Franco Giraldi

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Franco Giraldi (Comeno, 11 luglio 1931) è uno sceneggiatore, regista cinematografico e televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Franco Giraldi nasce sul Carso triestino, a Comeno (Komen, oggi in Slovenia); la madre è una slovena di Trieste, il padre un italiano dell'Istria. Il rapporto tra le diverse etnie e culture delle sue terre d'origine dalla famiglia si rifletterà in modo significativo anche nella sua opera. Trascorre l'infanzia e l'adolescenza tra il Carso, Trieste e Gorizia. Durante la seconda guerra mondiale aiutò i partigiani italiani, tagliando i fili delle linee tedesche e fasciste.[senza fonte]

Il suo primo contatto professionale con il mondo del cinema avviene come critico cinematografico dalle pagine del quotidiano l'Unità, dopo essere stato - assieme a Tullio Kezich e Callisto Cosulich - tra i fondatori nel dopoguerra del Circolo del Cinema di Trieste (affiliato alla Federazione italiana dei circoli del cinema).

All'inizio degli anni Cinquanta si trasferisce a Roma, dove si mette dietro alla macchina da presa e diventa aiuto di registi come Giuseppe de Santis, Leopoldo Savona, Gillo Pontecorvo, Carlo Lizzani e Giuliano Montaldo. In quel periodo dirige molte seconde unità di film di successo, fra cui Per un pugno di dollari di Sergio Leone. Proprio l'addio di Leone alla Jolly Film favorisce il suo debutto come regista di successo nel western all'italiana 7 pistole per i MacGregor.

Nel 1968, dopo quattro film lascia il genere che lo ha lanciato e si cimenta nella commedia all'italiana con La bambolona. Negli anni successivi si afferma come una delle firme più apprezzate del cinema italiano.

Nel 2005 sposa Palmira Petrongari, che viene a mancare nel gennaio 2009[senza fonte]. Da allora Giraldi si è ritirato nel suo amato Friuli Venezia Giulia, a Gradisca d'Isonzo, dove continua a collaborare con varie associazioni e a lavorare come critico cinematografico per il premio Amidei.

La regia[modifica | modifica wikitesto]

Regista serio e di buon gusto[1], Franco Giraldi ha anche notevole sensibilità e buona cultura, che risaltano in alcune commedie femminili e maschili di grande finezza[2], in cui analizza con sottigliezza le psicologie dei personaggi.

L'esordio è nel genere western, prima come aiuto regista di Sergio Leone nel film Per un pugno di dollari e poi con diverse pellicole, con cui si dota di una solida professionalità[3]. Passa alla regia di commedie all'italiana come La Bambolona (1968) e Cuori solitari (1970), in cui dirige gli attori con notevole finezza[4], poi si dedica ad un cinema impegnato tratto da opere letterarie (come La giacca verde di Mario Soldati, suo grande amico, La rosa rossa di Pier Antonio Quarantotti Gambini, Un anno di scuola di Giani Stuparich, La frontiera di Franco Vegliani), di sapiente ritratto ambientale[5] e di atmosfera mitteleuropea[4].

Dirige sul set attori del calibro di Monica Vitti, Senta Berger, Luigi Proietti, Renzo Montagnani, Omero Antonutti, Laura Morante, Mariangela Melato, Raul Bova, Claudia Pandolfi, Ornella Muti, Maria Grazia Cucinotta, Gabriella Pession, Ottavia Piccolo.

Negli anni settanta sperimenta la regia televisiva ottenendo un grande successo di pubblico e di critica con La rosa rossa del 1973 e Un anno di scuola del 1977 (premio per il miglior film e per la regia al Festival televisivo di Praga 1977)[6], con i quali raggiunge la propria maturità espressiva[4], culminata nel film La giacca verde del 1979, intensa commedia di psicologie maschili, ritenuta la sua opera migliore[2]. Gran parte del suo impegno negli anni successivi è assorbito dalla televisione, per la quale realizza anche la serie L'avvocato Porta, con Gigi Proietti e quella dedicata a Pepe Carvalho, l'investigatore protagonista dei romanzi di Manuel Vázquez Montalbán. Non dimentica comunque il cinema, al quale ritorna con La frontiera, film tratto dal romanzo di Franco Vegliani, che vince una Grolla d'oro per la migliore fotografia a Saint Vincent nel 1996 e Voci, la riduzione cinematografica dell'omonimo romanzo di Dacia Maraini nel 2001.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Diverse biografie - soprattutto su internet - lo indicano anche come attore in due film horror di Bruno Mattei: Virus (1980) e L'altro inferno (1980). Si tratta di un errore dovuto allo pseudonimo Frank Garfield, da lui utilizzato a inizio carriera di regista: lo stesso pseudonimo infatti è stato utilizzato successivamente dall'attore Franco Garofalo, che è l'effettivo interprete dei due film citati.

Nel suo film d'esordio 7 pistole per i MacGregor sul manifesto e nelle locandine la regia è attribuita a "Frank Grafield". Nel cinema dell'epoca si usava attribuire pseudonimi anglofoni a registi e attori di film italiani, e Giraldi scelse per sé "Frank Garfield", che divenne - per un mero refuso tipografico - il "Frank Grafield" che perdura ancora oggi per questo film. Il nome "Frank Garfield" - stavolta nella corretta ortografia - comparirà solo nel successivo 7 donne per i MacGregor e solo per il mercato estero: nelle copie italiane infatti il film venne attribuito a "Franco Giraldi".

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario cinema Morandini GLI ORDINI SONO ORDINI | Sky Cinema, su cinema.sky.it. URL consultato il 06 settembre 2016.
  2. ^ a b Enrico Giacovelli, La commedia all'italiana, Gremese Editore, 1° gennaio 1995, ISBN 9788876058738. URL consultato il 06 settembre 2016.
  3. ^ Gianni Canova, Enciclopedia del cinema, Garzanti, 1° gennaio 2002, ISBN 9788811504986. URL consultato il 06 settembre 2016.
  4. ^ a b c Sapere.it, Giraldi, Franco - Sapere.it, su www.sapere.it. URL consultato il 06 settembre 2016.
  5. ^ Enciclopedia - multimediale Rizzoli Larousse 2001, voce "Giraldi (Franco)".
  6. ^ Arctur d.o.o., Franco Giraldi, Italia - I premiati - premio darko bratina - ita, su www.kinoatelje.it. URL consultato il 07 settembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano De Giusti (a cura di), Franco Giraldi, lungo viaggio attraverso il cinema, Torino, Kaplan Edizioni, 2006

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN77518525 · ISNI: (EN0000 0001 1448 7591 · SBN: IT\ICCU\BVEV\020938 · LCCN: (ENno2005000781 · GND: (DE133954803 · BNF: (FRcb13948475w (data)