Bombolo

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Bombolo durante uno spettacolo a Roma nel 1983

Bombolo, pseudonimo di Franco Lechner (Roma, 22 maggio 1931Roma, 21 agosto 1987[1]), è stato un attore italiano di cinema e di varietà.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Marcello Martana e Bombolo in una scena del film Delitto al Blue Gay (1984)

Nato nel rione Ponte, nel centro storico della Capitale, esercitò per anni, fin dalla giovane età, l'attività di venditore ambulante come piattarolo (venditore di stoviglie, tovaglie e ombrelli ai passanti) nei vicoli del centro di Roma, nella zona attigua allo storico mercato di Campo de' Fiori. A partire dal 1976, grazie all'interessamento del regista Bruno Corbucci, si dedicò al cinema, e contemporaneamente iniziò la collaborazione con la compagnia cabarettistica del Bagaglino di Castellacci e Pingitore.

Nel 1983, alla trasmissione Domenica in condotta da Pippo Baudo, rivelò di aver scelto il nome d'arte Bombolo poiché questo era stato da sempre il suo soprannome ispirato alla canzone omonima del 1932 scritta e musicata da Marf e Vittorio Mascheroni e resa popolare dal Trio Lescano[2].

Bombolo con Giorgio Bracardi e Renato Nicolini alla manifestazion anti-Fast food in piazza di Spagna il 20 aprile 1986

Utilizzato spesso come spalla di attori come Tomas Milian, Enzo Cannavale, Pippo Franco, interpretò ruoli comici, gag basate principalmente sulla fisicità, sulla mimica facciale, sull'utilizzo dell'onomatopea (famoso il suo Tze-tze!), del turpiloquio e del dialetto romanesco, recitando prevalentemente in commedie sexy. Bombolo divenne famoso soprattutto per aver interpretato il personaggio di Venticello, ladruncolo e informatore della polizia, nella serie poliziesca dell'ispettore Nico Giraldi, in cui appare in nove degli undici film realizzati.

Il suo personaggio divenne una sorta di maschera tipica e lo rese uno degli attori più usati del cinema di genere italiano degli anni settanta e ottanta, in compagnia di altri interpreti del ruolo tra cui Enzo Cannavale.

Il suo ultimo film fu quello girato insieme a Nino D'Angelo, Giuro che ti amo del 1986, nel quale appare visibilmente dimagrito, segnato da un attacco di meningite acuta accusato pochi mesi prima, che lo aveva portato anche al coma durante il ricovero ospedaliero, al ritiro temporaneo dall'attività teatrale con la compagnia del Bagaglino oltre che da quella cinematografica, e da cui si riprenderà solo parzialmente.

Come riportato dalla sua biografia pubblicata nel 2014 e scritta da Ezio Cardarelli in collaborazione con la famiglia dell'attore (...E poi cominciatti a fà l'attore, edizioni Ad Est dell'Equatore), il subentrare di un male incurabile agli inizi del 1987 lo portò a un nuovo ricovero ospedaliero e minò definitivamente il suo stato di salute già precario, costringendolo a un definitivo ritiro.

La sua ultima apparizione in scena, sul palco del Salone Margherita con la compagnia del Bagaglino, è avvenuta l'8 maggio 1987. Quella sera fu aiutato a salire sul palcoscenico a causa della debolezza dovuta alla malattia oramai incombente.

Muore il 21 agosto 1987 all'ospedale Forlanini di Roma in seguito ad un arresto cardiaco all'età di 56 anni.

Tomas Milian ha raccontato - nel corso di un'intervista trasmessa dalla Rai nel 2010 - che al funerale di Bombolo, il 24 agosto 1987 nella parrocchia di Santa Maria in Vallicella, si nascose dietro una colonna affinché nessuno lo notasse e quando il feretro passò davanti a lui, gli diede un affettuoso buffetto[3], in ricordo di tutti gli schiaffoni che, sul grande schermo, nei panni dell'ispettore Nico Giraldi, aveva rifilato all'attore romano. Riposa nel Cimitero Flaminio, a Roma.

L'epitaffio sulla sua tomba riporta: "Ciao Bombolo Core de Roma".

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film Il ritorno del Monnezza (2005) il personaggio di Franchino è figlio di Bombolo; interpretato dal comico Andrea Perroni, che imita la voce e le battute tipiche dell'attore romano.
  • Nel film Tutta la vita davanti (2008) viene inquadrata un'immaginaria Via di Roma intitolata proprio a Franco Lechner.
  • Nel libro Tomas Milian, il trucido e lo sbirro (2011), viene così descritto da Maurizio Maggioni: “Presenta una comicità e un'ilarità essenzialmente fisiche, provocando il riso della platea romana, grazie alla sua mimica facciale stravolta, all'espressione bovina dello sguardo, al pianto onomatopeico da fumetto, ai movimenti inconsulti. La lingua saetta e sputazza imprecazioni e lamenti tra labbra carnose, la pancia obesa sobbalza nella corsa, la calvizie è mal nascosta dal riportino e la gommosa faccia flaccida funge da vero e proprio punching ball da parte del tiranneggiatore di turno. Bastava dunque una sua smorfia (la sua specialità) per suscitare nello spettatore un'incontenibile ilarità”.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Bombolo insieme a Pippo Franco nel film Nerone (1977)
Bombolo in una scena di un film della serie di Nico Giraldi

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tomba di Bombolo, Cimitero Flaminio di Roma
  2. ^ La canzone Bombolo di Marf-Mascheroni
  3. ^ Intervista trasmessa nel corso della trasmissione Da Da Da su Rai1.
  4. ^ Il disco di Bombolo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gordiano Lupi, Tomas Milian, il trucido e lo sbirro, Profondo Rosso Editore, Roma, 2011.
  • Ezio Cardarelli "...E poi cominciatti a fa' l'attore", prima ed unica biografia autorizzata dalla famiglia di Franco Lechner in arte Bombolo, editore "Ad est dell'equatore" 2014

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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