Squadra antifurto

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Squadra antifurto
Squadra antifurto.png
Il titolo del film
Paese di produzioneItalia
Anno1976
Durata101 min
Rapporto1,85:1
Generepoliziesco, commedia
RegiaBruno Corbucci
SoggettoBruno Corbucci e Mario Amendola
SceneggiaturaBruno Corbucci e Mario Amendola
ProduttoreGalliano Juso
Casa di produzioneCinemaster
Distribuzione in italianoTitanus
FotografiaMarcello Masciocchi
MontaggioDaniele Alabiso
MusicheGuido e Maurizio De Angelis
ScenografiaClaudio Cinini
CostumiLuciano Sagoni
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Squadra antifurto è un film italiano del 1976 diretto da Bruno Corbucci.

È il secondo capitolo della saga di Nico Giraldi interpretato da Tomas Milian, dopo Squadra antiscippo[1][2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Passato alla squadra antifurto, il maresciallo Giraldi si occupa di criminali che commettono furti in appartamenti o rubano automobili. Tra questi vi è una banda di cui fa parte Tapparella, un ladro fidanzato con Olimpia, Zagaja, un ladro balbuziente e i siciliani Rosario e Salvatore Trapanese. Tra i vari furti la banda ne compie uno in una villa di un americano, Ralf Douglas, che si scoprirà essere un ex agente della CIA. I ladri entrano in possesso di documenti riguardanti un enorme giro di tangenti a favore di varie e importanti personalità.

Resosi conto dell'importanza dei documenti, Tapparella si mette in contatto con emissari di Ralf Douglas, chiedendo una somma di denaro per la riconsegna, ma viene ucciso. Anche il socio Zagaja farà la stessa fine e quindi il maresciallo Giraldi capisce che Douglas è stato derubato di qualcosa di importante.

Per appurare la sua tesi, vengono pedinati i fratelli Trapanese che nel frattempo si sono messi in contatto con gli emissari di Douglas. Il tentativo fallisce e anche i due ladri vengono uccisi, ma un emissario di Douglas lascia una traccia e grazie a quella Giraldi vola a New York dove trova Douglas e lo fa arrestare[3].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Per le scene dell'ambasciata americana, venne utilizzato l'esterno di Casal de' Pazzi, sulla via Nomentana, mentre gli interni venneno realizzati in alcune stanze dell'Istituto Marymount, sulla stessa via.
  • Fa la sua prima comparsa il ladro interpretato da Bombolo, che però non è ancora chiamato "Venticello" bensì il "Trippa". Nei titoli è indicato come Franco Necker invece di Franco Lechner, suo vero nome.
  • Il personaggio del brigadiere Gargiulo da questo film in poi sarà interpretato da Massimo Vanni e non più da Raf Luca.
  • La scena del furto tentato è stata girata, in esterno, in via Germanico 216[4]; si nota la targa di una delle prime palestre dedicate al trattamento della cellulite, oltre che ad altre discipline, ed in cui venivano previste convenzioni con specifiche categorie, la "Figurin Club"[5], adesso scomparsa.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito nei cinema italiani il 29 ottobre 1976, il film ha incassato complessivamente 1.825.316.810 di lire dell'epoca.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Curti, Italia odia. Il cinema poliziesco italiano, Torino, Edizioni Lindau, 2006, ISBN 978-88-7180-586-3.
  2. ^ Manlio Momarasca, Giorgio Navarro e Davide Pulici, Monnezza e i suoi fratelli, Nocturno Dossier n.39, Cinemabis Comm..
  3. ^ archiviodelcinemaitaliano.it. URL consultato il 14 giugno 2020.
  4. ^ davinotti.com, https://www.davinotti.com/location/squadra-antifurto/1550. URL consultato il 3 dicembre 2021.
  5. ^ Gian Paolo Caprettini, Ordine e disordine, Meltemi Editore, 1998, p. 156.
  6. ^ Roberto Curti, Italian Crime Filmography, 1968-1980, McFarland, 2013, ISBN 0786469765.

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