Lilli Carati

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lilli Carati e Gloria Guida in una scena del film Avere vent'anni (1978) di Fernando Di Leo

Lilli Carati, nome d'arte di Ileana Caravati (Varese, 23 settembre 1956), è un'attrice cinematografica italiana, nota soprattutto per aver interpretato negli anni settanta e ottanta numerosi film appartenenti al cinema di genere.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata in una famiglia di commercianti, iniziò la sua carriera nel mondo della moda, frequentando una scuola di indossatrici: la sua bellezza la fece arrivare finalista al concorso di Miss Italia 1974 che si tenne a Reggio Calabria, dove arrivò al secondo posto con il titolo di Miss Eleganza. La Carati venne poi scritturata da Franco Cristaldi, che sedeva in veste di giurato nel concorso di bellezza, per la Vides Cinematografica. Partecipò quindi a varie pellicole di successo del filone della commedia sexy in voga in quel periodo, e interpretò anche, a differenza di altre colleghe, ruoli su altri generi cinematografici, spaziando dal comico al drammatico, dal poliziottesco all'exploitation.

Tra le sue interpretazioni si ricorda il film Avere vent'anni del 1978 diretto da Fernando Di Leo di cui era protagonista insieme a Gloria Guida, proiettato anche alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del 2004 nella retrospettiva Storia Segreta del Cinema Italiano - Italian Kings of the B's, film culto e autentico manifesto del vivere pericolosamente proprio dei giovani di allora. È in questo periodo che l'attrice, sempre più stressata a causa dei ritmi frenetici che le erano imposti dai produttori, iniziò a fare uso di droghe.

Il suo film più importante è probabilmente Il corpo della ragassa di Pasquale Festa Campanile uscito nel 1979, tratto dall'omonimo romanzo di Gianni Brera, interpretato al fianco di Enrico Maria Salerno e Renzo Montagnani, la pellicola ebbe un discreto successo presso il pubblico, pur non convincendo la critica. Verso la metà degli anni ottanta, uscita da un drammatico incidente d'auto verificatosi ad Arona nel luglio 1981 (che le procurò fratture alla rotula e a una spalla) e dopo una inattività durata tre anni, fece una breve apparizione nella commedia Magic Moments.

Nel settembre 1984 Lilli Carati avrebbe dovuto interpretare il film La principessa degli Aztechi, le cui riprese erano previste in Amazzonia ma il progetto saltò. Successivamente interpretò quattro film erotici di Joe D'Amato, tra i quali Voglia di guardare (sul cui set nacque un'amicizia con la collega Jenny Tamburi). Era previsto anche un quinto film erotico (sempre diretto da Joe D'Amato), ma il regista decise all'ultimo momento di affidare il ruolo di Lilli Carati ad Eva Grimaldi.

Lilli Carati ne Una ragazza molto viziosa nel 1988.

Dopo un film soft-core intitolato Lilli Carati's dream di Giorgio Grand, l'attrice passò al porno vero e proprio, interpretando in tutto quattro film, tutti diretti sempre da Giorgio Grand e girati tra il 1987 ed il 1988, in cui lavorò anche con Rocco Siffredi, all'epoca all'inizio della sua carriera (nel 1990 venne distribuito un quinto film pornografico che la vedeva tra le protagoniste ma si trattava in realtà di un montaggio di spezzoni delle sue quattro pellicole precedenti). La stessa Lilli Carati ha poi dichiarato di aver accettato di girare film porno per poter avere i soldi per procurarsi le dosi di droga quando ne aveva bisogno. In seguito si ritirò dalle scene a causa dei suoi sempre più gravi problemi di tossicodipendenza dovuti all'uso di cocaina e, soprattutto, di eroina.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Lilli Carati ebbe una relazione con il regista Pasquale Festa Campanile (che la diresse nel già citato Il corpo della ragassa ed in Qua la mano, quest'ultimo interpretato accanto ad Adriano Celentano) tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta. Nonostante le sue scelte l'avessero emarginata dal mondo patinato della televisione (si ricorda nel 1981 una sua ospitata al programma di Rai 1 TG l'una dove apparve in video in un evidente stato di alterazione da eroina), i tanti servizi fotografici su testate come Playmen e Blitz ne mantennero alta la popolarità.

Tuttavia la droga provocò un precoce declino artistico e fisico, al tal punto da procurarle noie giudiziarie (nel maggio del 1988 fu anche arrestata per detenzione di eroina ed incarcerata per alcuni giorni) e per molti anni non si ebbero più notizie di lei. La regista televisiva Rony Daopoulos ha realizzato per la RAI Lilli, una vita da eroina un film-verità di 34 minuti in cui la Carati (che all'epoca risiedeva in una comunità di recupero per tossicodipendenti) raccontava la sua vita, gli eventi che l'avevano portata al contatto con le droghe ed il suo percorso di disintossicazione svolto all'interno della struttura in cui viveva in quel periodo; il documentario fu trasmesso all'interno del ciclo Storie vere ed è andato in onda su Rai 3 alle 23.45 del 25 febbraio 1994.

Il ritorno sulle scene[modifica | modifica sorgente]

Il 9 luglio 2008 è comparsa su Rai 2, ospite del programma Ricominciare, condotto da Alda D'Eusanio. Ha raccontato dell'uscita dal mondo della droga e del suo secondo tentato suicidio (maggio 1989; il primo si era verificato un anno prima, il 10 maggio 1988, all'indomani del suo arresto per detenzione di eroina[1]), ammettendo d'essersi buttata dalla finestra della camera da letto dei suoi genitori, al terzo piano, in preda ad un momento di forte depressione, dal momento che non riusciva ad uscire dal tunnel della droga. I tre mesi di totale immobilità che seguirono alla caduta (riportò la frattura di tre vertebre e, rimanendo bloccata a letto, aumentò di 40 chili), contribuirono gradualmente alla sua rinascita personale.

L'11 settembre 2008, poi, nel programma Stracult di Rai 2, è stata trasmessa una lunga intervista (realizzata il 31 luglio 2008) alla Carati, condotta da Marco Giusti, nel corso della quale è stata ripercorsa la carriera dell'attrice dal 1975 al 1984. In questa intervista ha inoltre dichiarato che le piacerebbe tornare a recitare. Tra gli altri programmi tv cui ha preso parte tra il 2008 ed il 2009 ci sono La vita in diretta, Italia allo specchio e Crispy News. Il 27 settembre 2008 ha partecipato ad una serata a lei dedicata nella sala video della biblioteca di San Giovanni in Persiceto.

Il ritorno alla recitazione[modifica | modifica sorgente]

Ha partecipato assieme al cantante Armando De Razza a un mini-documentario di Nicola Scorza, dal titolo Latin Surprise (Sorpresa Latina), uscito a dicembre 2008 e presentato nello stesso periodo al Dubai Film Festival: una piccolo film divertente e autoironico che accompagna lo spettatore in un viaggio nelle produzioni laziali del lusso (alta moda, oreficeria, imbarcazioni).

Nel 2011 il regista cinematografico Luigi Pastore le affida un ruolo da protagonista principale nel suo thriller La fiaba di Dorian. È il primo ritorno ufficiale di Lilli Carati davanti alla macchina da presa, dopo 24 anni dalla sua ultima interpretazione cinematografica. Le riprese del film vengono interrotte, subito dopo la realizzazione di un teaser di presentazione, a causa di un grave problema di salute dell'attrice. È lei stessa a rivelarlo sulle pagine dei settimanali Vanity Fair e Di Più, confidando di aver avuto un tumore al cervello e di essersi sottoposta ad un delicato intervento chirurgico.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Lilli Carati nel finale di Avere vent'anni nel 1978.

Filmografia tradizionale[modifica | modifica sorgente]

Lilli Carati ne Una moglie molto infedele nel 1987.

Filmografia pornografica[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni a film-documentario[modifica | modifica sorgente]

Interviste in tv e partecipazioni televisive[modifica | modifica sorgente]

Incontri pubblici[modifica | modifica sorgente]

Articoli[modifica | modifica sorgente]

  • 1997 - Italia: Nocturno, Vol. 2, Iss. 4, pg. 62-67, di Manlio Gomarasca, Il Corpo e l'anima della ragassa

Servizi fotografici[modifica | modifica sorgente]

Copertine[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Di Quarto, Michele Giordano, Moana e le altre. Vent'anni di cinema porno in Italia, Roma, Gremese Editore, 1997, pp. 117-119. ISBN 978-88-7742-067-1.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'attrice Lilli Carati ha tentato il suicidio in carcere, La Repubblica, 12 maggio 1988
  2. ^ documentario "Sorpresa Latina". URL consultato il 4 gennaio 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Video[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 14982122