Tutto l'amore che c'è

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Tutto l'amore che c'è
Paese di produzione Italia
Anno 2000
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 3:4
Genere drammatico
Regia Sergio Rubini
Soggetto Sergio Rubini e Domenico Starnone
Sceneggiatura Domenico Starnone, Luca Gobbi, Sergio Rubini
Produttore Vittorio Cecchi Gori
Fotografia Paolo Carnera
Montaggio Angelo Nicolini
Musiche Michele Fazio
Interpreti e personaggi

Tutto l'amore che c'è (2000) è un film diretto da Sergio Rubini.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Anni settanta, provincia pugliese. Carlo è un liceale che sta attraversando i classici problemi ed i turbamenti tipici dell'adolescenza: il nascente interesse verso le ragazze ed il sesso, il conflitto e le incomprensioni con i genitori e l'amicizia con dei ragazzi più grandi che, ognuno a suo modo, cercano di aiutarlo nella scoperta di questo nuovo mondo, contribuendo invece al moltiplicarsi degli interrogativi nella testa del ragazzo. L'affiatato gruppo di ragazzi, musicisti ed appassionati di rock, fa amicizia con tre emancipate sorelle milanesi. Gaia, Tea e Lena sono tre bellissime ragazze radicalmente diverse dalle coetanee della provincia meridionale:.figlie di un ricco ingegnere, trasferitosi in provincia per dirigere una fabbrica che darà lavoro alla gente del posto, sono cresciute con un'educazione laica, multiculturale e permissiva.

L'incontro genera l'intrecciarsi di storie d'amore, tradimenti, corruzione politica e mancate promesse.

Luoghi del film[modifica | modifica wikitesto]

È ambientato negli anni settanta in un paese immaginario, ricavato con scene riprese in più Comuni della Terra di Bari.

I luoghi prescelti sono: Grumo Appula (paese di nascita del regista Sergio Rubini) ed i centri vicini: Palo del Colle, Toritto, al Pulo di Altamura, Molfetta e Giovinazzo.

Tra gli attori i baresi Damiano Russo e Michele Venitucci, Margherita Buy ed una giovanissima Vittoria Puccini alla sua prima esperienza da attrice.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il cameo di Gérard Depardieu nei panni di Molotov, uno strambo contadino comunista, che abita alla periferia del paese.

Colonna sonora[1][modifica | modifica wikitesto]

Il commento sonoro è composto da Michele Fazio, che inoltre si occupa degli arrangiamenti, delle parti di organo, piano e tastiere, coordinando inoltre un gruppo di musicisti composto da Mino Petruzzelli (batteria), Antonio Petruzzelli (basso), Fabio Pignataro (chitarre), Francesco D'Elia (voce) e dai fiatisti Fabrizio Bosso, Michele Carrabba e Francesco Angiulo.

Nella colonna sonora compaiono pure brani di rock, di opera lirica, musica leggera e popolare italiane: l'iniziale Samba pa ti dei Santana, Aimless Life (eseguita da Antonio Tuzza alla voce, Walter Sacripanti alla batteria, Vito Di Modugno al basso, con la direzione della sezione archi di Rosa Cavalieri), Non sia mai di Domenico Modugno, I Talk to the Wind e Moonchild entrambe dei King Crimson, Lucretia MacEvil dei Blood, Sweat & Tears, Tu che di gel sei cinta (aria dalla Turandot di Puccini) eseguita dal soprano Fiamma Izzo D'Amico con la Münchner Rudfunkorchester diretta da Alberto Zedda, O' Guarracino della Nuova Compagnia di Canto Popolare, Abbracciati di Marcella Bella; infine Tutto può succedere di Neffa accompagna i titoli di coda.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dai titoli di coda del film.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]