Renzo Montagnani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Renzo Montagnani nel 1972

Renzo Montagnani (Alessandria, 11 settembre 1930Roma, 22 maggio 1997) è stato un attore e doppiatore italiano.

«I film grossolani sono una scelta remunerativa, ma io uso definirmi migliore dei miei film[1]

(Renzo Montagnani)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Montagnani nasce ad Alessandria l'11 settembre 1930, figlio del toscano Guido Montagnani, originario di Prato, e di Elvezia Beltrami, nativa di Stradella (in provincia di Pavia) ma di origini toscane, nipote di un farmacista fiorentino, che aveva il proprio esercizio presso il centro storico del capoluogo toscano.

Anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi in Farmacia, non esercitò mai la professione; prevalse la vocazione per la recitazione. Entrò in varie compagnie teatrali, come quella di Enrico Viarisio e di Erminio Macario dove ebbe modo di conoscere Gino Bramieri, Sandra Mondaini, Pupella Maggio e nel 1959 si afferma in teatro recitando ne I sogni muoiono all'alba, di Indro Montanelli (del quale tre anni dopo verrà girato anche un film di cui è protagonista), e Marescalco dell'Aretino.

Nello stesso anno, a settembre, sposa la ballerina inglese delle Bluebell Girls, Eileen Jarvis, che sarà la sua compagna per tutta la vita, e che gli darà il figlio Daniele nel 1963[2].

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi degli anni sessanta si trasferisce a Roma per intraprendere la carriera cinematografica e televisiva. Torna all'attività teatrale dopo aver incontrato Valeria Moriconi, ed entra a far parte del gruppo "La compagnia dei quattro", in cui milita per circa tre anni.

Renzo Montagnani in una foto del 1971

Successivamente viene contattato per lavorare in televisione nel programma musicale Milledischi e, dopo questa parentesi televisiva, si afferma anche come attore radiofonico, per la prosa e il varietà, in particolare nel programma notturno Buonanotte fantasma di Bibi Faller ed Emanuela Fallini.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Recita sia in film politicamente impegnati come Documenti su Giuseppe Pinelli e nel ruolo di Umberto Tancredi in Il delitto Matteotti di Florestano Vancini sia in numerosi film appartenenti al filone della commedia sexy all'italiana.

In televisione interpreta il ruolo del leader sovietico Iosif Stalin nello sceneggiato del 1975 La guerra al tavolo della pace.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Renzo Montagnani nel film La moglie in vacanza... l'amante in città (1980)

All'inizio degli anni ottanta Montagnani partecipa al varietà televisivo Ci pensiamo lunedì dove interpreta il personaggio di Don Libero[3] che verrà in seguito ribattezzato "Don Fumino" per via del suo intercalare: «Eh, io son fumino, se 'un le dico mi sento male!», e verrà riutilizzato nel 1993 per la sitcom omonima.

In questi anni è molto attivo in televisione come conduttore nei varietà Canzoni o no? (Rai 3, 1983), Il trappolone (Rai 2, 1984) e Shaker (Rai 2, 1985).

Gran parte della sua notorietà è legata alla sua partecipazione in numerosi film del filone della commedia sexy all'italiana, genere che gli diede notevole popolarità in quel periodo e che negli anni è stato ampiamente riscoperto e rivalutato. Sebbene abbia recitato in questo filone già agli inizi degli anni settanta con il dittico Quando le donne avevano la coda e Quando le donne persero la coda e con i decamerotici Una cavalla tutta nuda e Jus primae noctis, si afferma sul finire del decennio con film come Il ginecologo della mutua, La soldatessa alla visita militare, La soldatessa alle grandi manovre e L'insegnante va in collegio. Negli anni ottanta prende parte a La moglie in vacanza... l'amante in città, campione di incassi della stagione. In questi film interpreta quasi sempre lo stereotipo del marito fedigrafo che viene coinvolto in esilaranti e rocambolesce avventure extraconiugali, tipiche pochade da commedia degli equivoci, affiancato di volta in volta dalle più celebri attrici del genere come Nadia Cassini, Edwige Fenech, Barbara Bouchet, Daniela Poggi e molte altre.

Fra le sue più note interpretazioni ci fu quella del personaggio di Guido Necchi in Amici miei - Atto IIº e Amici miei - Atto IIIº, dopo aver doppiato Philippe Noiret nel primo capitolo della serie. Parallelamente alal commedia sexy ha l'occasione di recitare anche in film impegnati come L'arma, l'ora, il movente, Rappresaglia, Il delitto Matteotti, Dove volano i corvi d'argento, Giocare d'azzardo, State buoni se potete, diretto da grandi registi come Elio Petri, Mauro Bolognini, George P. Cosmatos, Luigi Magni, Nanni Loy, Cinzia TH Torrini, Mario Monicelli, Lina Wertmüller e molti altri.

Ancora per la televisione, ha interpretato il personaggio di Don Ferrante nello sceneggiato di Nocita I promessi sposi del 1989.

Oltre all'attività di attore, Montagnani è stato anche doppiatore, prestando la voce a Charles Bronson, Trevor Howard, il già citato Philippe Noiret, Claude Piéplu, Michel Piccoli, Jacques Jouanneau e di Romeo ne Gli Aristogatti, film d'animazione della Disney, dove mise da parte la sua cadenza toscana per interpretare magistralmente il gatto "romano". Sua, anche se resa "metallica", è la voce del satellite artificiale nella versione italiana della serie televisiva UFO, trasmessa nei primi anni settanta, quando annunciava «UFO in avvicinamento».

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Morì il 22 maggio 1997 a Roma a 66 anni, lasciando la moglie Eileen e il figlio Daniele (che morirà per un cancro al pancreas nel 2004). Montagnani soffriva da un paio d'anni di tumore ai polmoni che tuttavia non gli aveva impedito di continuare a lavorare[4]. I funerali si tennero il 24 maggio presso la Chiesa del Cristo Re a Roma.

Le sue ceneri sono sepolte nel piccolo cimitero di Stockton-on-Tees, in Inghilterra, assieme a quelle del figlio e della moglie Eileen, morta all'età di 90 anni nel marzo 2021[2][5].

Critica e impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

«Anche come attore ha sacrificato il suo talento, che era grande, accettando qualsiasi cosa. Una vita disgraziatissima, la sua, da questo punto di vista.»

(Indro Montanelli)

«Uno straordinario professionista, molto attento e intelligente come attore; purtroppo sottovalutato. Purtroppo per ragioni di famiglia non poteva rinunciare a lavorare, e doveva accettare qualunque proposta gli arrivasse.»

(Mario Monicelli)

Montagnani dovette accettare a lungo ruoli nella commedia trash anche per poter coprire le ingenti spese per le cure del figlio Daniele, gravemente malato (segnato da una lesione subita durante il parto, nel 1963) che era ricoverato in permanenza presso una clinica di Londra[6].

«Io trascorrevo molto tempo con lui anche fuori dal set cinematografico ed ero entrato nei suoi problemi, perché a me piace parlare e capire le persone. Volevo aiutarlo, avevo capito che era in seria difficoltà. Era disperato e beveva molto per il dolore procuratogli dalla grave malattia del figlio Daniele, un bellissimo ragazzo molto alto. Quando eravamo a Courmayeur, stavamo girando La moglie in vacanza... l'amante in città trascorsi un’intera notte con lui perché avevo capito che stava male più del solito e gli dissi che non doveva più bere ma parlare con me del suo problema, come a un fratello. Lui, in quella occasione, si confidò molto con me e questo mi rese veramente felice»

(Lino Banfi su Renzo Montagnani)

Nonostante la critica non fosse benevola nei suoi confronti, il genere, nel corso degli anni ha subito un'ampia rivalutazione.

«Moschin, Ugo, Celi ed io vivevamo in un superclima di amicizia. Ugo è l'unico tra di noi che non ama fare gli scherzi. Io, invece, da buon toscano, mi diverto ad organizzare dei tiri a tutti»

(Renzo Montagnani sulla trilogia di Amici miei)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Renzo Montagnani partecipò inoltre ad alcune serie della rubrica pubblicitaria televisiva Carosello:[7]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Prosa radiofonica Rai[modifica | modifica wikitesto]

Varietà radiofonici Rai[modifica | modifica wikitesto]

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È morto a Roma Renzo Montagnani. Gentiluomo della commedia sexy Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive. L'Unità, 24-05-1997.
  2. ^ a b Damiano Colantonio, Renzo Montagnani, Edizioni Sabinae, 2017, ISBN 9788898623570.
  3. ^ Filmato audio YouTube, su www.youtube.com. URL consultato il 2 marzo 2018. Modifica su Wikidata
  4. ^ Ugo Volli, È morto Renzo Montagnani, fu uno degli Amici Miei, su Repubblica.it, 24 maggio 1997.
  5. ^ Luca Fazi, Cari Amici miei: il ritratto di Renzo Montagnani!, su inbarbaalpalo.wixsite.com, 28 agosto 2020.
  6. ^ Addio Montagnani, condannato alla risata sexy, su archiviostorico.corriere.it (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2009).
  7. ^ Marco Giusti, Il grande libro di Carosello, II edizione, Sperling e Kupfer, ISBN 88-200-2080-7

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN87069438 · ISNI (EN0000 0000 6028 4173 · SBN RAVV091424 · LCCN (ENno2006063032 · GND (DE1061987701 · BNE (ESXX1298987 (data) · BNF (FRcb142080678 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2006063032