Marzamemi

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Marzamemi
frazione
Marzamemi – Veduta
Panorama aereo di Marzamemi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Siracusa-Stemma.png Siracusa
ComunePachino-Stemma.png Pachino
Territorio
Coordinate36°44′15.4″N 15°06′57.37″E / 36.737611°N 15.115936°E36.737611; 15.115936 (Marzamemi)Coordinate: 36°44′15.4″N 15°06′57.37″E / 36.737611°N 15.115936°E36.737611; 15.115936 (Marzamemi)
Altitudinem s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale96010
Prefisso0931
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiMarzamaroti
Patronosan Francesco di Paola
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marzamemi
Marzamemi

Marzamemi è una frazione marinara del comune di Pachino da cui dista circa 2 km, è inoltre situata a 20 km da Noto, capitale del barocco. Si trova in provincia di Siracusa.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome Marzamemi è controversa: secondo alcuni deriverebbe dalle parole arabe marza ('porto', 'rada', 'baia') e memi ('piccolo'), mentre secondo il glottologo netino Corrado Avolio, nel suo Saggio di toponomastica siciliana, il toponimo deriverebbe dall'arabo marsà ‘al hamam, cioè 'baia delle tortore', "per l'abbondante passo di questi uccelli, in primavera". Simone Sultano, parroco di Pachino tra il 1885 e il 1944, rileva invece come alcuni lo fecero erroneamente derivare da marza e memi, 'pidocchio', perché le madri solevano dire questa parola ricercando i parassiti tra i capelli dei figli. Antonino Terranova, infine, nel volume Pachum Pachynos Pachino, storie e leggende da Pachino a Capopassero, cita anche un'altra tesi, secondo la quale "Memi" sarebbe riferito ad Eufemio, l'ex comandante della flotta bizantina il quale, ribellatosi all'imperatore Michele II l'Amoriano, passò dalla parte degli Arabi e con loro iniziò la conquista dell'isola. Marzamemi significherebbe dunque 'porto di Eufemio'.[1]

In realtà è un doppio idro-nome sia indoeuropeo che mesopotamico, molto diffuso come le sue derivazioni : MAR = superficie navigabile + Z = MARZ = Laguna bassa appena navigabile, con canneto, quindi MAR-CESCENTE. Da satellite si vede benissimo che un fiumetto finiva in mare a Marza-memi, creando dei piccoli meandri e piccole paludi. Bisogna però pensare che il Livello del mare era da 1 a 2 metri più in basso, quindi erano terre maggiormente alte rispetto all'attuale livello. Il porto era quindi molto + largo e profondo in epoca greca e poi punico-cartaginese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo è nato attorno all'approdo, poi divenuto porto da pesca, e si è sviluppato grazie a quest'ultima attività, molto praticata ancor oggi, dotandosi anche di una Tonnara, tra le più importanti della Sicilia. La tonnara di Marzamemi risale al tempo della dominazione spagnola in Sicilia nel 1600 sotto il regno di Filippo IV. Nel 14/02/1655 venne venduta al barone Simone Calascibetta di Piazza Armerina.

Nel 1752 furono ultimate la costruzione del palazzo, della chiesa della tonnara e delle casette dei marinai ad opera dei baroni Calascibetta. Anche la nascita della vicina Pachino (1760), voluta dagli Starrabba, aveva impresso un nuovo impulso a Marzamemi, con la costruzione dei magazzini che si trovano lungo la via principale e che servivano per custodire sia le botti di vino, da spedire poi via mare in Liguria e in Francia, sia le oltre trecentomila tonnellate di sale, prodotte dalle due saline di Morghella e Marzamemi. Verso la fine dell’800 Antonio Starrabba, marchese Di Rudinì, che fu per due volte presidente del consiglio dei ministri, fece costruire un grande palmento, mentre i Villadorata realizzarono un mulino a vapore, che fu poi convertito in distilleria.[2]

Nel 1843 moriva senza eredi Salvatore Calascibetta e la tonnara fu ereditata dalla nipote Giovanna Antonia Calascibetta. I debiti accumulati dal 1795 comportarono vari contenziosi giuridici. tale occasione permise, dunque, a Corrado Nicolaci principe di Villadorata - già gabelloto di tonnara - di rilevare a poco a poco tutti i carati dell'impianto, che fruttava 14.000 onze. Con il passaggio della tonnara dai Calascibetta ai Nicolaci, inizia la "storia contemporanea" di Marzamemi. Il borgo marinaro, in quel momento, non era ancora ben collegato con i vicini centri abitati. Fu così che l'Intendenza borbonica fece costruire la rotabile Marzamemi-Pachino (1847-1853), con l'auspicio di far progredire il commercio marittimo. Il nuovo asse, infatti, migliorò il collegamento con l'area portuale favorendo così il rilancio dell'economia, che ebbe ricadute con la costruzione del Porto Fossa (1855).

Nel 1912 fu costruito a Marzamemi uno stabilimento di lavorazione del tonno salato e in seguito del tonno sottolio. La pesca della tonnara fu abbondante fino al dopoguerra. A Marzamemi si effettuavano due mattanze ogni giorno: una al mattino ed una nel primo pomeriggio. "La camperia era lo stabilimento conserviero addossato alla loggia ed al palazzo del Principe, i ruderi del quale, delimitati dalla Via Jonica, dalla via Marzamemi e dalla via Letizia, sono riconoscibili per l'alto fumaiolo quadrilatero (ora a rischio di crollo). In origine i fumaioli erano due, ma il più maestoso crollò nel 1943 in seguito ai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale. Lo stabilimento nell’ultimo periodo funzionava per conto dell'industria per la conservazione del pesce di Angelo Parodi di Genova. Addetti alla lavorazione erano specialisti genovesi (come per le altre tonnare della zona) come genovese ne era il direttore, per il quale nell'ambito dello stabilimento stesso fu costruito un alloggio al primo piano. Le scatolette di diverse dimensioni, prodotte a Marzamemi, venivano commercializzate con il marchio di fabbrica "AP Angelo Parodi Genova - Tonno all'olio puro di oliva - Lavorazione sul posto di pesca”. Lo stabilimento, che chiuse nel 1926 per mancanza di materia prima, risorse nel 1937 per opera della nobile signorina Preziosa dei Baroni Bruno di Belmonte di Ispica. La tonnara chiuse definitivamente nel 1969".(fonte testo citato di Salvo Sorbello) A circa un chilometro dalla costa si trovano i reperti sommersi di una chiesa di epoca e ambiente bizantini, scoperti da un pescatore del luogo, Alfonso Barone, nel 1959, mentre pescava polipi ed oggetto di ricerche da parte dell’archeologo tedesco Gerhard Kapitän e di Pier Nicola Gargallo.

Economia e attività[modifica | modifica wikitesto]

Stabilimento per la lavorazione del tonno
Isolotto Brancati visto dalla "Marinella"
Chiesa nuova di San Francesco di Paola

Dal porto di Marzamemi, in passato, partivano anche navi che trasportavano grandi quantità di vino prodotto localmente verso i diversi porti della penisola. Il vino veniva trasportato anche da treni merci verso varie località estere, essendo stata Marzamemi fornita di stazione ferroviaria.

Fino al 31 dicembre del 1985, era raggiungibile anche tramite i treni viaggiatori della ferrovia che da Siracusa e Noto, costeggiando il territorio della Riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari, raggiunge Pachino.

Ulteriore fonte di sviluppo è la pesca e la lavorazione di prodotti ittici: famosa è, ad esempio, la bottarga di tonno rosso, lavorata usando artigianalmente antichi sistemi di essiccazione derivati dalla cultura arabo-fenicia.

Marzamemi possiede una bella spiaggia: negli ultimi anni, ha puntato sul turismo, offrendo la possibilità di numerosi approdi attrezzati per imbarcazioni da diporto. In estate, la popolazione aumenta notevolmente, grazie anche agli insediamenti residenziali sorti nei pressi del borgo antico.

Nel primo lunedì di agosto dopo il Ferragosto, si festeggia san Francesco di Paola, con una processione di barche, cuccagna a mare e una regata.

Nel 1993 il borgo storico è stato utilizzato come location dal regista Gabriele Salvatores per il film Sud, con protagonisti gli attori Silvio Orlando, Claudio Bisio e Francesca Neri. Film contenenti scene girate a Marzamemi sono Kaos dei fratelli Taviani, I Malavoglia di Pasquale Scimeca, L’uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore, Mario e il mago di Klaus Maria Brandauer, Oltremare di Nello Correale, Cuore Scatenato di Gianluca Sodaro, Tra due mondi di Fabio Conversi, oltre alle serie televisive Il Commissario Montalbano e Blindati di Claudio Fragasso, e a programmi televisivi come Linea Verde, Geo&Geo, Sereno Variabile, Pianeta Mare, Lineablu (fonte testo citato di Salvo Sorbello).

Dal 2000 Marzamemi ospita il Festival del Cinema di Frontiera.

Prodotti tipici di Marzamemi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Salvo Sorbello, La pesca del tonno nel capolinea del sud. Le tonnare di Vendicari, Marzamemi e Portopalo di Capo Passero, ISBN 978-88-7428-093-3.
  2. ^ La tonnara e la magia del Borgo, S. Sorbello, La Sicilia quotidiano del 26.4.2018

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvo Sorbello, La pesca del tonno nel capolinea del sud. Le tonnare di Vendicari, Marzamemi e Portopalo di Capo Passero, ISBN 978-88-7428-093-3.
  • Marzamemi, teatro di emozioni, di Salvo Sorbello - La Sicilia quotidiano del 9 giugno 2018

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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