Il diavolo e l'acquasanta

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Il diavolo e l'acquasanta
Paese di produzioneItalia
Anno1983
Durata93 min
Generecommedia
RegiaBruno Corbucci
SoggettoMario Amendola, Bruno Corbucci
SceneggiaturaMario Amendola, Bruno Corbucci
FotografiaGiorgio Di Battista
MontaggioDaniele Alabiso
MusicheGuido De Angelis, Maurizio De Angelis
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il diavolo e l'acquasanta è un film del 1983 diretto da Bruno Corbucci.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Bruno Marangoni, ex centravanti della Roma, è caduto in disgrazia dopo aver abbandonato il calcio a causa di una serie di infortuni, ed ora vive di espedienti e piccole truffe. Arriva perfino spesso a simulare il suicidio minacciando di gettarsi dal Colosseo, e nell'ultima circostanza viene "salvato" da Don Gaetano, un prete ex scalatore, parroco di un immaginario paesello del Lazio (le scene sono ambientate a Bracciano nell'immaginario paese di Castelfranco). Marangoni, decide quindi di traslocare con la provocante compagna nella sacrestia del povero parroco, colpevole di averlo salvato e quindi, a suo modo di vedere, in dovere di ospitarlo.

Don Gaetano, grande appassionato di calcio e con a cuore le sorti della sfortunata squadra del Castelfranco, cerca di avere un tornaconto dal suo scomodo ospite invitandolo a diventare allenatore-giocatore della squadra. Marangoni è tuttavia intenzionato soltanto a portare scompiglio nella comunità con una serie di truffe in attesa del grande colpo che possa sistemarlo per sempre. In realtà, al di là di questo subdolo fine, a frenarlo è la sua ritrosia verso il mondo del pallone, che l'aveva portato dagli altari alle polveri. Ma a poco a poco, un po' per convenienza, un po' per il richiamo della passione, Marangoni accetta la proposta di Don Gaetano, e risolleva, da solo allenatore, le sorti della squadra portandola in "zona promozione", pur continuando le sue attività losche.

Quando il bottino accumulato è interessante ma le sue truffe più grandi vengono scoperte, Marangoni abbandona la squadra alla vigilia dell'incontro decisivo verso nuovi lidi. Tuttavia, mentre è in fuga, non resiste ad aggiornarsi sull'autoradio sull'andamento del match-promozione: sentendo che la sua squadra perde tre a zero, inverte marcia e torna al campo sportivo. Caso vuole che il capitano dell'altra squadra dilettantistica sia un ex professionista che fu a suo tempo l'autore del becero fallo che gli aveva di fatto rovinato la carriera. Marangoni arriva all'inizio del secondo tempo e scende in campo di persona. Sbeffeggia l'odiato avversario e segna i quattro spettacolari gol, l'ultimo a tempo scaduto, che regalano a Don Gaetano la promozione ed a lui, in lacrime, la vera rivincita con la vita.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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