Scuola di ladri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Scuola di ladri
Scuola di ladri (film).png
Una scena del film
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1986
Durata93 minuti
Generecomico, commedia
RegiaNeri Parenti
SoggettoCastellano e Pipolo
SceneggiaturaNeri Parenti, Castellano e Pipolo
ProduttoreMario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
FotografiaAlessandro D'Eva
MontaggioSergio Montanari
MusicheBruno Zambrini
ScenografiaMario Ambrosino
CostumiCristiana Lafayette
TruccoAlfredo Marazzi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Scuola di ladri è un film del 1986 diretto da Neri Parenti, interpretato da Paolo Villaggio, Lino Banfi, Massimo Boldi ed Enrico Maria Salerno.

Il film ha avuto un seguito, Scuola di ladri - Parte seconda, nel quale però è assente il personaggio di Amalio, interpretato da Lino Banfi: l'attore pugliese era impegnato sul set di Bellifreschi con Christian De Sica e non vi poté partecipare.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dalmazio, Amalio ed Egisto Siraghi sono tre cugini che cercano di arrangiarsi svolgendo lavoretti. Dalmazio fa la guardia giurata presso una banca, Amalio fa il dog sitter ed Egisto fa il venditore ambulante pulendo anche i vetri delle auto ferme ai semafori. I primi due svolgono questi lavori con negligenza, Egisto invece pretende di condurre la sua attività come se gestisse un prestigioso negozio, attirandosi l'ostilità e gli insulti dei clienti. Nessuno di loro, in definitiva, ha fortuna.

L'occasione della vita si presenta loro quando vengono chiamati dal facoltoso Aliprando Siraghi, un anziano delinquente, che vuole offrire loro un lavoro molto redditizio. Spacciandosi per loro zio, Aliprando riuscirà a convincerli a diventare suoi soci nell'arte del furto. L'addestramento prevede furti ingegnosi e rapine pericolose, e perfino un breve periodo in carcere come monito ad un eventuale fallimento.

Quando avranno messo a segno il colpo della loro vita, scopriranno di essere stati sfruttati e truffati da Aliprando che ruberà tutti i proventi della "società" anche grazie all'aiuto del suo assistente Nero e di Marisa Padovan, che aveva finto di sposarsi con Egisto proprio per truffare i tre più facilmente. Aliprando però scoprirà che per i tre "nipoti" il duro lavoro non è stato vano, visto che li riconosce in televisione a rubare la coppa del mondo del 1986 dalle mani di Maradona.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stata interamente girata a Roma; fra le location principali si possono ricordare:

  • Villa di Vigna Murata 200, la villa del ricco zio Aliprando Siraghi;
  • Villa Olgiata 2, la villa dello zio alla fine del film;
  • il Palazzo dell'Accademia Britannica ed il Palazzo delle Casse di Risparmio Postali, rispettivamente per gli esterni e gli interni dell'ambasciata del Lussemburgo;
  • il carcere Regina Coeli;
  • il colle del Gianicolo, per le scene della truffa sull'imprenditore americano;
  • il Teatro Eliseo, per le scene successive al colpo in gioielleria.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film doveva essere diretto da Castellano & Pipolo che ne curarono anche il soggetto e la sceneggiatura. Ma Mario e Vittorio Cecchi Gori, per motivi contrattuali anticiparono l'uscita dell'altrettanto fortunato Grandi magazzini, così la regia passò a Neri Parenti. [2]
  • La scena in cui Egisto Amalio e Dalmazio tirano giù Maradona per rubargli la coppa, è un chiaro riferimento alla reale caduta del calciatore argentino tirato giù dai tifosi. [3]
  • Le voci dei due detenuti che rispondono a Lino Banfi (Amalio Siraghi), nella scena in cui questi cerca di vendere il carcere romano di Regina Coeli al facoltoso uomo americano, sono di Francesco Salvi - il quale cita uno dei suoi più famosi tormentoni ("e so' contento!") - e di Maurizio Mattioli.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu campione d'incassi della stagione cinematografica 1986-1987, piazzandosi al 17º posto.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema