Renzo Montagnani

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« I film grossolani sono una scelta remunerativa, ma io uso definirmi migliore dei miei film[1]. »

(Renzo Montagnani)
Renzo Montagnani nel 1972

Renzo Montagnani (Alessandria, 11 settembre 1930Roma, 22 maggio 1997) è stato un attore e doppiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

« Non è che ti imponi di amare, ma ami...e questo dà tanta gioia, no?! Quando ami ti lasci trasportare proprio dai sentimenti, lasci perdere il raziocinio, queste cose...ami! Ami la tua casetta, magari che ti sei fatto...ami una donna, senza che lei lo sappia, magari! Ami »

(Renzo Montagnani)

Montagnani nasce ad Alessandria l'11 settembre del 1930 da Guido Montagnani, nativo di Prato, e Elvezia Beltrami, ventidue anni, nativa di Stradella in Lombardia. Nipote di un facoltoso farmacista che aveva il suo negozietto in un vicolo del centro storico di Firenze, Montagnani, seguendo le orme del nonno, decide di laurearsi in farmacia ma, appassionatosi al teatro durante gli anni dell'università, si trasferisce, una volta conseguita la laurea, a Milano intorno alla metà degli anni cinquanta. Si sposa nel settembre 1959 con la bluebell girls, Eileen Jarvis, avendo da lei un figlio, Daniele, nato nel 1963.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Entra in varie compagnie teatrali, come quella di Enrico Viarisio e di Erminio Macario, abbandonando del tutto l'interesse per il mestiere di farmacista e concentrandosi sulla carriera d'attore.

Nel 1959 si afferma in teatro, recitando ne I sogni muoiono all'alba, di Indro Montanelli (del quale tre anni dopo verrà girato anche un film con lo stesso Montagnani protagonista) e Marescalco dell'Aretino.

A Milano recita anche in spettacoli politicamente impegnati; lo si ricorda in Tre ipotesi sulla morte di Pinelli e nel ruolo di Umberto Tancredi in Il delitto Matteotti di Florestano Vancini.

Agli inizi degli anni sessanta si trasferisce a Roma per intraprendere la carriera cinematografica e televisiva. Torna all'attività teatrale dopo aver incontrato Valeria Moriconi, ed entra a far parte del gruppo La compagnia dei quattro, in cui milita per circa tre anni.

Renzo Montagnani in una foto del 1971

Successivamente, Montagnani viene contattato per lavorare in televisione nel programma Milledischi, dove venivano presentate le novità di quel tempo della musica leggera.

Dopo questa parentesi televisiva, si afferma anche come attore radiofonico, per la prosa e il varietà, in particolare nel programma notturno Buonanotte fantasma di e con Bibi Faller ed Emanuela Fallini.

« Amo il mio lavoro e lo faccio sempre con slancio. Non dico mai le battute del copione, anche perché spesso i copioni non esistono »

(Renzo Montagnani)

All'inizio degli anni ottanta Montagnani conquista la platea televisiva grazie alla sua interpretazione del personaggio di Don Libero nel varietà televisivo Ci pensiamo lunedì, diretto da Romolo Siena e condotto da Alida Chelli.[2] Il personaggio, figura di sanguigno parroco toscano, verrà in seguito ribattezzato "Don Fumino" per via del suo intercalare: «Eh, io son fumino, se 'un le dico mi sento male!», e verrà riutilizzato nel 1993 per la sitcom omonima come protagonista.

Gran parte della sua notorietà è tuttavia legata alla sua partecipazione in numerosi film del filone della commedia sexy all'italiana, genere che gli diede notevole popolarità in quel periodo nonché il soprannome di Ginecomico. Sebbene abbia recitato in questo filone già agli inizi degli anni settanta con il dittico Quando le donne avevano la coda e Quando le donne persero la coda e con i decamerotici Una cavalla tutta nuda e Jus primae noctis, l'attore si afferma sul finire del decennio con i cosiddetti film trash come Il ginecologo della mutua, La soldatessa alla visita militare, La soldatessa alle grandi manovre e L'insegnante va in collegio.

Tuttavia Montagnani dovette accettare a lungo questi ruoli anche per poter coprire le spese ingentissime per le cure del figlio Daniele gravemente malato (segnato da una lesione subita durante il parto, nel 1967) che era ricoverato in permanenza presso una clinica di Londra[3].

« Io trascorrevo molto tempo con lui anche fuori dal set cinematografico ed ero entrato nei suoi problemi, perché a me piace parlare e capire le persone. Volevo aiutarlo, avevo capito che era in seria difficoltà. Era disperato e beveva molto per il dolore procuratogli dalla grave malattia del figlio Daniele, un bellissimo ragazzo molto alto. Quando eravamo a Courmayeur, stavamo girando "La moglie in vacanza, l’amante in città..." trascorsi un’intera notte con lui perché avevo capito che stava male più del solito e gli dissi che non doveva più bere ma parlare con me del suo problema, come ad un fratello. Lui, in quella occasione, si confidò molto con me e questo mi rese veramente felice »

(Lino Banfi su Renzo Montagnani)

Nonostante la critica non fosse benevola nei suoi confronti, il genere, nel corso degli anni ha subito un'ampia rivalutazione.

Resta memorabile la sua interpretazione di Guido Necchi in Amici miei - Atto IIº e Amici miei - Atto IIIº, dopo aver doppiato Philippe Noiret in Amici miei, il primo film della serie.

« Moschin, Ugo, Celi ed io vivevamo in un superclima di amicizia. Ugo è l'unico tra di noi che non ama fare gli scherzi. Io, invece, da buon toscano, mi diverto ad organizzare dei tiri a tutti »

(Renzo Montagnani sulla Trilogia degli Amici miei)

Ancora per la televisione, ha interpretato il personaggio di Don Ferrante nello sceneggiato di Nocita I promessi sposi.

Oltre all'attività di attore, Montagnani è stato anche doppiatore, prestando la voce a Charles Bronson, Trevor Howard, il già citato Philippe Noiret, Claude Piéplu, Michel Piccoli, Jacques Jouanneau e di Romeo ne Gli Aristogatti, film d'animazione della Disney, dove mise da parte la sua cadenza toscana per interpretare magistralmente il gatto "romano". Sua, anche se resa metallica, è la voce del satellite artificiale SID (acronimo di "Space Intruder Detector"), nella versione italiana della serie televisiva UFO, trasmessa nei primi anni settanta, quando annunciava "UFO in avvicinamento".

Nel 2017 esce la prima biografia "Renzo Montagnani" scritta da Damiano Colantonio, prefazione di Fabrizio Borghini, postfazione di Marco Giusti; Edizioni Sabinae, Roma.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

« Anche come attore ha sacrificato il suo talento, che era grande, accettando qualsiasi cosa. Una vita disgraziatissima, la sua, da questo punto di vista »

(Indro Montanelli)

« Uno straordinario professionista, molto attento e intelligente come attore; purtroppo sottovalutato. Purtroppo per ragioni di famiglia non poteva rinunciare a lavorare, e doveva accettare qualunque proposta gli arrivasse. »

(Mario Monicelli)

Si spegne nella notte del 22 maggio del 1997 nella sua casa di Roma all'età di 66 anni lasciando la moglie Eileen e il figlio Daniele che morirà qualche anno dopo la sua scomparsa. Montagnani soffriva da un paio d'anni di tumore ai polmoni che non gli aveva impedito di continuare a lavorare[4]. I funerali si tennero il 24 maggio presso la Chiesa del Cristo Re in Viale Mazzini, a Roma[5]. Renzo e suo figlio riposano accanto nella tomba di famiglia in un piccolo cimitero inglese nella cittadina dove ancora oggi vive la moglie.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Serie TV[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Prosa radiofonica RAI[modifica | modifica wikitesto]

Varietà radiofonici Rai[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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