Lina Wertmüller

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Lina Wertmüller, al secolo Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich (Roma, 14 agosto 1928[1]), è una regista e sceneggiatrice italiana.

È stata la prima donna candidata all'Oscar come migliore regista, per il film Pasqualino Settebellezze, nella cerimonia del 1977[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Roma il 14 agosto del 1928, da Federico, un avvocato lucano di lontane e nobili origini svizzere, proveniente da Palazzo San Gervasio (provincia di Potenza), e da Maria Santamaria-Maurizio, romana.[3] A scuola è stata compagna di Flora Carabella, futura moglie di Marcello Mastroianni, con cui instaurerà una lunghissima amicizia, che si rivelerà poi fondamentale per avvicinare la giovane Lina al mondo dello spettacolo. A diciassette anni si iscrive all'Accademia Teatrale diretta da Pietro Sharoff; in seguito, per alcuni anni, è animatrice e regista degli spettacoli dei burattini di Maria Signorelli.

Successivamente collabora con celebri registi teatrali, tra i quali Guido Salvini, Giorgio De Lullo e Garinei e Giovannini. Lavora sia per la radio sia per la televisione, e in veste di autrice e regista alla prima edizione della celebre trasmissione Canzonissima e a Il giornalino di Gian Burrasca, serie televisiva-musical, con Rita Pavone protagonista maschile[4]. Incomincia una lunga solidarietà artistica con Enrico Job, apprezzato scenografo teatrale, con il quale presto si sposa.

Esordisce sul grande schermo come segretaria di edizione in ...e Napoli canta! di Armando Grottini (1953) e più avanti è aiuto regista e attrice di Federico Fellini nelle pellicole La dolce vita (1960) e (1962). Il suo esordio come regista avviene nel 1963 con I basilischi, amara e grottesca narrazione della vita di alcuni poveri amici del sud (il film fu girato in gran parte tra la Basilicata, a Palazzo San Gervasio, e la Puglia, a Minervino Murge), che le valse la Vela d'argento al Festival di Locarno.

Lina Wertmüller durante le riprese de I basilischi (1963)

Nella seconda metà degli anni sessanta nasce la sua collaborazione con l'attore Giancarlo Giannini, che è presente nei suoi grandi successi Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972), Film d'amore e d'anarchia - Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza..."[5] (1973), Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto (1974), Pasqualino Settebellezze (1976), La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978) e Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici (1978).

Lina Wertmüller

Per Pasqualino Settebellezze, che ebbe successo anche negli Stati Uniti, la Wertmüller è candidata a tre Premi Oscar nella cerimonia del 1977 (tra cui quello per la miglior regia[6]), mentre una quarta nomination arriva a Giancarlo Giannini per la sua interpretazione del protagonista.

Il 1983 è l'anno di Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada, film che affronta con leggerezza e coraggio il tema del terrorismo (è ambientato negli anni di piombo): il ministro dell'interno, interpretato da (Gastone Moschin), è bloccato all'interno di un'auto blu per un guasto del meccanismo di apertura degli sportelli e un deputato, interpretato da (Ugo Tognazzi), cerca di trarne vantaggio, facendo spingere l'auto nella propria autorimessa. Del 1986 è la prima delle sue rare incursioni nel teatro lirico con la regia della Carmen di Georges Bizet, che inaugura la stagione lirica 1986-87 del Teatro di San Carlo di Napoli, ripresa in diretta su Rai 1. Nel 1997 dirige una Bohème all'Opera di Atene.

È autrice di diverse sceneggiature e regie teatrali, Due più due non fa più quattro (1968) e Fratello sole e sorella luna (1971) entrambi per la regia di Franco Zeffirelli) a L'esibizionista (1994), da Gino, Ginetta e gli altri (1995) a Lasciami andare madre (dal libro di Helga Schneider, con Roberto Herlitzka nella parte della vecchia madre). Nel 1992 dirige Io speriamo che me la cavo con Paolo Villaggio, mentre nel 1996 torna alla satira politica con Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica, con Tullio Solenghi e Veronica Pivetti come nuovi Giannini-Melato.

Dopo la ricostruzione storica Ferdinando e Carolina del 1999, la Wertmüller torna dietro la macchina da presa con la serie televisiva Francesca e Nunziata (2001, con Sophia Loren e Claudia Gerini) e il film Peperoni ripieni e pesci in faccia (2004, sempre con la Loren protagonista), che però, nonostante le proteste della regista, ha scarsa distribuzione nelle sale solo un paio d'anni dopo la produzione. Il successivo Mannaggia alla miseria (2008, con Gabriella Pession e Sergio Assisi) è trasmesso direttamente in prima serata su Rai 1 il 2 giugno 2010. Nello stesso anno le è conferito il David di Donatello alla carriera. Nel 2013 recita un cameo nel film di Riccardo Milani Benvenuto Presidente!, nel ruolo di membro dei poteri forti, insieme con il collega Pupi Avati, il critico Steve Della Casa e il giornalista Fabrizio Rondolino.

Il 22 dicembre 2015 il sindaco di Napoli Luigi de Magistris le conferisce la cittadinanza onoraria della città[7].

Politica e critiche[modifica | modifica wikitesto]

Quasi tutte le pellicole della Wertmüller riflettono in maniera inequivocabile il suo impegno politico e sociale, con i personaggi principali aderenti all'anarchismo, al comunismo (se uomini) e al femminismo (se donne). Anche la trama e le azioni degli attori riflettono i conflitti socio-economici coevi nel contesto della società italiana (per esempio la lotta di classe). Ciò malgrado, il cinema wertmülleriano è raramente didattico e/o didascalico e spesso riflette le sensibilità iconoclaste della regista.

Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto narra la vicenda di una donna altolocata e di un operaio comunista, che naufragano su un'isola deserta. L'uomo, dopo aver subito dalla "signora" vessazioni e angherie continue sul panfilo, di cui ella era proprietaria e dove egli lavorava, ha modo di capovolgere la situazione e si vendica, facendola lavorare per la prima volta nella sua vita e trattandola, questa volta lui, come una schiava. Ciò nonostante, i due protagonisti finiscono per innamorarsi. Il film ha suscitato le critiche delle femministe ortodosse, che hanno chiesto senza successo alla Wertmüller una revisione della trama.

La regista è stata criticata per aver rappresentato il sud-Italia e gli italiani del Sud secondo l'ottica di luoghi comuni. In Io speriamo che me la cavo un maestro proveniente dal nord Italia arriva per sbaglio in un comune del napoletano a portare ordine in una scuola afflitta da evasione scolastica, governata da una direttrice assenteista e da bidelli che chiedono il pizzo sulla carta igienica e i gessetti. I bambini sono prima mostrati come piccoli criminali, con cui a poco a poco il maestro riesce ad andare d'accordo, fino a tirare fuori il loro lato dolce e affabile.

Il film, ambientato a Corzano (comune fittizio; un omonimo esiste nella provincia di Brescia) mostra case diroccate, strade cadenti e immondizia in ogni dove ed è stato girato nelle zone periferiche di Taranto e nel centro storico di Tivoli. Pietrangelo Buttafuoco scrisse dell'omonimo best-seller da cui è stato tratto il film e sul film stesso: «In alcune zone del napoletano dove l'ignoranza, invece, è una cosa seria, vorrebbero linciare scrittore e regista con crudele piacere».

Prosa radiofonica RAI[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Lina Wertmüller nel 2011

Regia[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiature[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Essere o avere. Ma per essere devo avere la testa di Alvise su un piatto d'argento, Milano, Rizzoli, 1981.
  • Iris e lo sceicco, ovvero Sceicchi e femministe, ovvero Storia d'evasione e d'oriente, con illustrazioni di Milo Manara, Torino, Nuova Eri, 1988. ISBN 88-397-0537-6
  • Avrei voluto uno zio esibizionista, Milano, Mondadori, 1990. ISBN 88-04-33566-1
  • Alì Baba e il destino giocatore spericolato e spesso baro, Napoli, Guida, 1992. ISBN 88-7188-026-9 (bifronte con Prima o poi tornerò di Andrej Longo)
  • Arcangela Felice Assunta Job Wertmüller von Elgg Espanol von Brauchich cioè Lina Wertmüller, Milano, Frassinelli, 2006. ISBN 88-7684-786-3 (autobiografia, con un CD di 32 canzoni da lei interpretate)

Premi e riconoscimenti principali[modifica | modifica wikitesto]

Premio Oscar
Golden Globe
Festival di Cannes
  • 1972 - Nomination Palma d'oro per Mimì metallurgico ferito nell'onore
  • 1973 - Nomination Palma d'oro per Film d'amore e d'anarchia - Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza..."
Festival internazionale del cinema di Berlino
  • 1978 - Nomination Orso d'oro per La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia
  • 1986 - Nomination Orso d'oro per Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti
David di Donatello
Globo d'oro
Premio Flaiano
  • 2008 - Premio alla carriera categoria Cinema
Festival di Locarno
  • 1963 - Vela d'argento per I basilischi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Dell'Arti, Massimo Parrini, Catalogo dei viventi 2009 - voce Wertmüller Lina, Venezia, Marsilio Editori, 2008. ISBN 978-88-317-9599-9.
  2. ^ premio invece vinto da Kathryn Bigelow con The Hurt Locker nel 2010
  3. ^ Josette Déléas, Lina Wertmüller, Trafford Publishing, 2009
  4. ^ La Wertmüller fu anche autrice del testo su musica di Nino Rota della famosa sigla Viva la pappa col pomodoro. Ha scritto anche altre canzoni: Come piangeva quel salice piangente, su musica di Lelio Luttazzi, Cambierà, su musica di Riz Ortolani, Il geghegè, su musica di Bruno Canfora, Mi sei scoppiato dentro il cuore, su musica di Bruno Canfora, Questo nostro amore su musica di Luis Enriquez Bacalov e diverse per i propri film.
  5. ^ I lunghissimi titoli dei suoi film sono spesso cambiati e accorciati nelle versioni internazionali.
  6. ^ È stata la prima donna a essere candidata all'Oscar al miglior regista, nel 1977 per Pasqualino Settebellezze. Le uniche altre donne a ricevere questo stesso riconoscimento sono state Jane Campion (1994), Sofia Coppola (2004) e Kathryn Bigelow (2010).
  7. ^ Il tributo di Napoli alla Wertmuller, da oggi è cittadina onoraria
  8. ^ Oggetto di un remake hollywoodiano, Travolti dal destino (2002), diretto da Guy Ritchie, con Madonna e Adriano Giannini, nel ruolo che il padre Giancarlo aveva interpretato quasi 30 anni prima.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN7581603 · LCCN: (ENn82047285 · SBN: IT\ICCU\CFIV\115974 · ISNI: (EN0000 0001 1467 1524 · GND: (DE118832603 · BNF: (FRcb13970373m (data) · ULAN: (EN500335228