Salone Margherita (Roma)

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Salone Margherita
Colonna - via due Macelli - Salone Margherita Bagaglino 1020519.JPG
Salone Margherita, Café Chantant 2.0
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàRoma
IndirizzoVia dei Due Macelli, 75
Dati tecnici
TipoSala rettangolare con file di posti a sedere. Ha una galleria che prosegue sui lati con una serie di palchetti indipendenti
FossaAssente
Capienza450 posti
Realizzazione
Costruzione1898
ArchitettoGiuseppe Pagnani Fusconi
Sito ufficiale

Coordinate: 41°54′16.02″N 12°29′01.15″E / 41.90445°N 12.483653°E41.90445; 12.483653

Il Salone Margherita è un teatro di Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costruito nel 1898 per imporsi quale principale Cafè chantant della Capitale, straordinario esempio di stile liberty, il Salone Margherita è passato dal 2014 sotto la gestione di Nevio Schiavone, produttore di eventi e spettacoli dal vivo tra i più prolifici ed affermati del panorama italiano.

Il Salone Margherita deve la sua apertura ai fratelli Marino, imprenditori teatrali, già proprietari dell'omonimo Salone Margherita di Napoli aperto nel 1890 e futuri proprietari del Teatro Sala Umberto. Visto il successo dell'importazione del genere del café-chantant, decisero di esportarlo a loro volta in tutta Italia.

Nel 1898 venne così aperto il Teatro delle Varietà a Roma, in via dei Due Macelli. Il nome cambiò subito in Salone Margherita, in modo da ricordare i successi del teatro napoletano omonimo, già famoso in tutta Italia. Il nome Margherita, inoltre, era un chiaro omaggio a Margherita di Savoia, moglie del re Umberto I.

Vi venivano rappresentati tutti gli spettacoli tipici del varietà ma in pompa magna, in modo da ostentare sempre un lusso ed una ricercatezza quasi da non avere eguali. Una serie di eleganti tavoli riempiva la sala rettangolare, così da poter servire lussuosi buffet durante le rappresentazioni.

Il successo fu così grande che gli impresari si videro costretti, già nel 1908, a modificare la struttura del teatro per renderla più grande e lussuosa. Venne costruito un piano ammezzato nel quale avrebbe trovato posto una galleria, mentre una serie di sventramenti avrebbe creato spazio sufficiente alla costruzione di un vero e proprio palcoscenico.

Nel giugno del 1909 il teatro riaprì completamente rinnovato, presentando un cartellone in cui comparivano i migliori comici e le più ricercate sciantose del tempo: La Bella Otero, Lina Cavalieri, Nicola Maldacea, Ettore Petrolini, Leopoldo Fregoli ed altri ancora. Nel 1921 Filippo Tommaso Marinetti vi rappresentò uno spettacolo di varietà futurista.

Fino al secondo dopoguerra il teatro rimase uno dei punti cardine indiscussi della comicità romana. Ma la concorrenza di cinema e televisione ne decretarono la trasformazione in sala cinematografica.

Nel 1972 un intervento di recupero e di restauro lo riportò in auge come teatro di cabaret e di rivista. Per anni si chiamò Bagaglino, in onore della compagnia comica e satirica che vi si installò. Oggi si chiama nuovamente Salone Margherita ed ha una programmazione regolare: saltuariamente è utilizzato anche come location per le riprese televisive degli spettacoli del Bagaglino. Recentemente il teatro ha promosso rassegne dedicate al Settore Lirico con la messa in scena di opere come Il Barbiere di Siviglia, La traviata e, ultimamente, l'opera musicale moderna Raffaello e la Leggenda della Fornarina ottenendo un grosso riscontro di pubblico.

A luglio 2017 la Banca d'Italia, proprietaria del Salone, ha avviato una procedura d'asta per dismettere l'immobile.[1]

Il 2 dicembre 2017 il blogger romano Stefano Molini lancia una petizione sulla piattaforma internazionale di campagne sociali change.org indirizzata al Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, al Ministro della Cultura Dario Franceschini e al Sindaco di Roma Virginia Raggi dal titolo No Alla Vendita del Salone Margherita per chiedere il massimo impegno contro la vendita di questo meraviglioso café chantant, patrimonio storico, artistico e culturale della città di Roma e dell'intera Nazione. La petizione è tuttora in corso e già numerosi esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo, dell'informazione e della politica l'hanno firmata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Avviso di vendita Salone Margherita (PDF), su bancaditalia.it, 7 luglio 2017. URL consultato il 28 luglio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefania Severi. I teatri di Roma. Roma, Newton & Compton, 1989.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]