzanca (secondo da sinistra) negli anni 1950 con Aldo Rendine (al centro con la pipa) tra gli allievi dell'Accademia Sharoff di Roma.

Anche se la critica continua a non essere benevola, la sua vena comica e la sua recitazione spontanea incontrano un vasto consenso di pubblico.[senza fonte] Nel 1970 interpreta in televisione Signore e signora, in coppia con Delia Scala, che riscuote enorme successo[senza fonte]. La sua battuta "mi vien che ridere" rimarrà un tormentone ricordato e ripetuto dal pubblico per anni.[senza fonte] Anche sull'onda del grande consenso televisivo i suoi film cominciano a riscuotere un rilevante successo commerciale.[senza fonte] La notorietà internazionale gli arriva con Il merlo maschio, commedia erotica all'italiana del 1971 diretta da Pasquale Festa Campanile. Negli anni seguenti si trova così a recitare al fianco di famose attrici del momento come Claudia Cardinale, Catherine Spaak, Barbara Bouchet, Senta Berger e Joan Collins. Forte del suo successo commerciale, comincia anche a scegliere da solo i ruoli da interpretare[senza fonte]: sue sono ad esempio le idee di film come L'arbitro, Il sindacalista e All'onorevole piacciono le donne, in cui tratteggia parodie di personaggi realmente esistenti e facilmente riconoscibili.[senza fonte]

Lando Buzzanca e Delia Scala nel varietà televisivo Signore e signora (1970)

A metà degli anni settanta cala l'interesse per questo tipo di personaggio e, inevitabilmente, diminuiscono gli impegni cinematografici di Buzzanca, che non si adatta alla moda della commedia erotica all'italiana, rifiutandosi di comparire nelle pellicole che renderanno famosi personaggi quali Alvaro Vitali ed Edwige Fenech, Gloria Guida e Gianfranco D'Angelo, preferendo lavorare in radio, dove per qualche anno sarà protagonista di Gran varietà con il grottesco "Buzzanco", erede del personaggio televisivo inventato per la serie Signore e signora.[senza fonte]

Anni novanta e duemila[modifica | modifica wikitesto]

Dopo alcuni anni di attività in teatro, torna nel 2005 a lavorare per la televisione con la fiction Mio figlio, nel ruolo del padre di un ragazzo omosessuale che ottiene uno straordinario successo di pubblico[senza fonte], tanto che cinque anni più tardi verrà prodotto un sequel, Io e mio figlio - Nuove storie per il commissario Vivaldi, andato in onda nel 2010, anno in cui Buzzanca compare anche nelle miniserie Lo scandalo della Banca Romana e Capri 3.

Nel 2007 recita nel lungometraggio cinematografico I Viceré di Roberto Faenza, per il quale viene candidato al David di Donatello per il miglior attore protagonista e vince il Globo d'oro al miglior attore.

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 realizza per la televisione la fiction Il restauratore, che ottiene un grande successo, con più di 6 milioni di spettatori, spingendo così alla realizzazione di una seconda serie nel 2014.

Il 7 agosto 2013 Buzzanca viene ritrovato in casa privo di sensi e con le vene dei polsi tagliate. Il tentato suicidio, inizialmente smentito, viene poi confermato dall'attore a un anno di distanza[2].

Nel 2014 appare nella seconda stagione della fiction Il restauratore. Nel 2016 prende parte all'undicesima edizione di Ballando con le stelle, ballando in coppia con Sara Mardegan.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Sono note le sue simpatie per la destra[3] e spesso si è detto boicottato da produttori e registi di sinistra per questo motivo. Tuttavia, proprio in occasione della messa in onda della fiction Mio figlio, nella quale veniva trattato il tema dell'omosessualità, l'attore è stato oggetto di critiche da parte di diversi esponenti di centro-destra[4].

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Lando Buzzanca e Aldo Puglisi in Sedotta e abbandonata (1964)
Lando Buzzanca e Barbara Bouchet ne Il prete sposato (1970)
Lando Buzzanca ne Il merlo maschio (1971)
Lando Buzzanca in Homo Eroticus (1971)
Lando Buzzanca in Quando le donne persero la coda (1972)
Antonia Santilli e Lando Buzzanca in Io e lui (1973)
Gloria Guida e Lando Buzzanca ne Il gatto mammone (1975)

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 1971 - Il bello/Vado bene per Parigi (Odeon, 3C-006-17748)
  • 1974 - Canzuncella cafona/La vita che d'è (Cinevox, MDF-067)
  • 1978 - L'uomo oggetto/L'uomo oggetto (strumentale) (Carosello, CI-20463)
  • 1981 - Ma che sei stata tu/Canzone contro (Yep, YEP 00739)

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maddalena Menza intervista Lando Buzzanca - You Tube, su youtube.com. URL consultato il 4 gennaio 2017.
  2. ^ Lando Buzzanca si confessa: «È vero, ho tentato il suicidio», in Il Mattino di Napoli, 8 agosto 2014.
  3. ^ Anche Lando lasciò la destra «E voterei Veltroni premier», Corriere della Sera, 29 marzo 2006, p.15
  4. ^ Christian Uva, Michele Picchi, Destra e sinistra nel cinema italiano, su books.google.com. URL consultato il 7 novembre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli attori, Gremese editore Roma 2003.
  • Le teche Rai, la prosa televisiva dal 1954 al 2008.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN51453193 · ISNI (EN0000 0001 1443 8052 · SBN IT\ICCU\UBOV\683549 · LCCN (ENno2006116313 · GND (DE1062111389 · BNF (FRcb14160624s (data)