Sciantosa

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La Chanteuse du Café-Concert di Édouard Manet

La sciantosa era una figura professionale del Café-chantant[1], confluita poi nei generi di derivazione come il teatro di varietà, la rivista e l'avanspettacolo. La nascita del termine si fa risalire quindi agli anni intercorsi tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento[2].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il termine sciantosa è un'italianizzazione (o meglio una storpiatura della lingua napoletana) della parola francese chanteuse, che letteralmente significa "cantante": inizialmente, infatti, le sciantose eseguivano nei café-chantant brani ed arie tratti da opere liriche o operette famose. Si può pensare alla sciantosa come ad una riproduzione, in piccolo, della diva del teatro d'opera[3]. Col passare del tempo, però, il termine "sciantosa" acquisì sempre più il significato di donna fatale, seducente, ammaliatrice: alle effettive capacità artistiche della divetta di turno, dunque, erano preferite le caratteristiche fisiche e di portamento in scena[4].

Le sciantose erano uno dei pezzi forti nelle variegate proposte del cafè-chantant: solitamente si costruivano un passato ad hoc per rendere la loro presenza intrigante e maliziosa, parlavano con accenti stranieri per lasciar presupporre un esotismo che non apparteneva loro e millantavano storie d'amore con esponenti del jet-set (magari solo intravisti in platea). Una caratteristica delle sciantose più ricche e famose era quella di potersi permettere dei claquer, ossia un gruppo di persone che, dietro compenso, applaudivano ed urlavano a dismisura alla fine delle esecuzioni per trascinare la sala nel delirio più completo, accrescendo così notevolmente la quotazione dell'ingaggiatrice di turno.

Famose sciantose furono Anna Fougez, Paolina Giorgi, Gilda Mignonette, Olimpia D'Avigny, Yvonne De Fleuriel, Carmine Laurenza ed altre ancora. Col passare dei tempi e la nascita di cinema e televisione, la sciantosa come figura professionale è scomparsa, confluendo in quelle dell'odierna soubrette o showgirl.

Nei media[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Sabatini e Vittorio Coletti, Scheda sul vocabolo "sciantosa", in Il Sabatini Coletti - Dizionario della Lingua Italiana, Corriere della Sera, 2011, ISBN 88-09-21007-7.
  2. ^ Cafè chantant alla romana di Claudio Rendina, da Repubblica dell'11 novembre 2001.
  3. ^ Lina Cavalieri la trasteverina più bella del mondo di Claudio Rendina, da Repubblica del 30 agosto 2009.
  4. ^ Livio Jannattoni, Roma Belle Epoque, Multigrafica Editrice, Roma 1986, p. 88.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Livio Jannattoni, Roma Belle Epoque, Multigrafica Editrice, Roma 1986

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