Rimini Rimini - Un anno dopo

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Rimini Rimini - Un anno dopo
Rimini Rimini - Un anno dopo.jpg
Renzo Montagnani e Eva Grimaldi
Titolo originale Rimini Rimini - Un anno dopo
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1988
Durata 88 min
Genere comico
Regia Bruno Corbucci e, solo per l'ultimo episodio, Giorgio Capitani
Soggetto Mario Amendola, Bruno Corbucci
Sceneggiatura Mario Amendola, Bruno Corbucci
Produttore Augusto Caminito
Casa di produzione Scena Film Production, Reteitalia
Distribuzione (Italia) Medusa Distribuzione - Penta Video, Medusa Video
Fotografia Giuseppe Ruzzolini
Montaggio Daniele Alabiso
Musiche Franco Micalizzi
Scenografia Marco Dentici
Costumi Silvia Frattolillo
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Rimini Rimini - Un anno dopo è un film del 1988, diretto da Bruno Corbucci e, solo per l'ultimo episodio, da Giorgio Capitani. È il sequel di Rimini Rimini del 1987.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una miriade di villeggianti affolla le spiagge ed i locali di Rimini alla ricerca sfrenata di avventure e divertimento.

Nel primo episodio - intitolato Il nipote del vescovo - compare Paolo Polverosi (Andrea Roncato), un signore "tutto casa e chiesa" che ha appunto uno zio alto prelato il quale gli chiede di condurre una trasmissione radiofonica a sfondo religioso di quindici minuti. Essendo Paolo parente di un uomo importante nonché un membro dell'Azione Cattolica, il direttore di Radio Rimini Max Vermiglio (Dario Salvatori) non gli rifiuta il favore, ma negli studi dell'emittente Polverosi sarà irresistibilmente attratto dalle bellissime ragazze della radio e in particolare da una che lo invita a fare la doccia insieme a lei.

Nel secondo episodio - intitolato La legge del taglione - il protagonista è Nicola Moschetti (Maurizio Micheli), responsabile culturale di Radio Bari, in vacanza a Rimini insieme alla domestica Carmela (Tosca D'Aquino) e alla moglie Immacolata (Maria Rosaria Omaggio). In spiaggia Nicola incontra un suo vecchio compagno di scuola (Aldo Ralli), soprannominato "Pisciasotto", che lo convince a cercarsi un'avventura estiva; il pugliese riesce a sedurre la bellissima Francesca (Isabel Russinova) ma viene scoperto da Terry (Adriano Pappalardo), il corpulento marito di lei, che si vendicherà andando a letto con la moglie di Nicola.

Il terzo episodio - intitolato La scelta - narre le vicende del playboy di mezza età Luciano Ambrosi (Renzo Montagnani) che attraversa un periodo di appannamento sessuale. Il suo amico Achilli (Enzo Garinei), un medico, gli fa credere per scherzo che la causa di queste défaillance è la sua alimentazione sregolata, per cui gli ordina una dieta severissima. Luciano è innamorato di Flaminia (Eva Grimaldi), la quale una sera prima gli offre una cena luculliana e poi finge di accettare la sua corte, per poter ridere della sua "cilecca" insieme ai compari del seduttore: quest'ultimo però si prenderà un'enorme rivincita.

Nel quarto episodio - a cui non è stato assegnato il titolo - Inge (Olimpia Di Nardo) è una severa governante tedesca che non permette alla giovane ragazza che ha in affidamento, Giulia, di uscire la sera. La ragazza allora decide di vendicarsi: chiama Radio Rimini e, fingendo di essere Inge, dichiara di essere una splendida trentenne in cerca del "maschio italiano". Tre balordi motociclisti neonazisti sentendo la trasmissione vanno da Inge e la violentano, consentendo così a Giulia di andare in discoteca. Quando la ragazza tornerà a casa, vedrà una tata decisamente più libera e senza più tabù.

Nel quinto episodio - intitolato Vuò cumprà - lo strozzino Teseo Formigoni (Gastone Moschin) gestisce in maniera disumana un gruppo di venditori ambulanti africani in spiaggia: tra essi, il più abile di tutti è Alì (Gianfranco D'Angelo), il quale però è innamorato della moglie del negriero (Corinne Cléry). La donna, che non riceve denaro dal tirchissimo marito, accetta il corteggiamento di Alì in cambio di 10 milioni che il vu cumprà otterrà proprio dal consorte tradito grazie a un abile stratagemma. Alla fine si scopre che Alì non è extracomunitario, ma un romano che si finge straniero per guadagnare di più.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Le recensioni del film furono unanimemente negative: Francesco Mininni scrisse sul Magazine italiano tv: "Chissà perché tutte queste scemenze devono accadere proprio a Rimini; fossimo riminesi, eleveremmo formale protesta. Invece, possiamo soltanto fare finta che questo film non esista. È già qualcosa", mentre Laura e Morando Morandini su Telesette definirono la pellicola "Esempio di cinema italiano commerciale al suo livello più basso. Ancora più superficiale, fatuo e squallido del primo capitolo senza sprazzi di intelligenza e di brio. Non ha avuto nemmeno un po' di successo".[1]

Non migliori furono i commenti delle riviste specializzate: su Segnalazioni cinematografiche venne scritto: "Questo film è il massimo della grossolanità, della futilità nella sceneggiatura e della ripetitività e scontatezza delle gag comiche. L'interpretazione è penosa, intollerabile e risibile nonostante la presenza di pur validi attori",[2] mentre un critico di Segnocinema giudicò il film: "Più vuoto e squallido del precedente capitolo e questa volta dall'inizio alla fine. Se Rimini Rimini aveva incontrato il successo del pubblico, questo "prolungamento" è invece passato nell'indifferenza generale. Giustizia è fatta."[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rimini, Rimini - Un anno dopo, Scheda su Comingsoon.it
  2. ^ Segnalazioni cinematografiche, vol. 107, 1989
  3. ^ M. Calderale, Segnocinema, ottobre 1988

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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