Amici miei - Come tutto ebbe inizio

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Amici miei - Come tutto ebbe inizio
Amici miei - Come tutto ebbe inizo.jpg
Una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2011
Durata105 min
Rapporto1,85:1
Generecommedia
RegiaNeri Parenti
SoggettoLeonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tullio Pinelli, Neri Parenti
SceneggiaturaPiero De Bernardi, Fausto Brizzi, Marco Martani, Neri Parenti
ProduttoreAurelio De Laurentiis & Luigi De Laurentiis
Produttore esecutivoMaurizio Amati
Casa di produzioneFilmauro
Distribuzione in italianoFilmauro
FotografiaLuciano Tovoli
MusicheAndrea Guerra
ScenografiaFrancesco Frigeri
CostumiAlfonsina Lettieri
Interpreti e personaggi

Amici miei - Come tutto ebbe inizio è un film del 2011 diretto da Neri Parenti, definito dai suoi autori prequel di Amici miei.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Jacopo, Duccio, Cecco, Manfredo e Filippo sono cinque amici che vivono nella Firenze del Quattrocento, durante un'epidemia di peste. Tutta la popolazione è terrorizzata e si rifugia nelle proprie case e i protagonisti approfittano di questa situazione per poter fare scherzi a chiunque.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il soggetto è firmato da uno degli autori dei primi tre film della serie e dallo stesso Parenti, con l'aggiunta della coppia Fausto Brizzi-Marco Martani in fase di sceneggiatura. L'impianto narrativo è, nel complesso, tenuemente ispirato alla Novella del Grasso legnaiuolo, novella spicciola tramandataci in almeno tre diverse redazioni che riferiscono di una celebre burla ordita da Filippo Brunelleschi e che fa parte della tradizione letteraria del XV secolo.[1]

Le riprese del film sono iniziate il 26 aprile 2010 e si sono svolte tra Firenze, Certaldo, Pistoia, San Gimignano e negli studi di Cinecittà a Roma.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer ufficiale è stato pubblicato il 28 febbraio 2011.[2] L'uscita nelle sale cinematografiche è avvenuta il 16 marzo 2011.[3]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film, rivelatosi un colossale flop,[4][5] ha incassato 3.333.050 euro dopo tre settimane di proiezioni, contro i 15 milioni spesi per la realizzazione,[5] senza contare le spese per le attività promozionali, quantificabili in altri milioni di euro.[6] Il film si è classificato al nono posto nella classifica dei film italiani più visti della stagione 2010/2011 ed al 53º posto della classifica complessiva di film italiani e stranieri.[7]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il sito MYmovies vota il film 1.59 su 5, definendolo "un prequel sporcaccione che si fa beffa del vitalismo dell'originale monicelliano".[8]

Durante la produzione del film sono state sollevate forti critiche da parte di alcuni estimatori delle prime tre pellicole, tramite il social Facebook, i quali contestavano la mera finalità commerciale del film e la scelta del cast, minacciando il boicottaggio delle proiezioni.[9]

Interpellato in proposito a queste critiche, lo stesso Mario Monicelli ha dichiarato:

«Hanno ragione quelli di Facebook. Avevano tentato di farmi collaborare ma ho deciso di rimanerne fuori.[10]»

Anche il giornalista Marco Travaglio ha duramente criticato la pellicola obiettando a Neri Parenti di aver associato indegnamente la propria pellicola ai film di Monicelli e Loy, e di averne profondamente malinteso la natura sì goliardica, ma al contempo tragica.[11][12]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricevuto due candidature ai Nastri d'argento per la migliore scenografia e i migliori costumi.[13]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il film prevedeva inizialmente la partecipazione dell'attrice toscana Laura Pestellini. Tuttavia a causa della sua morte, avvenuta a Firenze il 20 novembre del 2010 all'età di 91 anni, tutto ciò non fu possibile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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