Tutto l'amore che c'è

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Tutto l'amore che c'è
Paese di produzioneItalia
Anno2000
Durata95 min
Rapporto3:4
Generecommedia
RegiaSergio Rubini
SoggettoSergio Rubini e Domenico Starnone
SceneggiaturaDomenico Starnone, Luca Gobbi, Sergio Rubini
ProduttoreVittorio Cecchi Gori
Casa di produzioneCecchi Gori Group
Distribuzione in italianoCecchi Gori Group
FotografiaPaolo Carnera
MontaggioAngelo Nicolini
MusicheMichele Fazio
Interpreti e personaggi

Tutto l'amore che c'è (2000) è un film diretto da Sergio Rubini.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In un piccolo paesino della Puglia, verso la metà degli anni Settanta: Carlo ha 16 anni e tanta fretta di crescere. È il più giovane di una band rock ed ha già dichiarato il suo amore ad Antonella, la compagna di scuola, dalla quale spera presto di essere corrisposto. Affascinato dalla sicurezza e dall’estro dei suoi compagni ventenni, ha consacrato la sua esistenza alla musica nella speranza di diventare presto un bravo musicista. Il piccolo mondo di questi giovani viene letteralmente turbato all’arrivo di tre disinibite ragazze del Nord, che sconvolgono con i loro modi spregiudicati letteralmente l’intera comitiva[1].

Carlo è un liceale che sta attraversando i classici problemi e i turbamenti tipici dell'adolescenza: il nascente interesse verso le ragazze ed il sesso, il conflitto e le incomprensioni con i genitori e l'amicizia con dei ragazzi più grandi che, ognuno a suo modo, cercano di aiutarlo nella scoperta di questo nuovo mondo, contribuendo invece al moltiplicarsi degli interrogativi nella testa del ragazzo. L'affiatato gruppo di ragazzi, musicisti ed appassionati di rock, fa amicizia con tre emancipate sorelle milanesi. Gaia, Tea e Lena sono tre bellissime ragazze radicalmente diverse dalle coetanee della provincia meridionale: figlie di un ricco ingegnere, trasferitosi in provincia per dirigere una fabbrica che darà lavoro alla gente del posto, sono cresciute con un'educazione laica, multiculturale e permissiva.

L'incontro genera l'intrecciarsi di storie d'amore, tradimenti, corruzione politica e mancate promesse.


Luoghi del film[modifica | modifica wikitesto]

È ambientato negli anni settanta in un paese immaginario, ricavato con scene riprese in più Comuni della Terra di Bari.

I luoghi prescelti sono: Grumo Appula (paese di nascita del regista Sergio Rubini) ed i centri vicini: Palo del Colle, Toritto, al Pulo di Altamura, Molfetta e Giovinazzo.

Tra gli attori i baresi Damiano Russo e Michele Venitucci, Margherita Buy ed una giovanissima Vittoria Puccini alla sua prima esperienza da attrice.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il cameo di Gérard Depardieu nei panni di Molotov, uno strambo contadino comunista, che abita alla periferia del paese.

Margherita Buy e Gerard Depardieu, nel film di Rubini, girato tre anni dopo “Il viaggio della sposa”, sono gli unici attori professionisti nel film, mentre il resto dei protagonisti sono stati scelti durante casting tenuti per l’occasione a Bari e a Milano[2].

Colonna sonora[3][modifica | modifica wikitesto]

Il commento sonoro è composto da Michele Fazio, che inoltre si occupa degli arrangiamenti, delle parti di organo, piano e tastiere, coordinando inoltre un gruppo di musicisti composto da Mino Petruzzelli (batteria), Antonio Petruzzelli (basso), Fabio Pignataro (chitarre), Francesco D'Elia (voce) e dai fiatisti Fabrizio Bosso, Michele Carrabba e Francesco Angiulo.

Nella colonna sonora compaiono pure brani di rock, di opera lirica, musica leggera e popolare italiane: l'iniziale Samba pa ti dei Santana, Aimless Life (eseguita da Antonio Tuzza alla voce, Walter Sacripanti alla batteria, Vito Di Modugno al basso, con la direzione della sezione archi di Rosa Cavalieri), Non sia mai di Domenico Modugno, I Talk to the Wind e Moonchild entrambe dei King Crimson, Lucretia MacEvil dei Blood, Sweat & Tears, Tu che di gel sei cinta (aria dalla Turandot di Puccini) eseguita dal soprano Fiamma Izzo D'Amico con la Münchner Rudfunkorchester diretta da Alberto Zedda, O' Guarracino della Nuova Compagnia di Canto Popolare, Abbracciati di Marcella Bella; infine Tutto può succedere di Neffa accompagna i titoli di coda.

Nel film vengono ripercorsi brani di Santana, Led Zeppelin, Genesis, in una colonna sonora generale che unisce e coinvolge gli stessi attori nella loro passione per la musica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tutto l'amore che c'è, su Cinematografo. URL consultato il 20 marzo 2019.
  2. ^ Rubini: i miei anni 70 autoritratto dal vero - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 20 marzo 2019.
  3. ^ dai titoli di coda del film.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]