Ragusa Ibla

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Ragusa.

Ragusa Ibla
Veduta di Ragusa Ibla
Veduta di Ragusa Ibla
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Provincia Ragusa Ragusa
Città Ragusa-Stemma.png Ragusa
Codice postale 97100

Coordinate: 36°55′35″N 14°44′35″E / 36.926389°N 14.743056°E36.926389; 14.743056

« Bisogna essere intelligenti per venire a Ibla, una certa qualità d'animo, il gusto per i tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte inutili, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia. »
(Gesualdo Bufalino)

Ragusa Ibla o Ragusa Iusu (ovvero la Ragusa inferiore, per distinguerla da quella superiore),[1] antica città dalla quale si sviluppa come ampia propaggine la grande parte nuova di Ragusa. È situata nella parte orientale della città, sopra una collina che va dai 385 ai 440 m s.l.m..

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il terremoto del 1693, la città di Ragusa antica fu ricostruita attuando cantieri che produssero opere, edifici e monumenti di gusto tardo barocco. In essa risultano presenti ben 14 dei 18 monumenti della città di Ragusa oggi iscritti nel patrimonio dell'umanità.

L'antica città contiene oltre cinquanta chiese e numerosi palazzi in stile barocco. Nella parte più orientale, si trova il Giardino Ibleo e sono inoltre presenti gli scavi di un'antica città che secondo diversi storici sarebbe identificabile con l'Hybla Heraia.

Ragusa Ibla costituì un comune autonomo fino al 1927, quando si riunì a Ragusa Nuova.[2].

Ragusa Ibla è inoltre sede di alcune importanti manifestazioni e tradizioni antiche come Ibla Buskers, Ibla Grand Prize, la festa del Patrono di Ragusa S. Giorgio e la Settimana Santa, vissuta dalle numerose Confraternite attorno alla devozione sempre viva da secoli per il SS. Sacramento esposto in quarantore presso il Duomo di San Giorgio.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sulle antiche denominazioni del posto vd. Archeologia del paesaggio medievale. Studi in memoria di Riccardo Francovich..., p. 406; Antonino Uccello, Risorgimento e società nei canti popolari siciliani, p. 106.
  2. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 4
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